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mercoledì 19 aprile 2017

Elias, rumeno, canta per Napoli: "'Sta città m'ha 'mparato a vulè bbene"

Elias è un ragazzo rumeno, napoletano d’adozione. Elias era un ospite della nostra terra, oggi si può dire che ne è un cittadino vero, un partenopeo mancato. Il suo sogno è cantare, ed è di questo che vive. Dopo canzoni strimpellate ed improvvisate, a mo’ di artista di strada, ieri è uscito il suo primo, vero singolo. Come si chiama? Neanche a dirlo: “Napule dint”o core“.
“Sono rumeno ma Napoli mi ha accolto come un figlio. Canto con una chitarra per raccontare il mio amore per questa terra e finalmente ho realizzato un sogno. Questa terra rende suoi figli tutti quelli che l’amano, senza distinzioni di razza, paese, lingua e religione. Questo è il mio amore per te, Napoli nel cuore”, scrive sulla sua pagina Facebook.
La canzone, quasi interamente in napoletano, è accompagnata dalla voce del rapper di Scampia, Mikone.

A Vasto la celebrazione pasquale della Chiesa Ortodossa romena

Sabato sera (Sabato Santo), la Chiesa Ortodossa Romena di Vasto ha celebrato la liturgia pasquale. Seguendo il rito religioso e la tradizione, il sacerdote ha annunciato a mezzanotte: “Cristo è risorto” in romeno "Cristos a inviat") e intonato l’inno della Resurrezione.Poco prima di mezzanotte, i fedeli si sono riuniti per partecipare ad una cerimonia particolarmente suggestiva, amplificata dalla luce fioca delle candele che tutti tengono in mano. A mezzanotte in punto il sacerdote (preotul) ha annunciato la Resurrezione di Cristo e cantato a voce alta il “Cristo è risorto”. Il saluto che i romeni ci si scambiano dal primo giorno di Pasqua fino all’Ascensione è un’espressione di giubilo: “Cristos a înviat!“ (Cristo è risorto) – “E adevărat că a înviat “ (E’ vero che è risorto).  Le candele dei fedeli si sono accese con il Fuoco Santo distribuito dal sacerdote. "Prendete la luce e portatela a casa, nelle vostre case, alle vostre famiglie. E che questa luce vi dia la forza di superare tutto e vi aiuti ad realizzare i vostri sogni. E poi pregate, pregate sempre, senza mai smettere e senza mai stancarvi, che solo cosi troverete la forza per affrontare la vita, visto il periodo difficile per tutti". – spiega il parroco della chiesa ortodossa Iulian Stoica. Dopo lo scambio degli auguri i fedeli con le candele accese in mano tornano di corsa a casa. La tradizione vuole che la candela sia portata a casa ancora accesa, impresa a volte molto difficile a causa del vento costante. Con il Fuoco Santo delle candele si fa per tre volte il segno della croce sulla trave sopra la porta principale della casa in segno d’auspico di buona fortuna. Poi tutti si riuniscono attorno alla tavola a mangiare la tradizionale pasca e rompere le uova rosse.
Per gli ortodossi, in particolar modo per i romeni, l’uovo colorato di rosso è simbolo di rigenerazione e di purificazione. La leggenda narra che le pietre che hanno colpito Gesù, durante la flagellazione, si siano trasformate in uova rosse e che anche le uova portate da Maria al figlio morente si siano colorate di rosso. Il piatto centrale sarà la tradizionale e gustosissima pasca. Un piatto che viene preparato solo per l’occasione, una volta l’anno.
La celebrazione della Pasqua dura 2 giorni - domenica e il seguente lunedì. I cristiani vanno in chiesa anche per farsi benedire il cibo: la torta Pasquale, i dolci e le uova dipinte. La mattina di Pasqua ci si siede a tavola con i familiari, il pasto del mattino inizia con le parole: "Cristo è risorto" ("Hristos a înviat") e rispondendo "Veramente Egli è risorto" ("Adevarat a înviat). Nel menù di Pasqua, oltre alle classiche uova colorate ed ai dolci tradizionali, sono inclusi anche i tipici piatti a base di carne di agnello ed i vini. I bambini organizzano un vero mini-torneo per “battere” le uova dipinte, cercando di rimanere con il proprio guscio intatto. La restante parte delle festività gli ortodossi ricevono ospiti e visitano parenti ed amici oppure, se il tempo lo permette, organizzano delle gite per le prime scampagnate primaverili.
Cerimonia guidata da padre Stoica.
Pubblicato da Any Gheorghe.

Fonte: Zona Locale Vasto
 

Una nuova "casa" per gli ortodossi rumeni di Abano

Ad Abano Terme, da alcune settimane è attiva la prima chiesa ortodossa rumena costruita ex novo in provincia di Padova. La "casa" di una comunità giovane e in forte crescita. Tanto che ora si pensa alla costruzione di un piccolo centro parrocchiale. Ecco le parole del parroco, padre Costel Calanciuc. Da qualche mese transitando lungo la circonvallazione di Abano Terme salta all’occhio una chiesa di legno che – bisogna ammetterlo – si integra molto bene con lo sfondo dei colli Euganei che le fa da quinta. Si tratta della nuova casa della parrocchia ortodossa rumena della cittadina aponense e ha la particolarità di essere il primo edificio del suo genere a essere innalzato nella nostra provincia. Le altre chiese ortodosse rumene, a Loreggia, Limena, Mestrino, Este e tre a Padova, sono infatti ospitate in ex chiese cattoliche o in ambienti in precedenza del tutto estranei al culto. Era, quest’ultimo, il caso anche della parrocchia di Abano, voluta da Siluan Span, vescovo dell’eparchia (cioè della diocesi) ortodossa rumena d'Italia nel giugno del 2014. Divenuta il riferimento di un gran numero di fedeli provenienti anche dai comuni limitrofi, ben presto la comunità avvertì forte il desiderio di spazi più ampi, magari dotati di un parcheggio tale per cui “messa” non dovesse più fare rima con “multa”. «Volevamo soprattutto una chiesa vera, un luogo che fin dal principio fosse consacrato a Dio» spiega il parroco, padre Costel Calanciuc. Quell’auspicio è divenuto realtà in tempi sorprendentemente brevi. Acquistato un terreno dal comune nel febbraio del 2016 ed eseguiti subito alcuni interventi, posata la prima pietra o, meglio, il primo tronco nel giorno d’Ognissanti, il 24 dicembre i lavori erano sostanzialmente conclusi, tanto che il 25 fu possibile celebrare la prima messa. «Impresa e legno sono venuti dalla Romania – prosegue padre Calanciuc – ma non si sarebbe mai potuto procedere così speditamente se non fosse stato per la sollecitudine di decine e decine di volontari». I fedeli, infatti, non solo si sono accollati buona parte delle spese per terreno e materiali ma hanno anche messo a disposizione braccia e sudore. «Dal punto vista economico possiamo contare solo sulle nostre forze. Non riceviamo nessun contributo, in attesa che anche la nostra chiesa venga ammessa tra i beneficiari dell’8 per mille, come chiedono i sei-settecento mila rumeni ortodossi residenti in Italia». Nei prossimi mesi l’interno della chiesa verrà decorato con numerose icone e completato negli arredi. Si vorrebbe costruire anche un centro parrocchiale che, per quanto piccolo, possa soddisfare le esigenze quotidiane di una comunità che, grazie alla nuova chiesa, si è ulteriormente ingrandita. «A messa vedo il cinquanta per cento di persone in più, segno che c’era davvero voglia di partecipare alla funzione in una chiesa “normale”. La nostra comunità sta crescendo nella generosità e nei rapporti umani. I fedeli sono per lo più giovani famiglie con figli, con uno zoccolo duro di un centinaio di nuclei, ci servono spazi per il catechismo ma anche solo per ritrovarci in convivialità». Padre Calanciuc racconta che nelle scorse settimane la nuova chiesa è stata visitata dall’abate di monte Rua: «Abbiamo parlato a lungo ed è stato bello vedere quanto la nostra fede sia vicina».
Piero Cioffredi

Fonte: La Difesa del Popolo

La Consulta provinciale degli stranieri di Parma risponde a Di Maio: "La Comunità rumena è una realtà attiva e un luogo di aggregazione positivo"

La Consulta provinciale degli stranieri: “La Comunità rumena è una realtà sana”

