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sabato 26 novembre 2016

Balli, poesie e cucina la città festeggia la comunità romena

DOMENICA AL DOPOLAVORO

25 novembre 2016

PISTOIA. Canti e balli tradizionali, lettura di poesie in lingua originale e un buffet con piatti tipici della Romania. L’appuntamento è per domenica alle 12,30 al Dopolavoro ferroviario di piazza Dante Alighieri, dove l’associazione di volontariato Evrika, in occasione della Festa nazionale della Romania, che cade il 1° dicembre, festeggerà la comunità romena di Pistoia con una giornata, a ingresso libero, all’insegna dell’incontro e dello scambio culturale.

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Pistoia. Evrika in romeno – come Eureka in greco – significa “ho trovato”. Un termine che simboleggia la scoperta e la conoscenza. Quella conoscenza che la comunità romena a Pistoia, tra le più numerose della città, vuole promuovere verso tutti.

«La nostra – spiega Daniela Stoica, presidente di Evrika – è una festa aperta a tutti che vuole trasformare un momento di identità nazionale per la comunità romena in un momento di scambio e integrazione. E dove la cucina, la poesia e la musica diventano strumento per far conoscere le nostre tradizioni a tutti. Chiunque è il benvenuto».

Il programma della giornata si apre con i saluti di Stoica, da due anni alla guida dell’associazione, cui seguirà l’esecuzione dell’inno ufficiale della Romania. Poi gli interventi della vice sindaca di Pistoia Daniela Belliti, di Marcello Magrini, presidente della delegazione Cesvot di Pistoia, e di Igli Zannerini, presidente di Avis Pistoia. Poi spazio alla musica, ai canti e ai balli tradizionali romeni con il gruppo di danza Fantezia e le voci di Nicoleta Rinaldi e Adriana Dasca. Mentre la lettura delle poesie sarà affidata a Victorita Fratila, Silvia Rinaldi e Izabella Basescu.

A seguire anche il buffet a base di piatti tipici della cucina romena, preparati dai volontari dell’associazione. Alle 17, la lotteria.

Oltre ai festeggiamenti in occasione della festa nazionale della Romania, l’associazione Evrika organizza eventi per la festa della donna e per la Pasqua ortodossa. I suoi volontari – in stragrande maggioranza donne che svolgono attività di collaboratrice domestica e badante - collaborano anche con varie associazioni del territorio, come Cesvot e Avis – dove la comunità romena è la più numerosa tra i donatori stranieri – e la consulta del volontariato del Comune di Pistoia.

Valentina Vettori

Fonte: Il Tirreno

martedì 22 novembre 2016

Festa Nazionale della Romania 2016 al Palacavicchi, con musiche, danze, cucina tradizionale

Cultura, Roma | Feste, Sagre E Corse

Il 4 dicembre un evento secondo le più belle tradizioni romene organizzato dall’ emittente televisiva in lingua romena Romit

Federico Carabetta - 19 novembre 2016

Il primo dicembre ricorre la Festa Nazionale della Romania perché commemora l’Unità della Romania, della Grande Romania come Stato moderrno.

Per festeggiare questa importante ricorrenza, l’emittente televisiva in lingua romena Romit, che in Italia trasmette da oltre 6 anni, organizza per il 4 dicembre 2016 un evento di musica, cultura, cucina, tutto secondo le più belle tradizioni romene.

Darà il via alla giornata un “Te Deum”, una Messa di ringraziamento secondo il rito ortodosso officiata dall’Episcopato ortodosso romeno in Italia e celebrata da Padre Gabriel Popescu ,consigliere del Dipartimento Sociale all’Episcopato ortodosso.

All’interno della struttura del Palacavicchi, l’Associazione Romit Tv metterà a disposizione gratuitamente spazi dedicati alle associazioni Romene in Roma le quali avranno l’opportunità di presentare le loro attività. La giornata sarà allietata dalla presenza di grandi artisti romeni, provenienti sia dalla Romania che dall’Italia. La cucina sarà ovviamente quella tipica della Romania con piatti e bevande tradizionali romene.

Si danzerà con musiche popolari di diverse regioni romene.

Per raggiungere Palacavicchi la società di trasporti Schiaffini attiverà un servizio di navetta che dalle ore 11 alle ore 19 partirà ogni 40 minuti dalla stazione Metro A di Anagnina.

Dalle ore 11.00 fino alle 19.00

Palacavicchi sala 4 è in Roma via Ranuccio Bianchi Bandinelli 130

Info: 389 9915087 – mail romittv@tiscali.it

Fonte: Abitare a Roma

Le molte badanti romene in Italia tra commedie e libri

22 novembre 2016
Italia

(Giuseppe PACE). Sono quasi tre milioni gli anziani non autosufficienti nel nostro Paese, per l’esattezza 2,7 milioni. Lo sostiene il Rapporto Oasi 2016, l’Osservatorio sulle aziende e sul Sistema sanitario del nostro Paese, presentato dai ricercatori del Cergas Bocconi (Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale). Molti anziani sono riconoscenti verso le utili badanti romene. Secondo il Rapporto Oasi l’assistenza e la cura degli anziani non autosufficienti sono la vera sfida del futuro del nostro sistema sanitario, tra ricorso all’ospedale o alle badanti. Di questi 2,7 milioni di anziani non autosufficienti solo 200mila quelli presi in carico all’interno di strutture a loro dedicate. Altri 600mila ricevono un’assistenza non proporzionale ai propri bisogni presso il domicilio, mentre i restanti, circa 1,1 milioni, ricadono nel Sistema sanitario nazionale cercando assistenza e cure. Francesco Longo, responsabile del Rapporto Oasi 2016, afferma che “c’è una netta e tendenzialmente crescente divaricazione tra servizi sanitari regionali del Centro-Nord e del Sud in termini di offerta sanitaria pubblica, spesa sanitaria privata e, soprattutto, servizi socio-sanitari sia residenziali che informali”. Sono 2,7 milioni gli anziani non autosufficienti. La sanità è un volano di sviluppo economico. I dati Istat del 2014 indicano che l’assistenza sanitaria e sociale, con 149 miliardi, rappresenta un settore importante della nostra economia. Ma la spesa sanitaria sul totale della spesa per protezione sociale è in costante contrazione dal 2008 (quando pesava il 26,2%) a oggi (23,5%) e il livello di spesa totale pro-capite per la sanità in Italia (3.239 dollari nel 2014) è più basso di quelli di Regno Unito (3.377), Francia (4.508), Germania (5.182) e Stati Uniti (9.403). Nel Rapporto Oasi 2016 si osserva che è difficile un equilibrio quando la spesa sanitaria non è aumentata, mentre nel resto d’Europa cresceva a un ritmo medio vicino al 4%. Si evidenziano anche gli squilibri territoriali, non più in termini di deficit, visto che il risanamento è ormai abbastanza diffuso, ma in termini di copertura dei bisogni. La presa in carico dei non autosufficienti è più difficile in alcune regioni del Mezzogiorno e la speranza di vita varia a seconda dell’area di residenza e del titolo di studio conseguito. Quando insegnavo in Romania non poche donne mi chiedevano di trovare per loro un posto di badante in Italia. Esistono sia commedie come quella del giardiniere, in pensione, Grazian Gastone di Cadoneghe (PD) che saggi sul fenomeno badanti romene nel nostro Paese. Fare la badante “è uno dei lavori più logoranti sul mercato, con un ricambio elevatissimo perché le donne non ce la fanno” – questa la definizione dell’Acli-Colf, in cui si concentrano anni di vita di quasi un milione di donne romene emigrate in Italia per dare un futuro migliore ai propri figli, lavorando spesso con orari massacranti e in nero, senza tutele e tra mille pregiudizi. Il saggio“Badanti romene ambasciatrici d’amore”, scritto dall’avvocato italiano Giancarlo Germani e dalla giurista romena Alexandra Cristina Grigorescu, edito da Viola Editrice, vuole spiegare, raccontare e far conoscere una realtà marginale. La presentazione del libro è avvenuta Roma, dove vivono migliaia di romeni e tra questi molte badanti, e di giovedì pomeriggio, giornata che viene dedicata, di solito, alla libera uscita delle collaboratrici durante la settimana. Grigorescu, nata a Bucarest, laureata in Giurisprudenza in Romania e dal 2010 in Italia dove oltre al mestiere di avvocato è anche vicepresidente dell’Associazione Italia-Romania per l’integrazione e lo sviluppo, racconta: Vogliamo spiegare agli italiani una realtà che resta spesso sottotraccia in Italia abbiamo voluto spiegare come lavorano queste donne che sono arrivate dalla Romania con zero euro in tasca, ma che hanno portato un grandissimo contributo in Italia, l’amore. In questo rapporto tra Romania e Italia grazie a loro c’è più amore. Le badanti romene spesso sono malviste ma hanno portato e portano, secondo il libro di Grigorescu e Germani, un grande contributo al nuovo welfare, con grande vantaggio della società italiana e delle famiglie italiane. L’avvocato Germani si domanda: Quanto vale avere una persona straniera, brava, seria e affettuosa vicino ai propri cari, a prezzi spesso modici considerando che in Italia siamo sempre più anziani e andando avanti non avremo pensioni e welfare? E’ ora che pensiamo a instaurare rapporti più umani e approfonditi per migliorare le vite delle badanti e delle persone a cui esse badano. Il sottotitolo del libro:“Vita, speranze, sacrifici, luoghi comuni, pregiudizi e leggende metropolitane sulle principali protagoniste del welfare familiare in Italia” Alla fine di ogni capitolo è stato abbinato un articolo o più articoli di cronaca relativo a “fatti, misfatti e storie di vita registrati dai media italiani sulle badanti romene”. Germani ha spiegato che uno dei temi che trovano maggiore spazio nel testo è la mancanza di tutela sindacale che si verifica per lo più nei primi anni di ondata migratoria. Sono quasi tre milioni gli anziani non autosufficienti nel nostro Paese, per l’esattezza 2,7 milioni. Tra le badanti degli anziani le romene costituiscono la stragrande maggioranza. Molte vengono rimpiante dai familiari che le hanno viste accudire con dedizione i loro cari fino alla fine della vita. In ospedale si assiste spesso alla badante romena che piange per l’anziano morto senza più familiari. Ricordo nomi di badanti in Italia, ma conosciute in Romania. Carmen che era stata a Morcone (BN), Doina a Latina, Oana in Molise, Silvia a Padova, ecc.. Certo vi sono anche casi di badanti che rubano e che non lasciano un buon ricordo in casa dove sono state in servizio. Un mio colto collega romeno, divenuto prete ortodosso poi, mi spiegava che in Romania non vi è stata applicata la Dottrina Sociale della Chiesa, come in Italia, e pertanto non vi sono là molte associazioni di volontariato. Ciò per dire che il regime comunista di N. Ceausescu utilizzò le gerarchie religiose per rafforzare il proprio personale potere senza preoccuparsi della spiritualità attiva ed operante in società. La religione senza opere resta solo per pochi cultori.

