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venerdì 2 maggio 2014

Esposto alla procura di Foggia: il caso delle liste elettorali per i cittadini stranieri a Stornarella

4/29/2014

FOGGIA - Un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Foggia getta un ombra sulle prossime elezioni amministrative nel Comune di Stornarella. Autore della denuncia è il candidato sindaco del Movimento civico “Stornarella in Movimento” nonché segretario regionale dell’Italia dei Valori, Massimo Colia.

Nell’esposto inviato ai magistrati prima del termine ultimo del 15 aprile, per l’iscrizione nelle liste elettorali aggiunte per i cittadini stranieri comunitari, si pone, infatti, l’attenzione su una anomala percentuale di richieste giunte al Comune di Stornarella che con i suoi poco più di 5000 abitati ha registrato lo strano picco di circa il 6% di iscrizioni.

Il prossimo 25 maggio, dunque, a Stornarella 260 cittadini stranieri comunitari voteranno per esprimere il nuovo sindaco e la nuova maggioranza in quel Comune.

Credo che la storica presenza di cittadini stranieri nella nostra comunità sia un valore aggiunto che contribuisce a creare crescita e sviluppo – dice Colia – ma resta certamente sospetto un trend che in Italia non ha eguali. Basti pensare che a Foggia città si sono iscritti a votare 447 cittadini stranieri per un corpo elettorale di circa 125mila elettori pari allo 0.35%, che a Orta Nova a soli 8 chilometri da qui su 13.700 elettori si sia iscritto solo l’1% dei stranieri comunitari o che nella settentrionale città di Modena la percentuale sia stata solo dello 0,24%. Insomma è certamente strano che i cittadini stranieri che hanno avuto voglia o il tempo di informarsi e partecipare alle scelte di politica locale si siano concentrati tutti qui a Stornella.

Un dato che non lascia indifferente l’esponente politico pugliese e il candidato sindaco Massimo Colia che proprio per queste ragioni, malgrado – dice “ ci si trovi di fronte ad un percorso legittimo e addirittura auspicabile di integrazione e partecipazione democratica” – ha inteso segnalare l’anomalia alla Procura di Foggia.

Abbiamo il dovere di vigilare su segnali che arrivano dal territorio che potrebbero al contrario di quello che si possa pensare rappresentare una sorta di ricatto nei confronti di questi cittadini neo-comunitari – afferma – costretti a mostrare un interesse verso il futuro amministrativo della nostra comunità in cambio di qualche promessa di lavoro garantito.

Una vicenda che segnalata agli organi competenti sottolinea l’eterna questione che riguarda i cittadini stranieri che in pianta stabile o stagionalmente raggiungono la nostra regione e la provincia di Foggia in particolare.

E’ troppo vivo in noi il ricordo di vicende drammatiche come quelle del ghetto di Rignano o del capannone lager nelle campagne tra Cerignola e San Severo dove si lavorano i carciofi in condizioni disumane e per pochi centesimi di euro – afferma Massimo Colia – per non vigilare adeguatamente su fenomeni che con le dovute proporzioni rischiano ancora una volta di creare situazioni di condizionabilità e ricatto su cittadini meno garantiti. Se qualcuno avesse pensato di far presentare a cittadini stranieri comunitari richieste di residenza per controllare e quindi accaparrarsi voti sarebbe ancora una volta la sconfitta dell’integrazione e della civiltà.

Fonte: Giornale di Puglia

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