 
"Negli ultimi giorni il dibattito politico nazionale si è concentrato su uno scontro inerente alla presenza della comunità rumena in Italia e il suo rapporto con la criminalità nel nostro Paese.
Ribadiamo con forza e chiarezza la neutralità politica della nostra azione sociale come Consulta, e cercheremo di spiegare perché certe uscite, danneggiano, non solo le nuove comunità ma la convivenza e il rapporto tra queste ultime e quelle autoctone.
La sicurezza oggi è uno dei problemi principali del nostro paese, ed è fuor di dubbio che alcuni degli elementi contrapposti alla legge, sono parte della comunità rumena in Italia, ma sparare numeri e percentuali senza una attenta analisi aderente alla realtà, aumenta ulteriormente la confusione e l’ esasperazione nei confronti di migliaia di persone che vivono una quotidianità normale e con tanti sacrifici guardano al futuro dei loro figli. Poi per cultura siamo convinti, che le responsabilità accertate siano della persona nella sua particolarità giuridica e non come membro di una comunità.
Ma al di là della polemica intorno alla frase dell’on. Di Maio quella che ci preme di più come Consulta, è il fatto che tantissimi cittadini di origine rumena ormai sono parte integrante della nostra società e soprattutto del nostro territorio. E infatti dalla nostra esperienza nel volontariato che abbiamo visto come la comunità rumena di Parma, la prima per numero, è una delle più attive. Realtà come associazione “Romania chiama Parma” o la diocesi della chiesa ortodossa rumena di Parma sono luoghi di aggregazione e socialità non solo per i loro membri ma anche per tanti italiani incuriositi dalle particolarità di questa cultura. Il nostro territorio ha anche la fortuna di conoscere un intenso rapporto nel campo istituzionale tra il Comune di Cluj-Napoca e la Provincia di Parma dove i temi di collaborazione passano attraverso il radicamento della stessa comunità.
Il nostro auspicio rimane quello di un futuro sereno e collaborativo, dove con realismo e senso di responsabilità, dobbiamo accettare le nuove sfide, e trasformale in nuove opportunità per tutti noi."
Consulta Provinciale degli Stranieri Parma

Fonte: Quotidiano online di Parma

giovedì 13 aprile 2017

Processione del Venerdì Santo per le vie del capoluogo

Venerdì Santo 14 aprile anche la Città di Viterbo vivrà ormai la tradizionale Processione del Cristo Morto per le vie del capoluogo della Tuscia presieduta dal vescovo di Viterbo monsignor Lino Fumagalli con la presenza delle autorità cittadine. Un momento di intensa preghiera e riflessione nel giorno in cui la Chiesa commemora la morte di Nostro Signore Gesù Cristo.
La Processione si snoderà a partire dalle ore 21.30 dalla chiesa di Santa Maria Nuova e percorrendo via Annio giungerà a Piazza del Comune per arrivare alla Chiesa Cattedrale passando per via San Lorenzo. Quest'anno la data della Pasqua coincide con quella Ortodossa. E' una occasione bella per ripetere con la Parrocchia Ortodossa Romena ''San Gerarca Callinico di Cernica'' un gesto di comunione e di fraternità nell'unica fede.
Anche la comunità Ortodossa Romena avrà quella sera una particolare e significativa liturgia. Insieme si è concordato un momento di incontro a piazza del Plebiscito, dove il Vescovo di Viterbo Mons. Lino Fumagalli e il parroco della parrocchia ortodossa Romena, Padre Vasile, e tutti i fedeli ortodossi e cattolici condivideranno un breve momento di preghiera.
La processione verrà animata dalla ''Banda Parrocchiale Santa Maria dell'Edera e Santa Maria del Paradiso'' che, insieme al parroco don Egidio, ringraziamo di cuore per la generosa disponibilità.
In un contesto non facile di divisioni e contrapposizioni, la comunità cristiana vuole essere un segno di unità e di speranza per il mondo intero.
 All’arrivo della processione in Cattedrale sarà rappresentata la scena della Crocifissione con oltre cento figuranti in costume curata dalla Parrocchia dei Santi Valentino e Ilario.
Anche le scenografie e i testi sono stati rivisitati e saranno interpretati con le voci di Stefano Nazzaro speeker della Rai, Chiara Palumbo e Paolo Manganiello registi e operatori teatrali.
Quest’anno la rappresentazione della Crocifissione vedrà la partecipazione di una rappresentanza delle chiarine del gruppo sbandieratori e musici del Pilastro e una rappresentanza dei tamburini del gruppo Musici del centro storico.
L'iniziativa è condivisa anche dalla Parrocchia di Santa Barbara e ha il contributo economico del Comune di Viterbo. Un ringraziamento particolare a Confartigianato imprese Viterbo, We-Com, Fondazione Caffeina, Cattolica Assicurazione.

Presiederà il vescovo Fumagalli

Fonte: Viterbo News 24

“Parole che feriscono molte famiglie”

George Gabriel Bologan
 Ambasciatore di Romania in Italia

Dallo spazio pubblico ci è pervenuto un messaggio, che al di là delle opinioni personali, offende tanti miei concittadini di buona volontà.
Sono preoccupato quando le parole feriscono molte famiglie miste come sono state anche ad Amatrice o Rigopiano, oppure quando i bambini possono essere messi in uno stato di umiliazione, loro che sono i più deboli e indifesi, che vanno tutelati nella loro dignità e identità nazionale, nonché europea. Le parole possono indurre fiducia, trasmettere emozioni e speranza o far crollare sogni. “Pronunciare una frase significa svolgere un’azione che può distruggere o edificare”, come sosteneva John Austin.
Le parole, anche se in un certo contesto, possono offendere senza che questo sia il fine voluto da parte di chi le pronuncia. La comunità romena è ben integrata, apprezzata per la sua presenza nel tessuto sociale italiano, per il contributo in vari campi. Molti dei miei onesti cittadini sono sui cantieri e i datori di lavoro li apprezzano e vogliono continuare a collaborare con loro, altri portano sollievo e assistenza a tante persone sole e immobilizzate, altri, medici e infermieri fanno arrivare la speranza e il sorriso ai malati, altri che sono ingegneri, insegnanti, ricercatori, studenti, artisti, portano il loro contributo allo sviluppo del paese che hanno scelto per affinità culturale e spirituale. Conosco giovani musicisti con doppia cittadinanza che hanno vinto premi per l’Italia. La memoria storica purtroppo è corta e si vede in tutta l’Europa. Mi fa piacere ricordare che se oggi c’è una numerosa comunità romena in Italia, questo fenomeno può essere letto anche come “il rovescio della medaglia” perché da fine Ottocento e soprattutto durante il periodo tra le due guerre la Romania di oggi era uno dei luoghi che portava fortuna a tanti italiani pagati addirittura in monetine d’oro. Le numerose imprese italiane presenti in Romania, come la comunità romena in Italia, sono un perno per le nostre relazioni ben radicate nella storia comune.
Personalmente ho scelto l’Italia per studiare, spinto dall’amore per la storia, l’arte, l’affinità e il legame particolare che abbiamo con Roma, da cui l’unico popolo e paese al mondo che la porta nel suo nome è la Romania. Qui ho scoperto la profondità del pensiero e del vivere di Don Sturzo, Alcide De Gasperi, Spinelli, Pier Giorgio Frassati, figure a cui mi sono affezionato e chi mi conosce può confermare che non sono affermazioni formali.
Al di là della dialettica politica interna che non mi riguarda, credo che i messaggi positivi possono dare di più, che la collaborazione e la volontà comune possono portare dei risultati. Dobbiamo fidarci l’uno dell’altro e cercare di risolvere insieme i problemi che ci perturbano e di saper distinguere tra chi sta da parte del bene e da parte del male. Il dialogo e la conoscenza aiutano tanto. Ciascuno di noi dipende in qualche modo dall’altro e questa interdipendenza può essere trasformata in un valore, il valore della solidarietà. Possiamo raggiungere obiettivi se ci fidiamo gli uni degli altri. Ciò che ci unisce è molto più profondo da quanto ci può dividere. Cultura, tradizioni, spiritualità, emozioni e speranze sono molto comuni alla sensibilità dei nostri popoli. La Romania insieme all’Italia desidera un’Europa più forte e dinamica, il cui progetto può essere letto in termini di beneficio per gli europei. Sono onorato di essere l’ambasciatore della mia gente, sensibile e con fede in Dio, della cui Pasqua festeggeremo insieme a breve.
Sono onorato di essere rappresentante del mio paese in Italia, terra dell’arte, della bellezza, di Leonardo, Petrarca, Dante, Leopardi (insieme al poeta nazionale romeno Eminescu riconosciuti come gli ultimi romantici), Cavour (di cui uno degli amici era il poeta e ministro degli affari esteri dei Principati Danubiani, Vasile Alecsandri), Giovani XXIII° (fine conoscitore della spiritualità dell’Europa Orientale). E sono anche io uno di quei tantissimi romeni che tifano con emozione per gli “azzurri” nelle gare calcistiche internazionali.
La mia speranza va verso un’Italia e una Romania che possano rappresentare un modello di integrazione e di amicizia fra cittadini europei, in un’Europa che tutti noi vogliamo chiamare la nostra casa, “la nostra Patria comune” come la voleva De Gasperi.
Con questi sentimenti mi rivolgo a tutti gli amici italiani, invitandoli a scoprire la profondità dell’anima del popolo romeno.
Un sentito augurio a tutti di passare con serenità la Santa Pasqua!

