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mercoledì 28 ottobre 2015

Trapianto simultaneo di reni, a Torino è primato mondiale: la donatrice è rumena

15 ottobre 2015, Americo Mascarucci

Da oggi l'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino potrà vantare un primato mondiale, quello cioè di aver effettuato il primo trapianto simultaneo di reni su due fratelli.

Fratello e sorella venezuelani, entrambi residenti in Piemonte, si sono visti trapiantare nello stesso pomeriggio due reni prelevati da una donatrice di quarantuno anni di nazionalità rumena deceduta per emorragia cerebrale presso lo stesso ospedale.

Il rene sinistro è stato trapiantato su un uomo venezuelano di 48 anni in dialisi dal 2013 per nefropatia policistica ereditaria. Quello destro sulla sorella di 50 anni, affetta dalla stessa patologia e non ancora in dialisi.

In realtà di interventi di questo tipo, anche se non frequentissimi, se ne sono fatti anche in passato, ma la particolarità sta nel fatto che grazie all’espianto e al successivo trapianto dei due reni si sono salvati due fratelli, un uomo e una donna che erano affetti dalla stessa patologia genetica.

Il doppio trapianto è stato effettuato dai chirurghi vascolare Aldo Verri e Monica Hafner (équipe dottor Maurizio Merlo) e dagli urologi Giovanni Pasquale ed Alessandro Greco (équipe professor Bruno Frea).
I due trapianti sono tecnicamente riusciti ed ora i pazienti sono ricoverati presso la terapia intensiva della Nefrologia Dialisi Trapianto delle Molinette e seguiti dall'équipe nefrologica diretta dal professor Luigi Biancone.
La coincidenza che da un donatore vengano trapiantati una coppia fratello e sorella è dovuta alla compatibilità immunitaria molto simile tra i due trapiantati ed ovviamente alla donatrice e rafforza l'importanza della compatibilità nell'allocazione di questi organi proprio per ridurre i rischi di rigetto.

Ha sottolineato il dottor Biancone: “Questo evento deve riportare l’attenzione su questa malattia renale ereditaria, il rene policistico, che per la sua trasmissione autosomica dominante può colpire diversi membri all’interno di una stessa famiglia. E’ una causa importante di insufficienza renale avanzata, dal momento che circa l’8% dei pazienti in dialisi è affetto da questa patologia”.

E’ tuttavia straordinario anche l’aspetto etico di questa vicenda, ossia come il decesso di una vita abbia permesso di salvarne due.

Fonte: IntelligoNews

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