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domenica 29 novembre 2015

Hora Unirii in Maremma: ottava edizione del festival musicale

Hora Unirii
di Lorenzo Falconi - 26 novembre 2015

GROSSETO – Il festival musicale Hora Unirii giunge all’ottava edizione in concomitanza con l’anniversario dell’associazione rumeno-italiana. L’evento sarà realizzato con il contributo del Cesvot, che nel corso degli anni ha creduto nelle capacità organizzative dell’associazione, con il patrocinio del comune di Grosseto e la cantina “I vini di Maremma”. La manifestazione consiste nella presentazione di canzoni popolari tradizionali, in modo da far vedere ai cittadini maremmani il valore e le tradizioni folcloristiche dell’Italia, della Romania, ma anche dell’Argentina.
Particolare di non poco conto è che insieme con l’ottava edizione del festival verrà celebrata la festa nazionale della Romania, 97 anni della grande unificazione della Romania e la Giornata dei rumeni dappertutto. «Negli anni sono stati fatti notevoli sforzi per mantenere in vita questo appuntamento – precisa il presidente Lorenzo Iulian Prundeanu -, speriamo che ci sia interesse e che l’evento coinvolga anche gli italiani e le altre comunità»

Il folclore rumeno sarà presentato dal gruppo “Iuli Band”, il gruppo Oltre Napoli, di Grosseto, presenterà le più belle canzoni napoletane, il tenore Horacio Schiavone, ci porterà nel mondo del tango argentino. L’evento è in programma il 29 novembre a partire dalle 17 presso il centro commerciale di Gorarella, in via Papa Giovani XXIII, all’interno della sala centro culturale La Fratellanza.
«È encomiabile l’impegno che l’associazione Hora unirii mette nel conservare la tradizione, la storia e la cultura del popolo rumeno, senza mai prescindere dal coinvolgimento della città – dice l’assessore alle politiche sociali, Antonella Goretti -. Il Festival di musica e la Festa nazionale della Romania non sono soltanto momenti per ricordare e sottolineare l’attaccamento alle proprie radici da parte di chi ha lasciato il Paese d’origine, ma anche una valida occasione di integrazione e condivisione con il territorio. E in questo senso la comunità rumena offre ogni giorno, da anni, un prezioso esempio di felice convivenza tra popoli con usi e costumi diversi. Un esempio di rispetto e partecipazione che tutti noi dovremmo tenere in conto».

Fonte: Il Giunco

giovedì 26 novembre 2015

Concerto di canzoni natalizie "Un po' di Romania. Una favola d'inverno"

Comunicato stampa
ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

L’Accademia di Romania in Roma e l’Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana
presentano in occasione della Festa Nazionale della Romania il concerto di canzoni natalizie
“Un po’di Romania. Una favola d’inverno” sostenuto di Ducu Bertzi e Constantin Neculae.
L’evento si terrà venerdì, 27 novembre 2015, ore 18.30,
presso l’accademia – Sala Concerti.

Ingresso su invito.

Il concerto è un progetto "made in Romania" costruito con sincerità di espressione, in quale la specificità e la ricchezza del folklore autentico si armonizza perfettamente con il modo di comporre e di trasmettere dell’artista. Ducu Bertzi, cantautore nato nel Maramures, propone un concerto di canti d’ inverno e di canzoni natalizi che lo hanno reso conosciuto ed amato da romeni in tutto il mondo.

In 42 anni di attività e più di 4.300 concerti, Ducu Bertzi è stato presente con le sue canzoni, in quasi tutte le citta della Romania e in molte comunità romene dell’Europa, Nord America e Australia. Il suo repertorio comprende canzoni composte principalmente da lui, e canzoni di Maramures storico. Constantin Neculae è uno dei più famosi chitarristi e cantautori di musica folk della Romania.

Roma, novembre, 2015

Ufficio stampa ,
Accademia di Romania

Festa nazionale del popolo romeno a Montalto

Montalto Di Castro (VT)
25/Novembre/2015

Sabato 28 novembre, alle ore 17, nel complesso monumentale San Sisto a Montalto, si svolgerà la 3° edizione della Festa nazionale del popolo romeno. Prima però, alle ore 15:30, verrà deposta una corona di fiori al monumento dei Caduti di tutte le guerre.

All'evento, organizzato dal Comune di Montalto e dall'associazione culturale Razesii, interverranno il sindaco Sergio Caci, l'assessore alla cultura Eleonora Sacconi, il console dell'ambasciata romena di Roma, il presidente dell'associazione Razesii Sinzianu Vasile (Valentino), il comandante della polizia locale Adalgiso Ricci, il rappresentante della religione cristiana ortodossa e il rappresentante della religione cattolica cristiana Padre Giuseppe.

La festa sarà rallegrata da un gruppo musicale proveniente dalla Romania: Zenit con il solista Traian de la Costanza.

Fonte: Corriere di Viterbo

La musica di Enescu a Venezia per la Festa Nazionale della Romania

Venerdì sera un concerto per ricordare il grande maestro. Con la violonista romena Clara Cernat e il pianista francese Thierry Huillet

Venezia- 23 novembre 2015 - La Festa Nazione della Romania si celebra il 1 dicembre. Venerdì 27 novembre, però, a Venezia sarà possibile festeggiarla in anticipo, partecipando a un concerto di musica classica.

A 60 anni dalla scomparsa di George Enescu, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia invita il pubblico al concerto “ENESCU 60" Stavolta gli invitati speciali sono la violonista romena Clara Cernat e il pianista francese Thierry Huillet, in un duetto organizzato per ricordare le opere del grande musicista, compositore e direttore d’opera romeno.

Accanto ai brani di Enesco, in programma anche tante opere di Gabriel Fauré, Camille Saint-Saëns, Maurice Ravel e dello stesso Thierry Huillet. L’evento inizia al Palazzetto Bru Zane - Centre de musique romantique française di Venezia, via San Polo, 2368, venerdi, 27 novembre alle ore 19.00.

L’ingresso è su invito. Informazioni al numero di telefono: 041 524 2309 o all' e-mail: istiorga@tin.it .

Anna Balea

Fonte: StranieriinItalia

domenica 22 novembre 2015

Procult Film Festival. Festival del Cinema Rumeno VI edizione a Roma‏



25 - 29 Novembre 2015
Mercoledì 25 Novembre ore 19.00 - Accademia di Romania
26-29 Novembre - Casa del Cinema

Comunicato stampa

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

Festival del Cinema Rumeno ProCult (VI edizione)
25-29 Novembre 2015

DALLA ROMANIA OPERE ORIGINALI E NEW WAVE
A Roma il miglior cinema rumeno dai Festival di tutto il mondo

Accademia di Romania
(Piazza José de San Martin, 1 - Valle Giulia)
Evento di apertura mercoledì 25 novembre h.19.00
Sarà presente S.E. l'Ambasciatrice Dana Manuela Constantinescu

Casa del Cinema
(Largo Marcello Mastroianni, 1 – Villa Borghese)
26-29 novembre
Proiezioni ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

Prende il via a Roma la VI edizione del Festival del Cinema Rumeno ProCult, diretto da Teodora Madasa, Ina Sava e Adrian Grigor, una delle più interessanti manifestazioni culturali della Capitale, sia per l’originalità dimostrata negli ultimi decenni dalla cinematografia rumena, sia per la proposta delle opere - selezionate e raccolte dall’Associazione Pro-Cult, promotrice del Festival - fra le migliori presentate in tempi recenti ai Festival di tutto il mondo.

L’apertura ufficiale è prevista per mercoledì 25 novembre, a partire dalle h.19.00, presso l’Accademia di Romania, alla presenza di S.E. l’Ambasciatrice Dana Manuela Constantinescu e dei membri della giuria. Alle h.20.00 verrà presentato in anteprima - sarà in sala la regista Cristina Tilica - il documentario “Dopo 25 anni. Sposati alla rivoluzione” (2015), storia di una coppia che, 25 anni fa durante la difesa armata all’interno del Museo d’Arte di Bucarest, decise di sposarsi sotto il fuoco dei proiettili nemici, avendo come soli testimoni un soldato ed un conservatore museale.

Cinque i film partecipanti al Concorso per Lungometraggi “Metamorfoze”, che sarà possibile vedere presso la Casa del Cinema da giovedì 26 fino a domenica 29 novembre: “Il prescelto” (Cel ales), 2015, di Cristian Comeagă (26 novembre h.20.00), thriller e road-movie pluripremiato ai Festival del Film di Los Angeles e di Vancouver, all’International Independent Film Awards di Encino in California ed all’International Film Festival di Madrid; sarà presente l’attore protagonista Bogdan Stanoevici. “Un piano di sotto” (Un etaj mai jos), 2015, in anteprima italiana - 27 novembre h.20.10 - dramma psicologico con risvolti sociali, presentato all’ultima edizione del Festival di Cannes nella sezione ‘Un Certain Regard’ e diretto dal regista Radu Muntean, esponente della New Wave dei cineasti rumeni, già noto per film quali “The Paper Will Be Blue” (2006) e “Tuesday, After Christmas” (2010). Doppio appuntamento per sabato 28 novembre: alle h.17.00 “Il caso Kerenes” (Pozitia Copilului) di Calin Peter Netzer, già Orso d'Oro al Festival di Berlino 2013, ispirato ad un caso realmente accaduto, drammatica storia di una donna dell’alta borghesia (interpretata dalla magnifica attrice Luminita Gheorghiu), che cerca di salvare il figlio da un omicidio involontario, sullo sfondo di una società incline alla corruzione; alle h.20.30 “Funerali felici” (Funeralii fericite) (2013), alla presenza del regista Horatiu Malaele, che affronta il drammatico tema dell’immigrazione in un quartiere periferico di Bucarest. Gran finale domenica 29 novembre alle h.19.00 con “Q.E.D (Quod Erat Demonstrandum)” (2013) di Andrei Gruzsniczki, straordinaria opera in bianco e nero già vincitrice del Premio alla Giuria al Festival Internazionale del Film di Roma, storia di un matematico che nel 1984 decide di pubblicare una ricerca su una rivista specializzata americana, senza il permesso del Partito Comunista, evento che avrà drammatiche ripercussioni sulla sua vita e su quella di altri.

Ottima selezione anche quella operata fra le pellicole del Concorso per il Documentario “Transparente”; oltre al documentario di apertura si segnalano: “Canzoni per il museo” di Eliza Zdru (2013) storia di 4 cantanti rumeni in cerca di qualcuno cui lasciare la propria eredità musicale; “L’operazione lo Straniero” di Carmen Avram, (2014), sul Re Mihail I di Romania, esiliato durante il comunismo ma tenuto d’occhio dai servizi segreti rumeni “Securitatea”; “Foresta” di Sinisa Dragin, docu-fiction Premio della Giuria come film innovativo al Festival Visions du Réel di Nyon (Svizzera, 2014) e Menzione Speciale della Giuria al Festival di Sarajevo, sorta di spy-story sulla visita di Tito in Romania nel 1947 e su un’opera d’arte a lui regalata dal regime comunista.

I sei cortometraggi che saranno presentati al Festival e parteciperanno al Concorso per il Cortometraggio “Cinemagia”, sono tutti di alta qualità: di Adrian Sitaru, un regista pluripremiato e nominato all’Orso d’Oro, le cui opere hanno vinto numerosi BAFTA, saranno proposti due cortometraggi, “Escursione” (2014) ed “Arta” (2015), quest’ultimo presentato al Festival di Venezia nella selezione ‘Orizzonti’; “Via della bandiera n.0” di Anca Oproiu (2014), proveniente dall’International Film Festival Filofest di Ljublijana; “La mucca finlandese” di Gheorghe Preda, presentato nell’ambito dello ‘Short Film Corner’ di Cannes; “Ramona” di Andrei Cretulescu, Premio ''Canal +'' nella sezione ‘Semaine de la Critique’ di Cannes 2015; “Have a Sweet Dreams”, di Ciprian Suhan - regista che sarà presente in sala - vincitore del Premio per il miglior cortometraggio al Genova Film Festival 2015.