Fonte: Caserta24Ore

giovedì 17 novembre 2016

Procult Cinema Festival VII Edizione del Festival del Film Rumeno a Roma 23 – 27 Novembre 2016

Roma – Al via la settima edizione del Procult Film Festival che si svolgerà a Roma dal 23 al 27 novembre 2016.

Promossa da ProEvent insieme all’Ambasciata di Romania in Italia e all’Accademia di Romania a Roma – con il sostegno del Ministero Affari Esteri-Dipartimento Politiche per le Relazioni con i Romeni all’Estero e dell’Istituto Culturale Romeno – la mostra è nataper favorire la costruzione di una memoria collettiva, dedicando particolare attenzione alle opere che raccontano aspetti sociali, ambientali, politici e culturali della comunità rumena, per creare un luogo di comunicazione e di dialogo tra i due paesi attraverso il cinema. La rassegna propone un viaggio nell’universo creativo rumeno alla scoperta del suo cinema ed è un’occasione di incontro con gli artisti rumeni ospiti. Quest’anno il Festival avrà luogo presso l’Accademia di Romania, l’Istitut Français e la Casa del Cinema. Il calendario prevede una “cinque giorni” densa di appuntamenti ad ingresso gratuito: eventi, proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano, conferenze e dibattiti con i registi dei film presentati.

Mercoledì 23 novembre 2016 aprirà il Festival, presso l’Accademia di Romania, la proiezione del documentario “Il Tramonto degli Orafi” di Cristina Onacea, un focus sull’ultima generazione di orafi attraverso cinquemila anni di storia nelle miniere delle montagne Apuseni, tra tradizione e leggenda, archeologia ed ambiente. Alle 19:30 sarà la volta del lungometraggio “Live” di Vlad Păunescu, film che racconta la vicenda di Emma, conduttrice di un popolare show d’inchieste investigative, la cui vita sarà stravolta da un caso che la scaglierà nel vortice di uno scandalo politico.

Giovedì 24 novembre alle 18:00 – presso l’Istitut Français, a Roma (Largo Toniolo 20/22, tra Piazza Navona e Pantheon) – sarà proiettato “Il Concerto” di Radu Mihăileanu, film che vanta 6 Nomination Cesar nel 2009 e 4 Premi Gopo per la migliore sceneggiatura, fotografia e colonna sonora. La storia è quella di un ex direttore d’orchestra che – licenziato trent’anni prima dal regime di Brežnev perché rifiutatosi di espellere i suoi musicisti ebrei – ruba un invito per suonare al Théȃtre du Chȃtelet di Parigi, riunisce i componenti della sua vecchia orchestra e li conduce sul palcoscenico francese sotto mentite spoglie.

Venerdì 25 novembre, presso l’Accademia di Romania si terrà la serata dedicata al Maestro Horaţiu Mălăele, noto attore, regista, sceneggiatore, grafico e caricaturista romeno, protagonista di decine di spettacoli teatrali e film. Alle 19:30 sarà proiettato il lungometraggio da lui diretto “Le Nozze Mute”, film sull’assurdità della Storia e su come il destino individuale possa essere stravolto dalla cecità collettiva: è il 5 marzo 1953 e Mara e Iancu stanno celebrando il loro matrimonio quando – nel bel mezzo delle nozze – viene annunciata la morte di Stalin. Alle ore 20:30, dopo la proiezione del film, Horaţiu Mălăele si esibirà nel monologo “Sono cieco” e a fine serata presenterà la sua mostra di caricature, visitabile negli spazi dell’Accademia.

Sabato 26 novembre la Manifestazione si sposterà presso la Casa del Cinema di Roma – Largo Marcello Mastroianni, 1 – ed il pomeriggio inizierà alle 15:30 con il dibattito: “Collaborazioni cinematografiche e produzioni Italo-Rumene”. I relatori presenti in sala saranno i registi Vlad Păunescu, Horaţiu Mălăele, Nae Caranfil, Antonio Palumbo e lo sceneggiatore Marco Bonini. Modererà il dibattito l’attore Marius Bizău, testimonial delProcult Film Festival. A seguire, dalle 18:00, saranno proiettati tre cortometraggi: con “Un’altra strada” Andrei Robert Popa ci fa vivere le paure di una ragazza tormentata dai suoi possibili problemi di salute; “Meda” di Emanuel Pȃrvu ci svela le contraddizioni dei servizi sociali rumeni, Sistema in cui mentre individui senza scrupoli sono accusati di adottare bambini per incassare il sussidio statale, Meda deve tornare in orfanotrofio. L’esilarante “Perché io?”di Dan Chişu racconta invece la trovata estrema di tre registi esordienti che, pur non avendo chances per “sfondare” nel mondo dello spettacolo, non si danno per vinti. Alle ore 18:45 sarà proiettato il documentario “Romania: Quattro Patrie” di Alexandru Solomon, che vanta come protagonisti quattro scrittori romeni di generazioni e stili differenti i quali – attraverso le loro esperienze di vita – compongono un affresco complesso e sorprendente. Quattro geografie soggettive prendono vita dalle parole di Norman Manea, Gabriela Adameșteanu, Mircea Cărtărescu e Florin Lăzăresc, sovrapponendosi per disegnare la cartina di un Paese che cerca ancora il suo posto nel mondo. Alle 20:00 chiuderà la giornata la proiezione del lungometraggio “Filantropica” di Nae Caranfil con le disavventure di un professore di liceo che per amore s’avventurerà nel mondo della mafia e dei mendicanti alla ricerca di fonti di guadagno integrative.

