La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

Bun găsit pe site! Benvenuto!

Comentează articolele publicate!

lunedì 23 giugno 2014

In libreria: Geo Vasile. Poesia romena

In anteprima alla Fiera del libro di Imperia
01 Giugno 2014

La scrittura di Geo Vasile penetra con grandi capacità poetiche un periodo complesso che vede la fine del romanticismo e il nascere di fermenti nuovi, difficili e spesso complessi.
I regimi totalitari che coinvolsero tutto il Novecento sfaldarono certezze e negarono libertà. L’arte si trovò quindi a confrontarsi con il surreale, il metafisico, l’incertezza del sé e il desiderio spasmodico di luce. Geo Vasile poeta, italianista e critico, sia nella lirica che nella prosa incide l’animo e ci riporta autori che, “al gravitare” dei tempi, risposero cercando di trovare la realtà nell’impossibile, nel sogno, nella pazzia.
L’autore che nella sua silloge di poesie pubblicata con i tipi della Lietocolle (Como, 2012) interpretava un Orfeo maudit, mendicante in cerca del sublime, inteso come profondità abissale del bene o del male, ci offre ora una inaudita panoramica dei suoi tempi scandagliando nel profondo la lirica dei maggiori rappresentati del secolo, offrendo così al lettore un testo che viene a configurare storia, letteratura, poesia e suggestioni d’immagini di alto lirismo. (Patrizia Garofalo)

Geo Vasile, Poesia romena. Sogno Suono Segno
Saggi & antologia con testo a fronte
Revisione poetica e nota critica di Patrizia Garofalo
EIF, 2014, pp. 620, € 28,00

Fonte: TellusFolio

1 commento:

Salvatore Armando Santoro ha detto...

Sto leggendo il libro e, sinceramente ci trovo anche molte analogie con la poetica del periodo del nostro Decandentismo, almeno nelle poesie delle prime pagine, tipo "Gandid la tine" (Pensando a te) e "Afara-i toamna! (L'autunno fuori) che nell'originale sono in rima (e che sicuramente proverò a tradurre io conservando la rima anche nella traduzione. Ma appena la mia amica rumena sarà disponibile a perdere qualche ora con me perché è lei che mi aiuta nella traduzione letterale mentre all'adattamento poetico poi ci penso io. Ma ho cominciato adesso a leggere il volume ed è troppo presto per esprimere un giudizio se non per il fatto che amo la poesia rumena e diversi suoi autori che la interpretano ancora in modo magistrale e con molto sentimento tipico della mia gente del Sud. Tra le poesie a verso libero ho letto velocemente "Cimitirul roman" (Cimitero Romano) e l'ho già commentata inserendo una mia vecchia poesia, "A Orazio, schiavo romano" che ha molte assonanze "politiche" con quella di Vasile. Non trovo però, nel verso libero di Vasile, analogie con i poeti maudit ed in particolare con lo stile rivoluzionario di Apollinaire (che, comunque, scrive sempre in versi rispettando la rima anche se salta tutta la punteggiatura come nel suo stile).
D'altro canto dobbiano tenere conto che la letteratura rumena non ha un storia profonda come la nostra e, quindi, forse è troppo presto anche per altri critici più professionali di me di esprimere un giudizio completo ed esauriente.

Posta un commento