 Pubblicato il 12/04/2017

Fonte: La Stampa

Convegno "Traiano Optimus Princeps: l'Impero oltre il Danubio"

Giovedì, 20 aprile 2017, ore 11:00 – 18:00
Accademia di Romania, Sala Conferenze

Da giovedì 20 aprile a domenica 23 aprile a Roma si svolgeranno diverse celebrazioni in occasione del Natale dell’Urbe, organizzate, come di consueto, dal Gruppo Storico Romano. Quest’anno le manifestazioni saranno dedicate alla memoria dell'imperatore Traiano, “princeps Optimus”. Il programma per il Natale di Roma si arricchirà con la ricostruzione della conquista della Dacia nelle due campagne degli anni 101-102 e 105-106, condotte dall’imperatore Marco Ulpio Traiano, fautore di una decisa ripresa del processo di espansione che, dopo aver incluso nei confini dello stato romano l’intera ecumene mediterranea, si spinse ben oltre il Danubio e l’Eufrate portando i confini dell’Impero alla massima estensione della sua storia. Il ricco programma delle manifestazioni è consultabile sul sito dell’Associazione, http://www.natalidiroma.it/programma_1.html

Programma del Convegno, ospitato dall’ Accademia di Romania
Presentatore e moderatore: Avv. Stefano Busolini

Saluti Istituzionali
La Rievocazione quale strumento per la Valorizzazione e Promozione dei siti Archeologici- Giancarlo Carlone (Vicepresidente GSR)
Saeculum Traiani - Mariano Malavolta (Professore di Storia Romana)
Traiano: uomo europeo - Gianmarino Maurilio Colnago (Sindaco di Aicurzio)
Strategia della conquista - Omero Chiovelli (Rev.Legatus XI legio Claudia)
I DACI prima dello scontro contro Traiano-SilvanoMattesini (Scrittore e Rievocatore)
Traiano e le guerre Daciche - Livio Zerbini (Storico e Archeologo italiano)
La Classis Pannonicanella logistica della guerra Dacica-Cristiano Bettini (Ammiraglio della Marina e scrittore)
Un eroe per l’Impero - Andrea Frediani (Scrittore)
i Daci prigionieri a Roma - Pietro Serra (Scrittore e Archeologo)
Dacia: la nascita di una provincia Romana - Anca Cezarina Fulger (Arheologo, Accademia di Romania)

Accademia di Romania di Roma

 

martedì 11 aprile 2017

Laboratorio di Pasqua nella chiesa di San Giuseppe

Bambini rumeni e italiani dipingono insieme le uova di Pasqua

Sabato 8 aprile la parrocchia di San Giuseppe ha ospitato un'iniziativa promossa dall'associazione culturale Vocea Romanilor Vastesi che ha visto i bambini rumeni e italiani dipingere insieme le uova di Pasqua. L'associazione è stata sostenuta in questo evento dai due sacerdoti, Don Gianfranco Travaglini, parroco di San Giuseppe, e Padre Iulian Stoica della Parrocchia Ortodossa di Vasto. 
"È stata un’occasione per dimostrare il valore delle tradizioni nazionali - commenta Irina Ilona Lazar, presidente dell'associazione -. Padre Iulian  Stoica, con pazienza e competenza, ha spiegato ai bambini queste tradizioni e la loro simbologia per la Chiesa Ortodossa. I partecipanti hanno recitato poesie e cantato canzoni in tema pasquale. Preservare e trasmettere queste tradizioni di grande valore spirituale e culturale è uno dei principali obiettivi dell'Associazione e delle  comunità della diaspora rumena".

Fonte: Redazione Zonalocale.it

lunedì 10 aprile 2017

Concerto di Pasqua

 Mercoledì - 12 aprile, 2017, ore 18.30

Accademia di Romania,
Sala Concerti
Piazza Jose de San Martin, 1
Ingresso libero

Maxim Quartet
 ''muzica.ro'' è uno dei progetti del quartetto cioè, la storia artistica ed emotiva dei quattro strumentisti, le quattro identità musicali, legate all’idea di "casa" – luogo dei ricordi, dell'infanzia, dei sogni dell'adolescenza e ora... della maturità, il momento quando la faccia del mondo cambia e i confini culturali si estendono e modificano il loro significato. L’interpretazione e l'improvvisazione, l'elaborazione e anche la trasfigurazione di creazioni musicali rumene in chiave moderna, inconfondibile, tutto completa uno sforzo artistico necessario e vivo in grado di descrivere - e riscrivere - l'identità dello spazio dei quattro musicisti. La teatralità della musica selezionata, la presenza di elementi di movimento e di umore, parla, nella visione artistica dello specifico di un luogo. “Rondo alla Munchhausen” e “Balkan Tango with Walking Bass” di Dan Dediu, “Vazer” di E. Doga,, “Toccata” di P. Constantinescu, “Andante” di T. Olah, “Rapsodia I” di G. Enescu..

Costituito nel 2011, il Quartetto Maxim riunisce in una formula innovativa, artisti di primo piano della scena concertistica romena: Horia Maxim (pianoforte), Mihaela Anica (flauto), Fernando Mihalache (fisarmonica) e Sandel Smarandescu (basso). Grazie al repertorio vario e originale e all’insolito mix del suono , sin dal loro concerto di debutto (aprile 2012, nella Sala Radio di Bucarest), il Quartetto Maxim ha si è imposto immediatamente all'attenzione del pubblico con la partecipazione a numerosi eventi culturali nel paese e all'estero. Tra i più importanti ricordiamo i concerti in festival di fama mondiale come "Festspiele Europäische Wochen Passau" (Germania), Festival Internazionale "George Enescu" (tour nazionale) e "The Israel Festival" (Gerusalemme). Con forti radici nel mondo della musica classica, i quattro interpreti spingono amanti della musica a viaggiare sia all'interno che all'esterno dei suoi confini, attraverso la trasfigurazione permanente e il disinvolto di alcune delle creazioni musicali più importanti e popolari - al punto in cui questa nuova visione del suono diventa semplicemente marchio del quartetto. E questo marchio significa il piacere di suonare, il suono inconfondibile e il gusto per la perfezione strumentale. Considerato come uno dei più preziosi pianisti romeni del momento, Maxim Horia svolge un'intensa attività concertistica - sia in Romania che all'estero. Musicista di grande talento, la flautista Mihaela Anica ha acquisito una ricca esperienza artistica in Francia e in Austria, i paesi in cui vive da quindici anni. Fernando Mihalache è uno dei pochi artisti romeni della fisarmonica che è riuscito a entrare nelle sale da concerto, sia in produzioni musicali o di jazz, come anche da camera. Il bassista Sandel Smarandescu ha accumulato negli anni, in cui era un membro di alcuni famosi ensemble orchestrali, come la Filarmonica “George Enescu “,Osaka Symphony Orchestra (Giappone) e Suwon Symphony Orchestra (Corea del Sud), un'esperienza impressionante nella musica sinfonica e da camera.

Accademia di Romania di Roma
www.accadromania.it

Ue: al via da oggi controlli alle frontiere esterne su cittadini comunitari

Bruxelles, 07 apr 13:40 - (Agenzia Nova) - I paesi Ue saranno obbligati da oggi a effettuare controlli sistematici sui data base alle frontiere esterne dell'Ue, anche sui cittadini comunitari. Lo riferisce una nota della Commissione europea. Le nuove regole, adottate il 7 marzo dal Consiglio Ue, sono state proposte da Bruxelles come risposta agli attacchi di novembre 2015 a Parigi, oltre che alla crescente minaccia proveniente dai combattenti stranieri. Secondo quanto spiega la Commissione, le nuove regole assicurano un buon equilibrio tra le attuali sfide della sicurezza e la necessità di evitare un impatto sproporzionato sui movimenti alle frontiere esterne.