La settima edizione del Procult Film Festival si chiuderàdomenica 27 novembre, presso la Casa del Cinema. Alle 16:30 il lungometraggio “Il Cappello Fatale” di Adrian Munteanu ci farà vivere un’avventura magica, ricca di colpi di scena e sotto il segno del “doppio”: due gemelle, Maria e Aurelia, due chiavi e due rose rosse, ricevute in dono da una zingara. Alle 19:00 sarà proiettato il cortometraggio “Megatron” di Marian Crişan, vincitore della Palme d’Or al Festival del Film di Cannes nel 2008, storia di un bambino che – nel giorno del suo compleanno – vuole trascorrere la giornata da McDonald’s con entrambi i genitori divorziati; a seguire il cortometraggio “Il Miscelatore” di Liviu Săndulescu che racconta una vicenda di comune inquinamento acustico: in un quartiere di Bucarest, con la comparsa di un cantiere, rumori molesti disturbano i residenti giorno e notte, così per contrastarli un uomo troverà un’insolita forma di protesta. Alle 19:30 il documentario “MoJo – Mobile Journalism” del progetto TVR Cluj presenta un nuovo tipo di giornalista: il “MoJo”, ovvero un giornalista che utilizza lo smartphone per registrare, editare, condividere foto, testi, video e trasmetterli in diretta utilizzando Skype o Google+. Alle 20:15 chiude la rassegna “Kyra Kyralina” di Dan Pita, film – dall’adattamento del romanzo di Panait Istrati – con un’atmosfera orientale che narra le peripezie di due belle e misteriose donne, madre e figlia.Chiude la cerimonia di premiazione.

Informazionigenerali

VII Edizione del Festival del Film Rumeno a Roma

Organizzata da:ProEvent con il sostegno del Ministero Affari Esteri-Dipartimento Politiche per le Relazioni con i Romeni all’Estero e dell’Istituto Culturale Romeno; con il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia, Accademia di Romania a Roma, Ministero del Turismo Rumeno, Roma Capitale, EUNIC Roma, Istituto Francese, Casa del Cinema, Zètema Progetto Cultura; in collaborazione con Vocea Romanilor, 101 Proservices, “Associazione Parole, Musica e Cinemania”.

Proiezioni in mostra:14

Date: dal 23 al 27 novembre2016

Luogo:ROMA – Accademia di Romania; Istitut Français; Casa del Cinema

Orari delle proiezioni:vediPROGRAMMA allegato

Biglietti: ingresso libero fino ad esaurimento posti

Sponsor: Banca Transilvania, MoneyGram, Compagnia Aerea Bluair, Gran Suite Corso, Supermercato Egàl, Vatican House, Pasticceria Grama, Autonoleggio Autovip, Ristorante Castro Silvania, Ristorante Trattoria Moderna, Happy Communication, Size Tour.

Fonte: Agor@Magazine

Centenario del Manifesto di Tristan Tzara 21-22 novembre 2016

In occasione del Centenario del Manifesto di Tristan Tzara

L’Accademia di Romania in Roma in collaborazione con l’Università Roma Tre,

grazie al sostegno dell’Istituto Culturale Romeno,

sono lieti di invitarvi

Lunedì, 21 novembre, ore 18.00 nella Biblioteca dell’Accademia,

alla giornata di studi “DADA 100”,

e

Martedì, 22 novembre, ore 21, al Teatro Palladium dell’Università Roma Tre

(Piazza Bartolomeo Romano, 8, Roma),

allo spettacolo teatrale

TZARA ARDE SI DADA SE PIAPTANA (FANTOMA DE LA ELSINORE) /

Tzara brucia e Dada si pettina (Il fantasma di Elsinore).

(In lingua romena, con sottotitoli in italiano. Ingresso gratuito)


Segue il programma dettagliato.


Lunedì, 21 novembre 2016, ore 18,
Biblioteca dell’Accademia di Romania - (Piazza José de San Martin, 1 - 00197 Roma)

“DADA 100”
Giornata di Studi occasione del Centenario del Manifesto di Tristan Tzara

Interventi:
Giovanni Rotiroti, “Fa così buio, che solo le parole sono la luce”. Intorno alle prime poesie romene di Tristan Tzara
Ion Pop, Il “mondo come teatro” nei manifesti di Tristan Tzara
Ioan Pop-Curseu, L’eredità dadaista nell’opera di Benjamin Fondane
Stefana Pop-Curseu, Dal teatro dadaista al teatro di neo-avanguardia: Tzara, Adamov, Ionesco, Beckett
Introduce e modera Bruno Mazzoni


Martedì, 22 novembre 2016, ore 21, Teatro Palladium,
(Piazza Bartolomeo Romano, 8 - 00154 Roma)

TZARA ARDE SI DADA SE PIAPTANA (FANTOMA DE LA ELSINORE)
Tzara brucia e Dada si pettina (Il fantasma di Elsinore)

Testo di Stefana e Ioan Pop-Curseu
Regia di Stefana Pop-Curseu
Con: Filip Odangiu, Rares Stoica, Catalin Codreanu, Cristian Grosu

Spettacolo teatrale in lingua romena, con sottotitoli in italiano – Ingresso gratuito

Lo spettacolo Tzara arde si Dada se piaptană è costruito sulla struttura del testo teatrale dadaista “Mouchoir de Nuages”; porta in scena l’impressionante eredità artistica del movimento in occasione del centesimo anniversario di questa corrente d’avanguardia che ha scosso dalle fondamenta l’arte tradizionale, dando un potente impulso allo sviluppo della modernità artistica. Costruito a livello drammaturgico sui testi firmati da Tristan Tzara (manifesti, poesia, teatro), ma anche su brani tratti dalla sua corrispondenza con gli amici o dagli scritti di questi ultimi, lo spettacolo ripercorre in uno spirito dadaista la biografia del Poeta Tzara, dalla sua partenza dalla Romania e le prime serate al Cabaret Voltaire, fino al momento dello scioglimento del movimento Dada, al distacco di Tzara dal surrealismo e alla ricerca di un rifugio nello studio degli anagrammi di François Villon. Davanti allo spettatore si dipana un’allucinante storia collage, con cui il teatro accoglie nel teatro i manifesti dada, i poemi simultanei, i canti neri, l’uomo approssimativo, i riti, le amicizie e i dissensi che animarono questi giovani esaltati e giustizieri dell’arte, fantasmi gioiosi e tristi, portatori di maschere avanguardiste.

Il spettacolo è una produzione indipendente, realizzata con il sostegno della Facoltà di Teatro e Film dell’Università Babes Bolyai di Cluj-Napoca, il Teatro Nazionale “Lucian Blaga” di Cluj-Napoca, le associazioni Persona e Imagine Tact.

Catalin Codreanu è attore al Teatro Nazionale “Lucian Blaga” di Cluj-Napoca, formatore e ricercatore universitario presso la Facoltà di Teatro e Televisione dell’Università Babes-Bolyai. I suoi interessi sono orientati verso il teatro d’avanguardia, quello orientale e quello fisico, verso modelli sperimentali di movimento corporale e danza.
Cristian Grosu è un giovane attore del Teatro Nazionale “Lucian Blaga” di Cluj-Napoca, ricercatore universitario presso la Facoltà di Teatro e Televisione dell’Università Babes-Bolyai. Si interessa di teatro e film d’avanguardia (ha prodotto vari film muti), in particolare per via dei metodi sperimentali creativi audio-video e per il loro utilizzo sul palcoscenico. Al Teatro Nazionale di Cluj ha recitato in più spettacoli surrealisti, costruiti sui testi di Gellu Naum (stagioni 2011-2015) e in quelli di teatro dell’assurdo di Eugen Ionescu e Matei Visniec (2014-2016).

Filip Mihai Odangiu, formatore, maestro di classe d’arte drammatica, professore associato presso la Facoltà di Teatro e Televisione dell’Università Babes-Bolyai; pittore e grafico. S’interessa dei metodi sperimentali di costruzione e decostruzione dello spazio scenico, ma anche della creazione di maschere, decorazioni e costumi nelle produzioni teatrali universitarie, come anche in altri spettacoli dedicati all’avanguardia, che hanno riscosso notevole successo (come Apollodoro, Teatro Nazionale di Cluj, 2015).

Rares Stoica, dottorando del Dipartimento di Cinematografia e Media della Facoltà di Teatro e Televisione del medesimo Ateneo, è un attore sperimentato nel teatro dei burattini e nella commedia dell’arte; lavora anche come pittore (nel 2016, a Cluj ha presentato l’esposizione Dada reloaded), regista, produttore di film e direttore artistico del festival di cortometraggi ClujShorts.

Stefana Pop-Curseu è professore associato presso la Facoltà di Teatro e Televisione dell’Università Babes-Bolyai di Cluj, direttore artistico del Teatro Nazionale “Lucian Blaga”. S’interessa a un approccio scientifico, analitico, del fenomeno scenico e artistico d’avanguardia (titolare dell’insegnamento Teorie del teatro nel XX secolo all’ateneo di Cluj, dei corsi di master Teatro e società e Cultura visiva (post)moderna dell’Università di Bucarest - CESI), come anche dell’iconografia teatrale. E’ autrice di vari articoli e saggi dedicati al teatro della nuova avanguardia, coautrice e regista dello spettacolo Tzara arde si Dada se piaptana, 2016.