La Giuria del Festival, che assegnerà i premi alle opere vincitrici, è composta da: Nae Caranfi, regista-simbolo del cinema romeno dagli anni Novanta e pluripremiato autore di opere quali: “È Pericoloso Sporgersi”, “Asfalt Tango”, “Dolce far niente”, “Filantropica”, “The Rest is Silence” e “Closer to the Moon”; Andrea Stucovitz, produttore e creatore nel 2006 della Partner Media Investment, società di produzione e distribuzione cinematografica, di cui è attualmente amministratore; Donatella Pascucci, operante presso il MIBACT (Direzione Generale Cinema); Miruna Cajvaneanu, giornalista rumena, corrispondente a Roma di Hotnews.ro, ha collaborato alla realizzazione di studi sui romeni in Italia e, nel 2014, ha realizzato il cortometraggio "24/24", sulle donne romene che lavorano nelle famiglie italiane; Ovidiu Pufu, responsabile della comunicazione presso l’Ambasciata di Romania in Italia, lavora presso il Ministero degli Esteri della Romania dal 2008 e presso l'Ambasciata di Romania a Roma dal 2011.

Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano (l’opera “Il Caso Kerenes” verrà presentata già doppiata in italiano).
Le proiezioni saranno ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Il Festival del Cinema Rumeno ProCult a Roma, organizzato dall’Associazione Culturale ProEvent con l’Ambasciata di Romania in Italia, l’Accademia di Romania a Roma, è realizzato con il contributo del Ministero degli Esteri Rumeno-Dipartimento per i Romeni all’Estero. Fra gli sponsor privati: LycaMobile, Banca Transilvania, Corso Grand Suite, Roma..nia, Blue Air.

Ufficio Stampa: E&M
Elisabetta Colla: elisabetta.colla@gmail.com - Cell: 333 2736455
Massimo Frezza: binarioloco@gmail.com - Cell: 392 6921943

Per ulteriori informazioni visitare il sito:
http://www.procult.eu/

Ufficio stampa,
Accademia di Romania
Roma, novembre, 2015

Mostra Neo Mappa Roma dell'artista romeno Andrei Ciurdarescu‏


INVITO

Martedì 24 NOVEMBRE, ore 19.30

Sala Esposizioni (Viale delle Belle Arti 110)

MOSTRA

NEO MAPPA ROMA

dell’artista romeno Andrei Ciurdarescu

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dal 24 novembre a 2 dicembre 2015 nella Sala Esposizioni dell’Accademia di Romania,

Viale delle Belle Arti, 110.

Ingresso libero.

PRENOTAZIONI PER LA VISITA
Andrei Ciurdarescu – tel: 380 135 5433

Andrei Ciurdărescu, nato il 19 Dicembre 1984, in Orăştie, Romania, laureato presso l'Università di Arte e Design, Cluj-Napoca, Dipartimento di Pittura. Dottore di ricerca in arti visive presso la stessa Università. Borsista “Vasile Pârvan” dell’Accademia di Romania in Roma. Attualmente e asist. univ. dr. presso l'Università di Arte e Design, Cluj-Napoca.

Accademia di Romania in Roma

Mostra del Nuovo Cinema Europeo 23-29 novembre 2015‏


Siamo lieti di invitarvi alla prima edizione della

MOSTRA DEL NUOVO CINEMA EUROPEO

che si svolgerà a Roma dal 23 al 29 novembre 2015

presso l’Auditorium del Goethe-Institut

Via Savoia, no 15, Roma

Mostra

Dopo il successo della rassegna cinematografica “L’Europa che ride” (2014), EUNIC, il partenariato tra Istituti di Cultura, Accademie e Ambasciate Nazionali dell‘Unione europea a Roma, lancia la prima edizione della MOSTRA DEL NUOVO CINEMA EUROPEO, che si svolgerà a Roma dal 23 al 29 novembre 2015. La mostra, nata grazie al sostegno di FUIS e Commissione europea, sarà un’occasione straordinaria per far conoscere al pubblico l’energia creativa e la varietà del cinema contemporaneo europeo: 15 Paesi porteranno sul grande schermo altrettanti film, sempre in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Una finestra sulla produzione europea degli ultimi anni con film che hanno partecipato ai grandi festival o che hanno avuto riconoscimenti internazionali, film mai presentati prima nelle sale dei cinema di Roma. La programmazione cinematografica si terrà presso l’Auditorium del Goethe-Institut e sarà accompagnata da incontri con registi, attori e sceneggiatori.E il cinema europeo sarà anche al centro di un dibattito organizzato da Biblioteche di Roma presso la sede della Biblioteca Europea.

I Paesi in mostra saranno, in ordine di programmazione, i seguenti: Francia, Svezia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Ungheria, Germania, Slovacchia, Slovenia, Austria, Lituania, Romania, Bulgaria, Polonia e Italia.

Ospiti: il regista tedesco Philip Gröning, l’attrice Gilda Lapardhaja, il critico Enrico Magrelli, il regista francese Vincent Mariette, il professore slovaccoPeter Michalovič, il regista rumeno Vlad Păunescu, la costumista Oana Păunescu, il regista italiano Matteo Scifonie il regista lituano Audrius Stonys.


Programma

Lunedì, 23 novembre 2015 - Francia e Svezia

Ore18:30
TRISTESSE CLUB (2014)
REGIA Vincent Mariette
Sarà presente il regista Vincent Mariette

Ore21:00
TRESPASSING BERGMAN (2013)
REGIA Jane Magnusson, PallasHynek
*
Martedì, 24 novembre 2015 – Regno Unito e Spagna

Ore 18:30
DREAMS OF A LIFE (2011)
REGIA Carol Morley

Ore21:00
EL ÁRBOL MAGNÉTICO (2013)
REGIA Isabel Ayguavives
*
Mercoledì, 25 novembre 2015 Portogallo e Ungheria

Ore18:30
ALENTEJO, ALENTEJO (2014)
REGIA:SérgioTréfaut

Ore 21:00
LIZA, A RÓKATÜNDÉR (2015)
(LISA, LA PRINCIPESSA VOLPE)
REGIA KárolyUjj-Mészáros
*
Giovedì, 26 novembre 2015 Germania

Ore 17:00 sede della Biblioteca Europea.
IL NUOVO CINEMA EUROPEO
Dibattito con la partecipazione di Lucia Milazzotto, Federico Pontiggia e Simone Moraldi.
Modera: Maurizio Carrassi

Ore 19:00
DIE FRAU DES POLIZISTEN (2013)
(LA MOGLIE DEL POLIZIOTTO)
REGIA Philip Gröning
Saranno presenti il regista Philip Gröninge Enrico Magrelli (Hollywood Party Radio Tre)
*
Venerdì, 27 novembre 2015 Slovacchia e Slovenia

Ore 18:30
KOZA (2015)
Introduce il film il professor Peter Michalovič

Ore 21:00
POT V RAJ (2014)
(IN VIAGGIO VERSO IL PARADISO)
REGIA Blaž Završnik
*
Sabato, 28 novembre 2015 Austria, Lituania e Romania

Ore 16:30
DAS FINSTERE TAL (2014)
(THE DARK VALLEY / LO STRANIERO DELLA VALLE OSCURA)
REGIA Andreas Prochaska

Ore 19:00
GATES OF THE LAMB (2014)
REGIA Audrius Stonys
Sarà presente il regista AudriusStonys

Ore 21:00
LIVE (2015)
REGIA Vlad Păunescu
Saranno presenti il regista Vlad Păunescu e la costumista Oana Păunescu
*
Domenica, 29 novembre 2015 Bulgaria, Polonia e Italia

Ore 16:00
THE SINKING OF SOZOPOL (2014)
REGIA Kostadin Bonev

Ore 18:00
JACK STRONG (2014)
REGIA WładysławPasikowski

Ore 21:00
BOLGIA TOTALE (2015)
REGIA Matteo Scifoni
Saranno presenti il regista Matteo Scifoni e l’attrice XhildaLapardhaja

Accademia di Romania in Roma

Alla Colonna Traiana una corona di fiori per la Festa Nazionale della Romania

Colonna Traiana

Sarà deposta al mattino del 29 novembre 2015 dall’associazione "Noi suntem romani" cioè “Siamo romeni”

di Federico Carabetta - 22 novembre 2015

Chi il mattino del 29 novembre 2015 passerà in via dei Fori imperiali nei pressi della Colonna Traiana, vedrà un folto gruppo di persone con abiti tradizionali e bandiere della patria lontana, che deporrà una corona di fiori ai piedi dell’imponente opera scultorea della Roma antica. Sono concittadini di origine romena, mossi in corteo da piazza Santi Apostoli per uno degli atti profondamente simbolici che sono soliti ripetere nello stesso luogo e alle importanti storiche scadenze.

Si approssima infatti la Festa Nazionale della Romania, che si celebra ogni 1° dicembre, e l’omaggio all’insigne monumento intende rinverdire gli accadimenti storici che videro l’esercito romano vincitore sui Daci di Decebalo, dopo le due campagne militari del 101-102 e del 105-106 condotte dall’imperatore Traiano.

La vittoria di Traiano, e l’assoggettamento della Dacia, successivamente elevata a Provincia romana, viene ancora oggi ricordata dai romeni perché decise l’appartenenza del loro popolo al mondo latino, in una regione europea di discendenza e cultura che si sarebbe generalmente slavizzzata. E proprio per questa appartenenza, la Romania è quella che ha tenuto a ricordare, in più di due millenni, nel suo stesso nome, il nome di Roma.

Colonna Traiana particolare
Decisiva fu la vittoria dell’imperatore Traiano sui Daci e la colonizzazione della Dacia, che assicurò all’impero romano una presenza determinante all’interno di quello che i romani definivano un “mare barbarico” che si stendeva tra la pianura ungherese e i territori di Valacchia e Moldavia. La presenza romana, sebbene durata meno di due secoli, ha segnato un’impronta così duratura nell’area, al punto che la lingua è rimasta una lingua neolatina o meglio romanza.

A realizzare la Colonna Traiana, fu uno scultore rimasto ignoto, che volle rappresentare in modo estremamente realistico la guerra dacica su quella colonna di dimensioni impressionanti, descrivendo sia la potenza di Roma che anche la grande fierezza del popolo della Dacia.

Una fierezza che portò i Daci al suicidio davanti al nemico, perché solo la morte avrebbe potuto cancellare in loro la grande umiliazione della sconfitta.

Il candido gigante istoriato, che svetta con i suoi 40 metri nello stesso posto da 2002 anni, è il monumento più caro al popolo romeno, oltre ad essere uno dei monumenti più imponenti e celebri di Roma antica, e meta di tantissimi romeni.

Ha organizzato l’evento “con spirito romeno” l’associazione “Noi suntem romani” cioè “Siamo romeni”.

Ai cittadini romani in generale farebbe molto bene se in uno qualunque dei giorni dell’anno buttassero almeno un’occhiata a una delle tante bellezze che fanno della nostra città un luogo, nonostante tutto, meraviglioso e invidiabile.

Fonte: Abitare a Roma

Amore per la patria e per la libertà: due valori fondanti dell'amicizia italo romena‏

Nel breve volgere del mese, il popolo e la comunità rumena sia in Patria sia presente in Italia sarà chiamata a fare memoria del proprio passato e del proprio futuro. Il 30 Novembre, con la ricorrenza di Sant’Andrea Apostolo, si ricorda il legame tra le terra romena e la cristianità, ribadendo come un popolo ed una nazione non può fare “nulla senza Dio” e celebrando la ricorrenza dei cittadini romeni all’estero.