Fonte: Agenzia Nova

venerdì 7 aprile 2017

Concurs Literar Te-iubesc-Ti-amo-Ovidio-2017

In occasione del Bimillenario Ovidiano, l’Associazione Socio Culturale Ovidiu di Sulmona in sinergia con: L’Associazione di Promozione Sociale Moldbrixia di Brescia, l’Associazione Asso Moldave di Roma, l’ APC, Agenzia Promozione Culturale di Sulmona, l’Associazione Voci di Donne di Sulmona, il Comitato Metamorphosis - Beyond the Shape di Sulmona, il Comune di Sulmona, la Casa editrice Lupi Editore, ha ideato Il PREMIO LETTERARIO “TE IUBESC – TI AMO” Ovidio 2017.
http://ilblogdijacopolupi.blogspot.it/p/eventi-e-concorsi.html
https://www.youtube.com/watch?v=GZGdu8kj_vE

Un albero nel giardino dei giusti di Milano  in ricordo dei vescovi greco cattolici romeni

Milano ospita una grande comunità romena , inoltre il capoluogo Lombardo, presso il Monte Stella ospita il "Giardino dei Giusti" . Questo spazio è un luogo della memoria per onorare coloro i quali si sono opposti , magari anche con la loro testimonianza e attaccamento alla Fede, i regimi totalitari . Tra questi sicuramente i Vescovi ed i fedeli della Chiesa Romena Unita con Romana ne sono un esempio   Tra il 27 ed il 28 ottobre 1948 i vescovi greco-cattolici vennero imprigionati e torturati. Molti morirono di stenti nelle prigioni del regime comunista . Non solo reali seguaci del Vangelo ma veri e propri testimoni che con la vita dimostrano di essere coerenti alla Santa Madre Chiesa.
Per questo sarebbe auspicabile che nel Giardino dei Giusti questi Vescovi possano essere onorati con un albero o un cippo , in modo di da rappresentare anche un modello per le giovani generazioni oltre che esempio di vera vita cristiana
Dott Marco Baratto
Progetto Culturale "Verso Romania 2019"






martedì 4 aprile 2017

Classic meets Jazz meets Folk

Siamo lieti di invitarvi al concerto sostenuto del duo

Andreea Chira (flauto di Pan) e Adrian Gaspar (pianoforte)

mercoledì, 5 aprile dalle ore 18.30 nella

Sala Concerti dell’Accademia di Romania

L’Accademia di Romania a Rom, in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura a Roma e Associazione Soccio-Culturale Vocea Românilor con il sostegno dell'Istituto Culturale Romeno di Bucarest, organizzano, mercoledì, 5 aprile dalle ore 18.30 nella Sala Concerti dell’Accademia di Romania il concerto " Classic meets Jazz meets Folk " sostenuto del duo

Andreea Chira (flauto di Pan) e Adrian Gaşpar (pianoforte).

Il concerto fa parte di un tour italiano del duo, " Classic meets Jazz meets Folk " – che è parte integrante di un grande progetto musicale europeo, e in Italia avrà luogo come di seguito: Sabato, 1 aprile, presso l'Auditorium Comunale di Calascibetta, Enna; Domenica, 2 aprile, presso Palazzo Cuttore, Aci Bonaccorsi; il lunedi, 3 Aprile, presso la Scuola secondaria "Dante Alighieri "di Catania. La tournéa italiana si concluderà a Roma.

L'idea del " Classic meets Jazz meets Folk " è quello di presentare diversi stili musicali suonati al flauto di Pan e pianoforte. Musica classica, jazz e folklore mettono alla prova il flauto moderno e rendono onore alle le sue qualità tecniche interpretative.

Andreea Chira è una giovane di talento nata a Bucarest. Ha collaborato nel corso degli anni con le Orchestre Giovanili: “Doina Dunării”, “Doina Bucureşti” e “Românaşul”; ha sostenuto concerti all’estero in Corea, Portogallo, Repubblica Ceca, Francia, Belgio, Italia, Turchia, Germania, Serbia e Austria. Nelle produzioni musicali “Hundertwasser” e “Sisi – die Seele eine Kaiserin”, Andreea Chira ha collaborato con musicisti dell’Austria. Ha suonato in prestigiose scene, quale Pygmalion Theater, Staatstheater Bamberg, Freistadt e Schweinfurt. Su invito dell'Ambasciata Romena a Vienna, si è esibita in occasione di “Sărbătoarea Mărţişorului” e per la Festa Nazionale della Romania, rappresentando con onore il proprio Paese il 1 Dicembre 2014, in un concerto di flauto e pianoforte insieme con il compositore austriaco Rolan Baumgartner, evento organizzato in collaborazione con Adrian Hollaender.

Adrian Gaspar è un giovane pianista, compositore e arrangiatore, è attivo nel campo della musica jazz, gipsy e world music. È un viaggiatore attraverso le varie sfere del suono, segue senza fare cambiamenti la sua via e unisce nella sua musica diverse culture e generi musicali. Adrian Gaspar ha sostenuto concerti assieme molti musicisti di grande notorieta come: Thomas Ganch (Mnozil Brass), Alegre Correa, Lucian Nagy, Oscar Anatoli, Martin Lubenov, Georg Breinschmid, Franz Hautzinger, Tom Reinbrecht, Klaus Dickbauer, Robert Bachner, Nicolas Simon, TheodoreCoresi, Jose Arean, Wauwau Adler, Diknu Schneeberger.

Accademia di Romania in Roma

In Lunigiana la comunità "made in Romania" è in crescita

Pronta una «sinergia» con i connazionali residenti a Spezia. Un quadro con il conte Dracula
di Monica Leoncini
L’incontro fra cittadini rumeni di Lunigiana e Spezia

Massa, 18 marzo 2017 - Sullo sfondo del ristorante una grande foto del più famoso castello della Transilvania. Poi un quadro con il conte Dracula. Immagine tipiche di un paese di grande fascino come la Romania. E i rumeni sono la comunità più grande della nostra provincia ed anche nella vicina Spezia non sono davvero pochi. Ecco quindi la voglia di unirsi, per risolvere problemi, offrire servizi, far conoscere le proprie tradizioni. La comunità rumena conta 6500 persone in provincia di Massa Carrara e circa 1700 alla Spezia. Numeri importanti. Se sul nostro territorio sono già organizzati, con la comunità rumena «Daciada», che comprende anche la Lunigiana, oggi la volontà è quella di legarsi ad altri, per dare vita ad un nuovo gruppo.

L’altra sera alcuni rappresentanti hanno incontrato Ababei Vasile Mihai, presidente della «Daciada», gruppo molto attivo e unito. «Dopo dieci anni di attività di ogni genere – ha detto – siamo stati a servizio della comunità dal punto di vista sociale, culturale, nel rapporto con le istituzioni. Sarebbe bello fare gruppo, visto che facciamo parte di due province vicine, assieme possiamo avere una forza maggiore, sfruttare i vantaggi che la comunità italiana ci può offrire». La serata è stata l’occasione per presentare un attestato di unione, in cui si dichiarano gli obiettivi del gruppo.

E’ stato nominato anche un direttivo, per i prossimi tre mesi, composto da Ababei come presidente, Marilena Stanciu come vicepresidente, Ana Maria Caia rappresentante per la Lunigiana, visto che vive ad Albiano. Giusto il tempo di organizzarsi, poi il gruppo prenderà forma.

«È un'idea che nutro da tempo – ha aggiunto Ababei – ho sempre desiderato che fossimo un gruppo unito come comunità rumena. Questo può servire non solo a risolvere problemi, ma anche per avere la responsabilità di progettare un futuro migliore, far conoscere la nostra cultura ai bimbi nati qui in Italia». Tutti sono stati d’accordo ed hanno sottoscritto il documento.

«L’intenzione è buona e positiva – hanno detto in coro – potremmo essere un esempio anche per gli altri». Chi volesse aderire al gruppo, può contattare il numero 3281048225, scrivere una mail a oppure visitare la loro pagina facebook.

Fonte: La Nazione

Presentazione dei volumi di versi: Ani Bradea "Poemi dal muro" e Dino Campana "Canti orfici" - "Cântece orfice", traduzioni di Stefan Damian

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA
http://www.accadromania.it/home.htm
INVITO
Biblioteca – Piazza Jose de San Martin, 1 - Roma
Martedì, 4 aprile 2017, ore 18,30

I tempi e la vita di una rivista di cultura: La Tribuna di Cluj-Napoca.
Tournée italiana della rivista Tribuna, a 60 anni dalla fondazione

Intervengono:
Mircea Arman, Pavel Azap (redazione della rivista)
Prof. Stefan Damian (Università di Cluj), Prof. Maria Milvia Morciano

Presentazione dei volumi di versi:
Ani Bradea, Poemi dal muro, ed. Tribuna, 2017
Dino Campana - Canti orfici - Cântece orfice, ed. Tribuna, 2016
Traduzioni di Prof. Stefan Damian
Ingresso libero.