Ioan Pop-Curseu è professore associato abilitato preso la Facoltà di Teatro e Televisione dell’Università Babes-Bolyai, redattore della rivista culturale Steaua (Cluj-Napoca). Autore di vari libri e articoli di letteratura, saggistica, cinematografia e etnologia, campo in cui ha pubblicato il libro Magie si Vrajitorie în cultura româna (Magia e stregoneria nella cultura romena), Iasi, Polirom, 2013; è traduttore dal francese (oltre dieci i volumi tradotti), ha presentato conferenze in varie università romene e straniere.

Accademia di Romania in Roma

Miss Romania in Italia 2016


In occasione dell'edizione 2016 del concorso internazionale di bellezza 'Miss Romania in Italia', sono invitate ad iscriversi tutte le ragazze di nazionalità romena con età compresa tra 16 e 23 anni con voglia di mettersi in gioco per dimostrare le competere di bellezza, intelligenza e talento!
Le selezioni per Nord Italia avranno luogo il 19 novembre 2016, ore 21:30 in provincia di Milano, presso la Discoteca Lipstick (Paderno Dugnano, Via Volta 32).

Le iscrizioni sono aperte con termine entro e non oltre il 18 novembre 2016!
La serata sarà un evento con carattere artistico- culturale, le concorrenti dovranno superare prove eliminatorie di talento e bellezza, indossando abiti & accesori 'Iris Collection' della stilista rumena Irina Tirdea, che insieme ad un team di parrucchieri e truccatori, contribuiranno a catturare l’attenzione della giuria, composta da personaggi e professionisti del mondo della moda, dello spettacolo e dell’intrattenimento.
Ospiti d'onore della serata il Direttore Pubblicitario Fabio Brignoli Vogue Italia, il console rumeno a Milano George Milosan, il giornale L'Audace, Playboy Italia, Carlo Vittorio Giovannelli Capo Ufficio Regione Lombardia, Bianca Bonizzoni il volto di Vogue Italia Facebook, Daniela Cozzolino Make Up Artist, giornalista rumena Liudmila Carta, la giornalista italiana Ketty Carraffa e tanti altri VIP a sorpresa!

Presidente Giuria Fabio Brignoli Direttore Pubblicità Vogue Italia

Vice Presidente Giuria Conte Giuseppe Piano Serra

Le ragazze competeranno per il titolo regionale Miss Romania in Nord Italia 2016 e le vincitrici regionali parteciperanno alla semi-finale e finale nazionale che si svolgeranno il 3-4 dicembre 2016 a Roma, presso il Teatro Tendastrisce.
La serata è organizzata in collaborazione con la Discoteca Lipstick Milano, Iris Collection by Irina Tirdea.
Sono aperte le iscrizioni fino al 18 novembre 2016, per info e contatti: Diana Vasile 3881684127

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Vi aspettiamo tutti con Stile!

Iris Collection by Irina Tirdea
iriscollectionfash.wix.com/irina

Miss Romania in Italia

Conferinta despre romanii in Italia, Cluj 21 noiembrie 2016


Al mattino con Andreea Bratu

Proseguono i concerti mattutini a Rovereto organizzati dall’Associazione Mozart Italia, il 20 novembre sarà la pianista rumena a proporre pezzi famosi e una prima assoluta

L’attività dell’Associazione Mozart Italia non si ferma mai. Appuntamento quindi domenica 20 novembre (ore 11,00), presso Casa Mozart (via della Terra 48, Rovereto) con il consueto Matinée in Casa Mozart. Protagonista sarà la pianista rumena Andreea Bratu, che proporrà la Fantasia per pianoforte in do minore KV 475 di Wolfgang Amadeus Mozart, la Mazurka in fa diesis minore da “Prelude et Deux Mazurkas” op. 25 di Alexandr Glazunov, i Deux Poemes op. 32 di Alexandr Scriabin e le Sonate n. 12 e 17, il Moment Waltz e Sonata in re maggiore (prima esecuzione assoluta) di Vladimir N. Drozdoff.

ANDREEA BRATU: Nata nel 1977 a Galaţi (Romania), si è diplomata alla Scuola superiore di musica “Dinu Lipatti” di Bucarest (Romania) e poi laureata in musica all’Universitá Nazionale Rumena nel 2002, sotto la guida di Sandu Sandrin (pianoforte) e Serban Dimitrie Soreanu (musica da camera). Attualmente è professore assistente-lecturer- della Facoltá di Arte dell‟Universitá Statale “Ovidius” di Constanţa (Romania).
Ha conseguito il Dottorato in Musica all’Universitá Statale Nazionale di Musica nel 2010 con una tesi bilingue in Rumeno e Inglese dal titolo “ Elementi del linguaggio popolare nella composizione di canti rumeni per voce e piano nella letteratura classica musicale, fra 1900 e 1950” e ha frequentato un master triennale di specializzazione in Musica da Camera al Conservatorio “ G. Verdi” di Milano sotto la guida di maestri Luigi Zanardi e Daniela Uccello. Ha ricevuto lezioni magistrali dai pianisti: Eugene ed Olga Moguilevsky (Belgio, 1998) Paul Badura-Skoda (Svizzera, 1999), Roberto Szidon (Svizzera, 1999-2001), Alain Planes (Bucarest, 2000), Helmut Deutsch e Maria Francesca di Cavazza (Italia 2002), Bruno Canino (Italia 2003), Andrea Lucchesini (Italia 2003), Eric Battaglia (Italia 2004). Fra i vari riconoscimenti ottenuti, si ricorda il prestigioso “Romanian Critics Music Award” (UCRMR- Uniunea Criticilor si Redactorilor Muzicali din Romania).
Svolge una costante e ricca attività concertistica (come solista, in ensemble cameristici con artisti rumeni di fama e in collaborazione con orchestra) in tutta Europa (Romania, Belgio, Svizzera, Francia, Italia, Turchia), partecipando a festival nazionali e internazionali.Dal 2005 è docente presso la Facoltá delle Arti (Universitá “Ovidius” di Constanţa) per l’interpretazione musicale e come professore di pianoforte, maestro accompagnatore e ricercatore in Musicologia nel settore dell’interpretazione. È regolarmente invitata a partecipare a programmi televisivi rumeni di prestigio culturale e musicale (Televiziunea Naţională Română – TVR – il programma musicale e culturale del critico Iosif Sava, 1999; Radiofuziunea Română- Radio Naţional Romania Cultural critico Rodica Sava; Televisione Antena 1; Televisione Neptun TV- ArtTV; Televisione Naţional 24 Plus). Ha inciso per “M. EI.E. Productions” Constanţa. Tiene Masterclass in pianoforte e collabora come pianista con maestri del calibro di George Emil Crasnaru (basso-baritono che si è affermato alla Scala di Milano e ora professore alla Robert Schumann Hocheschule di Dusserdolf) e il tenore Vasile Moldoveanu (che, per gran parte della sua vita professionale, ha lavorato al Metropolitan Opera House). Collabora con noti musicisti europei e con società di concerti prestigiosi come L’Associazione Mozart Italia (affiliata alla Stiftung Mozarteum di Salisburgo) e la Società Russo-Americana The Drozdoff Society (New York, USA). Ha introdotto nel repertorio concertistico (per la prima volta in Romania!) brani strumentali per pianoforte di Richard Wagner, Charles Valentin Alkan, Alexandre Glazunov, Francis Poulenc e ha eseguito in prima assoluta mondiale opere di compositori moderni e contemporanei (Vladimir N. Drozdoff, Olievier dos Santos, Alexander Williams, Gaby Kapps, Daniela Cojocaru).

Matinée in Casa Mozart
DOMENICA 20 NOVEMBRE
ore 11.00 – Rovereto, Casa Mozart, via della Terra 48

ANDREEA BRATU, pianoforte

Programma
WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791)
Fantasia per pianoforte in do minore KV 475
ALEXANDR GLAZUNOV (1865-1936)
Mazurka in fa diesis minore
da “Prelude et Deux Mazurkas” op. 25
VLADIMIR N. DROZDOFF (1882-1960)
Moment Waltz
Sonata in Re maggiore
1° ESECUZIONE ASSOLUTA
ALEXANDR SCRIABIN (1865-1936)
Deux Poemes op. 32
VLADIMIR N. DROZDOFF (1882-1960)
Sonata no. 12 “Moonlight Fantasia”
Sonata no. 17 ‘’Death’s Lullaby”

Biglietto intero € 12,00 ; € 10,00 Soci AMI e Associazione Filarmonica di Rovereto;
€ 5,00 Mozart Boys&Girls e studenti scuole musicali e conservatori
Ingresso gratuito per gli Abbonati

Associazione Mozart Italia - Sede Nazionale
Rovereto (TN) – Via della Terra 48 | 0464.422719
infoami@mozartitalia.org

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Fonte: Amadeus Online

Da manovali, a diaconi: la nuova vita dei giovani rumeni Gabriel e Romeo

Sabato 12 novembre 2016

Don Ferruccio Ceragioli:"La comunità rumena motivo di ricchezza per la nostra società, ma anche per la nostra Chiesa"

Foto tratta dal sito della Diocesi di Torino

Romeo Antica e Gabriel Scripcaru domenica diventeranno diaconi. Alle 15:30, nella Cattedrale di Torino, i due seminaristi del Seminario Maggiore di Torino, verranno investiti di questo ruolo.