Un elemento, quello della comunità romena, sempre più caratteristico delle nostre realtà urbane e non. Una presenza non solo economica e produttiva ma anche culturale e religiosa, come dimostrano le oltre 100 parrocchie della Chiesa Ortodossa, la significativa testimonianza delle comunità greco cattoliche e ancor di più il sempre più marcato servizio di numerosi sacerdoti cattolici (rito latino) nelle diverse diocesi d’Italia, alcuni dei quali a capo di parrocchie che, senza questa presenza, sarebbero senza sacerdote.

Il 1 dicembre, poi, con l’anniversario della proclamazione della GRANDE ROMANIA si vuole sottolineare il ricordo dell’inizio del periodo più glorioso della Patria Rumena finalmente unita dopo secoli di lotte. Infine, nei giorni del Natale, l’anniversario della Rivoluzione che riportò la Romania ad essere una Nazione democratica e fedele alleato della Nato in Europa orientale.

Tutte date e avvenimenti che segnano l’“amore per la libertà“ di questo popolo. Un amore che viene da lontano e che ha visto tante volte assieme combattere per la stessa causa italiani e romeni.

Come non ricordare uomini come Ioan Dragescu (1845-1915) che dalla natia Transilvania venne a studiare a Torino dove si laureò in medicina. Nel 1866 a soli 21 anni si arruolò volontario per partecipare alla Terza Guerra d’indipendenza italiana. Ritornato in Romania organizzò il servizio sanitario in Dobrugia, contribuì con l'opera e gli scritti agli scambi italo/romeni, fu ammiratore di Mazzini e Garibaldi e nel 1869 pubblicò a Torino il romanzo storico Notti Carpatiche che a Budapest era stato sequestrato perché esaltava le imprese eroiche di Horia, Closca e Crisan martiri rumeni della libertà sostenendo l'unione di tutti i romeni dell'una e dell'altra parte dei Carpazi.
Lo stesso spirito è presente nelle poesia “Amore e Patria“ del 1869 e nel volumetto “nostalgie e speranze” del 1871. Accanto a questo importante personaggio vorrei ricordare i giovani romeni che proprio novanta anni fa, inquadrati nella Legione Romena d’Italia e facenti parte della VIII, V e IV armata italiana presero parte alla “terza battaglia del Grappa” del 24 ottobre del 1918 e nella offensiva di Vittorio Veneto che portò al collasso dell’esercito austro–ungarico e alla fine della guerra sul fronte italiano. L’omaggio a questi sconosciuti si tramuta in gesto di riconoscenza per il presente. Infatti fu anche grazie a quei tanti giovani romeni che permise di portare l’Italia vittoriosa alla fine della IV guerra d’indipendenza e a completare il disegno risorgimentale e a permettere anche alla Romania di trovare dopo pochi giorni dalla fine del primo conflitto mondiale la sua unità nelle giose giornate di Alba Iulia. Oggi i discendenti degli antichi Daci, dei valorosi reduci della Legione Romena d’Italia danno ancora il loro sangue per il bene della Romania ma anche dell’Italia. E’ un sangue versato nei tanti luoghi di lavoro a causa delle così dette “morti bianche”, ma rappresenta il contributo di un grande popolo per il bene della Romania e dell’Italia.

Dott. Marco Baratto
Gruppo FB “Fratellanza Italo Romena

Un’azzurra notte nella Bologna rumena


Nicola Pedrazzi 19 novembre 2015

Allo stadio a Bologna martedì sera, c'erano due pubblici di casa: quelli che tifavano Italia e la comunità rumena locale, a sostegno della Romania. Una festa dello sport, una festa della convivenza

Quell’impazienza fanciullesca che s’impossessa dell’Uomo nelle ore precedenti lo stadio mi ha colto a dieci ore dal fischio d’inizio di Italia-Romania. Sull’onda delle emozioni dispensate dalle apocalittiche profezie dei giornali locali – dalla preconizzata «invasione» dei tifosi ospiti alla «Bologna blindata» per un allarme terrorismo a scala mondiale – mi ero apparecchiato a vivere un pre-partita anomalo e teso.
Con mia sorpresa, però, né l’hotel Savoia – che, discreto e silenzioso, ospitava la nazionale rumena – né Piazza Maggiore si mostravano diversi dal solito: avvolta nell’uggiosa nebbiolina stagionale, la «Bologna azzurra» sembrava vivere placida un suo normale martedì di novembre. In preparazione dell’evento, nella sede storica del comune erano state esposte le quattro coppe del
Il poster della partita
Allo stadio - foto Nicola Pedrazzi
mondo vinte dalla nazionale italiana (parentesi antipatica ma dovuta: trattasi di copie, perché il trofeo che dal 1974 viene innalzato al cielo è un pezzo unico di proprietà della FIFA); mentre a partire da domenica, altre iniziative previste dal consolidato format della Federazione italiana avevano cercato di arricchire la non troppo palpabile attesa cittadina. Bologna, va detto, non è mai stata molto calda nei confronti della nazionale: non è forse un caso che se si esclude l’incontro amichevole disputato tra Italia e San Marino nell’estate 2013, per ritrovare gli azzurri sotto le due torri bisogna risalire al 1999.
Rumeni d’Italia
A scaldare il Dall’Ara ci hanno pensato loro: i rumeni di Bologna. O meglio, i rumeni d’Italia, visto che il giallo traboccante dalla curva ospiti e da buona metà dei distinti laterali gioiva e imprecava in tutti i dialetti della penisola. Chi conosce i numeri non si sorprenderà: secondo gli ultimi dati ISTAT i cittadini rumeni residenti in Italia ammontano a 1 milione e 131 mila, una cifra che peraltro non tiene conto delle crescenti naturalizzazioni. Si tratta della prima comunità straniera del nostro paese: e di gran lunga, visto che gli albanesi, secondi, sono meno della metà (490 mila).
Ma la realtà è più solida dei numeri, e fuori e dentro lo stadio è stato interessante toccarla con mano. In fila ai tornelli – con buona pace del TG1 per nulla «blindati» sembrava una normale domenica di campionato – ho incontrato rumeni bolognesi, alcuni addirittura sciarpati rossoblù (degli 83.000 residenti in Emilia, 23.000 abitano nell’hinterland del capoluogo), ma anche rumeni veneti, lombardi e piemontesi. C’erano famiglie miste, con bambini italo-rumeni al seguito, e coppie «diversamente miste»: un gruppo di rumeni germanofoni, non ho capito se tedeschi o austriaci, avevano colto la partita come occasione per rendere visita a parenti italiani.
Ho incontrato Adrian, di Casalecchio, che ha comprato il biglietto "perché la Romania mi è venuta a trovare", e Manuel, di Milano, che per vedere Gabriel Torje sarebbe andato anche fino a Roma. Con Marcu, reduce da un doppio turno di lavoro alla fiera del Cioccoshow, ho chiacchierato a lungo, fino a quando non mi ha confessato le reticenze di sua moglie: "Ha paura degli attentati, voleva rimanere a casa. In una serata così! Ma ti rendi conto?". Per fortuna, alla fine, ogni timore è stato vinto: "Sono riuscito a convincerla e siamo usciti tutti insieme: il ritrovo con gli amici, come sempre, al bar di via del Timavo".
Un gruppetto di rumeni di Cremona è disponibile a farsi fotografare. Gli chiedo per quale squadra tifino: in maggioranza è Milan, ma uno di loro, mi confessa, segue dal vivo la Cremonese. Sulla serata che li attende il pronostico è unanime – "2-1 per la Romania" – ma sugli Europei di Francia la banda si divide: "Secondo me usciamo con un punto", boffonchia il tifoso grigio-rosso, con un realismo che solo chi conosce la Lega Pro può vantare. Eccesso di modestia? Probabile. Perché, ad oggi, la nazionale rumena occupa il quattordicesimo posto del ranking Fifa (subito dietro l’Italia) e si è qualificata come seconda del gruppo F (alle spalle all’Irlanda del Nord, davanti a Ungheria, Finlandia, Isole Faroe e Grecia) con due sole reti subite e nessuna sconfitta. Proprio come accaduto sul prato di Bologna.
Come si fa a dire che non funziona?
A essere onesti, il 2 a 2 finale non sta troppo stretto all’Italia: più giocosa ma sprecona, disattenta in fase difensiva, a segno prima su rigore (Marchisio) e poi in probabile offside (Gabbiadini). Un pareggio che per converso ha il sapore del trionfo per la Romania del ct Anghel Iordanescu, come sempre cinica e compatta, uscita imbattuta tra gli applausi dei suoi tifosi.
I tifosi della Romania - foto Nicola Pedrazzi
Ma a Bologna la vera posta in palio era sul piano simbolico. Nelle stesse ore in cui tutto Wembley intonava la Marsigliese, nella stessa sera in cui il match di Hannover tra Germania e Olanda veniva cancellato da un allarme bomba, era importante dimostrare che da qualche parte il cuore del quotidiano batte regolare. Se così è stato, quest’incoraggiante pagina sportiva è da ascrivere non soltanto alla sicurezza infusa dalle forze dell’ordine, ma alla festa spontanea dei tifosi rumeni: la metà colorata, chiassosa e – oserei dire – spensierata dei 22.500 spettatori presenti. Ribadirlo da queste pagine può suonare scontato, ma il giallo stadio di Bologna – alla pari del Ferraris di Genova di un anno fa, rosso albanese – racchiude in se stesso, sintetizzate nel calcio, l’Italia e l’Europa di cui essere fermamente fieri: l’antidoto per uscire dalla tragedia. Se, a poche ore dalla partita, Piazza Maggiore era vuota, se, sugli spalti, l’inno di Mameli è stato coperto di applausi dalla metà rumena dello stadio, è perché martedì non c’erano «tifosi ospiti», ma due pubblici di casa.
Vale la pena rallegrarsene in queste tristi ore, perché nei giorni che seguono lo scempio di Parigi si odono strane voci. Tra bar, talk-shows e social networks, si è infatti tornati a parlare di «crisi del modello multiculturale», come se la convivenza e il tentativo di «stare insieme» fossero il problema e non la soluzione.
Per telefono accenno al tema con Padre Giovanni, parroco della Chiesa di San Rocco di via del Pratello, uno dei locali che la diocesi di Bologna ha concesso alla comunità rumeno-ortodossa. Come sanno bene i giovani studenti che contribuiscono a perpetuarne lo spirito, via del Pratello è uno dei pochi rioni cittadini rimasto sinceramente «rosso-ragù»: una sorta di «via del Campo gucciniana», più Bologna che Bologna non si può. Eppure, è là che Padre Giovanni ospita e accoglie la sua nutrita comunità di fedeli rumeni: una realtà di cui, prima che si giocasse Italia-Romania, io, bolognese, non sospettavo nemmeno l’esistenza. "Cosa vuoi che ti dica – mi dice Padre Giovanni con un sottile accento straniero – dopo una vita spesa a metà tra due paesi nemmeno io so cosa sono. Un sacerdote ortodosso rumeno nella più rossa via di una città che è stata comunista. A essere sinceri, stasera non so nemmeno per chi tifare. Lo vedi? Come si fa a dire che stare insieme non funziona?".

