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sabato 23 aprile 2016

Corso di Romeno a scuola, un’ospite d’eccezione alla Corrado Melone di Ladispoli

 Ospite d’eccezione nella mattinata di ieri per i bambini e gli insegnanti della “Corrado Melone” di Ladispoli. La scuola ha, infatti, ricevuto la gradita visita di Corina Chertes, direttrice dell’Istituto di lingua romena e coordinatrice del progetto di lingua cultura e civiltà romena attivo in due scuole della città balneare.

La lingua romena è diventa il quinto idioma più parlato fra le lingue romanze. Ad oggi viene insegnata anche in alcune scuole pubbliche italiane nell’ambito di un progetto promosso dalla Romania tramite L’Istituto di lingua romena. A beneficiare dei corsi di lingua, cultura e civiltà romena, contrassegnati dalla sigla LCCR e sviluppati appositamente per la diaspora romena in tanti paesi tra i quali l’Italia, anche i bambini della “Corrado Melone” e della “Ladispoli 1”.

“Ho scelto questa scuola perché è stata la prima ad accogliere questo progetto e perché abbiamo la fortuna di avere una delle professoresse più esperte” – ha spiegato Corina Chertes.

 Non solo la scuola ha accolto il progetto, va aggiunto, ma ha dovuto anche far fronte ad attacchi di esponenti politici nazionali come Matteo Salvini che hanno cavalcato la notizia delle lezioni di romeno, peraltro già svolte presso la “Ladispoli 1” da diversi anni, per sollevare un caso mediatico. L’entusiasmo da parte dei piccoli studenti, comunque, non è mai mancato e, ora che la bufera si è calmata, sono liberi di imparare al riparo dalle polemiche. “Già il dirigente ha chiarito tutto rispetto alle polemiche che ci sono state- ha dichiarato la professoressa Angela Nicoara, responsabile del progetto- ora il progetto si svolge nelle condizioni migliori in questa scuola.

” Non si rivolgono solo agli studenti della scuola primaria, però, le iniziative culturali dell’Istituto di Lingua romeno rappresentato da Corina Chertes. “Proprio ieri mi sono recata a Roma presso il Pontificio Istituto Orientale- ha spiegato- in occasione dell’apertura di una nuova cattedra universitaria dedicata ad un corso di lingua romena. Corsi simili sono già attivi a Padova, Pisa, Napoli, alla Sapienza di Roma e in Calabria.”

I dati negli ultimi mesi parlano di una diminuzione del flusso migratorio dalla Romania verso il nostro paese. C’è chi considera questo fatto come un segnale della diminuita attrattiva che il nostro paese esercita nei confronti di chi vive all’estero, ma il possibile ritorno in patria dei cittadini romeni emigrati o nati in Italia è un tema interessante su cui la cultura incide fortemente.

“La decisione di ritornare in Romania o, al contrario, di rimanere in Italia è molto personale”- ha detto la direttrice Corina Chertes.

“Ognuno è libero di scegliere. Ma questo progetto vuole essere un supporto importante per chi un giorno volesse tornare nel suo paese d’origine.”

Fonte:Terzo Binario

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