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martedì 21 luglio 2015

La Romanian Orchestra fa il tutto esaurito

Dobbiaco, le “Settimane Musicali Gustav Mahler” partono col piede giusto E domani tocca ai filosofi Osten e Sloterdijk affrontare il tema dell’ebraismo.

 La Romanian Orchestra fa il tutto esaurito DOBBIACO. Tutto esaurito e grande successo, sabato a Dobbiaco, per l’inaugurazione delle Settimane Musicali Gustav Mahler, giunte alla 35esima edizione.

 La serata inaugurale ambientata nella sala Gustav Mahler e animata dalla presenza della Romanian National Symphony Orchestra, diretta da Cristian Mandeal, ha registrato interventi di Hansjörg Viertler, presidente delle Settimane mahleriane, nonché di Vera Nicolussi Leck - in rappresentanza dell’assessore alla cultura Philipp Achammer - e del sindaco di Dobbiaco, Guido Bocher.

 L’Orchestra rumena ha eseguito la Sinfonia n. 1 di Gustav Mahler, la Rapsodia rumena in la maggiore op. 11 n. 1 die George Enescu e la Burlesca in re minore per pianoforte e orchestra di Richard Strauss, interpretata con maestria da Oxana Corjos.

 Grande e caloroso è stato l’applauso del pubblico.

Viertler nel suo indirizzo di saluto ha ringraziato tutti i sostenitori del festival – Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Trentino Alto Adige, il Comune di Dobbiaco, Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Raiffeisen - e ha passato in rassegna i 35 anni della kermesse mahleriana a Dobbiaco: «Trentacinque anni di settimane musicali: l’idea a suo tempo, nel 1981, era semplice e geniale. In memoria di Gustav Mahler che qui creò le sue ultime opere inventammo un festival a lui dedicato al fine di promuovere il richiamo turistico di Dobbiaco. Fu il primo modello di successo per un concetto di turismo culturale in Alto Adige. Oggi, più che un modello siamo diventati probabilmente un classico, con le sue radici in questa regione, ma con l’Europa come obiettivo: quest’anno con il concerto di apertura con l'Orchestra Nazionale Rumena. Ormai sappiamo che, affinché la cultura si concretizzi come un valore aggiunto di una regione, ci vuole un respiro lungo, un sacco di motivazioni e molte risorse finanziarie. Il respiro lungo e la motivazione negli ultimi 35 anni li abbiamo avuti in abbondanza, le risorse finanziarie erano piuttosto limitate».

 La parte scientifica delle Settimane musicali Gustav Mahler – curata anche quest’anno da Hubert Stuppner – ruota, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, intorno all’argomento dell’antisemitismo culturale e razziale sperimentato da Gustav Mahler quando era a capo dell’Orchestra dell’Opera di corte di Vienna. Risale a quell’epoca la famosa frase di Mahler, benché fosse all’apice della sua carriera da direttore: «Tre volte senza patria, boemo fra gli austriaci, austriaco fra i tedeschi, ebreo in tutto il mondo. Ovunque un intruso, uno straniero».

 Alle conferenze, alle quali interverranno musicologi di fama internazionale ed esperti italiani e stranieri, farà da cornice un’esposizione con vignette antisemite pubblicate a Vienna all’epoca di Mahler. Enzo Restagno e Angelo Foletto parleranno dell’aspetto ebraico nella musica di Schönberg e di Mahler, il giovane direttore d’orchestra e compositore israeliano Yoel Gamzou, direttore della “Internationale Gustav-Mahler-Orchester Berlin”, illustrerà la sua versione, molto discussa, della Decima di Mahler e il celebre biografo mahleriano Jens Malte Fischer tratterà la genesi dell’antisemitismo austriaco.

 All’ebraismo in generale è dedicato il pomeriggio di domani con le conferenze di due dei maggiori pensatori e filosofi culturali tedeschi: Manfred Osten, ex direttore della Fondazione “Alexander von Humboldt-Stiftung”, e Peter Sloterdijk, uno dei più illustri e ascoltati filosofi tedeschi contemporanei. L'appuntamento è alle 16 nella Sala degli Specchi, le relazioni saranno in tedesco con traduzione simultanea. Osten farà luce sull’illuminismo ebraico da Goethe a Mahler, mentre il Prof. Peter Sloterdijk metterà al centro del suo intervento le tesi del suo recente libro “I terribili figli dell’era moderna”. Seguirà una tavola rotonda, nella quale saranno approfonditi i vari aspetti dell’antisemitismo. Peter Sloterdijk vede invece una delle radici dell’antisemitismo nell’”esperimento antigenealogico” del fondatore del Cristianesimo, il quale rinnegò il suo padre fisico mettendo al suo posto il Padre nel cielo, riservando a questi la vendetta e chiedendo agli uomini un comportamento d’amore. L’intervento di Sloterdijk susciterà a Dobbiaco non poche polemiche e darà spazio a una discussione ricca di spunti filosofici e umanistici.

 Con questi interventi le Settimane musicali Gustav Mahler cambieranno pelle, posizionandosi come una sorta di “forum culturale“, luogo d’incontro europeo per temi musicali e morali, etici ed estetici, nonché politici – nello spirito di Mahler che nella musica non vedeva solo consolazione e confessione esistenziale ma anche una valida interpretazione del mondo. Insomma, una crescita ulteriore che nato per la musica sta diventando qualcosa d’altro. E di migliore.

Fonte:Alto Adige

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