Fonte: Osservatorio Balcani e Caucaso


Citeste si:
Italia-România 2-2. Ce a spus jucătorul care a adus egalarea pentru noi, pe final de meci
România a remizat cu Italia, scor 2-2, într-un meci amical
Tătărușanu l-a impresionat pe selecționerul Italiei: „A demonstrat că este un goalkeeper valoros”

Fiorenzuola, corso di romeno a scuola. Il preside: "Gratis e molto positivo"

Piacenza - giovedì 12 novembre 2015
A sinistra il preside Mario Magnelli

Ha certamente fatto discutere, nelle ultime ore, il corso di letteratura e lingua romena che si sta svolgendo all’Istituto Comprensivo di Fiorenzula, partito lo scorso 10 novembre e che continuerà ogni martedì fino al 31 maggio 2016. Ma il preside Mario Magnelli, che ha alle spalle un’esperienza trentennale nella scuola come docente ed è stato impegnato anche in politica (assessore provinciale alla Cultura e al Turismo nella Giunta Boiardi e come assessore del Comune di Alseno, all’Istruzione, alla Cultura e alla Valorizzazione del territorio) ci ha tenuto a precisare alcuni aspetti di questa iniziativa che lui ritiene “molto positiva”.
Innanzi tutto ha premesso che “il nostro Istituto è stato contattato dall’ufficio scolastico regionale, attraverso l’ambasciata romena, per organizzare questi corsi nelle scuole italiane. Abbiamo fatto un sondaggio per sapere se gli alunni fossero interessati e 38 studenti, attraverso i loro genitori, hanno dato la loro disponibilità. E così è arrivata una insegnante madrelingua, pagata dall’ambasciata romena e noi abbiamo solo offerto l’aspetto logistico”.
Un corso gratuito, quindi, sia per la scuola media "G. Gatti" che per gli studenti e che si svolge fuori dall’orario consueto di lezione: “La nostra scuola è aperta agli studenti anche al pomeriggio, per tutte le opportunità formative, con corsi di lingua, dall’inglese allo spagnolo, fino ai corsi di cucina. E ora facciamo anche questo - ha spiegato Magnelli -. Quindi sorprende che si possa trovare motivo di polemica, quando l’approfondimento culturale è l’unico vero strumento di consapevolezza che possiamo trasferire agli alunni”.
L’iniziativa, non appena era uscita dalle mura dell’istituto, era stata subito cavalcata dalla Lega Nord, la quale attraverso il consigliere regionale Matteo Rancan l’aveva duramente criticata: “A chi può giovare l’insegnamento scolastico della lingua romena? Tutti conosciamo la risposta, eppure l’avviamento di questa materia sta diventando una tendenza contagiosa tra i presidi, anche nel Piacentino".
Ma il preside Magnelli non ha dubbi che questo corso, insieme agli altri, possa essere utile all’integrazione: “A Fiorenzuola abbiamo il 40% di studenti stranieri e se non prendiamo in considerazione questo aspetto rischiamo di andare in difficoltà, perché dobbiamo formare i cittadini del futuro. E quindi dobbiamo fare in modo che aumentino le loro competenze culturali. Farli venire il pomeriggio, poi, a impegnarsi a imparare la loro cultura o culture diverse è un modo per integrarli meglio. Per il corso di romeno abbiamo fatto da facilitatori, senza spendere un centesimo e considero questa iniziativa molto positiva”.

Gianmarco Aimi

Fonte: Piacenza24

La chiesa di San Sepolcro in uso gratuito alla comunità Ortodossa Romena

18 novembre 2015
San Sepolcro

L’Agenzia del Demanio ha concesso, in uso gratuito, la Chiesa di San Sepolcro a Piacenza alla Diocesi Ortodossa Romena d’Italia. L’assegnazione è avvenuta a seguito della ripresa in consegna dell’immobile, di grande pregio storico e artistico, dalla Diocesi di Piacenza.

Costruita tra il 1513 e il 1534 su commissione dei monaci Olivetani, la chiesa fu progettata dall’architetto piacentino Alessio Tramello, seguace di Bramante. Nel periodo napoleonico il complesso fu chiuso e venne trasformato in ospedale militare e solo nel 1903 fu riaperto al pubblico, per interessamento del Vescovo Scalabrini.

L’interno è a croce latina e consta di una navata centrale e due laterali ricoperte da volte a crociera e a botte. La navata centrale è separata dalle laterali da quattro coppie di pilastri, mentre lungo le navate minori si aprono sei cappelle, connotate esternamente da una sagoma poligonale e all'interno da una circolare.

Fra le opere d’arte spicca – in controfacciata – la Madonna che appare ai santi Bernardo e Benedetto, dipinta dal veronese Giambettino Cignaroli.

Fonte: Piacenza Sera

Parigi, il dramma di una famiglia rumena nelle Marche

#PrayForParis è l'hashtag che raccoglie su Twitter
pensieri e testimonianze sugli attacchi di Parigi.
Nicoleta vive a San Ginesio, Macerata. Sorella e cognato uccisi negli attacchi. Lasciano due figli.

di Massimo Del Papa | 16 Novembre 2015

Nella storia tragica delle stragi di Parigi non resteranno solo una morte accertata, quella della povera Valeria Soresin, insieme con le vittime fortunosamente e fortunatamente mancate, come i senigalliesi Massimiliano Natalucci e Laura Apolloni.
Ci sono anche vittime collaterali e anche queste riportano alle Marche.
A un angolo dell'entroterra più nascosto e poetico, specie in autunno, un agriturismo di San Ginesio, provincia di Macerata.
Da qui, la sera di domenica 15 novembre, è partito un commento tragico e straziante, che ha tramortito tutti.
LA TRAGEDIA DI NICOLETA. Nicoleta Pop è una giovane donna originaria della Romania, che in Italia ha costruito la sua vita negli ultimi 15 anni.
L'agriturismo lo manda avanti in modo splendido, aiutata anche dalla figlia adolescente.
Venerdì 13 novembe, nelle stragi, ha saputo di avere perso una sorella assieme al marito.
Una coppia che viveva a Parigi da anni: lui, Calciu Ciprian, 32 anni, libero professionista, lei ha un nome tristemente musicale e profetico adesso, si chiamava Lacrimioara Mariana Pop, 29 anni.
Stavano festeggiando il loro anniversario di matrimonio al ristorante.
LASCIANO DUE FIGLI. Lasciano due figli, una di 11 anni e uno di 1 anno e mezzo, che non hanno più risorse e torneranno in Romania, probabilmente.
La famiglia ha lanciato un Iban per chi volesse contribuire alle spese, visto che in diversi si erano offerti di dare una mano.
E poi Nicoleta ha scritto sul suo profilo Facebook poche righe disperate e ingenue, per dire che non lo trovava giusto, che non era la sua guerra quella che le aveva portato via una sorella e un cognato.
«BUONI FINCHÉ NON TOCCA A NOI». E che non era possibile continuare così, con il buonismo, «perché noi non saremo mai capaci di fare una cosa così, ma loro non sono buoni, perché siamo tutti buoni fino a che non tocca a noi...».
Ed è toccato a lei.
Che stava lontano da tutto questo. Che venerdì sera vedeva la televisione e scuoteva la testa e poi ha avuto un pensiero, giusto un sospetto fugace, ricordando che sua sorella stava proprio a Parigi.
E poi quel brivido è diventato una folata che ha travolto tutto, il passato, il futuro, gli impegni di ogni giorno.

Pronta a partire per il riconoscimento ufficiale

Nicoleta qui non è solo una giovane donna integrata.
È oltre l'integrazione, è parte della comunità ginesina a tutti gli effetti.
Ha un altro fratello che lavora qui, come lei, da molti anni.
C'è una collaborazione con il Comune, che organizza moltissimi concerti, spettacoli, eventi, e l'agriturismo è un porto sicuro per gli ospiti e gli artisti.
COMUNITÀ INCREDULA. Oggi la comunità è incredula, ma non per dire, tutti sono come storditi, non riescono a capire, a mettere a fuoco quel messaggio che è stato come una raffica di dolore.
Mentre Nicoleta è dovuta subito partire per la più tragica delle incombenze, il riconoscimento ufficiale.
Il nome di sua sorella non è ancora trapelato, ufficialmente i dispacci parlano di «due vittime romene».
Dal Comune, un messaggio di solidarietà ufficiale e il lutto cittadino, ma nessuno si sente di parlare, di mandare appelli o dichiarazioni.
LEGAME PROFONDO. In questo minuscolo centro, c'è un sentimento di amicizia profonda che stona con l'ufficialità delle rappresentazioni. Lo stesso vice sindaco Simone Tardella, che come assessore al Turismo e alla Cultura (a San Ginesio gli assessori sono due più il sindaco, Mario Scagnetti) ha un legame diretto, profondo con la struttura ricettiva.
Rifiuta ogni esposizione pubblica, ma non può non ricordare, sebbene informalmente, il legame forte, di cittadinanza e di collaborazione, di affetto, che la struttura, e Nicoleta in particolare, ha con la comunità.
Perché era una amica. Perché era una di loro. Anzi, di noi.

Vita costruita in Italia e stravolta in Francia

E questa è la storia di chi odia ogni integrazione e travolge l'affetto di chi si è più che integrato, parla il dialetto, manda avanti un agriturismo, costruisce la sua vita in Italia giorno dopo giorno e di colpo la sua vita viene spezzata in Francia.
Senza una ragione, senza una colpa, senza un nemico al mondo, da gente che considera nemico il mondo.
E di colpo avrà una luce meno splendente, una luce spenta che non se ne andrà dagli occhi.
NIENTE PUÒ SALVARLA. Mettetela come volete, ma ha ragione lei, non è giusto e niente adesso può salvare Nicoleta.
Non loghi, bandiere, canzoni, appelli.
C'era tanto amore, c'era tanta speranza.
ESISTENZE SPEZZATE. Adesso c'è solo la constatazione che siamo prede dal delirio e dalla follia che stanno lontani, che sembrano su un altro pianeta e invece possono raggiungerci come vogliono, quando vogliono, mentre tu sei lì a cucinare, a servire i clienti, a scherzare con loro mentre la televisione urla qualcosa che ti riguarda e non lo sai.
Che la vita è ingiusta, è crudele senza una ragione. Una volta di più.

Fonte: Lettera 43

martedì 17 novembre 2015

Videozoom: Romania - Minoranze Legali/Riti Urbani a cura di Marius Tanasescu‏

Videozoom:Romania
Minoranze Legali/Riti Urbani

a cura di Marius Tanasescu

Opere di Vlad Basalici, Simion Cernica, Arantxa Etcheverria, Mihai Iepure Gorski, Ion Grigorescu, Mihaela Kavdanska, Adi Matei, Ciprian Muresan, Anca Munteanu Rimnic, Larisa Sitar & Michele Bressan, Gabriel Stoian

Museo di Roma in Trastevere
Presentazione: 20 Novembre 2015 | 18:00

Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea
Dal 21 Novembre al 5 Dicembre 2015

Una panoramica della nuova generazione dei video-artisti a Bucarest

Videozoom è un’iniziativa “in progress” che intende mostrare la video arte contemporanea in diverse realtà territoriali. Il progetto Videozoom:Romania, promosso dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, sostenuto dall’Accademia di Romania a Roma, dall’Istituto Culturale di Romania, dall’Associazione Italia-Romania a Roma e prodotto dall’Associazione Culturale Sala 1, sarà presentato il 20 Novembre al Museo di Roma in Trastevere e proseguirà fino al 5 Dicembre 2015 negli spazi espositivi di Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea.

Il problema delle minoranze urbane ha condotto allo sviluppo dei concetti di centralità e di minoritaria differenza, allo stesso tempo facilitando la crescita di nuove componenti nelle dinamiche metropoli dell’era globale.
Gli artisti rappresentano questo tipo di minoranza. Quello rumeno, di Bucarest più precisamente, è un caso speciale dove le idee di temporalità urbana, antropologia reciproca, solidarietà civica, responsabilità personali, spostamenti culturali si mescolano in un modo particolare.
Com’è vista la Romania dagli stranieri? Quali nuove opportunità si manifesteranno dall’intreccio delle nostre culture? Cosa arriverà dai modelli culturali e concettuali non occidentali?

