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martedì 19 aprile 2016

Solo il 4% di cittadini dell’Ue iscritto nei registri elettorali

Airaudo: serve informazione, Fassino metta manifesti sui bus Gtt

 Torino

 Alle ultime elezioni comunali sono stati 2000 i cittadini comunitari, in prevalenza romeni e bulgari, che si sono iscritti nei registri elettorali e hanno ottenuto il certificato elettorale. In queste settimane altri 400 hanno fatto richiesta

Il conto alla rovescia è iniziato: i quasi 55 mila cittadini torinesi appartenenti alle comunità romene e bulgare che possono votare in quanto cittadini comunitari per le elezioni comunali hanno tempo fino al 26 aprile per registrarsi e chiedere il certificato elettorale. Rappresentanto il 40 per cento degli stranieri residenti in città con diritto di voto. Di questi alle scorse elezioni si sono recati alle urne in duemila, poco più del 4 per cento. Ad oggi, secondo, le informazioni disponibili hanno chiesto e ottenuto il certificato elettorale altre 400 persone. Anche così, però, la partecipazione resta bassa, troppo bassa poco più del 4%. E il Comune non ha fatto niente per favorire un maggior coinvolgimento dei cittadini stranieri comunitari come racconta sconsolato padre Lucian Rosu.

 L’APPELLO

Si spiega così l’appello che Giorgio Airaudo, candidato sindaco di Torino in Comune, lancia agli altri aspiranti primi cittadini ad occuparsi del problema: «Chiunque sia il prossimo sindaco della città lo sarà anche di tutti gli stranieri residenti e io credo che sia giusto farci carico del problema di organizzare una campagna di informazione per spiegare che hanno diritto a partecipare e che cosa devono fare per potere andare a votare». Domani in consiglio comunale si discuterà una mozione di indirizzo presentata dal capogruppo di Sel, Michele Curto, e secondo Airaudo il sindaco in carica, Piero Fassino, che si ricandida per il centrosinistra, dovrebbe fare qualcosa in più. Che cosa? «Ad esempio lanciare campagna sul modello di quelle pubblicità/progresso su tutti i mezzi Gtt». Per il futuro, poi, «si dovrebbe attivare un meccanismo per incentivare la partecipazione attiva da parte non solo dei cittadini stranieri ma anche di tutti i torinesi».

 POCHI NELLE LISTE

 Un meccanismo per favorire la partecipazione dei cittadini stranieri potrebbe essere quello di candidarli per il consiglio comunale o per i parlamentini delle circoscrizioni. Ad oggi, a quanto è dato sapere, la pattuglia non è molto folta, anzi. Certo è ancora presto per fare un conteggio preciso ma basandoci sulle liste presentate dai partiti non c’è una grande partecipazione. Zero su quaranta nell’elenco del partito democratico. Stessa percentuale negativa nella lista del Movimento 5 Stelle. Airaudo presenterà nel prossimo fine settimana tutti i candidati e si limita a dire che in corsa ci saranno tre cittadini stranieri. Più folta la presenza nella lista civica per Fassino. C’è un cittadino italiano di origine egiziane e ci sono altri due candidati, una signora marocchina e un cittadino romeno. Anche Progetto Torino, la lista di sinistra che appoggia Fassino, ha lo stesso numero di candidati stranieri o di origine straniera ma con una diversa provenienza: Somalia, Romania e Cina. Nel centrodestra ancora in cerca di un candidato sindaco unitario è obiettivamente ancora presto per parlare di liste per le comunali anche se Maurizio Marrone, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ammette che «stiamo valutando insieme alla comunità copta egiziana se presentare o meno un candidato. In lista potrebbe esserci anche almeno un’esponente della comunità rumena: è nata in Romania la rappresentante di Fdi nella consulta femminile regionale.  (Maurizio Tropeano)

Fonte:La Stampa

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