La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

Bun găsit pe site! Benvenuto!

Comentează articolele publicate!

lunedì 7 aprile 2014

Audax forlivese, l'allenatore parla in romeno a giocatore che viene ammonito. Lui: è razzismo

Dopo il «caso Casablanca» un altro episodio di razzismo in campo calcistico? È quello che sarebbe denunciato da Antonesco Radu, allenatore romeno dell'Audax Forlivese, partecipante al campionato di calcio a sette organizzato dal CSI di Forlì. Secondo l'allenatore, durante la partita di venerdì scorso fra Audax e Italtex, l'arbitro avrebbe redarguito in malo modo e ammonito un giocatore di nazionalità romena perchè stava usando la sua lingua madre nel parlare con i compagni invece dell'italiano. Secondo l'Audax non esiste nel regolamento di calcio dalla Figc italiana alcun articolo che prevede che i giocatori in campo debbano parlare per forza la lingua italiana.

Pronta la replica di Stefano Gurioli, presidente del CSI di Forlì. «L'arbitro ha fatto valere un'indicazione che ci siamo dati e che avevamo comunicato nel corso di una riunione alle squadre, a cui l'Audax era assente - ha precisato il dirigente -. Forse l'arbitro ha sbagliato nei modi, l'ammonizione non ci stava e bastava riprendere il giocatore verbalmente, tanto che il giocatore non subirà alcuna sanzione o squalifica». Ma Gurioli difende la regola. «Se in campo si danno indicazioni in rumeno come fa a sapere l'arbitro che si sta invitando qualcuno a 'spaccare la gambà ad un avversario o si sta offendendo l'arbitro stesso? Ci siamo dati questa regola, se non va bene uno è libero di tesserarsi altrove». Gurioli infine nega ogni intento razzista, ma anzi rovescia il concetto. «A volte chi accusa di razzismo vuole un privilegio che ad altri non è concesso e si finisce nel razzismo al contrario: la possibilità di parlare in una lingua non comprensibile dagli avversari e dall'arbitro è uno di questi».

Mercoledì 02 Aprile

Fonte: Il Messaggero


Leggi anche:
"Se vuoi parlare la tua lingua, vai al tuo Paese", nuove accuse di razzismo in un campo di calcio forlivese
"Ammonito perché ho parlato in rumeno: è un provvedimento razzista"

Nessun commento:

Posta un commento