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giovedì 27 marzo 2014

Milano, ventenne romena sequestrata e violentata da due connazionali: presi

Venerdì 14 Marzo 2014
di Salvatore Garzillo

Un incubo durato 24 ore. Sequestrata, picchiata con catene e bastoni e violentata ripetutamente da due uomini in un casolare abbandonato e in un container a Monza. Due mostri, due pregiudicati romeni di 30 e 32 anni, che si erano presentati come i suoi salvatori.
A incastrarli sono stati i tatuaggi, uno in particolare: il volto di una donna disegnato sul petto con sopra la frase in romeno: «Odio le femmine perverse».
La storia di S.L., baby sitter romena di 20 anni che abita a Verona, inizia il 15 febbraio in stazione Centrale. Ha appuntamento per le 22,45 con il fidanzato, un connazionale di 20 anni, operaio a Piacenza. Al suo arrivo, però, il ragazzo non c'è. La giovane non parla italiano, non ha cellulare ma solo una scheda sim. Così chiede a due sconosciuti il telefonino in prestito, con il quale contatta il compagno e riceve l'assicurazione che in pochi minuti sarebbe stata raggiunta. Ma il tempo passa, e allora i romeni le offrono di accompagnarla a cena perché «la stazione è un posto pericoloso». Dopo un po' lei inizia a preoccuparsi, chiama di nuovo il fidanzato, che chiede di parlare con i due uomini, ma questi spengono il cellulare e danno il via all'incubo. Portano la ragazza in una villetta a Monza in zona San Fruttuoso, dove la picchiano e stuprano per ore. L'indomani uno dei due finge di riaccompagnarla in stazione ma invece la porta in un container poco distante, dove si ripetono le violenze brutali. Infine, alle 20 del 16 febbraio, la abbandona davanti alla Centrale, dove incontra il fidanzato che nel frattempo l'aveva cercata ovunque. Scioccata e ferita, la ragazza gli racconta tutto e denuncia alla polizia, fornendo dettagli precisi sui luoghi e sui tatuaggi degli aguzzini. Tre settimane di indagini, poi l'arresto per violenza sessuale e sequestro di persona di Silvian Luci Cristescu, 30 anni (quello con il tatuaggio incriminato), e Marian Scarlat, 32, identificato per due delfini disegnati attorno all'ombelico e una donna nuda sulla spalla.

Fonte: Leggo

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