I tempi e la vita di una rivista di cultura: La Tribuna di Cluj-Napoca.
In occasione dei 60 anni dalla fondazione, la rivista culturale Tribuna organizza una tournée italiana di presentazione delle proprie pubblicazioni in lingua italiana, con due principali tappe: a Roma, presso l’Accademia di Romania - martedì 4 aprile 2017, dalle ore 18.30, e a Padova, Musei civici Agli Eremitani, Sala del Romanino - venerdì 7 aprile 2017, ore 17.30.
All’incontro organizzato nella biblioteca dell’Accademia di Romania, interverranno: Mircea Arman e Pavel Azap (redazione della rivista), il Prof. Stefan Damian (Università di Cluj), Prof. Maria Milvia Morciano.
All’occasione saranno presentati due volumi di versi di recente pubblicazione: Ani Bradea, Poemi dal muro, ed. Tribuna, 2017 e Dino Campana, Canti orfici - Cântece orfice, ed. Tribuna, 2016, entrambi nella traduzione di Stefan Damian.
Tribuna è una rivista culturale che appare in Cluj. La rivista è stata fondata nel 1884 da Ioan Slavici e ristabilita nel 1957.

Finale Ligure: Neacsu in mostra a Santa Caterina

Una delle opere di Constantin Neacsu

SAVONA. Settanta opere, scelte fra le molte realizzate durante il suo soggiorno italiano, esposte da sabato a Finale Ligure dall’ artista rumeno Constantin Stan Neacsu. La personale, dal titolo: “Esperimenti” inaugurata nell’ Oratorio dei Disciplinanti, presso il Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo.
Nato il 27 luglio 1952 a Bran (nel distretto di Brasov) in Romania, nella regione storica della Transilvania, è giunto per la prima volta in Liguria nel 2010. Affascinato, come tanti altri artisti stranieri prima di lui, della qualità artistica e della cultura italiana, oltre che dal clima e dalla buona cucina, si è trasferito con la moglie dapprima a Pietra Ligure e quindi a Garlenda, nell’ entroterra albenganese.

Dopo aver seguito gli studi presso il Liceo d’Arte di Targu Mures, nel 1975 si è laureato in pittura all’ Università di Belle Arti di Cluj-Napoca. Sempre in Romania ha insegnato Discipline Artistiche per molti anni e nel frattempo, attraverso un rigoroso iter richiesto dal suo Paese, ha ottenuto il riconoscimento di Artista Professionista, divenendo membro dell’UAP (Unione degli Artisti Plastici della Romania).

La sua arte, grazie alla particolare tecnica in costante evoluzione, ha suscitato sin dall’inizio anche in Italia grande interesse fra i critici, gli intenditori ed i media, che in più occasioni hanno realizzato interessanti interventi e servizi tematici sul suo lavoro.

Il compianto critico ingauno Aldo Ghidetti scrisse di lui:”Per Constantin Neacsu ciò che importa non è tanto il bello in se stesso, quanto l ‘arte, quanto la suprema armonia e la disarmonia dei colori e delle sfumature. Constantin modella e rimodella continuamente, diciamo così, i suoi mosaici sempre diversi perché ama la vita piena di arte, di musica, di bellezza. E non e poco dopo le distruzioni, e le devastazioni che sono state operate dal, e nel mondo moderno”.
Per avere maggiori informazioni sull’artista è possibile visitare il sito www.neacsuart.ro

La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Finale Ligure insieme a vari sponsor ed al circolo culturale Associazione Amici nell’ arte, presieduta da Carmen Spigno, resterà aperta fino al 30 aprile, con il seguente orario: dal martedì alla domenica, dalle ore 15 alle ore 20. L’ingresso è libero.
CLAUDIO ALMANZI

Fonte: Liguria Notizie

domenica 19 marzo 2017

Mircea Cartarescu in conferenza a Viterbo giovedì 23 marzo


sabato 18 marzo 2017

Presentazione del libro "Zero Positivo" di Cristina Marginean Cocis


venerdì 17 marzo 2017

Giornata Mondiale della Poesia

 Comunicato stampa

Cari amici dell’Accademia,

Siamo lieti di invitarvi alla Giornata Mondiale della Poesia

Il 21 marzo di ogni anno l’UNESCO festeggia la Giornata Mondiale della Poesia, riconoscendo all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della Pace.

L'evento prevede un reading (L’Europa in versi) di 11 poeti provenienti da altrettanti paesi (Austria, Bulgaria, Germania, Italia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ungheria).

La serata avrà luogo Martedì 21 marzo, 2017 presso l'Accademia d'Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri – Via Giulia), alle ore 19.30.

Tra gli altri poeti che presenzieranno al reading ricordiamo:
Michael Hammerschmid (Austria), Georgi Gospodinov (Bulgaria), Daniela Danz (Germania), Claudio Damiani (Italia), Janusz Kotański (Polonia), Denisa Comănescu (Romania), Dana Podracká (Slovacchia), Maja Vidmar (Slovenia), Menchu Gutiérrez (Spagna), Michael Fehr (Svizzera).

L’Accademia di Romania ha invitato la poetessa Denisa Comănescu.

Poetessa, editrice e traduttrice, ha seguito la Facoltà di Lettere dell'Università di Bucarest, prendendo la laurea in rumeno e in inglese.

Considerata una dei più importanti editori di letteratura straniera in Romania, è direttrice generale della Casa Editrice Humanitas Fiction Group, Bucarest. È membro dell'Unione dei Scrittori Romeni dal 1986, e dal 1990 membro del Centro PEN Romeno (tra il 1990-2004 è stata segretario generale); membro del consiglio della Fondazione Culturale Irlanda-Romania dal 2002; membro del Parlamento Culturale Europeo (ECP) del 2006.

Poetessa di marca della Generazione ‘80, è l'autrice di cinque volumi di poesia:

Izgonirea din paradis/ Cacciata dal Paradiso, Casa Editrice Cartea Românească, Bucarest, 1978 (Premio per Debutto dell'Unione Scrittori della Romania);

Cuțitul de argint/ Il Coltello d’argento Casa Editrice Eminescu, Bucarest, 1983;

Barca pe valuri/ La barca sulle onde, Casa Editrice Cartea Românească, Bucarest, 1987;

Urma de foc/ Traccia di fuoco, con una postfazione di Mircea Ivănescu, Casa Editrice Axa, Botoșani, 1999 (Premio del Festival Internazionale della Poesia di Oradea 1999, Premio di Poesia della rivista Tomis, 1999);

Acum biografia de-atunci/ Ora la biografia d’allora, Casa Editrice Eminescu, Bucarest, 2000. Un audiobook con lo stesso titolo, che contiene una selezione delle sue poesie, lette dall'auttrice è apparso nel 2008 alla Casa Editrice Humanitas Multimedia. I suoi volumi hanno goduto di ottime recensioni da parte della critica.

Libri pubblicati all'estero:

-in Svezia, tradotto da Dan Shafran, il volume Glädje försoning utan, Förlags ab Gondolin, Stehag, 1999;
-in Spagna, tradotto da Joaquín Garriga, volume bilingue Regreso del exilio, AdamaRamada Ediciones, Madrid, 2008;
-in Italia, il volume bilingue Ritorno dall'esilio, Transeuropa 2015, tradotto da Mihai Banciu e Bruno Mazzoni, che firma anche la postfazione del libro.

Selezioni delle sue poesie sono apparse in antologie, in oltre 15 paesi (negli Stati Uniti - tre antologie di riferimento della poesia romena contemporanea, in Svezia - tre antologie, in Inghilterra - tre antologie, poi, in Francia, Germania Finlandia, Portogallo, Grecia, Canada, Catalogna, Polonia, Macedonia, Turchia, Ungheria, ecc.

Cordiali saluti,
Academia di Romania

mercoledì 15 marzo 2017

Mostra "Frammenti di Luce e Colore" - Università E-Campus Roma

Sunt onorata sa Va invit la inaugurarea expozitiei “Frammenti di Luce e Colore”, care va avea loc joi 16 martie 2017 la ora 18.30, in noul sediu din Roma a Universitatii E-Campus, Universitatea Telematica Italiana, in Via Matera 18 (langa Piazza Re di Roma), institutie care dedica o parte din spatiile sale culturii si artei vizuale.

