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lunedì 17 novembre 2014

Elezioni in Romania, vince Iohannis. Ponta ammette la sconfitta

(reuters)
Alta affluenza, lunghe file di elettori anche in Italia dove vivono quasi 900 mila cittadini romeni
dal corrispondente ANDREA TARQUINI

16 novembre 2014

BUCAREST - E' la seconda svolta di speranza dei romeni, quasi venticinque anni dopo la sanguinosa caduta del Conducator, il brutale tiranno Nicolae Ceausescu. Al secondo turno delle elezioni presidenziali svoltesi ieri nel paese balcanico membro di Unione europea e Nato, il candidato del centrodestra, cioè il 'signor mani pulitè sindaco di Sibiu e di origini tedesche Klaus Johannis, ha vinto. E'stato il suo avversario, il discusso premier uscente socialista ma autoritario Victor Ponta, ritenuto il candidato del vecchio sistema di corruzione e complicità con gli ex della Securitate (la famigerata polizia segreta di Ceausescu) a riconoscere la sconfitta. Dopo ore di appassionante testa a testa, Ponta ha gettato la spugna. Ma ha anche detto che non vuole dimettersi dalla carica di primo ministro, dato che le elezioni parlamentari e presidenziali entrambe a suffragio universale in Romania sono ben distinte.

"Ho chiamato il signor Johannis per felicitarmi della sua vittoria, il popolo ha sempre ragione", ha detto il 42enne Victor Ponta ambizioso e iperottimista fino a poche ore prima. Secondo gli exit poll, e a quanto pare anche a causa del determinante voto degli oltre 4 milioni di cittadini romeni viventi all'estero, di cui 900mila in Italia, Klaus Johannis ha avuto la meglio. Si apre ora una nuova partita, nel paese che prima della seconda guerra mondiale era povero ma vitale, poi cadde sotto la forma più spietata di regime di tipo sovietico (il primo dittatore, Gheorghe Gheorghiu-Dej, fece sparire nel GuLag mezzo milione di intellettuali, imprenditori, diplomatici, accademici, decapitando l'élite nazionale), poi venne Ceausescu con promesse di più libertà ma una dittatura ancor più personale e spietata sul modello nordcoreano.

"Tace si face", taci e lavora, è il motto di Klaus Johannis, il centrista di origine tedesca - ma ha moglie romena e parla romeno perfettamente - che è anche il signor mani pulite, e a Sibiu (Siebenbergen in tedesco, Nagyszeben in ungherese) capitale della regione dove le minoranze magiara e tedesca sono numerose, ha governato alla meglio, rilanciando la città e lottando senza pietà contro la corruzione. Ecco la chiave del voto romeno: non tanto centrodestra contro centrosinistra, nonostante l'affiliazione dell'alleanza moderata di Johannis al Ppe e di Ponta ai socialisti europei. Bensì scontro tra vecchio e nuovo, tra vecchie camarillas di ex della Securitate e oligarchi loro amici contro gente desiderosa di ammodernare il paese, e rendere meno corrotte e più pulite le istituzioni. Il dinamico, impetuoso sviluppo economico - due esempi per tutti, Dacia marchio low cost di Renault trionfante in tutto il mondo, e la fabbricazione di telefonini Lumia, ex Nokia, de localizzata a casa dei romeni - ha risollevato il paese dai decenni della lunga notte tirannica, ma le vecchie caste di potere spesso restano tranquille al comando. E nel paese, il secondo più povero della Ue dopo la Bulgaria, i giovani sempre più numerosi decidono di partire. Adesso forse con Johannis potrà cambiare. Ma fino alle parlamentari del 2016 la coabitazione tra il presidente-mani pulite e il governo di Ponta ancora in carica sarà difficile e dura.

Il voto all'estero. Affluenza molto alta, sia in Romania che all'estero, dove vive una diaspora di oltre tre milioni di romeni. In Italia lunghe file presso i centri di voto allestiti nelle ambasciate. L'Italia - dove vivono quasi 900mila romeni - non fa eccezione. A Venezia stamattina si sono formate lunghe code in Strada Nuova, in pieno centro storico, davanti all'Istituto di cultura romeno dov'è allestito il seggio, con 600 persone in fila e tempi di 4-5 ore d'attesa prevista per entrare al seggio. Code infinite anche a Bologna, davanti al consolato di via Guelfa, mentre a Roma è stata chiusa al traffico, per consentire un voto senza problemi alla gente in coda, la sede consolare di via del Serafico.

Fonte: La Repubblica


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Citeste si:
Rezultatele exit-poll-urilor. IRES - Klaus Iohannis: 51,6%, Victor Ponta: 48,4%. CURS - Iohannis: 52,16%, Ponta: 47,84%. Victor Ponta: „L-am sunat pe Klaus Iohannis şi l-am felicitat”. Peste 360.000 de români au votat în străinătate

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