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venerdì 8 aprile 2016

Romania, contributo Sanità allarma diaspora: cosa cambia davvero

Paga chi ha domicilio fiscale lì, anche stranieri e disoccupati

Roma, 7 apr. (askanews) - Due articoli del nuovo codice fiscale romeno hanno fatto saltare sulla sedia milioni di cittadini, non solo romeni, residenti in Romania e anche coloro che dalla Romania si sono trasferiti all'estero. Ad essere contestata, la norma sul contributo del 5,5% del reddito per ottenere l'accesso al Servizio Sanitario nazionale. Una mossa per fare cassa, ma che ha fatto storcere il naso a molti. Dalla fine dell'estate del 2015 ad oggi, però, parecchi aspetti sono stati chiariti e primo tra tutti che non ci sarà una doppia imposizione: chi dichiara i propri redditi in Italia, come gran parte della diaspora romena presente nel Paese, non dovrà versare questo contributo, hanno assicurato fonti diplomatiche qualificate, ma, ovviamente, non potrà accedere alle cure mediche in Romania, tranne in caso di urgenza.

Resta, però, il fatto che il governo tecnico di Dacian Ciolos ha mantenuto, anche nei decreti attuativi del provvedimento voluto dal precedente esecutivo a guida Ponta, l'intento di fare cassa e allargare la platea che contribuisce al bacino di fondi per le prestazioni sanitarie. Fino al 31 dicembre 2015, soltanto cinque milioni di cittadini, su 20 milioni di romeni, pagavano per il SSN romeno: l'obiettivo dell'esecutivo è aggiungere altri tre milioni di persone, pescando soprattutto nel lavoro nero.

Secondo gli articoli 180 e 182 del nuovo Codice Fiscale, infatti, il contributo del 5,5% deve essere pagato anche da chi "risulta disoccupato di lungo periodo o non dichiara redditi da lavoro dipendente - ha spiegato la stessa fonte - il contributo è stabilito in base allo stipendio minimo lordo. Si tratta di 57 lei che equivale a 12 euro al mese. Dal primo maggio lo stipendio minimo sale e con questo il contributo che passa a 14,8 euro al mese. In tutto 158 euro all'anno".

I servizi sanitari, comunque, restano gratuiti e garantiti per "i minori, per i maggiorenni che studiano fino a 25 anni, per i portatori di handicap". Per coloro che non hanno pagato fino ad oggi, spiega la stessa fonte, "quando si recavano in ospedale, dovevano pagare il contributo dei sei mesi precedenti al ricovero per poter avere l'assistenza. Adesso, con il nuovo codice, bisogna pagare il contributo o in 4 rate o in una soluzione unica, in anticipo, se vivi all'estero".

Il testo, però, ha anche implicazioni per coloro che, pur non essendo romeni, vivono, lavorano e hanno residenza fiscale in Romania. Secondo un'altra modifica del Codice Fiscale romeno, infatti, vengono sottoposti allo stesso contributo anche coloro che hanno redditi "da altre fonti", sempre se registrati in Romania. Si tratta anche di persone fisiche che hanno redditi da "dividendi, rendite di capitale, vendite di immobili, interessi provenienti da assicurazioni" e via dicendo, secondo Romania Tv.

"A lungo termine la riforma dovrebbe essere positiva - ha commentato Cesare Insinsola, responsabile dell'Inas Romania, Istituto Nazionale Assistenza Sociale - Nel 2017 e nel 2018 è previsto un abbattimento di qualche punto anche delle imposte sul reddito. E non è poco. Le ricadute di questo provvedimento si vedranno tra un paio d'anni, in particolare la parte del codice fiscale che mira a attirare gli imprenditori stranieri a investire in Romania, come la riduzione delle imposte sui dividendi che è passata dal 16% al 10,5%".

Nel Nuovo Codice Fiscale, infatti, sono previste numerose norme. Il presidente romeno Klaus Iohannis ha imposto l'anno scorso che alcune delle modifiche venissero emendate: tra queste il taglio all'Iva. Il testo finale prevede il taglio dell'imposta dal 24% al 20% da gennaio 2016, ma ha rinviato al 2017 l'ulteriore ribasso dal 20% al 19%. Tra le misure inserite anche un nuovo tipo di tassazione sugli immobili e le proprietà, che potrà essere gestita in maniera più agevole da ciascuna amministrazione locale.

Fonte: Askanews

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