Expozitia este curata de criticul de arte moderna si contemporana Cinzia Folcarelli.

Sunt prezenta in expozitie cu 5 opere care fac parte din seria PICTA, realizate in 2016, inspirate din Itineraria picta - harti antice pictate pe suluri de pergamena care se gaseau in bibliotecile romane, reflectii asupra conceptului timpului ca Memorie subiectiva, istorica si culturala.

In momentul inaugurarii: prezentarea Cinziei Folcarelli, interviul artistilor cu proiectarea operelor si rinfresco.

Luminiţa Țăranu
3489500825
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Frammenti di Luce e Colore

opere di pittura, grafica e fotografia degli artisti

Antonio D'Antoni, Antonella Iovinella, Gianfranco Mascelli, Elio Rizzo e Luminița Țăranu

a cura di Cinzia Folcarelli

16 marzo – 5 maggio 2017

Roma, Università E-Campus, Via Matera 18

inaugurazione giovedì 16 maggio, ore 18.30 con intervista agli artisti

da parte di Rita Neri, Responsabile della sede romana dell’Università

Flash di vita vissuta ed immagini oniriche si susseguono nelle opere di pittura, grafica e fotografia degli artisti Antonio D'Antoni, Antonella Iovinella, Gianfranco Mascelli, Elio Rizzo e Luminița Țăranu, esposte sulle pareti della sede romana dell'Università E-Campus dal 16 marzo al 5 maggio 2017. Frammenti di luce e colore creano le vibranti composizioni dei cinque artisti, diversi tra loro per età, provenienza geografica, formazione ed espressione artistica.

Antonio D'Antoni, dopo essersi dedicato alla pittura, è approdato alla fotografia realizzando foto in bianco e nero su pellicola per passare successivamente al digitale. Attraverso la fotografia vuole rendere partecipe il fruitore delle proprie emozioni provate davanti ai soggetti scelti e al loro vissuto. Il voler creare empatia con lo spettatore deriva a D'Antoni anche dalla sua professione di medico chirurgo.

Antonella Iovinella inizia il suo percorso artistico con la pittura, creando figure che si muovono ritmicamente in un universo parallelo avvolte da una serica luce, per esprimersi successivamente con la scultura lavorando l'argilla secondo un personale concetto di pieno-vuoto, dando vita a figure antropomorfe surreal-metafisiche. Alla continua ricerca del suo io interiore si confronta anche con le nuove forme di arte digitale, realizzando opere che lei stessa definisce "fermi immagine".

Gianfranco Mascelli ha dedicato la sua vita all'arte e all'insegnamento. Durante la sua carriera artistica si è avvicinato all'Espressionismo, allo Strutturalismo per poi giungere al polimaterico, lavorando prima con i tessuti e successivamente con materiali eterogenei come catrame, sabbia, vetro e cemento. Nelle opere di Mascelli la luce gioca con la materia regalandoci sorprendenti effetti cromatici.

Elio Rizzo si esprime in pittura realizzando opere inondate di luce che emozionano e coinvolgono il fruitore. La sua lunga carriera espositiva, tra mostre personali e collettive, è iniziata nel 1963 alla G.N.A.M. di Roma, ed è stata coronata da riconoscimenti importanti, come il nome "Arborea", scelto per un padiglione espositivo dell'Università di Palermo dedicato ad una sua omonima mostra, allestita nel 1996 all'Orto Botanico dell'Università siciliana.

Luminița Țăranu si esprime in pittura e con la digital art lavorando sul tema della metamorfosi. Analizzando il corpo di esponenti del regno animale come la mucca, il cavallo, il cinghiale, e il corpo umano, realizza disegni, dipinti, litografie, serigrafie e incisioni su vari supporti (metallo, legno, linoleum, vetro, plexiglas). Il colore è sempre protagonista nelle sue opere, caratterizzate da sagome piatte che si ripetono e moltiplicano nello spazio. L'artista crea anche installazioni mega oggettuali.

Orari di apertura:
lunedì-venerdì ore 9.00-20.00, sabato 9.00-13.00

per informazioni 800 271789, ufficiostampa@uniecampus.it

Romania, delegazione in Sicilia e Calabria su abusi lavoratrici

Per incontrare le autorità italiane dopo reportage britannico

Roma, 14 marzo 2017 – Il primo ministro romeno Sorin Grindeanu ha disposto che una delegazione formata dal ministro per i romeni all’estero, Andreea Pastîrna, e da un rappresentante del ministero degli Interni, si rechi in Italia da domani 15 marzo al 17 marzo per ottenere maggiori informazioni sulla situazione delle lavoratrici romene che lavorano nei campi in Sicilia e Calabria, dopo il reportage dell’Observer e del Guardian sui numerosi casi di sfruttamento e abusi.

“Il premier Sorin Grindeanu segue con preoccupazione la situazione dei romeni in Italia e attende la relazione dei rappresentanti del governo” inviati in Italia, recita la nota dell’esecutivo romeno. I membri della delegazione incontreranno rappresentanti delle autorità locali e delle ong.

Secondo l’Observer circa 5.000 donne romene lavorano come stagionali nella provincia di Ragusa e nella stessa zona insistono 7.500 lavoratrici, la maggior parte romene, spesso in condizioni di schiavitù.

Della situazione si è interessato anche l’Avocatului Poporului, ombudsman romeno, che intende prendere le misure necessarie nei confronti delle autorità italiane per la situazione delle romene sfruttate e abusate.

Fonte:Ask a News

mercoledì 8 marzo 2017

Mostra di pittura: Mutarea. Omaggio a Constantin Brancusi di Cristina Lefter

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA
http://www.accadromania.it/home.htm
INVITO

Mostra personale di pittura
(9-21 marzo 2017)
MUTAREA
Omaggio a Constantin Brancusi
di Cristina LEFTER
A cura di Vera Agosti
Inaugurazione: giovedì 9 marzo, ore 18,30
SALA ESPOSIZIONI (Viale delle Belle Arti, 110)
Ingresso libero.
Dal 10 al 21 Marzo 2017
Orari: Martedì - Domenica 15:00 - 19:30
Tel.: 331.492.65.05

Mostra personale di pittura

MUTAREA
Omaggio a Constantin Brancusi
di Cristina LEFTER


A cura di Vera Agosti


L'Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con l'Ambasciata rumena, è lieta di ospitare presso la sua grande sala espositiva la personale "Mutarea" di Cristina Lefter, a cura di Vera Agosti, dal 10 al 21 marzo 2017. Il titolo in rumeno significa "in movimento" e proprio dinamiche, in divenire, appaiono le forme create dall'artista, utilizzando soltanto il colore, tramite un uso sapiente della tecnica del dripping di pollockiana memoria, che si fa più prossimo alla figurazione, in modo lirico e opportunamente calibrato. Così i rivoli di smalto danno origine a una foresta incantata e tra gli intrichi dei rami degli alberi si può scorgere un volto conosciuto. La pittrice stessa ha vissuto un'esistenza in movimento, dalla nativa Repubblica Moldava alla Romania per gli studi d'arte, dove ha acquisito la cittadinanza, quindi in Italia per la sua carriera di pittrice. E’ una colorista appassionata: ha scoperto le caratteristiche salienti di ogni tinta, conosce come i pigmenti reagiscono tra loro e come si comportano per ottenere effetti alchemici, ora delicati, ora psichedelici. In mostra oltre 20 tele: immagini della natura, boschi, giardini, ninfee, paesaggi innevati, in un tripudio di tinte che ricorda l'acceso cromatismo del folklore rumeno. Infine, la grande installazione dipinta Omaggio a Constantin Brâncusi, che si ispira alla sua opera il Tavolo del silenzio, a cui sono idealmente invitati dalla Lefter celebri personalità rumene, artisti, intellettuali, studiosi e professionisti. Ecco allora per ogni seduta, il ritratto del medico Nicolae Paulescu, il filosofo e antropologo Mircea Eliade, il filosofo Emil Cioran, la cantante Maria Tanase, il poeta e scrittore Mihai Eminescu, il musicista, compositore e direttore d'orchestra George Enescu e sul tavolo stesso l'amato viso di Constantin Brâncusi.