Due persone diverse, come racconta il settimanale diocesano “La Voce E il Tempo”, ma al tempo stesso simili. 34 anni, Romeo, e 31 anni, Gabriel, sono rumeni, originari entrambi di Bacau, ma soprattutto della stessa parrocchia. In Italia da molti anni, prima di entrare nel Seminario di Torino, hanno lavorato per molti anni nel campo dell’edilizia.

“È un bel segno di questo nostro tempo”, spiega don Ferruccio Ceragioli, “l’ordinazione di due giovani rumeni, perché ci parla della nostra città caratterizzata da una grande comunità rumena e ci dice come questa presenza sia un motivo di ricchezza non solo per la nostra società, ma anche per la nostra Chiesa”.

Cinzia Gatti

Fonte: TorinOggi

Una chiesa per la comunità romena

Il Comune di Orbassano ha concesso l’area Sarà un edificio in legno sullo stile dei monasteri dell’Est

Attualmente la comunità religiosa romeno ortodossa celebra le sue funzioni nel centro associativo di via De Gasperi a Orbassano.

Pubblicato il 08/11/2016
MASSIMO MASSENZIO
ORBASSANO

Padre Eugenio Binzari è partito da Iasi, in Romania, inseguendo un futuro migliore per lui e per la sua famiglia e, dopo 22 anni in Italia, vuole «restituire» tutta l’accoglienza che ha ricevuto. Due mesi dopo aver celebrato la prima storica messa per la comunità ortodossa di Orbassano già pensa a realizzare una grande chiesa in legno in via Della Bassa – simile a quella già costruita a Moncalieri – per ospitare gli oltre 2 mila fedeli che abitano dell’area sud-ovest di Torino.

APERTA A TUTTI
«Ma non sarà un luogo riservato solo agli ortodossi – precisa il sacerdote – Abbiamo in mente di realizzare anche un grande locale interrato dove chiunque potrà trovare un pasto caldo. Proprio come è successo a me quando non avevo un posto dove andare. I padri cappuccini mi hanno ospitato e dato da mangiare e grazie a loro ho potuto affrontare le difficoltà di questa bellissima avventura».
Dopo alcuni anni trascorsi a Torino padre Eugenio si è trasferito a Orbassano e poi a Bruino: «Sono cambiate tante cose nella mia vita. Quando sono arrivato in Piemonte non ero ancora un sacerdote e adesso sono anche un cittadino italiano, ormai da sei anni. Io continuo a lavorare come elettricista per mantenere la mia famiglia, siamo felicissimi di stare qui, ma purtroppo ci sono ancora tante persone che hanno bisogno di aiuto. Italiane, romene o di altre nazionalità e religioni: non è importante. Quello che conta è restituire il bene che si è ricevuto nel corso della propria vita».

CONCESSIONE GRATUITA
La nuova chiesa ortodossa sorgerà su un terreno comunale tra via Della Bassa e via Galimberti, ottenuto in concessione gratuita per i prossimi 30 anni dalla diocesi ortodossa di San Emiliano Martire di Dustorum. «Ci è sembrato giusto dare la possibilità a una comunità che può contare su oltre 500 residenti di avere un luogo dove celebrare un culto che predica pace e fratellanza», spiega il sindaco Eugenio Gambetta. Che aggiunge: «Nell’attesa abbiamo concesso l’uso dei locali del centro associativo di via De Gasperi per celebrare le funzioni domenicali e le confessioni».

CHIESA IN LEGNO
La «parrocchia» di Orbassano cresce settimana dopo settimana e, quando avrà una vera casa, diventerà ancora più numerosa. L’edificio in legno, con fondamenta e piano interrato in cemento, dovrebbe occupare una superficie di circa 300 metri quadrati e la forma ricorderà i monasteri della Moldavia romena: «Sarà leggermente diversa da quello di Moncalieri, ma solo per una questione di provenienza della nostra comunità. La parrocchia di Orbassano dipende direttamente dalla diocesi di Roma e sarà un punto di riferimento per tutto il territorio». Contando i cittadini romeni che vivono anche a Beinasco, Piossasco, Volvera, Bruino e Rivalta si arriva a oltre 2 mila residenti.

Fonte: LA STAMPA

Mille evangelici insieme per la Festa dell’Amore

di Andrea De Polo
31 ottobre 2016
Conegliano. Alla Zoppas Arena il raduno dei fedeli romeni residenti in Italia Il parroco: «Per noi esiste un’unica famiglia, quella tra uomo e donna»

CONEGLIANO. Spira il vento dell’Est alla Zoppas Arena: sabato e domenica, il palasport di Campolongo si è trasformato in un’affollata chiesa evangelica romena per un migliaio di fedeli. Musica (balcanica), canti religiosi, bambini vestiti di bianco e ragionamenti teologici: sulla carta, era il convegno delle Chiese Evangeliche Pentecostali Romene del Nord Italia, nella pratica una grande festa di centinaia di famiglie che vivono in Italia. E che alla Zoppas Arena si sono incontrate, hanno pranzato e pregato insieme, in quello che per gli evangelici è uno degli appuntamenti più importanti dell’anno (trasmesso in diretta anche dalla tivù romena). “Porunca Iubirii” il titolo del convegno, letteralmente “Il comandamento dell’amore”. Ai ministri della fede evangelica, però, una domanda è d’obbligo: che differenza c’è tra la loro confessione e quella cattolica? I fedeli di entrambe sono cristiani, ma su alcuni temi la distanza è profonda: «Noi crediamo soltanto nella Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo», spiega Ioan “Giovanni” Asandoaie, uno degli anziani della chiesa «Non preghiamo i santi e la Madonna come i cattolici. I nostri “preti” si sposano». Lui, che è l’equivalente di un parroco, ha quattro figli. Continua: «Il tema di questo convegno è l’amore, quello di Cristo per le persone e quello delle persone nella famiglia». Ecco, anche sul concetto di “famiglia” c’è qualche differenza: «Per noi c’è solo quella tradizionale tra uomo e donna». Gli evangelici romeni nella Marca sono circa 3 mila, si concentrano nelle chiese di Mansuè, Oderzo, Treviso e Castelfranco. Ieri sono arrivati a Conegliano da tutto il Nord Italia, e la preghiera del mattino, dettata dal “pastore” Luigi Mitoi, uno dei “big” della chiesa evangelica locale assieme a Marius Livanu, si è aperta – alle 10 in punto – con un pensiero per le vittime del terremoto del Centro. Poi è stata soprattutto una festa. Convegno, sì, ma niente a che vedere con i convegni tradizionali. La domenica mattina assomigliava di più a un concerto. Cantavano tutti a squarciagola. «Qui tutti devono fare qualcosa», spiega Asandoaie, «i bambini suonano gli strumenti, i fedeli cantano o portano il rinfresco, abbiamo qui le corali delle chiese di Padova e Udine, mentre i ragazzi sono quelli della chiesa di Mansuè, la più numerosa della Marca con circa 500 fedeli».

Fonte: La Tribuna di Treviso

Scola alla Diocesi ortodossa romena d'Italia: «Occorre un nuovo ecumenismo di popolo»

MILANO
L’Arcivescovo ha incontrato una delegazione di sacerdoti ortodossi romeni, guidata dal vescovo Siluan, che ha poi assistito al Pontificale per la Solennità di San Carlo in Duomo
di Annamaria BRACCINI
Arcivescovado ortodossi rumeni
Preti cattolici e ortodossi a confronto sulla trasmissione della fede alle nuove generazioni
Arcivescovado ortodossi rumeni
4.11.2016

«Un cammino condiviso riflettendo insieme per due giorni, presso il Centro pastorale di Seveso, sulla trasmissione della fede alle giovani generazioni. Relazioni e lavori di gruppo che hanno che consentito un dialogo fecondo». A conclusione del convegno che ha visto riuniti sacerdoti e laici della Diocesi romena d'Italia e gli ambrosiani, la definizione che ne dà il diacono permanente Roberto Pagani, responsabile della Commissione per l'Ecumenismo e il Dialogo, è la sintesi di un confronto felice su questioni che interessano tutti. «I due approcci sullo stesso tema hanno permesso un'ampiezza che di solito non è raggiungibile dalla singola Confessione», nota Pagani, cui è accanto il vicario episcopale, monsignor Luca Bressan.
Quindi non poteva esserci modo migliore per concludere la due-giorni che incontrare il cardinale Scola, rappresentando le 230 parrocchie romene ortodosse in Italia, una Diocesi particolarmente giovane con i suoi 10 mila battesimi registrati ogni anno dal 2010.

