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lunedì 10 marzo 2014

Scomparso da 5 anni, inghiottito da un torrente, era sepolto in Corsica

Imperia e Sanremo

06/03/2014 - IL BRACCIANTE ROMENO ABITAVA CON I FAMILIARI A SANTO STEFANO AL MARE

Rinvenuto nell’isola il corpo travolto dalla piena
la vigilia di Natale del 2009

Marian Bobolin, romeno era scomparso il 22 dicembre 2009.

g.ga.

SANTO STEFANO AL MARE

Era finito sulle coste della Corsica dopo essere stato trascinato in mare da un piccolo corso d'acqua in piena. E' il trentaquattrenne romeno Marian Bobolin che la sera del 22 dicembre 2009, sotto gli occhi del figlioletto di cinque anni scivolò, nel rio Santa Caterina e di cui si erano perse tracce e speranze, divorato dall'acqua e scomparso in mare. Inutili tutte le ricerche successive. Il torrentello teatro della tragedia segna il confine fra i Comuni di Riva Ligure e Santo Stefano dove Marian era residente con la moglie Simona, georgiana, che ha oggi 33 anni, e il figlio.

Il corpo del romeno una volta giunto in mare è stato trasportato al largo dalle correnti e, addirittura, dopo un centinaio di miglia, fino in Corsica dove è stato ritrovato. E proprio in un centro del nord nell'isola francese è stato in seguito sepolto. Solo recentemente è stato possibile conoscere la verità quando la moglie è stata informata del ritrovamento e, attraverso una serie di riscontri, è stato stablito che quel che è rimasto di un corpo trovato. Per il momento la vicenda è ancora coperta da un comprensbile riserbo.

L'uomo, in circostanze mai chiarite completamente, era finito nel rio e inghiottito dalle acque. Con lui c'era il figlio di 5 anni che raggiunse una casa vicina e chiese aiuto. Le ricerche immediatamente scattate e proseguite per diversi giorni sono però risultate vane. A parte il portafogli e la patente di Marian, nient'altro. L'uomo viveva con i familiari in Strada Ponte Romano. Con la moglie, che conosceva fin da bambina, si era messo insieme quattordici anni prima. Aveva fatto il camionista, battendo le strade della Francia, e quindi il bracciante. Con tanti sacrifici stava costruendo una villetta a Craiova, in Romania. In patria tornava ogni estate, per tre mesi. Non per vacanza ma per costruire con le sue mani quella dimora dove un giorno sarebbe tornato per sempre. Un sogno infranto dall'impeto di una natura malvagia e assassina.

Fonte: LA STAMPA


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