Cristina Lefter nasce il 27 aprile 1976 a Telenesti in Moldavia. Fin da bambina dimostra una grande propensione e sicuro interesse per la bellezza. A 10 anni frequenta una scuola di pittura, quindi il liceo artistico Octav Bancila di Iasi in Romania e l’Accademia di Belle Arti della stessa città. Con ottimi risultati, supera la selezione e viene ammessa all’Unione degli Artisti Plastici rumeni. Nel 2002 si trasferisce in Italia esponendo in spazi pubblici le sue opere che vengono notate da galleristi (per esempio Cappelletti e Obraz di Milano, Spagnoli di Firenze) appassionati e collezionisti d’arte. Nel 2015 espone al Padiglione rumeno dell'Expo.

Dal 10 al 21 Marzo 2017
Orari: Martedì - Domenica 15:00 - 19:30
Tel.: 331.492.65.05

Ricevuto in Comune il ministro consigliere dell’Ambasciata di Romania

BENVENUTO
di redazione - 06 marzo 2017

SAN SALVO. E’ stato ricevuto dal sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca in Comune George Milosan, ministro consigliere dell’Ambasciata di Romania di Italia. E’ la prima volta che un componente del governo romeno si presente ufficialmente a San Salvo.
Il sindaco nel dare il benvenuto all’illustre ospite ha evidenziato come a San Salvo la comunità romena, che conta circa mille persone, si è ben radicata e integrata raggiungendo livelli di qualità nel lavoro e di eccellenza nella scuola, dove i ragazzi hanno ottenuto ottime valutazioni nella cultura e nella conoscenza.
«E’ questa una città che dà opportunità di vita e di progresso a tutti ed è nota la nostra capacità di accoglienza – ha dichiarato il sindaco – ed abbiamo voluto accoglierla nell’aula del Consiglio comunale dove, ognuno per la propria parte, contribuisce al bene comune. Con il vostro impegno aiutate a far crescere San Salvo».
Il ministro consigliere romeno ha ringraziato la Città di San Salvo per aver accolto in questi decenni la comunità di Romania che in Italia conta oltre un milione e mezzo di persone. «Il nostro contributo al Pil italiano – ha affermato Milosan – raggiunto l’1,2 per cento. Paghiamo le tasse e contribuiamo all’economia di questo grande Paese».
Un saluto è stato rivolto al sindaco Magnacca e al ministro consigliere Milosan da Sigismund Puczi, presidente dell’attiva Associazione Decebal, giunto a San Salvo dal 1993 e che ha acquisito la cittadinanza italiana.

Fonte: Vastoweb

Trapani, l’Immacolatella apre le porte alla comunità ortodossa romena

06 Marzo 2017 Antonio Ingrassia

TRAPANI. La Chiesa Cattolica e quella ortodossa si tendono la mano con l’unico intento di accomunare tanti fratelli in un luogo sacro.

A tal proposito la Chiesa dell’Immacolata Concezione, detta Immacolatella, che si trova sulla via S. Francesco d’Assisi a Trapani, è stata, infatti, concessa da Monsignor Pietro Maria Fragnelli,Vescovo della città, in comodato d’uso gratuito alla Comunità Ortodossa Romena. Ciò è avvenuto a seguito della richiesta di Monsignor Siluan, Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia di Roma.
Ieri pomeriggio, all’interno dell’Immacolatella che fu realizzata tra la fine del secolo XVII e gli inizi del XVIII, il prete parroco Ortodosso, Petru Taraboi, e la Signora Mihaela Nicolaescu, rappresentante della Comunità Romena di Trapani, hanno voluto ufficializzare l’evento proprio in occasione del mese di marzo, per tradizione dedicato alla donna, portandolo a conoscenza della Comunità dei romeni della città ma anche degli abitanti del territorio con una manifestazione intitolata “Religione, tradizione e arte”.

Fonte: Giornale di Sicilia

La comunità romena celebra l’antica festa del Martisor

03 marzo 2017
ORISTANO.

Anche quest'anno l’associazione interculturale Italia-Romania “Cuore Romeno” Onlus di Oristano ha voluto festeggiare l’antica festa del Martisor insieme agli oristanesi. Ieri mattina un gruppo di volontari dell’associazione ha regalato rose e cartoline a donne e ragazze per le vie del centro storico.

«Martisor è il diminutivo di marzo (significa piccolo marzo o anche caro marzo) ma è anche una sorta di portafortuna che si regala a tutte le donne ed è confezionato con fili bianchi e rossi intrecciati in un cordoncino che si lega a forma di otto e al quale si appende un ciondolo portafortuna. Le credenze popolari romene dicono che chi lo indossa al petto vicino al cuore il mese di marzo sarà fortunato e in salute per tutto l'anno - spiega Daniel Manda, presidente dell’associazione -. Nei tempi antichi, il “martisor” era fatto semplicemente di due fili di lana, uno bianco e uno rosso o nero, come simbolo delle due stagioni principali inverno ed estate. Le donne usavano confezionarlo per poi legarlo al polso e al collo dei loro figli. Inoltre, veniva legato sulle corna delle mucche o sulla porta della stalla, per proteggere la casa».

Anticamente il primo marzo era l’inizio di un anno nuovo, un momento in cui la gente aveva bisogno di proteggersi dagli spiriti maligni. Più tardi, si appese ai fili una moneta d’oro o un medaglione, con una funzione protettiva. In diversi scavi archeologici della Romania sono stati ritrovati dei martisor datati più di 6mila anni fa.

Sotto forma di piccoli sassolini di torrente, verniciati di bianco e rosso, si portavano intorno al collo appesi a un filo. Il colore rosso, quello del fuoco, del sangue e del sole, era attribuito alla vita, quindi alla donna. Invece il colore bianco, che richiama la trasparenza dell'acqua e il bianco delle nuvole, indica la saggezza dell’uomo. «Questi colori - conclude Daniel Manda -, che adesso ritroviamo nel cordoncino del martisor, esprimono il legame inseparabile dei due principi, come il continuo movimento della materia, il ciclo della natura».

Fonte: La Nuova Sardegna


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Oristano, la comunità rumena festeggia il Martisor e regala 100 rose alle donne

domenica 5 marzo 2017

La comunità rumena in festa per il Marzolino

EVENTI VASTO

Domenica 5 marzo, alle ore 16, presso la palestra dell'Istituto Salesiani in via San Domenico Savio 1, l'associazione culturale Vocea Romanilor Vastesi organizza la seconda edizione della Festa del Marzolino. Lo annuncia la presidente dell'associazione, la dottoressa Irina Ilona Lazar, che invita tutti i cittadini a partecipare "per festeggiare ed augurare una splendida primavera, con poesie in tema, recitate dai nostri piccoli talenti, con balli e canti tradizionali e assaggi di prodotti tipici rumeni".
Sul palco si esibirà il Gruppo folkloristico Cununa e ospite d'onore sarà l'Ansamblul Folcloric Dor Calator Roma. Alla manifestazione parteciperà il dottor Gheorghe Milosan, Ministro Consigliere presso l'Ambasciata Rumena di Roma. Il diplomatico, ospite dell'associazione Vocea Romanilor Vastesi, sarà ricevuto dal sindaco di Vasto, Francesco Menna, insieme a membri dell'amministrazione presso la Sala consiliare sabato 4 marzo alle ore 17.
"Secondo l'antico calendario romano, - spiega la dottoressa Lazar - il Primo Marzo era il primo giorno dell'anno, momento che festeggiava la Matronalia, serie di eventi che celebravano il Dio Marte, Dio della forza, della primavera e della guerra. Le feste di primavera, dei fiori e della fecondità della natura erano consacrate a questo dio. Le origini della tradizione del Mărțișor sono narrate anche in una leggenda dacica legata a un’eclissi solare. Un giovane coraggioso si era recato a liberare il sole catturato da un drago. Dopo tre stagioni arrivò dove si trovava il drago e combatterono, liberando il sole. Il suo sangue colò sulla neve fresca ed è da allora che il rosso e il bianco si intrecciano per combattere i mali dell’inverno e annunciare il ritorno alla vita della natura. Un mărţişor di oggi è una finissima spiga formata da due fili di seta intrecciati, uno bianco e l’altro rosso, ai quali viene attaccata una piccola figurina di legno o metallo (un cuore, una lettera, un fiore, uno spazzacamino, un ferro di cavallo o un quadrifoglio), che diventa un portafortuna per la nuova stagione. Di solito i mărțișor vengono offerti alle donne o ai bambini, spesso insieme a dei fiori primaverili".

