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lunedì 9 novembre 2015

La comunità romena scende in strada

Solidarietà con i moti che hanno spinto alle dimissioni il premier romeno Victor Ponta

06/11/2015
Paolo Ccccorese
Torino

Come a Bucarest, dove nelle ultime quattro notti sono scese in strada trentamila persone, anche a Torino è sbarcata la protesta dei romeni che da giorni occupano le piazze delle maggior città del paese per chiedere guerra alla corruzione e riforme. Questa sera, davanti al consolato di via Ancona quasi quattrocento persone si sono radunate per manifestare la propria solidarietà con i moti che mercoledì hanno spinto alle dimissioni il premier romeno Victor Ponta. Contestazioni senza precedenti partite dopo la strage di ragazzi morti nel rogo di un club della scorsa settimana. Tragedia che ha scosso il paese che piange la morte di 32 persone. Tra le vittime anche una ragazza napoletana.

La risposta della Diaspora romena non si è fatta attendere. La comunità torinese, una delle più numerose a livello italiano, si è radunata con striscioni, bandiere e candele. «Romania non temere, Torino è con te», è lo slogan più sentito su quegli stessi marciapiedi dove l’anno scorso s’erano radunati in cinquemila per poter votare nonostante le mille difficoltà. E quando, i seggi si chiusero lasciando quasi un terzo a bocca asciutta, scoppiarono anche dei tafferugli.

Questa volta, la protesta si è svolta senza tensioni. Hanno sfilato tante famiglie, bambini e i cosiddetti “figli della diaspora”: i ragazzi nati in Romania e immigrati in Italia che hanno così solidarizzato con i coetanei che nelle ultime settimane stanno spingendo al cambiamento un paese che guarda alla modernità, ma non riesce a dimenticare i problemi di sempre: una classe dirigente che vive di privilegi e una corruzione dilagante.

«La strage di giovani è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un’insoddisfazione che dilaga tra i giovani che non sono cresciuti nell’era Ceaușescu», hanno spiegato i manifestanti torinesi. Il problema sono le bustarelle. «Quando si è scoperto che la morte di tanti coetanei è colpa dei mancati controlli e della corruzione, è scattato qualcosa nel paese». In piazza, una società civile, apartitica che chiede il cambio di passo al paese ex comunista. In Romania, le proteste non sono finite. Come a Torino, dove domenica si replica con una marcia che partirà alle 18,30 dai Giardini Reali per far rotta sul consolato.

Fonte: La Stampa


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