Per ulteriori informazioni:
Museo di Roma in Trastevere – Piazza S. Egidio 1/b, 00153 – Roma | Presentazione: 20 Novembre 2015 ore 18:00
Sala 1 – Centro Internazionale d’Arte Contemporanea | salauno@salauno.com | www.salauno.com | FB: Sala 1 Centro Internazionale d’Arte Contemporanea | Tel. 06 7008691 – 339 2397762 | Ufficio stampa: Chiara Ducatelli – tel. 333 4959015 | Orari di visita: da martedì a sabato dalle ore 16:30 alle ore 19:30

Biroul de presă,

Roma, noiembrie, 2015
Accademia di Romania

Presentazione del volume di poesie 3D di Gheorghe Vidican

Comunicato stampa
ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

Mercoledì, 18 novembre, 2015, ore 18.30 nella Biblioteca dell’Accademia di Romania in Roma, avrà luogo la presentazione del volume bilingue di poesie 3 D, poesie 2003 – 2013/ poezie 2003 – 2013, del poeta Gheorghe VIDICAN, CFR Edizioni, 2015.

Le traduzioni sono firmate da Tatiana Ciobanu e Elena Todiraş, la versione poetica è di Annamaria Ferramosca, la supervisione di Gabriella Molcsan.

Nell'ambito dell'evento sarà presentato PUNTO - l’Almanacco della poesia italiana 5 – 2015, puntoacapo Editrice.

Interverrano: Annamaria Ferramosca – poeta, Manuel Cohen – critico letterario e poeta, Tatiana Ciobanu e Elena Todiraş – traduttrici, Gheorghe Vidican – poeta.

”3D”(CFR Edizioni, 2015) è un’antologia d’autore romeno-italiana, 2003-2013 - considerata fondamentale dallo stesso autore per la sua poetica. Già il titolo, 3D, evidenzia la multi dimensione del pensiero e della vita ritmata non solo nelle sue tappe temporali da passato – presente – futuro, ma anche nelle dimensioni del desiderio, del sogno, dell’impatto con la realtà. Il tema ricorrente è quello del contrasto tra la guerra, reale e metaforica, evocata nelle ripetute scene delle trincee e del volo delle farfalle, simbolo dell’incontenibile bisogno di liberazione da qualsiasi costrizione o censura, che trapassa qualsiasi tempo o qualsiasi esistenza.

Gheorghe Vidican è poeta della generazione romena degli anni Ottanta, di grande personalità e con una sua autonoma fisionomia, egli stesso considerandosi distante da qualsiasi influenza di corrente o gruppo. La sua scrittura segue un consolidato progetto personale di nuovo simbolismo, in cui è evidente l’intenzione di mescolare echi del passato e incursioni nella realtà, trace di memoria e di sogni utopici, e questo intento è perseguito all’interno di una cura serrata per il linguaggio. Il suo lessico vive un’estenuazione quasi barocca dell’uso di metafore, nell’ansiosa ricerca di una forma non ossequiosa a nessun obbligo-ordine.

Roma, novembre, 2015

Ufficio stampa ,
Accademia di Romania

Italia - România, amical marcat de doliu


Claudiu Keșeru (dreapta) și Lucian Sânmărtean,
oameni de bazi ai naționalei FOTO: LIBERTATEA
Autor: Andrei Călin | marţi, 17 noiembrie 2015

Jocul ce se va disputa diseară, la Bologna, va fi precedat de un triplu moment de reculegere

Naționala de fotbal a României joacă, în această seară, de la ora 21.45 (în direct la Pro TV), ultimul meci al anului.

Calificați la Euro 2016, „tricolorii” întâlnesc Italia, într-o confruntare amicală găzduită de stadionul „Renato Dall’Ara” din Bologna.

Tricouri speciale pentru „tricolori”

La fel ca și alte evenimente sportive ce se desfășoară în această perioadă, și meciul Italia - România va fi marcat de doliu și măsuri sporite de siguranță. După tragedia petrecută la „Colectiv”, oficialii ambelor federații au decis că încasările rezultate în urma vânzării biletelor vor fi donate familiilor victimelor. Până aseară, organizatorii vânduseră 18.000 de bilete.

România a obținut ultima victorie împotriva Italiei în 1989, într-un amical disputat la Sibiu, scor 1-0

Mai mult, jucătorii români își vor dona o parte din primele de calificare la Campionatul European.

Banderole pentru cei dispăruți la Paris

De asemenea, s-a decis că se va ține un moment de reculegere, iar „tricolorii” vor îmbrăca tricouri confecționate special pentru acest eveniment, cu numerele scrise pe fond negru și inscripționate cu numele celor dispăruți.

Între timp, momentului de reculegere i s-au mai adăugat două evenimente triste. Unul este legat de dispariția fostului stelist Lucian Bălan, iar cel de-al doilea vizează victimele atentatelor petrecute la Paris, vinerea trecută.

De altfel, fotbaliștii celor două echipe vor purta și banderole negre, în memoria celor uciși în capitala Franței. Dincolo de contextul trist în care se dispută amicalul, întâlnire va reprezenta un bun prilej pentru ca Anghel Iordănescu să-și clarifice ideile despre angrenajul primei reprezentative.

Selecționerul a anunțat că este interesat și de prestația oamenilor săi, dar și de rezultatul obținut contra „Squadrei Azzurra”.

Sursa: Evz.ro

Pallanuoto: Siracusa, termina il collegiale della U17 femminile romena

Lunedì 9 Novembre 2015

Le ragazze di coach Vlad Hagiu hanno assistito al match di serie A1 maschile

Si è concluso ieri, dopo una settimana di allenamenti con l’Ortigia rosa e con i ragazzi delle giovanili biancoverdi, il common training che la Nazionale rumena Under17 ha svolto alla “Cittadella dello Sport” di Siracusa. Sabato pomeriggio, inoltre, le giocatrici di Vlad Hagiu, insieme a tutto lo staff di accompagnatori, hanno assistito al match di serie A1 tra i biancoverdi e la Pro Recco.
Grande entusiasmo, quindi, è stato espresso dall’indimenticato campione rumeno, capocannoniere dell’Ortigia degli anni ’90, che ha scelto Siracusa per iniziare il suo percorso alla guida della sua giovane rappresentativa. "A Siracusa sono come a casa - ha dichiarato il tecnico. Sapevo di trovare accoglienza, calore, amicizia e sapevo anche che le mie ragazze avrebbero potuto sostenere una settimana di proficui allenamenti. Il confronto con la squadra femminile dell'Ortigia e con i giovani del vivaio è stata una importante occasione di crescita e di esperienza per le mie giovani atlete. Ho già chiesto ai dirigenti di settore della mia Federazione di inserire la settimana a Siracusa nel calendario delle prossime stagioni. Il clima e le bellezze della Città hanno creato entusiasmo e voglia di tornare e lo dico con un nodo alla gola, partendo già col desiderio di riabbracciare al più presto tutti gli amici siracusani che porto nel cuore".
Il tecnico rumeno si è soffermato anche sull'incontro di A1 maschile tra Ortigia e Recco: "Il Recco è la squadra più forte del mondo e lo ha dimostrato. Le mie ragazze sono state entusiaste di assistere ad un simile incontro ed hanno avuto la fortuna di fermarsi dopo la partita con i giocatori più forti della pallanuoto internazionale, per foto ed autografi. L'Ortigia ha disputato un grande match e sono certo che meriti la massima serie. Ho riconosciuto in questi ragazzi la stessa grinta e lo stesso amore per i colori sociali che si vivevano negli anni in cui c'ero anch'io e questo è il valore aggiunto di questa gloriosa società".
"Sono felice di poter contribuire al lavoro di un caro amico come Vlad Hagiu - ha invece dichiarato il Presidente Vancheri. Abbiamo trascorso una settimana di proficua attività, ma, soprattutto, di grande intensità emotiva. Vlad è innanzitutto un grande amico di Siracusa, dell'Ortigia e personale per molti di noi. Gli auguro tutto il successo che merita. Le nostre porte sono sempre aperte per lui, così come per gli innumerevoli atleti e tecnici che hanno militato nell'Ortigia e che sono sparsi in tutto il mondo a rappresentare la pallanuoto che conta".
Soddisfazione, infine, è stata espressa anche dal tecnico dell’Ortigia rosa Valentina Ayale, che ha così avuto modo di far disputare alle sue ragazze dei test importanti in vista dell’inizio della stagione di A2. “Giocare è sempre utile, soprattutto in questo momento di preparazione – ha detto l’allenatrice romana. Le ragazze rumene, a mio avviso, stanno lavorando bene e sono sicura che cresceranno tanto. Le amichevoli giocate contro di loro sono servite anche per conoscere un po’ meglio i miei nuovi innesti. Mi è piaciuto l’atteggiamento e l’attenzione che avevo chiesto alle mie giocatrici e sono contenta di questa settimana di allenamenti. A mister Hagiu, infine, faccio il mio in bocca al lupo e l’invito a tornare ad allenarci insieme quanto prima”.

Fonte: SportdelGolfo

Zenith Audax, a centrocampo preso il rumeno Cucu

10 nov 2015

La Zenith Audax si è assicurata le prestazioni del centrocampista rumeno Cucu Costin Alexandru, nato a Bucarest il 27 maggio 1989. Il giocatore proviene dalla serie C rumena (fra le sue ultime squadre nel 2013/2014 il Gloria Buzau e la scorsa stagione il Fc Metaloglobus di Bucarest) e sarà a disposizione di mister Bellini per le prossime gare. La società ringrazia il segretario Mario Bernocchi per l’ottimo lavoro svolto in fase di tesseramento.

Fonte: Dilettanti Toscana

Reggio: la Provincia sostiene le famiglie rumene, attivato lo sportello “Infokiosk”

15 novembre 2015 Reggio Calabria

“Ieri è stata una delle giornate più emozionanti che abbiamo vissuto alla Provincia di Reggio Calabria – così il Presidente del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria Antonio Eroi ha commentato la cerimonia di inaugurazione dello sportello “Infokiosk”. Un progetto, quest’ultimo, promosso dal Ministero della famiglia e delle politiche sociali romeno. In apertura della presentazione il Presidente della Provincia Guiseppe Raffa ha ricordato la strage di Parigi e ha voluto fortemente che Palazzo Alvaro, sede dell’Amministrazione provinciale reggina, fosse illuminato con i colori della bandiera francese in segno di solidarietà nei confronti del popolo vittima della strage di venerdì notte.

Anche il Sottosegretario di Stato romeno Patricia Alexandra Braica è intervenuta proponendo un minuto di raccoglimento per le vittime parigine e poi ha ricordato anche i giovani morti alla discoteca di Bucarest e le conseguenti dimissioni del già traballante governo romeno Ponta. “Infokiosk” è un progetto di unione fra i cittadini romeni e i cittadini reggini anche grazie alla comunità romena che si è stretta attorno alle associazioni reggine, in particolare all’Associazione Ikona di Reggio Calabria che ha promosso questa iniziativa. Lo sportello è già operativo e servirà a tutti i romeni che si trovano in difficoltà o che sono in cerca di lavoro, oppure di condizioni sociali migliori ovvero di prestazioni sanitarie e quant’altro possa servire ad integrare perfettamente i cittadini. In occasione dell’apertura dello sportello vi è stata anche la benedizione del Parroco della Chiesa Ortodossa Rumena di Reggio Calabria Costica Prisacariu che ha benedetto il pane e ha accolto gli intervenuti in abiti tradizionali offrendo a tutti un momento sentito di condivisione e di preghiera.

