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mercoledì 30 settembre 2015

Corsi di romeno nelle scuole di Ladispoli: la parola al preside Riccardo Agresti

27/09/2015

'Molti ignorano poi che la conoscenza della cultura del diverso permette la diffusione della pace'

Il caso dell’introduzione di un corso di lingua e cultura romena obbligatorio nelle scuole di Ladispoli ha fatto discutere diversi genitori. A parlare ora è proprio il Preside dei plessi scolastici ‘’Corrado Melone’’ e ‘’Ladispoli 1’’, il professor Riccardo Agresti, che difende strenuamente la sua politica: ''Non credo che certe frasi lette sui social network rappresentino rigurgiti di razzismo, sciovinismo o imbecillità, sono convinto invece che si tratti di ignoranza nel senso letterale del termine: non conoscenza dell’argomento!

Conviene quindi iniziare con un po’ di storia, ricordando che il progetto deriva da un accordo bilaterale, firmato dall’allora Ministro Fioroni, che consente uno scambio fra docenti italiani e romeni, i quali vanno ad insegnare nell’altro Paese le rispettive culture (gli italiani in Romania ed i romeni in Italia). Molti quindi ignorano che la professoressa di romeno è una dipendente dal Governo di Bucarest e da esso stipendiata; in pratica il corso è il dono di un Governo estero che due Istituti di Ladispoli hanno accettato da molti anni (il “Ladispoli 1” prima e subito dopo il “Corrado Melone”). Se alla Scuola fosse offerto un corso di lingua e civiltà giapponese o russa o cinese, accoglieremmo immediatamente l’offerta. Per lo stesso motivo abbiamo appena accolto l’offerta di un corso (purtroppo al momento limitato a poche unità) di lingua, cultura e civiltà polacca e negli anni passati si è insegnato anche l’arabo (finché la docente ha offerto gratuitamente la propria competenza), perché purtroppo la Scuola non ha fondi per potenziare la propria offerta con le sole proprie forze!

Il corso di romeno viene svolto per le secondarie di primo grado al di fuori dell’orario scolastico, semplicemente perché la struttura oraria di questo ordine di scuola non permette grandi argini di manovra, sebbene la “buona Scuola” offra ora maggiori possibilità autonomistiche. Invece molte insegnanti della primaria e dell’infanzia, con grande lungimiranza ed intelligenza, hanno riconosciuto l’importanza della conoscenza delle basi di una lingua che a Ladispoli è la seconda maggiormente parlata ed hanno accolto il corso nel proprio orario curricolare per far sì che i propri bambini, romeni ed italiani, si conoscano meglio.

È ovvio che, vista la vocazione turistica della città di Ladispoli, sarebbe molto più utile un corso di lingua inglese, perché permette di parlare e fare affari con i turisti che vengono in città, invece di fare solamente amicizia con altri ladispolani provenienti dalla Romania. Ma al di là del fatto che l’inglese si studia curricularmente, resta che il governo britannico (che si pone con fare guardingo verso la comunità europea, della quale la Romania è parte integrante) si guarda bene dal donare corsi di lingua inglese allo Stato italiano.