Stare insieme nella pratica quotidiana

«Sono convinto che proprio in Europa l'Ecumenismo debba giocare un ruolo trainante rispetto al grande compito dell'annuncio di Cristo ai cittadini del vecchio Continente, stanchi, provati e spesso dimentichi del loro Battesimo - dice l'Arcivescovo, che ha di fronte a lui il vescovo Siluan e una delegazione di oltre venti ministri romeni, alcuni accompagnati dalle mogli e dai bambini piccoli -. In una società plurale come la nostra, rispetto al grande bisogno di senso di vita che per noi è Gesù Cristo, l'unità non è solo auspicabile, ma è imprescindibile. Se non siamo una cosa sola, l'altro non crede. Dobbiamo comunicare un ecumenismo completamente nuovo e diverso. Da parte nostra mettiamo a disposizione strumenti, a partire dalle chiese, ma si tratta realmente di stare insieme dall'interno della pratica quotidiana. Vogliamo essere, nel rispetto delle storie e delle tradizioni di ciascuno, una sola Chiesa. Da parte vostra, l'impegno non è solo quello di esercitare un ministero a favore dei fedeli che vivono qui, ma di concorrere alla proposta unitaria di Cristo».
Insomma, un senso del vivere da proporre alla gente, tanto che il Cardinale sottolinea: «In Europa, come cattolici e ortodossi, abbiamo un ruolo tutto nuovo da svolgere e da immaginare con grandissima creatività. Un ecumenismo di popolo veramente missionario, capace di tornare a parlare al cuore di tutti. È arrivato il tempo, con il fenomeno migratorio che ha interessato anche voi, di un ecumenismo che deve vederci tesi a scelte pratiche, pur senza escludere il necessario lavoro dottrinario degli organismi delle Chiese. Una pluriformità nell'unità che sia ricchezza effettiva e che assuma il carattere di una proposta affascinante. In una società segnata dall'individualismo che sta assumendo il carattere di un autismo spirituale, bisogna cambiare radicalmente, condividendo il bisogno che c'è, ma con uno sguardo nuovo».
Anche perché non vi è più un ecumenismo omogeneo. «Nel mondo cattolico la grande questione di passare la fede alle nuove generazioni si caratterizza attraverso un'articolazione talvolta così esasperata, che il principio di unità sparisce, mentre la vostra dimensione globale di pastorale potrebbe essere di grande aiuto», scandisce Scola rivolgendosi direttamente ai presenti.

Un dialogo non verbale, ma essenziale

Parole subito raccolte dal vescovo Siluan, che si fa testimone dell'interesse reale per un dialogo che, però, «non vuole solo emettere idee, ma è interessato a parlare di una vita comune durata 1000 anni».
«Anche se il secondo millennio della cristianità ci ha separati, oggi siamo di fronte a una sfida immensa. Siamo usciti dal comunismo in qualche modo impreparati, vaccinati dal materialismo dialettico, ideologico, ma non da quello pratico. Siamo una diaspora giovane e sradicata - osserva Siluan portando il dato dell'oltre milione di romeni in Italia e dei 150 mila bimbi che frequentano le scuole del Paese, avendo almeno un genitore romeno -. Constatiamo che, insieme, si può condividere anche la preoccupazione per questo mondo che non sa più dove va. Da cristiani dobbiamo preoccuparci per la salvezza di tutti. Questo mondo secolarizzato è insensibile e questo ci obbliga a rimetterci in causa e in questione, a essere meno discorsivi e a crescere dentro, a far pulizia nell'anima, per eliminare quello che ci impedisce di aprici all'altro. Questo cristianesimo che porta nel cuore il mondo intero, credo, potrebbe essere al fondamento di un altro tipo di rapporto tra i cristiani, costituendo un punto di partenza per dialogare in maniera non verbale, ma essenziale. Dai nostri diversi orizzonti, avvicinarci sempre di più a Cristo: solo questo convince», conclude il Vescovo.
Infine, prima dello scambio dei doni, un'ultima riflessione del Cardinale a una domanda sui matrimoni misti, posta da padre Traian Valdman, a Milano da 40 anni e oggi uno dei due Decani della Chiesa Ortodossa Rumena in Lombardia. «È come se Dio ci obbligasse all'ecumenismo attraverso uno dei fattori costitutivi dell'esperienza umana. In un matrimonio misto l'ecumenismo si pratica in casa, ogni giorno, nel rispetto e nell'educazione dei figli. Anche in questo ambito la famiglia è fondamentale. Dobbiamo stare attenti alla pressione dei mass media, che tende a dire che la famiglia è una realtà superata e in crisi. Non è vero, in crisi è il rapporto tra l'uomo e la donna. La famiglia è il primo soggetto dell'evangelizzazione e le famiglie miste sono espressione di quell'ecumenismo di base di cui l'Europa ha tanto bisogno».

Fonte: Chiesa di Milano

Sanremo: la comunità rumena ortodossa fa il punto della situazione dopo 8 anni di presenza nella città dei fiori



Attualità
Venerdì 28 ottobre 2016

Sanremo: la comunità rumena ortodossa fa il punto della situazione dopo 8 anni di presenza nella città dei fiori

"La nostra comunità è ricca di giovani e proprio per loro, abbiamo delle idee di sviluppo. Come una grande famiglia, cerchiamo di sostenere tutti i nostri ragazzi, con i mezzi che abbiamo a disposizione”.

La comunità rumena ortodossa di Sanremo, ha da poco festeggiato gli 8 anni di presenza in città, celebrazione che verrà ufficializzata ulteriormente il prossimo 6 dicembre, in occasione dei festeggiamenti per San Nicola, protettore della ex Chiesa delle Carmelitane.

La settimana scorsa, la comunità ortodossa è balzata alle cronache per aver supportato un ragazzo nel suo percorso di studi presso la Bocconi di Milano. Padre Claudiu Mihai, grande punto di riferimento dei fedeli, tiene a sottolineare i molti progetti che la sua parrocchia sta seguendo. “La nostra comunità è ricca di giovani e proprio per loro, che rappresentano il nostro futuro, abbiamo delle idee di sviluppo comunitario. Come una grande famiglia, cerchiamo di sostenere tutti i nostri ragazzi, con i mezzi che abbiamo a disposizione”.

La comunità ortodossa ha attivato corsi di lingua rumena, affinché i ragazzi non perdano le proprie radici, storiche culturali. Per lo stesso motivo, nella chiesa è stata aperta una biblioteca con volumi in italiano e in rumeno. Importante e molto sentito dalla comunità, è stato l'arrivo dei monaci eremiti, che dalle montagne della Romania sono arrivati a Sanremo lo scorso maggio e settembre, per parlare ai fedeli, per la formazione dei giovani e per spiegare come coltivare le abitudini cristiane, nonostante i problemi odierni.

Un punto di aggregazione e di sostegno, la comunità romeno ortodossa, che raggruppa tutta la provincia di Imperia ed oltre, con circa 800 membri solo a Sanremo. “Considerando anche Ventimiglia e Bordighera i fedeli sono circa tremila. Siamo guidati dal vescovo Siluan della Diocesi Ortodossa Romena d' Italia, ma abbiamo spesso incontrato anche il Vescovo Suetta, che è venuto a farci visita. Coltiviamo rapporti ottimi con tutte le altre comunità del gruppo ecumenico. Dopo otto anni di presenza, vorremmo che la comunità rispecchiasse i valori cristiani di onestà e di integrazione”.

Da qualche mese è arrivata nella chiesa una speciale icona, copia della miracolosa Prodromita, “Questa icona è arrivata a maggio e ha cambiato la vita della nostra comunità, donandole un nuovo e visibile tocco”.

I ragazzi stanno già iniziando a prepararsi al Natale, imparando le “colinde”, i tradizionali canti natalizi romeni. Dal 15 novembre inizieranno i 40 giorni di digiuno, ma per i più giovani, in arrivo una bella sorpresa: una gita sulla neve in slittino, a Prato Nevoso!