Dopo la benedizione dell’”infokiosk” e i saluti dell’Assessore alla Cultura e alla Legalità della Provincia di Reggio Calabria Eduardo Lamberti-Castronuovo e del Presidente del Consiglio Provincla Antonio Eroi, vi è stato un dibattito molto partecipato con l’intervento della presidente dell’Associazione Ikona Ana Maria Petrea, che ha spiegato i dettagli del progetto infokiosk e ha anche comunicato che si è creata una rete di associazioni romene per analizzare e studiare quelle che sono le prospettive dei romeni quali cittadini europei. “Questo è paradossale – ha aggiunto Eroi - se pensiamo che nello stesso momento in Francia si sono chiuse le frontiere.

Tutto quello che è stato realizzato dal 1950 ad oggi purtroppo sta per essere rovinato da una guerra (perché siamo in guerra!) stupida; una guerra non di religione ma di estremisti. La giornata di ieri, ha continuato Antonio Eroi, ha un particolare rilievo simbolico nel momento in cui cittadini, come quelli romeni, cercano di diventare a tutti gli effetti cittadini europei, subiamo degli attacchi esterni che tendono a destabilizzare quella che è la pace nel mondo. L’Europa nasce non perché deve garantire dei benefici economici ma perché si vuole stabilire la pace sia nel continente europeo sia nel resto del pianeta. L’inaugurazione di ieri, conclude Eroi, rappresenta un puntino di luce e tanti puntini di luce possono illuminare il mondo. Oggi (domenica ndr) nella Chiesa Ortodossa si celebrerà una messa in ricordo delle vittime di Parigi e di Bucarest e soprattutto si spegneranno delle candele alle 21:15 (lo farò anche io a casa mia) a simboleggiare la perdita della vita, cosi come quelle giovani vite sono state spente nella giornata di venerdì sera”.

Fonte: CN24TV

I cittadini romeni e la loro associazione

Tante persone hanno partecipato all'incontro promosso da Latinitas. L'assessore Cecchi: "Grazie al Forum per l'Immigrazione c'è stata integrazione"

PONTEDERA — “Una comunità laboriosa e ben inserita”. L'assessore alle politiche sociali del Comune di Pontedera Marco Cecchi definisce così i circa 600 cittadini rumeni presenti nel territorio di Pontedera. E lo fa a margine dell'incontro di domenica 8 novembre promosso dall'associazione rumena Latinitas e tenuto nei locali dell'Università della terza età.
"Un plauso ad Adriana Togan e al consiglio di Latinitas per essere riusciti a mettere insieme un'importante comunità cittadina" aggiunge Cecchi. Tante persone infatti hanno ascoltato gli interventi di Togan, presidente dell’associazione Latinitas, dello stesso Cecchi e del professor Bruno Mazzoni, ordinario di lingue e letterature romanze all’Università di Pisa, studioso della lingua romena e profondo conoscitore della Romania.
Al termine dell'incontro è stato offerto ai partecipanti un buffet di prodotti gastronomici rumeni. "Sono oltre 600 i cittadini rumeni residenti a Pontedera - ha detto Marco Cecchi - una comunità laboriosa e ben inserita, impegnata soprattutto nell'attività di assistenza alle persone anziane. E' importante che, anche grazie all'attività del Forum per l'immigrazione, questa comunità abbia potuto costituirsi in associazione e sia in grado oggi di organizzare eventi interessanti e partecipati come quello di domenica".

Fonte: Qui News Valdera

Festa in Santa Liberata per gli Ortodossi romeni

Ortodossi romeni in festa (Quartieri)

Pistoia, 8 novembre 2015 - Chiesa Ortodossa Rumena in festa in Santa Liberata, accanto a San Bartolomeo. Anche quest’anno la comunità rumena ortodossa presente a Pistoia, ha potuto celebrare la sua festa. E per la prima volta sono stati indossati gli abiti tipici della tradizione popolare rumena. Per la comunità ortodossa è una data importante, perché ricorre la festa di San Michele e San Gabriele e anche quella di Santa Mina. «Inoltre – ha spiegato una delle fedeli – è stata l’occasione per festeggiare l’onomastico del nostro prete, che si chiama Gabriel Dumitru. Nella chiesa di Santa Liberata sono stati portati, per l’occasione, i paramenti, i tappeti e le icone della tradizione ortodossa». Dopo lala celebrazione, la comunità rumena ortodossa si è riunita nella parrocchia di San Bartolomeo, per un pranzo comunitario, a base dei piatti tipici della tradizione popolare rumena. «Ringraziamo – fanno sapere i fedeli – don Luca Carlesi, che anche quest’anno ci ha concesso l’uso della chiesa e della parrocchia».

Fonte: La Nazione

Sanità: dall’Italia alla Romania per aiutare i pazienti del rogo di Bucarest

SCIENZA E MEDICINA
13 novembre 2015

Un drammatico incidente. Un incedio che ha coinvolto oltre 400 ragazzi radunati la notte di Halloween per assistere a un concerto rock in un club sotterraneo di Bucarest.
Dopo l’allarme e il pronto intervento, e’ chiara ai soccorritori la situazione di emergenza. Occorrono aiuti. Alla chiamata di solidarieta’ lanciata dalla Romania risponde “presente”, tra gli altri, la dottoressa Ilaria Mataro.
Il giovane chirurgo plastico napoletano parte alla volta di Bucarest l’1 novembre portando con se’ la propria professionalita’, l’esperienza maturata all’ospedale Cardarelli di Napoli. Li’ trova un farmaco ad hoc per intervenire su pazienti con grandi ustioni senza il ricorso alla chirurgia, il NexoBrid, donato per l’occasione dalla casa produttrice MediWound e fatto arrivare in Romania.
Benche’ la drammatica situazione sia stata gestita “in modo eccelso” dal personale medico e paramedico romeno, come riferisce la dottoressa Mataro, sarebbe stato complesso gestire in via operatoria i tanti pazienti a cui asportare il tessuto cutaneo reso necrotico dalle fiamme. Con l’impiego del NexoBrid, invece, l’intervento chirurgico puo’ essere evitato dacche’ il farmaco e’ applicabile direttamente dal personale sanitario sulla parte da trattare senza andare in sala operatoria.
Nell’ambito della sua esperienza a Bucarest, la dottoressa Mataro e’ stata in cinque ospedali e “in particolare nel primo siamo riusciti a trattare sette pazienti contemporaneamente”. Forte della conoscenza sull’applicazione del prodotto fatta all’ospedale Cardarelli con il professor Roberto d’Alessio, direttore di Chirurgia plastica del nosocomio partenopeo, il giovane chirurgo ha “dato una mano nell’applicazione del farmaco su un primo paziente” istruendo cosi’ anche i colleghi romeni che poi hanno trattato – nel giro di due ore – gli altri ricoverati ustionati ottenendo un risultato altrimenti impossibile per l’oggettiva indisponibilita’ delle sale operatorie.
“Mi inorgoglisce che tra i vari Centri ustioni italiani sia stata scelta una mia collaboratrice per andare a Bucarest, per fare questo tipo di approccio, per dare una mano ai colleghi romeni che vivevano una situazione di grande difficolta’”. Cosi’ dice il professor Roberto d’Alessio, direttore di Chirurgia plastica all’ospedale Cardarelli di Napoli, a proposito del soccorso prestato dalla dottoressa Ilaria Mataro ai grandi ustionati dell’incendio divampato in una discoteca di Bucarest nella notte di Halloween.
Nell’occasione, il giovane chirurgo plastico ha fatto affidamento sul NexoBrid – donato dalla MediWound – per curare i pazienti evitando il ricorso alla sala operatoria. Per il trattamento con questo farmaco dei ricoverati in Romania, l’esperienza maturata dalla dottoressa nel piu’ grande nosocomio del Meridione si e’ resa fondamentale.
“Al Cardarelli stiamo facendo un’esperienza importante (con il NexoBrid, ndr). Nell’arco di un certo numero di mesi siamo diventati quelli che forse piu’ lo stanno utilizzando- continua il professor d’Alessio- anche forti di numeri molto elevati”.
Nell’applicazione di questo farmaco, come sottolinea il medico, ci si riferisce a situazioni e patologie “molto gravi che sarebbe meglio che non si verificassero”. Laddove esiste la patologia, pero’, “ci deve essere la cura piu’ adeguata e meno traumatica per il paziente”. E il NexoBrid, un concentrato di enzimi proteolitici arricchito con bromelina estratto dal gambo della pianta di ananas, consente di passare piu’ rapidamente alla fase successiva di chiusura della ferita. Un valore che e’ stato comprovato nel caso dei pazienti trattati a Bucarest.
In un solo ospedale, la dottoressa Mataro e il personale romeno sono intervenuti contemporaneamente su sette ricoverati evitando il ricorso alla chirurgia, che sarebbe stata comunque difficile da effettuare per la mancata disponibilita’ di sale operatorie durante lo stato di emergenza che era in corso.

Fonte: L'Impronta L'Aquila

"Perché mi chiami rom se sono romeno?": le domande degli immigrati agli italiani

11 novembre 2015

"Ma perché voi italiani ci chiamate di colore se siamo neri?" Inizia così l'ultimo video dei The Jackal, girato sul modello del precedente ''Domande degli italiani agli americani'' (5 milioni di visualizzazioni su Facebook). Ma stavolta i protagonisti sono stranieri che vivono nel nostro Paese e che rivolgono i loro quesiti agli italiani: ironia, sincerità, umanità per mettere al centro del discorso, al di là di ogni ideologia, prima di tutto le persone

(a cura di Virginia Della Sala)


Fonte: La Repubblica

lunedì 9 novembre 2015

Pellegrinaggio dell’artista Márta Jakobovits

Comunicato stampa

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

Venerdì 13 novembre 2015 a partire dalle ore 18.00 avrà luogo presso la Sala Esposizioni dell’Accademia di Romania in Roma l’inaugurazione della mostra personale di ceramiche dal titolo

PELLEGRINAGGIO dell’artista Márta Jakobovits

Presentazione a cura di:
Prof. dr. Mihai Bărbulescu – direttore dell’Accademia di Romania in Roma
Daniela Crăsnaru – direttore dei programmi culturali dell’Accademia di Romania in Roma
Dr. Nagy Mihály Zoltán – vicepresidente dell’Istituto Culturale Romeno (Bucarest,Romania)
Márta Jakobovits – artista
Prof.univ.dr. Ileana Pintilie – curatrice
Conf. Univ. dr. Gabriela Diana Bohnstedt Gavrilaş – assistente curatrice

La ceramista Márta Jakobovits presenta nell’ambito della mostra „PELLEGRINAGGIO” le sue opere d’arte in ceramica e terracotta. Si tratta di diciassette titoli intrecciati, contenenti 170 oggetti artistici in ceramica realizzati con tecniche differenti. Ci si ritrovano oggetti unici in ceramica, installazioni di oggetti eleganti e raffinati in grado di interpretare in modo unico ed esclusivo, combinazioni di oggetti realizzati con oggetti trovati, elementi naturali, pietre etc. al fine di trasmettere il messaggio del pellegrinaggio. Tale messaggio viene concepito come un processo di pensiero materializzato nella creazione, un processo mai finito e che continua… Sono opere realizzate con argille modellate e dipinte a mano e ciascun pezzo è un oggetto unico. Eventuali irregolarità e diverse intensità della smaltatura e dei colori testimoniano l’autentica lavorazione artigianale.

Per la ceramista d’arte Márta Jakobovits è particolarmente significativo che all’interno di questo pellegrinaggio realizzato in ceramica e terracotta alcuni frammenti sono stati già presentati al pubblico in occasioni indipendenti in diversi paesi: Olanda, Germania, Slovacchia, Ungheria e in diverse città della Romania: Oradea, Cluj, Timisoara, Bucarest. Tutte queste opere hanno fatto il loro viaggio creativo per instradarsi poi verso la meta più grande del loro pellegrinaggio: la Città Eterna stessa.

