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lunedì 7 aprile 2014

Tre anni in carcere da innocente. Trovata morta in casa, è giallo

Policlinico di Tor Vergata
Mistero a Tor Vergata

Adriana Jacob era stata assolta nel 2008 dall’accusa di aver ucciso un’anziana. Il risarcimento di 210 mila euro le è stato negato: «La sua colpa? Era un’alcolizzata»

di Rinaldo Frignani

Una storia da film. Una fine misteriosa nel suo appartamento a Tor Vergata. E’ la vicenda di Adriana Vasilica Jacob, romena di 45 anni, trovata morta venerdì scorso nella sua abitazione di via Vincenzo Alberti dall’ex fidanzato che lei non voleva più vedere e che invece ha sfondato una finestra per trovarla senza vita, distesa sul letto, con una tuta addosso. Nel 2008 la quarantenne era stata assolta dall’accusa di aver ucciso l’anziana donna che accudiva. Poi nel 2013 era diventata famosa perché lo Stato le aveva negato un risarcimento di 210 mila euro per ingiusta detenzione con una motivazione curiosa: poiché la romena era dipendente dagli alcolici, aveva tratto in inganno gli investigatori che l’avevano arrestata sospettando che avesse assassinato che le aveva dato un lavoro da badante.

Un occhio nero e macchie rosse sulla schiena

Sulla morte di Adriana indagano ora gli agenti della Squadra mobile e del commissariato Casilino Nuovo intervenuti in via Alberti alle 9.50 di venerdì su richiesta dell’ex compagno. L’appartamento era in ordine, la porta chiusa dall’interno. Sul volto della romena è stata trovata un’ecchimosi sull’occhio sinistro, sulla schiena delle macchie rosse che potrebbero essere compatibili con tracce ipostatiche. Il decesso della donna risalirebbe alla notte precedente, ma sarà l’autopsia a stabilire le cause della morte, forse sono quelle macchie sono la conseguenza della posizione supina del cadavere. Non si esclude che la quarantenne sia caduta accidentalmente e abbia sbattuto il viso. Ma nemmeno che sia stata aggredita.

«Colpa sua se è finita in carcere»

Adriana venne arrestata nel 2008 per l’omicidio di Paola Iori, trovava morta in casa. In realtà si è poi scoperto che le fratture alle costole non erano state provocate dalla badante romena nel corso di un’aggressione ma dal massaggio cardiaco praticato dai primi soccorritori nel tentativo di rianimare l’anziana. Dopo l’assoluzione la Corte d’Appello di Roma stabilì il risarcimento per l’ingiusta detenzione della Jacob contro il quale presentò ricorso l’Avvocatura dello Stato. spiegando che la badante innocente «si rifugiava in un uso smodato di sostanze alcoliche. Tale condizione, in aggiunta della presenza di gravi lesioni sul corpo della persona che doveva accudire e ai cattivi rapporti di colei che doveva assistere, ha ingenerato il grave sospetto di omicidio. E quindi la donna ha concorso con dolo o colpa grave a cagionare l’emissione del provvedimento di applicazione della misura cautelare». Come a dire che se Adriana è stata arrestata è stata solo colpa sua.

L’sms all’ex compagno: «Non venire qui, non mi sento bene»

Nei mesi scorsi Adriana si era rifugiata nella sua abitazione. Dai riscontri della polizia è emerso che poche ore prima di morire, contattata dall’ex fidanzato, la donna gli ha risposto con un sms, scrivendogli che non lo voleva vedere e che non sarebbe dovuto andare a casa sua perché lei non si sentiva bene. Nonostante questo l’uomo, un altro romeno, preoccupato per lo stato di salute della quarantenne, si è recato ugualmente a casa sua a Tor Vergata. Il romeno ha riferito alla polizia di aver cercato di contattarla, senza esito, e solo a quel punto, temendo il peggio, ha forzato una finestra dell’appartamento scoprendo il corpo sul letto.

6 aprile 2014

Fonte: Corriere della Sera

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