Stefania Orengo

Fonte: Sanremo News

L’iniziativa della scuola: “Corsi di lingua romena per tutti i bimbi”. Accade in Italia, ecco dove

Una decisione inedita, quella presa dall’Istituto Comprensivo di Oderzo, località in provincia di Treviso (Veneto): sarà introdotto un corso di lingua, cultura e civilizzazione romena per tutti gli alunni delle scuole che fanno parte dell’istituto, dall’asilo alle scuole medie. Una decisione che ha spaccato l’opinione dei genitori…

Le lamentele

“Non mi sembra proprio il caso. Magari, visto che si tratta di bambini dell’asilo, cominciate a insegnare l’italiano e le culture italiane o magari come fare i calcoli basilari”, è il commento di un papà su Facebook. “Come mai per questo corso di rumeno i fondi li avete trovati?”, è un’altra rimostranza. “Prima di tutto – spiega la direzione dell’istituto – precisiamo che si tratta di un corso su base volontaria. Per quanto riguarda gli alunni delle scuole materne e primarie esso è rivolto solo agli alunni di lingua romena. È invece…

La precisazione della dirigenza

aperto a tutti gli alunni che frequentano le medie. Inoltre non è un’attività curricolare bensì si svolge di pomeriggio in orario extra scolastico”. Sui fondi invece ecco la precisazione: Si tratta di accordi fra Stati, nello specifico fra l’Italia e la Romania. In questo caso sono stati stanziati dei fondi per l’insegnamento della cultura e lingua romena. Ricordiamo che la stessa Unione Europea sollecita l’insegnamento di più lingue comunitarie e il romeno è una di queste”.

Fonte: StudioNews24

sabato 12 novembre 2016

Mostra del Nuovo Cinema Europeo


Siamo lieti di invitarVi alla Seconda Edizione della

MOSTRA DEL NUOVO CINEMA EUROPEO

EUNIC Roma

Partenariato tra Istituti di Cultura Nazionali dell‘Unione Europea a Roma

13 – 19 novembre 2016

Accademia di Romania
Piazzale Josè de San Martin, 1 – Roma

Promossa da EUNIC – il partenariato tra Istituti di Cultura, Accademie e Ambasciate Nazionali dell‘Unione europea a Roma – e nata grazie al sostegno della Federazione Unitaria Italiana Scrittori FUIS, quest’anno la Mostra cinematografica avrà luogo e sarà coordinata dall’Accademia di Romania, attualmente in carica alla presidenza EUNIC Roma per l’anno 2016. Il calendario, che prevede due proiezioni al giorno ad ingresso gratuito, offrirà al pubblico diversi generi cinematografici: dalla commedia al drammatico, dal road movie al poetico-psicologico, dal film artistico al documentario e all’animazione documentaria. Quattordici Paesi presenteranno altrettanti film, in lingua originale con sottotitoli in italiano; film mai proposti nelle sale italiane dalla grande distribuzione.

A confronto temi universali che percorrono i sentimenti dell’animo umano, le cui sfaccettature sono comuni in qualsiasi Paese d’Europa, e del mondo.

L’amicizia è la tematica attorno a cui ruota il film croato “Kauboji” di Tomislav Mršić – candidato croato per il premio Oscar 2015 – che vede una sgangherata compagnia teatrale composta da antieroi mettere in scena uno spettacolo ispirato ai western hollywoodiani, il quale inaspettatamente diventerà metafora del loro destino; in “Os Gatos não Têm Vertigens” del portoghese António-Pedro Vasconcelos è raccontata un'autentica ed incompresa amicizia tra Jó – 18 anni e una vita difficile – e la settantenne Rosa, mentre in “Loreak” degli spagnoli Jon Garaño e Jose Mari Goenaga l’amicizia, o forse l’amore, si manifesta tramite dei mazzi di fiori lasciati da sconosciuti a tre donne: tre vite che cambiano grazie alla presenza dei fiori che faranno sbocciare sentimenti e ricordi dimenticati.

La determinazione nel superare le difficoltà incontrate un “luogo nuovo” è raccontata nella commedia francese “21 Nuits avec Pattie” di Arnauld e Jean-Marie Larrieu, vicenda che vede la parigina Caroline sbarcare in un villaggio del sud della Francia per organizzare il funerale della madre. In “Wax: we are the X” dell’italiano Lorenzo Corvino, due giovani italiani ed una ragazza francese – inviati a Monte Carlo per le riprese di uno spot – sono messi a dura prova da incontri ed eventi che vanno oltre il loro controllo, mentre in “Všetko čo mám rád” dello slovacco Martin Šulík l’unica possibilità di riscatto per un uomo di mezza età in cerca di un cambiamento radicale sembra essere la partenza per l’Inghilterra.

A volte il senso di smarrimento prevale quando la libertà sradica gli imperativi ideologici di una quotidianità semplice da gestire. È quello che avviene dopo la caduta del muro di Berlino ai protagonisti di “Als wir träumten” di Andreas Dresen che rappresentano la “generazione perduta” della riunificazione tedesca. Ed è quello che accade al protagonista del film bulgaro “Il Giudizio” di Stefan Komandarev, smarrito dopo aver perso tutto quello che di più caro aveva al mondo: sua moglie, il suo lavoro e la fiducia di suo figlio. Fiducia che potrà riconquistare soltanto dopo aver “pagato” per un peccato commesso venticinque anni prima.

Alcune personalità straordinarie fronteggiano la paura con un coraggio innato: la polacca Anca Damian lo racconta in “Czarodziejska Góra”, film che combina il documentario biografico, la fiaba, il film d’avventura e l’animazione per narrare la vita avventurosa di Adam Jacek Winkler, alpinista, fotografo e attivista politico. “Chuck Norris VS Communism” – della cineasta Ilinca Călugăreanu – tratta la vicenda delle videocassette piratate e doppiate dalla coraggiosa Irina Nistor, la quale tradusse clandestinamente oltre 5000 film stranieri nella Romania comunista degli anni ’80. Ma essere coraggiosi può significare anche costruirsi il proprio piccolo impero all’ombra di una metropoli scegliendo di vivere in una roulotte per impedire al mondo di disturbare la propria pace, come fa il “Legionario”, personaggio protagonista de “Il Parcheggio” dell’ungherese Bence Miklauzic.

Presenti nella programmazione anche tre documentari d’autore. “1916 – The Irish Rebellion” di Ruán Magan ricostruisce, con la voce narrante di Liam Neeson, i drammatici eventi di Dublino durante la settimana di Pasqua del 1916 quando un piccolo gruppo di ribelli irlandesi sfidò la potenza dell’impero britannico. La Lituania presenterà “When We Talk About KGB” di Maximilien Dejoie e Virginija Vareikytė, documentario composto da sette storie vere: la storia di un combattente per la libertà, di un agente del KGB, della moglie di un dissidente tornato da un ospedale psichiatrico senza memoria, di uno scrittore della stampa clandestina e del suo ex interrogatore, e di un collezionista d’antiquariato arrestato e scomparso per nove mesi. Infine lo svizzero Nicolas Steiner, perfezionatosi in regia negli USA alla San Francisco Art Institute, propone il suo lavoro di laurea “Above and Below”: dalle profondità dei canali sotto Las Vegas ad un vecchio bunker trasformato in casa nella California più deserta, in questo documentario racconta – tra reale e costruzione del reale – un mondo “ai margini” e sconosciuto, per suggerirci che i suoi abitanti non sono molto diversi da noi.

Ospiti e dibattiti:

 Domenica 13 novembre 2016 alle ore 18.30 per la proiezione del film “Chuck Norris VS Communism” sarà presente in sala Dan Chiorean (attore).

 Lunedì 14 novembre 2016 alle ore 18.30 per la proiezione del documentario “1916 – The Irish Rebellion” sarà presente in sala Susanna Pellis (direttore artistico dell’IRISHFILMFESTA).

 Giovedì 17 novembre 2016 alle ore 20.30 per la proiezione del film “Wax: we are the X” saranno presenti in sala Lorenzo Corvino (regista, sceneggiatore e produttore), Giuseppe Manzi (produttore) Gwendolyn Gourvenec (attrice), Davide Paganini (attore) e Gaia Casanova (casting director).

 Sabato 19 novembre 2016 alle ore 18.30 per la proiezione del documentario “When We Talk About KGB” saranno presenti in sala Maximilien Dejoie (regista), Virginija Vareikytė (regista) e Kotryna Buono (capo della comunità lituana a Milano).

