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martedì 31 maggio 2016

Grado: vittoria in rimonta per Bogdan

Tennis - La rumena annulla cinque match point e solleva il trofeo internazionale dell’Isola d’Oro

30/05/2016

Annullando ben cinque match point, la rumena Ana Bogdan, dopo una rimonta impressionante, spegne i sogni della giovane Suzanne Celik e fa suo l’Itf 25.000 di Grado. Inni nazionali, piccole e graziose raccattapalle, tribuna gremita: i segnali di un evento di livello c’erano tutti e così è stato. La finale della 19esima edizione del torneo internazionale di Grado, andata in scena ieri sui campi di via Volpicelli, ha saputo emozionare, divertire e lasciare a bocca aperta i numerosi spettatori. Colpi di fattura elevatissima e velocità di palla stupefacente tanto che dagli spalti si sente esclamare un “Se giocano così loro, chissà la Williams!!”.

Le protagoniste? Ana Bogdan (163) e Suzanne Celik (234). Una rete a separare i loro sogni, la capacità di fare magie con la racchetta a unirle. Suzanne, classe 94, in questo torneo ha sorpreso tutti, sconfiggendo avversarie che sulla carta risultavano favorite come la testa di serie numero 3 Romina Oprandi (130 del ranking mondiale). Guance rosse e viso grazioso, ancora da ragazzina, ma grinta da leonessa. La voglia della giovane svedese di dimostrare al mondo intero il suo talento unita al suo dritto meraviglioso le permettono di far suo senza troppi problemi il primo parziale della finalissima che porta a casa con un netto 6-2.

La sua avversaria, però, si chiama Ana Bogdan e non per niente è numero 163 del mondo. Nel primo set alla rumena, classe ’92, manca qualcosa. Il suo rovescio è impressionante e certi colpi li tira fuori dal cilindro con una classe non indifferente ma poi spreca, butta via e, soprattutto, il suo atteggiamento sembra passivo. Non appare pienamente convinta dei suoi mezzi: le mancano la voglia di lottare e gli ‘occhi da tigre’ che contraddistinguono invece la sua avversaria. Set nuovo, vita nuova: la giovane rumena dimostra a tutti che lei di perdere non ha proprio intenzione. Parte bene, acquisisce sicurezza, sfoggia una tecnica da applausi e, con il punteggio di 6-2, fa suo il parziale.

Ma la reazione della Celik è immediata: spingendo i suoi colpi con la forza del corpo e dell’anima, tra gli elogi del pubblico, in poco tempo si porta sul 5-1. Ana riesce a fare suo il gioco successivo ma, quando il tabellone segna 40-15 in favore della giovane svedese e fanno capolino ben due match point, i giochi sembrano ormai fatti. Nel tennis, però, è risaputo, non si può mai scrivere la parola fine in anticipo. “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”: quale motto potrebbe essere più azzeccato? Ana, infatti, si sveglia, fa quello che non stava più facendo: entra con i piedi in campo e con le unghie e i denti agguanta un punto dopo l’altro fino ad aggiudicarsi il gioco.

Nel game successivo il film è lo stesso, il finale pure. Tirando fuori finalmente il carattere in men che non si dica la rumena riesce a raggiungere il 5 pari. Con orgoglio e determinazione, però, Suzanne reagisce: si porta sul 6-5, a un solo punto dall’incontro. Bogdan, con freddezza, annulla un altro match point (il quinto della partita) e nulla la può più fermare. Il tie-break se lo aggiudica per 7-1 e poi sono lacrime da ambo i lati: di gioia per Ana e di rammarico per l’occasione sprecata per la svedese che, però, non può imputarsi di non aver tirato fuori il meglio di sé.

La bellezza della grinta genuina e il coraggio di non arrendersi mai: valori che il pubblico sugli spalti ha apprezzato e da cui trarre insegnamento diventa un obbligo. E allora grazie ragazze. Il torneo non poteva avere epilogo migliore.

AUTORE: Martina Tomat

Fonte: Il Friuli

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