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domenica 13 luglio 2014

Natalia, ovvero come diventare Campionessa Europea ORC in quattro anni (da perfetta profana della vela)

Giovanni Sanfelice era a bordo dello Swan 42 dell'armatrice Natalia Brailoiu, fresca vincitrice dell'Europeo ORC di Valencia: mai era accaduto che un'imbarcazione battente bandiera rumena raccogliesse un tale risultato. Giovanni ci racconta come è nato questo gruppo vincente, tra "svarioni" linguistici e affiatamento crescente

Posted on luglio 9, 2014 by La Redazione in Regate&Sport

Natalia-brailouMetteteci che è la prima donna a vincere in qualità di timoniere il campionato Europeo ORC che si è corso a Valencia e che solo quattro anni fa non aveva mai toccato un timone in una regata. Basta questo per proclamare personaggio del mese la rumena – ma italiana di formazione regatistica – Natalia Brailoiu, il timoniere donna più titolato della storia recente della vela agonistica d’altura in Mediterraneo.

Tutto è iniziato quando nel 2010, a bordo di uno Swan 42. Pochi mesi dopo iniziava la sua carriera di “owner/driver” di “Natalia” numero velico ROU 1 alla Copa del Rey, al timone c’era Lorenzo Bortolotti. Lei lo osserva e capisce che ce la può fare. Da allora non ha più mollato il timone del suo Swan 42 vincendo la Swan Cup del 2012 e le regate inshore della Rolex Giraglia a Saint Tropez nel 2013 e 2014. E ora è arrivata la vittoria all’Europeo. Ma chi l’ha detto che le donne in barca non sanno fare nulla?

Nelle righe che seguono abbiamo chiesto a Giovanni Sanfelice, imbarcato a bordo di Natalia, di raccontarci come funzionano le cose a bordo di ROU 1 e di tratteggiare il carattere di questa vincente “owner-driver”.

IL RACCONTO DI CHI LA CONOSCE BENE
Se potessimo tornare indietro a quattro anni fa, forse le cose sembrerebbero meno scontate. Iniziava infatti alla Copa del Rey del 2010 a Palma di Maiorca l’avventura di Natalia Brailoiu e del suo Swan 42 che nell’occasione vedeva al timone Lorenzo Bortolotti. Una delle domande più frequenti che mi è stata posta e riproposta da allora è: “che lingua si parla a bordo?”. Effettivamente era una novità per tutti correre con numero velico ROU 1. I quotidiani di 4 pagine che vengono di solito distribuiti lì in banchina con piccoli shot sulla regata regalarono uno spazio all’esordio del “primero equipo rumeno en toda la historia de la Copa del Rey”.

NATALIA IMPARA IN FRETTA
Si cercava di parlare il più possibile in inglese, ma ben presto abbiamo avuto il sospetto che capissero molto meglio il nostro italiano. Eh si, il rumeno e l’italiano non sono lontani come si può pensare, tutt’altro, e Natalia in primis ha imparato molto in fretta. Si è spinta oltre, perchè ora non teme più i dialetti: genovese, triestìn, livornese, romano e via dicendo. Credo che presto potrebbe quasi arrivare a parlarli tutti… Non hanno in realtà avuto bisogno dell’inglese neanche “l’eclettico” tattico portoghese Diogo Cayolla e i madrelingua spagnola dell’equipaggio, già ben rodati ai caratteracci dei regatanti italici e spesso protagonisti tra le boe nelle nostre acque.

“ROTULA LA STAYSAIL”
Tutto questo per dire che passati insieme questi anni, l’italiano sembrerebbe aver preso il largo, al netto di qualche comprensibile errore -”rotula la staysail” anzichè “arrotola”, oppure “bravi ragazi, avete fato un lavoro de la maddona”- e senza considerare che in fondo il portoghese è simile al rumeno più di quanto il triestino non sia prossimo al romano. L’alchimia è arrivata principalmente con il lavoro, e le differenze linguistiche sono diventate un buon pretesto per imparare gli uni dagli altri.

Equipaggio-natalia

ATTENZIONE MANIACALE
La preparazione e la conoscenza della barca sono cresciute in maniera esponenziale, e oggi scafo vele e attrezzature vengono curate in ogni dettaglio, con la vera convinzione di poter essere sempre più veloci. A Natalia il merito di aver preso la ruota in mano imparando a timonare ad alti livelli migliorando dopo ogni singola ora passata in mare, a suo marito George Brailoiu quello di aver creduto in queste persone ed esser stato il primo dei tifosi del programma. Brava Natalia, ti sei meritata di vincere questo Europeo ORC a Valencia. Non era poi così scontato!

Giovanni Sanfelice
(foto di copertina e di apertura di Max Ranchi)

Fonte: Giornale della Vela

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