 Sabato 19 novembre 2016 alle ore 20:30 per la proiezione del film “Als wir träumten” sarà presente in sala Clemens Meyer (sceneggiatore ed autore del romanzo da cui è tratto il film).

Gli ospiti risponderanno alle domande del pubblico e parteciperanno al dibattito.

Informazioni generali

Mostra del nuovo cinema europeo

Organizzata da: Eunic Roma con il sostegno della Federazione Unitaria Italiana Scrittori

Paesi partecipanti (in ordine di programmazione): Romania, Slovacchia, Irlanda, Ungheria, Francia, Spagna, Bulgaria, Croazia, Polonia, Italia, Svizzera, Portogallo, Lituania e Germania

Film in mostra: 14

Date: dal 13 al 19 novembre 2016

Luogo: Accademia di Romania – Roma, Piazzale Josè de San Martin, 1.

Orari delle proiezioni: vedi PRESS KIT

Biglietti: ingresso libero fino ad esaurimento posti (capienza della sala 140 posti)

Lingua dei film: versione originale con sottotitoli in italiano

PRESS KIT: http://www.fuis.it/mostra-del-nuovo-cinema-europeo-2016/articoli3015

Contenuto del PRESS KIT: programma delle proiezioni, comunicato stampa, catalogo, logo Eunic, fotogrammi dei film, foto dei registi e loghi dei partecipanti suddivisi per nazione.

Ufficio Stampa
Elisa Fattori
Mob. +39 389 1588292
eunic.stampa@gmail.com
EUNIC
(European Union National Institutes for Culture – Istituti di Cultura Nazionali dell’Unione Europea)

La presidenza è attualmente dell’Accademia di Romania di Roma.

www.eunic-online.eu

Accademia di Romania in Roma

mercoledì 9 novembre 2016

Mostra: Eugen Dragutescu - Diario di una vita in immagini

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

INVITO

MOSTRA

(10-20 novembre 2016)

EUGEN DRAGUTESCU

Diario di una vita in immagini

Giovedì, 10 novembre 2016, ore 18.30

SALA ESPOSIZIONI (Viale delle Belle Arti, 110)

Curator: Dr. Ruxandra Dreptu

Seguirà rinfresco

Ingresso libero.

MOSTRA

EUGEN DRAGUTESCU
Diario di una vita in immagini

(10-20 novembre 2016)

Curator: Dr. Ruxandra Dreptu

L’inaugurazione di una mostra dedicata a Eugen Dragutescu presso l’Accademia di Romania in Roma - dove l’artista ha soggiornato in quanto borsista - è un atto necessario affinché la sua ampia opera grafica sia ricordata al pubblico italiano. Nato in Romania, egli si è stabilito in Italia, dove ha vissuto dal 1946 e fino alla fine della sua vita nel 1993. È stato un artista che ha goduto di un’ampia reputazione nel mondo artistico italiano.
I suoi disegni raffiguranti città italiane, vari personaggi della vita culturale o gente comune sono stati esposti nell’ambito di numerose mostre in Italia, Olanda, Messico, Stati Uniti d’America e Romania. A Roma e ad Assisi Eugen Dragutescu era una presenza costante tra artisti, scrittori e musicisti che ha immortalato in ritratti pieni di sensibilità. I ritratti del suo amico, il poeta Giuseppe Ungaretti, realizzati lungo tre decenni, sono stati esposti in una mostra del 1970.
La mostra di Eugen Dragutescu comprende una selezione di circa 60 opere tra disegni a inchiostro, acquarelli, matite colorate e alcuni dipinti a olio appartenenti al patrimonio di musei della Romania e del Gabinetto Stampe della Biblioteca dell’Accademia Romena di Bucarest.
La selezione delle opere desidera mettere in rilievo l’influenza del disegno italiano – in particolar modo di quello barocco – studiato durante il periodo di residenza a Roma in quanto borsista dell’Accademia di Romania. Salvator Rossa, Aureliano Milani, Donato Creti, Francesco Zucarelli sono i veri maestri di Dragutescu. Già padrone lui stesso di tale arte, Dragutescu ha saputo adattare una maniera “attempata” all’arte contemporanea, ha saputo ridefinirla e renderla attuale. Questo primo periodo di creazione rappresenterà il suo biglietto da visita a livello artistico, la somma degli elementi stilistici che definiranno la sua grafica inconfondibile.
La sua opera è composta da due grandi cicli: disegno libero e illustrazione di libri.
Alla prima categoria appartengono i disegni che formano una sorta di diario che con le sue annotazioni giornaliere ricostruisce il suo modo di vivere come sensibile osservatore dello spettacolo del mondo circostante. La seconda categoria, riferita all’illustrazione di libri, è una provocazione per l’artista che trasforma il testo in immagine. Per il lettore l’illustrazione diventa l’immagine che accompagnerà la parola e si sostituirà ad essa, conservando le sue qualità letterarie e amplificando i suoi sensi.
I disegni possono essere raggruppati in alcune grandi serie che si sono succedute con il passare degli anni. Durante i concerti ai quali assiste e durante i quali abbozza la figura del direttore d’orchestra (Alfredo Casella, Franco Ferrara, Constantin Silvestri, Sergiu Celibidache, George Enescu) l’artista soprende il movimento scomposto in innumerevoli gesti e contorsioni del corpo che ricordano il futurismo. A differenza dei futuristi, però, interessati solo della scomposizione del movimento in quadri successivi, Dragutescu combina tale movimento con la musica come sull’immaginario spartito di una danza.
Ad Assisi inizia una serie di disegni riuniti in un album dall’editrice Vallecchi di Firenze. I disegni formano un’immagine completa della città con le sue strade e i suoi monumenti recanti l’impronta di S. Francesco, con i ritratti di abitanti e in particolar modo dei monaci sopresi in scene di vita monacale. I paesaggi sono per l’artista un momento di sincerità in cui, libero da ogni costrizione, esprime il suo “stato d’animo”. Il ritratto rimane, però, la sua occupazione più importante. Disegnerà ritratti di personalità di spicco come Giuseppe Ungaretti, (i ritratti di Ungaretti realizzati lungo tre decenni sono stati esposti in una mostra del 1970), Giovanni Papini, Eugenio Montale, Giorgio de Chirico, Dino Buzatti, Constantin Brancusi, Ana Blandiana, ma anche ritratti di amici e di bambini. In tutti si ritrova il desiderio di appropriarsi di quel tratto di carattere che li rende unici e in tal modo – consegnandoli alla carta – fissarli per sempre.
L’illustrazione di libri è un’immagine pensata. Dall’opera di Shakespeare, ai racconti di Andersen, al romanzo e alla poesia, Dragutescu disegna ritmo e metafore. Il bisogno di espressione visiva lo determina a realizzare dopo la serie di disegni dedicati al poeta Ion. A Bucur anche un film con la durata di alcuni minuti: „Moartea tânarului poet/La morte del giovane poeta” vince il I premio al Festival Internazionale di Cortometraggi a Cork (Irlanda).
I disegni di Dragutescu non sono schizzi realizzati in vista di un futuro quadro; sono opere definitive sgorgate da un’inesauribile bisogno di rendere in immagini la propria vita. Teatralità, drammatismo, dinamica, oppure gioia, musicalità, innocenza sono espressi tramite un disegno fatto da minuscole linee che in innumerevoli forme e direzioni sintetizzano l’argomento. Percorrere le centinaia e le migliaia di disegni è un’impresa accattivante e mai noiosa grazie proprio alla diversità di argomenti e di stili grafici di colui che è stato definito da Aldo Ferabino ”il poeta-pittore o il pittore-poeta”. Eugen Dragutescu definisce se stesso in quanto artista tramite la capacità di adattamento stilistico al soggetto, tramite la diversificazione della sua maniera di disegnare che è unica e personale. Costante della sua arte è la facilità con la quale attraverso poche linee riesce a trasmettere l’espressività di un gesto, di un movimento, di una smorfia come in un’istantanea sintetica ma non fotografica. La linea, tratteggiata ad inchiostro con una stilografica speciale con duplice serbatoio, segue il contorno della figura dopodichè si spezza e ondeggia in piccole volute oppure si ispessisce in tratteggi pieni. Un pastello o un acquerello disposti casualmente riescono a mettere in rilievo un tratto caratteristico del modello.
La mostra che omaggia Eugen Dragutescu è un frammento dell’esistenza di un artista che ha offerto agli spettatori l’immagine di un mondo nei suoi dati essenziali. Coloro che ammirano i suoi disegni entrano in un universo senza tempo e diventano testimoni della ricreazione delle meraviglie del mondo grazie ad un semplice e sinuoso tratteggio con la penna ad inchiostro.

Accademia di Romania in Roma