In parallelo con la mostra personale di ceramiche dell'artista Marta Jakobovits, l'Istituto Culturale Ungherese di Bucarest (Romania) organizza la mostra del pittore Miklos Jakobovits presso l’Istituto Balassi e l’Accademia d'Ungheria in Roma (con apertura il 16 novembre 2015, ore 19.00).

Entrambe le mostre saranno inaugurate da Ileana Pintilie.
Ileana Pintilie è critico d'arte e curatore indipendente di mostre. Docente presso la Facoltà di Belle Arti dell'Università dell’Ovest (Timisoara, Romania).

Gabriela-Diana Bohnstedt Gavrilas è docente e direttore del Dipartimento di Arti Visive presso la Facoltà di Belle Arti dell'Università dell'Università di Oradea (Oradea, Romania).

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni nel periodo 13-23 novembre 2015 nella Sala Esposizioni dell’Accademia di Romania, Viale delle Belle Arti, 110.

Ingresso libero.

Ufficio stampa,
Accademia di Romania
Roma, novembre, 2015

Firme din diaspora, pentru prima oară în Topul Naţional al Firmelor

Răducu Nicodim - Danubiana s.r.l.
Topul Naţional al Firmelor, organizat în exclusivitate de Camera de Comerţ şi Industrie a României, este un reper pentru mediul de afaceri, un clasament al celor mai competitive firme din România. Ca în orice alt domeniu, şi în sectorul economic performanţa trebuie recunoscută, iar succesul recompensat!

Rezultatele consemnate de Topul Naţional al Firmelor reflectă nivelul de dezvoltare economică din ţara noastră şi totodată oglindesc extinderea companiilor româneşti pe piaţa internaţională. Ediţia a XXII-a din 2015 a Topului Naţional al Firmelor a clasat pe primele locuri la nivel naţional 6.630 operatori economici care activează în cercetare, dezvoltare şi high-tech, industrie, agricultură, silvicultura şi pescuit, construcţii, servicii şi comert-turism. Topul Naţional al Firmelor din România este organizat de către Camera de Comerţ şi Industrie a României, în baza clasamentelor furnizate de Camerele de Comerţ şi Industrie Judeţene. Este un top transparent, realizat pe baza unei metodologii complexe.

La iniţiativa CCIRO Italia, partenerul de la Roma al Camerei de Comerţ şi Industrie a României, în cadrul ediţiei 2015 a Topului Naţional al Firmelor vor fi premiate pentru prima dată trei firme ale unor români din diaspora, şi anume din Marea Britanie, Italia şi Spania, ţările în care se află cele mai mari comunităţi de români de peste hotare.

Aceste firme sunt:

1. Roexport Ltd. din Londra, condusă de Florea Iosefin, care primeşte titlul de întreprinzătorul anului 2015 în Marea Britanie.
Roexport are o cifră de afaceri de 16 milioane euro anual şi a derulat importuri de produse agroalimentare din România în valoare de aproximativ 196 milioane de euro din 2003 până astăzi.

2. Danubiana s.r.l. din Ravenna, condusă de Răducu Nicodim, care primeşte titlul de întreprinzătorul anului 2015 în Italia.
Danubiana srl facturează 18 milioane euro şi deserveşte prin propriul depozit un număr de 15 magazine proprii. Danubiana srl are ca şi obiectiv dezvoltarea reţelei de magazine de desfacere şi dublarea cifrei de afaceri (prin importurile de produse româneşti) până în noiembre 2017.

3. Grupul Integral de Distribuţie Gesagui S.L. din Alcalá de Henares, condus de Cătălin Mihăiţă Geodoiu, care primeşte titlul de întreprinzătorul anului 2015 în Spania
Grupul Integral de Distribuţie Gesagui SL facturează 12 milioane euro importând produse agroalimentare din România. Gesagui SL deţine o reţea proprie de magazine, obiectivul fiind dublarea reţelei de distribuţie şi a cifrei de afaceri.

Cele trei firme reprezintă cu mare succes cele peste 100.000 firme înfiinţate de cetăţeni români în Anglia, Spania şi Italia.

“Am ales să prezentăm pentru această ediţie a Topului Firmelor sectorul agroalimentar şi importurile din România derulate de către firme înfiinţate de românii din diaspora. Estimăm la o valoare între 700 milioane şi un miliard de euro anual, consumul produselor româneşti în diaspora, o contribuţie importantă a românilor din diaspora la dezvoltarea economică a României, argument despre care nu prea se vorbeşte. Plecând de la acest eveniment, Camera de Comerţ a României şi CCIRO Italia vor prezenta câteva propuneri pentru sprijinirea românilor de succes şi a mediului de afaceri al românilor din diaspora, cum ar fi, de exemplu, în cazul importatorilor de produse româneşti, încurajarea şi sprijinul acestora prin facilităţi fiscale, reducerea unor taxe, acordarea de subvenţii, etc. Vom extinde programul CCIRO Italia “Redam încrederea investitorilor români în economia românească” prin servicii de suport şi sprijin a start-up-urilor înfiinţate de româniii din diaspora pentru a dezvolta afaceri în România şi pe alte pieţe europene”, a declarat Eugen Terteleac, preşedinte CCIRO Italia.

“Dezvoltarea relaţiilor între sistemul Camerelor de Comerţ ale României şi mediul de afaceri românesc din străinătate este o prioritate absolută pentru Camera de Comerţ a României. Prin premiile acordate astăzi celor trei firme din diaspora, vrem să mulţumim şi să recunoaştem valoarea miilor de antreprenori români de succes din străinătate, care contribuie direct sau indirect la dezvoltarea economică a României. Când spun “direct”, cel mai bun exemplu îl constituie premianţii de astăzi, care importă în ţările lor de rezidenţă produse româneşti. Când spun “indirect”, mă refer la cei care promovează economia românească: agenţii de turism din diaspora, firme de IT, bănci, s.a.m.d. Ne propunem să începem un parcurs prin care firmele românilor din afara ţării să găsească în Camera de Comerţ a României un partener de încredere, care să-i ajute la rezolvarea problemelor pe care le întâmpină la derularea unor investiţii în economia românească”, a declarat Mihai Daraban, preşedintele Camerei de Comerţ Naţionale a României.

Biroul de comunicare CCIRO Italia

La comunità romena scende in strada

Solidarietà con i moti che hanno spinto alle dimissioni il premier romeno Victor Ponta

06/11/2015
Paolo Ccccorese
Torino

Come a Bucarest, dove nelle ultime quattro notti sono scese in strada trentamila persone, anche a Torino è sbarcata la protesta dei romeni che da giorni occupano le piazze delle maggior città del paese per chiedere guerra alla corruzione e riforme. Questa sera, davanti al consolato di via Ancona quasi quattrocento persone si sono radunate per manifestare la propria solidarietà con i moti che mercoledì hanno spinto alle dimissioni il premier romeno Victor Ponta. Contestazioni senza precedenti partite dopo la strage di ragazzi morti nel rogo di un club della scorsa settimana. Tragedia che ha scosso il paese che piange la morte di 32 persone. Tra le vittime anche una ragazza napoletana.

La risposta della Diaspora romena non si è fatta attendere. La comunità torinese, una delle più numerose a livello italiano, si è radunata con striscioni, bandiere e candele. «Romania non temere, Torino è con te», è lo slogan più sentito su quegli stessi marciapiedi dove l’anno scorso s’erano radunati in cinquemila per poter votare nonostante le mille difficoltà. E quando, i seggi si chiusero lasciando quasi un terzo a bocca asciutta, scoppiarono anche dei tafferugli.

Questa volta, la protesta si è svolta senza tensioni. Hanno sfilato tante famiglie, bambini e i cosiddetti “figli della diaspora”: i ragazzi nati in Romania e immigrati in Italia che hanno così solidarizzato con i coetanei che nelle ultime settimane stanno spingendo al cambiamento un paese che guarda alla modernità, ma non riesce a dimenticare i problemi di sempre: una classe dirigente che vive di privilegi e una corruzione dilagante.

«La strage di giovani è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un’insoddisfazione che dilaga tra i giovani che non sono cresciuti nell’era Ceaușescu», hanno spiegato i manifestanti torinesi. Il problema sono le bustarelle. «Quando si è scoperto che la morte di tanti coetanei è colpa dei mancati controlli e della corruzione, è scattato qualcosa nel paese». In piazza, una società civile, apartitica che chiede il cambio di passo al paese ex comunista. In Romania, le proteste non sono finite. Come a Torino, dove domenica si replica con una marcia che partirà alle 18,30 dai Giardini Reali per far rotta sul consolato.

Fonte: La Stampa


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La mia storia - La famiglia romena: "Fu un trauma lasciare nostra figlia"

4 novembre 2015

Sorin e Luminita Cirlan sono marito e moglie. Vivono a Bacau, cittadina nell'est della Romania. Lui è ispettore di polizia sanitaria, lei segretaria. Ma i loro stipendi non bastano per andare avanti. E per assicurare un futuro alla loro bambina, Stefania. Così, alla fine degli anni '90, quando il paese è strangolato dall'inflazione, decidono di partire. Stefania ha appena 3 anni, ma devono lasciarla in Romania, accudita dai nonni e da una zia. In Italia vengono ospitati da alcuni amici: Sorin va nei cantieri, in un autolavaggio, fa l'operaio, l'elettricista, poi trova un posto come addetto ai sistemi di allarme di un'azienda farmaceutica. Luminita, dopo aver fatto la baby sitter e le pulizie a ore, viene assunta come collaboratrice domestica in una famiglia di Roma, dove lavora ancora oggi. Riprendono Stefania sette anni dopo il loro arrivo in Italia. Oggi sono cinquantenni e sereni, Stefania ha 21 anni, studia Economia all'università e parla con l'accento romano. Ma è stata dura, e, a volte, lo è ancora. "Molti italiani vedono i romeni come stranieri di serie B - raccontano - è ingiusto e faticoso. E lasciare nostra figlia è stato un grande dolore, un trauma. Se però avrà un futuro migliore del nostro, ne sarà valsa la pena"



servizio di Valeria Teodonio
immagini e montaggio di Alberto Mascia

Fonte: La Repubblica

Ladispoli, l’ambasciatore di Romania Dana Manuela Constantinescu verrà in visita alla Corrado Melone

6 novembre 2015
di Ismaele Spinelli, classe 2°M, IC ”Corrado Melone”

Il 4 novembre, giornata particolare per la storia italiana, è stata una giornata di scuola speciale per una delegazione di bambini e ragazzi dell’IC “Corrado Melone” e dell’IC “Ladispoli 1”. Ad accompagnare bambini e ragazzi dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado, c’erano docenti e genitori di entrambe le Scuole, che li hanno accompagnati presso l’Ambasciata di Romania in Italia, insieme alla loro docente del corso di romeno, prof.ssa Angela Nicoara, ed il dirigente scolastico delle due scuole di Ladispoli, prof. Riccardo Agresti, ospiti della affascinante Ambasciatrice, sua eccellenza Dana Manuela Constantinescu, la quale, nonostante la sua alta carica di rappresentante di una Nazione, si è mostrata estremamente gentile e cordiale verso tutti i suoi ospiti.

L’enorme eco, provocata dalle assurde polemiche scatenate da un politico nazionale poco e male informato, hanno indotto ad un contatto più prossimo fra Scuola ed Ambasciata. Quest’ultima ha gentilmente accolto la richiesta dei ragazzi per una “lezione” di lingua, cultura e civiltà romena, cui hanno partecipato ragazzi, docenti, genitori ed il dirigente scolastico. Docente di eccezione è stata la stessa ambasciatrice che ha posto domande e risposto a tutte le questioni poste dai presenti.

