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martedì 21 gennaio 2014

Un furgone e un cadavere, entrambi "abbandonati" sulla SP 110: giallo a Ordona

L'uomo, un 51enne di nazionalità rumena, potrebbe essere deceduto dopo un incidente stradale e poi abbandonato sul ciglio della strada. Per il fatto sono state fermate due persone. Ma sull'accaduto sono in corso ulteriori indagini

17 gennaio 2014

E’ un mistero la morte di Mannix Zisu, 51enne di nazionalità rumena il cui corpo senza vita è stato ritrovato alle 6,30 della scorsa domenica, in strada, accanto ad un furgone incidentato.

Sul caso, sono in corso le indagini del carabinieri che, per il fatto hanno fermato, due cittadini rumeni, rispettivamente di 28 e 33 anni, in Italia senza fissa dimora. Poche, pochissime le informazioni raccolte fino ad ora. Elementi che non consentono di muovere un’eventuale accusa per omissione di soccorso. Solo l’autopsia, infatti, potrà stabilire- se disposta - se il 51enne è morto sul colpo e poi abbandonato in strada, oppure se, rimasto ferito, sia sceso dal mezzo per poi accasciarsi al suolo subito dopo.

Secondo quanto fino ad ora ricostruito, nella notte tra sabato e domenica scorsi, i due fermati e Zisu sarebbero rimasti vittima di un incidente stradale che non ha coinvolto altre vetture: stavano percorrendo la provinciale 110, Orta Nova – Ordona quando, dopo essere usciti dalla sede stradale hanno impattato violentemente contro un palo dell’energia elettrica. Poi, dopo essersi resi conto che nell’impatto aveva perso la vita il loro connazionale, i due avrebbero deciso di abbandonare il furgone con il loro connazionale.

Nel frattempo, il proprietario del mezzo (anch’egli cittadino rumeno), avvisato che il suo furgone non si trovava più nel luogo in cui lo aveva lasciato, si è posto immediatamente alla ricerca dello stesso. Il furgone semidistrutto è stato rinvenuto successivamente in una strada sterrata perpendicolare alla provinciale 110, con accanto il corpo senza vita del 51enne.

Allertati quindi i carabinieri che, giunti sul posto, avviavano le relative indagini, individuando il punto esatto in cui il furgone era fuoriuscito dalla sede stradale poiché, nelle vicinanze, erano ancora presenti pezzi di carrozzeria e il portellone di chiusura che, per la violenza dell’urto, si era staccato rimanendo accartocciato sull’asfalto. Successivamente, attraverso le testimonianze dei cittadini rumeni di un vicino casolare di campagna, i militari hanno potuto individuare il luogo in cui risultavano domiciliati sia il defunto Zisu, sia i due fermati. Poiché il proprietario del mezzo ha dichiarato di non aver prestato a nessuno il mezzo, i carabinieri hanno sottoposto a fermo per ricettazione i due uomini, in attesa che si faccia luce sull’intera vicenda.

Fonte: FoggiaToday

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