Coloro che contestano l’obbligatorietà del corso di lingua, cultura e civiltà romena, commettono un doppio grave errore di valutazione. Da un lato non ricordano che le insegnanti, le quali hanno scelto di potenziare l’offerta formativa della classe, accettando in aula il supporto della docente di romeno, sono professioniste vincitrici di concorsi pubblici. Credo che a nessuno, che si fidi del proprio medico, venga in mente di contestare i farmaci prescrittigli e sono anche convinto che a nessuno sia mai venuto in mente di ribellarsi quando a Scuola gli imposero lo studio del teorema di Pitagora, ma allora per quale motivo si contesta la scelta delle docenti, cui è affidato il bene più prezioso che si ha, i propri figli, se si ha fiducia in loro? I docenti, oltretutto, hanno salvaguardata dalla Costituzione il diritto al proprio metodo di insegnamento ed alla scelta dei temi da trattare, anche se con l’aiuto di un esperto esterno. Chi contesta le scelte delle docenti effettua, senza averne competenza, una vera e propria ingerenza nel lavoro di professioniste qualificate. Una vera e propria entrata a “gamba tesa”! Dall’altro lato dimenticano che la cultura è “additiva” e non “sottrattiva”: non si fa crescere culturalmente un ragazzo nascondendogli nozioni e fatti, ma mettendolo a contatto con questi. Chi conosce è più forte e più potente di chi conosca meno. Forse il romeno non sarà essenziale per il bagaglio culturale di un ladispolano che non si allontanerà mai dal proprio appartamento, ma tutti sanno che imparare più lingue apre maggiormente coscienza e confini a chi voglia conoscere il mondo. Se poi il corso è gratuito perché rifiutarlo? Per lasciarlo ad altri più furbi di noi? Non a caso ogni anno nuovi Paesi europei stipulano accordi bilaterali simili a quello voluto dal Ministro Fioroni.

Molti ignorano poi che la conoscenza della cultura del diverso permette la diffusione della pace. Infatti, per motivi ancestrali, l’uomo, per difesa, sospetta e teme a priori ciò che non conosce e questo può creare tensioni ed incomprensioni basate sul nulla. Invece conoscere la cultura dei concittadini o degli ospiti che provengono da “lontano” permette di creare le basi per la convivenza civile e pacifica. Non si odia chi si conosce, se questi non ci ha fatto personalmente nulla, mentre si odia a priori chi non conosciamo e ci viene appositamente descritto come pericoloso perché far odiare il diverso permette di nascondere i motivi per i quali occorre diffidare da chi ci sta vicino e si approfitta di noi!

Qualcuno ha parlato a sproposito di libertà dei genitori nelle scelte didattiche, ma anche in questo caso costui mostra ignoranza nel non sapere che la scelta del genitore, fin dal 1999, si attua preferendo liberamente la scuola al quale iscrivere il proprio figlio, basandosi sul piano dell’offerta formativa di quella Scuola, e quindi allontanandosi da quelle che mostrano una linea didattica non conforme alle proprie idee didattiche. Infatti, se prima del 1999 ci si doveva forzatamente iscrivere nella scuola più vicina alla propria residenza, dalla riforma Berlinguer la scelta è basata unicamente sulla linea didattica più conforme alle proprie idee. Chi caschi dalle nuvole ora, dimentica che l’I.C. “Ladispoli 1” ha una linea didattica aperta alla multiculturalità che risale fin dalle scelte didattiche dell’allora preside Accardo''.

Fonte: Baraonda News

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mai lasati rasismul la oparte in Romaia traiesc peste 2.000.000. italieni pensionari si nu sa comportat nimeni asa cu ei asa iar voi faceti gura acolo ca se studiaza limba romana in 2 scoli in Italia unde sunt peste 20% cetateni roamani nu uitati ca ura asta va distruge generatiile viitoare si ar fii pacat ca intr-o lume din care supravietuim tot mai greu sa ajungem pana la urma sa ne si ......noi pe noi iar ce este mai urat e ca transmitem si copiilor generatiilor viitoare aceasta ura

Anonimo ha detto...

Può lasciare da parte il razzismo in Romania esistono più di 2.000.000. italiano in pensione e nessuno si comportavano così li ho accettato come pari diritti e pari diritti. Tu fai scandalo che lingua rumena è studiato in due scuole in Italia dove oltre il 20% sono cittadini rumeni. Non dimenticate che l'odio sta distruggendo le generazioni future e sarebbe un peccato che in un mondo di cui sopravvivono più difficile poi passare e figli, le generazioni future e questo odio non è affatto buono
Si tratta di una mentalità sbagliata

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