Il dirigente scolastico ha ribadito il suo apprezzamento per l’intelligenza del Governo romeno che finanzia questa lungimirante attività ed ha sottolineato che non solo è importante conoscere più lingue, ma ancora di più lo è conoscere quella dei propri compagni di banco o degli amici vicini di casa, che provengono da chilometri di distanza, allo scopo di minare alla base le diffidenze che nascono dalla non conoscenza. L’ambasciatrice ha ricordato che il corso di romeno è gratuito, aiuta i ragazzi a superare le differenze tra le due comunità, facilita il reinserimento dei giovani romeni, nel caso di rientro in patria, e, perché no, si dimostra un esercizio cognitivo utile per tutti.

Sua eccellenza, l’ambasciatrice Constantinescu, in conclusione dell’incontro, prima di rispondere al telefono alla chiamata del Presidente della Repubblica di Romania, ha accettato con piacere l’invito a visitare le due Scuole a Ladispoli e l’appuntamento è stato fissato per il prossimo 30 novembre.

Ma ecco il resoconto di uno dei ragazzi partecipanti a questa particolare “lezione”.

Il 4 novembre io e la mia compagna di classe Alessandra, assieme ad altri allievi delle elementari (più alcuni professori, genitori e il Preside Agresti), siamo stati in visita, come delegazione delle scuole “Corrado Melone” e “Ladispoli 1”, all’Ambasciata di Romania a Roma, edificio per quanto elegante e interessante all’esterno, ancor più sontuoso e imponente nei suoi spazi di ricevimento.

L’Ambasciatore, la Signora Dana Manuela Constantinescu, ci ha accolti con un sorriso e dopo averci fatto accomodare, ci ha parlato subito un po’ del Paese che lei rappresenta qui in Italia, ricordando che è solo da poco che è entrato a far parte dell’Unione Europea e che, anche se ancora molti tendono ad ignorarlo, anche la Romania è un paese con una propria grande cultura.

Poi ha raccontato e descritto dei meravigliosi paesaggi della Romania e ci ha anche detto che moltissimi italiani vanno a studiare da loro oppure hanno aperto attività nel suo Paese.

È venuto poi il nostro turno di portare i nostri saluti e alcuni fra noi hanno recitato delle poesie (in romeno chi è di origine romena ed in italiano gli altri). In particolare io ed Alessandra abbiamo letto la bellissima poesia “In limba ta” – “Nella tua lingua” di Grigore Vieru.

In seguito, dopo un breve spuntino, abbiamo fatto tutti qualche domanda, tra cui: quale fosse il dolce tipico per Natale, poi qualcuno ha chiesto cosa pensasse del fatto che nella nostra scuola si facciano alcune lezioni di cultura romena ed altri cosa pensasse della cultura e dell’istruzione in Italia o cosa si può fare concretamente per favorire l’integrazione o ancora come sia la scuola in Romania e come le sembrasse l’Italia.

Le risposte che l’Ambasciatrice ha dato ci hanno fatto comprendere l’importanza del conoscersi, del confrontarsi e di capire che, al di là di alcune differenze, che comunque rendono più interessante il conoscersi ed il frequentarsi, sono molti gli aspetti che ci uniscono, proprio a cominciare dalla lingua romena che è molto simile all’italiano. Abbiamo poi offerto le nostre condoglianze per il tragico incidente che ha causato tante vittime a Bucarest.

Alla fine abbiamo consegnato in dono alcuni prodotti di Ladispoli e posato per alcune foto di gruppo; io le ho chiesto un autografo. L’ambasciatrice si è rivelata una persona molto simpatica ed è riuscita a farci sentire come se fossimo a casa nostra, nonostante la bellezza della sala in cui siamo stati ricevuti.
È stata davvero una giornata speciale!

Fonte: TerzoBinario


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martedì 3 novembre 2015

Aggiornamento sui Romeni in Italia alla luce del Dossier Statistico Immigrazione 2015

Aggiornamento sui Romeni in Italia alla luce del Dossier Statistico Immigrazione 2015
Antonio Ricci, Centro Studi e Ricerche IDOS

La Romania tra flussi di ritorno e pressione migratoria
Alla luce dei dati raccolti nell’edizione 2015 del Dossier Statistico Immigrazione, la Romania si conferma ancora tra i paesi a più forte pressione migratoria nel mondo. Secondo le Nazioni Unite nel 2013 ben il 16,9% dei cittadini romeni vive al di fuori del paese dove è nato, per un totale cioè di 3.325.825 emigrati nel mondo. Sempre secondo le stime delle Nazioni Unite, nonostante i crescenti flussi di ritorno, i flussi di immigrazione e quelli d’emigrazione nel periodo 2010-2015 hanno registrato un saldo negativo di oltre -437.000 persone.
Qualcosa, tuttavia, sta cambiando. I dati Eurostat, pur confermando queste linee di tendenza, registrano un saldo migratorio negativo per il 2013 molto ridotto, a fronte di 154.374 cittadini romeni emigrati all’estero ci sono stati 138.933 rimpatriati. In una prospettiva di breve periodo, sembra sempre più vicino il momento di svolta in cui il saldo possa diventare per la prima volta positivo, magari anche per effetto dell’apporto dei nuovi flussi migratori in entrata, che già nel 2013 hanno coinvolto 14.713 persone.

Cresce ulteriormente la presenza in Italia
Prossimità geografica e culturale, differenziale di sviluppo, network migratori di carattere familiare, religioso ed economico, il rapporto inversamente proporzionale tra flussi di investimenti e flussi migratori: queste sono le principali voci che hanno contribuito al consolidarsi in Italia di questa grande comunità, cresciuta fino a raggiungere 1,1 milioni di persone, pari cioè ad un terzo del totale dei cittadini romeni emigrati all’estero (34,0%) e al 5,8% della popolazione nazionale.
Più precisamente, nel 2014 sono 1.131.839 i romeni residenti in Italia, pari al 22,6% del totale degli stranieri residenti. Con una presenza ufficiale così numerosa, e con un numero difficilmente stimabile di persone con l’intenzione di registrare la propria residenza in Italia, i romeni si confermano di gran lunga la prima comunità, precedendo i marocchini e gli albanesi fermi a mezzo milione di residenti.
Se è vero che la crescita più vivace della comunità romena in Italia si è registrata nel decennio 2001-2011, periodo durante il quale le presenze si sono decuplicate anche grazie all’accesso nel 2007 al regime di libera circolazione comunitaria, tra il 2013 e il 2014 l’incremento dei cittadini romeni, cresciuti del 4,7% (oltre 50.000 individui in più), è risultato ancora una volta particolarmente significativo.
La comunità è presente nell’intero territorio italiano, con una spiccata prevalenza nelle regioni centro-settentrionali. Il maggior numero si concentra nella provincia di Roma, ove nel 2014 risiedono più cittadini romeni di quanti non ve ne siano in tutto il Mezzogiorno (oltre 176.000, il 15,6% del totale). Oltre 100.000 (9,1%) risiedono nella provincia di Torino, poco meno di 45.000 (3,9%) a Milano, poco più di 30.000 (2,7%) a Padova e Verona. In tutti i comuni della provincia di Roma i romeni risultano la prima collettività per numero di residenti. Le comunità più consistenti, oltre che a Roma, si registrano a Guidonia Montecelio (oltre 7.000), Aprilia e Tivoli (oltre 5.000 ciascuna), Fiumicino e Ladispoli (oltre 4.500 ciascuna).

Il consolidamento del modello familiare di radicamento
La comunità romena non solo cresce, ma consolida il proprio radicamento in Italia intensificando il carattere familiare della propria presenza. Sono diversi gli indicatori che attestano questa tendenza:
- Continua ad essere elevato il numero dei romeni che acquisiscono la cittadinanza italiana: secondo i dati Eurostat tra il 2008 e il 2013 sono 21.878 i romeni divenuti italiani (di cui 4.386 nel 2013);
- secondo i dati Istat tra il 2000 e il 2013 sono nati in Italia complessivamente 120.348 bambini con madre romena e padre romeno o straniero (nonostante l’inizio recente dei flussi, si tratta di un consistente numero di persone di “seconda generazione”). Nel 2013 si è raggiunto il numero massimo con 15.920 nuovi nati romeni in Italia, pari a un quinto del totale dei nati da entrambi i genitori stranieri. A questi si possono aggiungere circa 5mila figli nati da coppie miste italo-romene;
- i matrimoni misti italo-romeni celebrati nel 2013 sono stati 2.919, di cui 2.758 tra uomini italiani e donne romene; invece le nozze celebrate nel 2013 fra romeni e coniugi non italiano sono stati 952, di cui 714 con entrambi i coniugi romeni;
- anche nell’ambito degli alunni iscritti nelle scuole italiane la rilevanza dei bambini romeni risulta in costante crescita: sono il 19,3% del totale (157.497 gli iscritti) nell’anno scolastico 2014/2015;
- parimenti, il radicamento delle famiglie romene emerge in considerazione del numero crescente di studenti romeni iscritti nelle università italiane (6.615 nell’a.a. 2013/2014), di cui i due terzi hanno conseguito il titolo di maturità in Italia.

Il mondo del lavoro: tra precarietà e desiderio di ascesa professionale
La comunità straniera con più occupati si conferma nel 2014 la Romania, da cui proviene oltre un quinto degli stranieri occupati in Italia (21,7%, ossia 769.584 persone). Tra i nuovi assunti i romeni hanno un’incidenza ancora più alta (quasi il 30%). La frammentazione del percorso lavorativo è testimoniata dalla frequenza di più assunzioni ripetute nel corso dello stesso anno, intervallate da periodi di disoccupazione o inserimento nel mercato del lavoro nero.
I settori prevalenti di inserimento sono i servizi (428.311, pari al 55,7%) e l’industria (175.991, pari al 22,9%), con punte più alte rispettivamente nei comparti dei servizi alla persona e dell’edilizia. In quest’ultimo comparto i romeni rappresentano il 40% degli stranieri impiegati. Molto al di sopra della media nazionale si colloca il settore dell’agricoltura con 101.392 addetti (13,2% del totale dei romeni occupati).
Risvolto negativo della situazione occupazionale è il primato dei romeni tra i lavoratori infortunati nel corso del 2014, con 16.000 infortuni, di cui 38 mortali.
La componente femminile, che sugli occupati registra una leggera prevalenza (pari al 54,6% del totale), si distingue per una larga partecipazione al mondo del lavoro. Nonostante ciò, mentre per diversi gruppi sono proprio le donne a guidare la ripresa occupazionale, nel caso della Romania il tasso di occupazione femminile è stazionario, mentre quello di disoccupazione cresce.
La difficoltà a conservare il posto di lavoro in tempo di crisi economica ha indirettamente stimolato lo spirito imprenditoriale, ma tra i romeni è anche forte il desiderio di ascesa professionale. Sono 58.758 i titolari di imprese individuali nati in Romania. Il primo settore di impresa è l’edilizia (55,5%), seguita da commercio (11,1%) e manifattura (4,6%).
La Romania, da una parte, è il primo paese per volume complessivo di redditi dichiarati, con un valore di 6 miliardi di euro e 719 milioni di euro di Irpef versata. Dall’altra, dopo anni di incontrastata “supremazia” cinese nell’invio di rimesse, nel 2014 la Romania ha raggiunto il primo posto con 876 milioni di euro inviati dai suoi immigrati (+1,8%).
Anche a livello europeo, secondo i dati Eurostat al 2013, i più alti afflussi di rimesse hanno riguardato Portogallo (5,0 miliardi di euro), Polonia (2,8), Regno Unito (2,3), Romania (2,1) e Italia (2,0), con un surplus per la Romania tra rimesse in entrata e in uscita pari a 1,8 miliardi di euro.

Per contatti:
Antonio Ricci
Centro Studi e Ricerche IDOS
V. Arrigo Davila 16, 00179 Roma
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