Fonte: Zonalocale.it

San Marino. 'La genuinità della terra Romena' in mostra al Museo Pinacoteca San Francesco

ARTE E MOSTRE
Luogo: Museo Pinacoteca San Francesco
Data: giovedì 23 febbraio 2017
LUCI DELL'EST

San Marino. 'La genuinità della terra Romena' in mostra al Museo Pinacoteca San Francesco
SAN MARINO. 'LUCI DELL'EST genuinità della terra Romena' è la mostra fotografica di Dorin Mihai promossa dagli Istituti Culturali della Repubblica di San e realizzata con il patrocinio della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri e Politici, della Segreteria di Stato per l'Istruzione e Cultura e del Consolato Onorario di Romania nella Repubblica di San Marino. Con 25 immagini scelte fra bianco e nero e colori, l'artista ci accompagna nella sua terra natia e ci racconta uno spaccato di realtà incontaminata fatta di sguardi autentici, sicuri, e fieri di mostrare la quotidianità che li circonda. L'esposizione sarà inaugurata oggi alle ore 17.30 presso il Museo Pinacoteca San Francesco.

Paolo Rondelli, Direttore degli Istituti Culturali e curatore della mostra: “Dorin Mihai documenta con il suo lavoro che lo porta a riscoprire la schiettezza dei luoghi da cui proviene e di cui mantiene le radici, seppur si trovi in un contesto differente. E’ la luce il filo conduttore, il gioco che può creare la scoperta di un punto focale diverso nell’immagine, un elemento che l’artista vede, magari non inquadrato nei canoni della fotografia tradizionale. Lì,dove l’imperfezione diviene perfetta perché reale e mai inopportuna, una luce si accende e ci porta a riflettere o specchiare noi stessi, figli di una società spesso patinata che quasi nega il legame con la terra che era comune grazie al lavoro dei nonni fino a pochi decenni fa. Un invito a valutare la semplicità dei sentimenti con un tributo d’amore a una terra e a un popolo spesso conosciuti come sinonimo di atti non leciti grazie a quella attitudine sbagliata che confonde il diverso o il lontano con ciò che è sbagliato. Dorin sottolinea con le sue immagini la bontà e il calore dei romeni ancora attaccati alla terra, quegli abitanti umili che magari non hanno mai conosciuto gli agi dei paesi occidentali e che, proprio per questo, sono indenni dai difetti che ne derivano”.

Date e orari
Resterà aperta al pubblico dal 24 febbraio al 1° maggio 2017.

Orari di apertura per visita alla mostra: tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.00

Fonte: Istituti Culturali

Per Palermo Classica il pianista rumeno Mihai Ritivoiu suona Beethoven

Palermo. Cambio in corsa per Palermo Classica: non sarà infatti la pianista tedesca Jamina Gerl ad esibirsi per il prossimo concerto – domenica 5 marzo, alle ore 19.00, nell’ex chiesa di San Mattia ai Crociferi (via Torremuzza)- ma il rumeno Mihai Ritivoiu. La musicista tedesca si è ammalata, ed è stata sostituita dal giovane collega, che eseguirà il suo stesso programma, ovvero la “Sonata n.6, Op.10 n.2”; la “Sonata n.12, Op.26” e la “Sonata n.16, Op.31 n.1” di Beethoven.
Il concerto fa parte del ciclo dedicato all’Integrale delle 32 sonate per pianoforte di Beethoven, eseguite da dodici pianisti in altrettanti appuntamenti.
Sabato 4 marzo alle 19,30 incontro aperto al centro CHA (via Velasquez): Mihai Ritivoiu parlerà con il pubblico, racconterà i suoi studi, la ricerca e siederà al pianoforte per proporre qualche brano a sua scelta.
Mihai Ritivoiu nasce a Bucarest e a soli sei anni inizia a prendere lezioni di pianoforte. Nel 2012 si diploma con il massimo dei voti, alla National University of Music con Viniciu Moroianu. Attualmente studia alla Guildhall School of Music & drama a Londra con Joan Havill e ha già partecipato a diverse masterclass con Dimitri Bashkirov, Dominique Merlet, Richard Goode e Emmanuel Ax. Mihai ha vinto, nel 2010, il Dinu Lipatti National Competition a Bucarest e, nel 2011, ha partecipato al George Enescu International Piano Competition. Dopo questi traguardi viene invitato a registrare il II Piano Concerto di Rachmaninoff per la Romanian Broadcasting Corporation con la Romanian Radio Orchestra diretta da Gheorge Costin. Da allora suona come solista e da camera in Romania, Inghilterra, Francia, Portogallo, Svizzera e Italia. Recentemente Mihai ha ricevuto la Medaglia d’Oro dalla Beethoven Piano Society of Europe Intercollegiate Competition, e i suoi futuri impegni includono recital alla St. Matin-in-the-Fields e alla Steinway Hall, oltre ai concerti con orchestra con la Bucarest Philharmonic Orchestra e la Lausanne Chamber Orchestra.

Fonte: ViviEnna

Romania-Italia: cani sciolti

La squadra della Romania ad Italia '90

Oltre 150 ore di girato che coprono 25 anni di storia, dalla Rivoluzione che portò alla caduta di Nicolae Ceaușescu ai giorni nostri, condensate in due ore di docufilm. L'incontro con il regista Ovidiu Paulescu

20/01/2017 - Daniela Mogavero

"Cani sciolti" è una storia di emigrazione, prima per ragioni politiche, poi per ragioni economiche. Una storia attualissima che parla di chi fugge dalla propria terra e sceglie un altro paese come “casa”.

La storia di profughi, richiedenti asilo e immigrati, che prima di essere quella dei siriani e degli afghani è stata quella dei romeni: è da qui che parte l’opera del regista teatrale e visual artist Ovidiu Paulescu, che verrà presentato presto in diversi festival italiani e di cui è stato possibile vedere una breve anteprima.



Italia '90
Un documentario che parte da un “pretesto”, come sottolinea l’autore, e che attraverso immagini inedite d’archivio, racconta l’arrivo del primo gruppo di cittadini romeni in Italia: un arrivo molto particolare, un viaggio premio per un centinaio di cittadini, alcuni rivoluzionari, altri parenti del nuovo establishment, altri ancora militari, giunti in Italia su un aereo militare per vedere giocare la nazionale di calcio romena nel Mondiale di Italia ’90. Molti erano testimoni diretti degli eventi del dicembre 1989, quegli eventi che portarono alla caduta del dittatore e alla nascita del governo democraticamente eletto di Ion Iliescu.

“L’obiettivo finale e nello stesso tempo il primo obiettivo è di chiarire da una parte la situazione di quei rivoluzionari che hanno avuto il privilegio di arrivare in Italia per la Coppa del mondo per assistere alla partita Romania-Unione sovietica, e dall’altra la decisione di alcuni di questi di restare in Italia dopo gli avvenimenti di Bucarest di quello stesso giugno, quando Iliescu fece intervenire i minatori contro gli studenti che manifestavano", ha spiegato il regista.

Per molti, già dalla partenza da Bucarest, si sapeva che quel viaggio sarebbe stato di sola andata, ma dopo “la vittoria della Romania 2-0 contro l’Unione sovietica, una vittoria che sapeva anche di rivincita per alcuni, dopo quello che avviene a Bucarest, la vita di queste persone cambia” e alcuni decidono di “chiedere asilo politico” in Italia.

Dalla festa alla paura
I romeni che si trovavano per la maggior parte ospitati a Telese - città gemellata con la Romania subito dopo la Rivoluzione del dicembre 1989 - appaiono nelle immagini del documentario prima durante le ore gioiose della partita e della vittoria e poi mentre assistono alle immagini terribili degli scontri e delle violenze che vengono trasmesse anche dai media italiani “che insieme a quelli stranieri hanno mostrato al mondo la barbarie decisa dal governo appena eletto di Iliescu, con il massacro dei pochi studenti che si opponevano all’esecutivo”, sottolinea il regista.

Un massacro per cui Iliescu poco prima di Natale è stato incriminato da una procura militare della Corte suprema romena. L’ex presidente, che ha ora 86 anni, è stato incriminato insieme all’ex premier Petre Roman per crimini contro l’umanità per i “sistematici attacchi contro civili, manifestanti e la popolazione di Bucarest” con l’impiego dei minatori della valle di Jiu.

Dopo quelle immagini molti “decidono di rimanere in Italia, alcuni hanno dei reali motivi di temere e di non voler rientrare in Romania” ma la trafila per ottenere i documenti diventa estenuante e nel documentario, in cui vengono pubblicati anche i carteggi tra l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati e il ministero degli Interni italiano, si ripercorrono le proteste, l’occupazione dei locali e le vicissitudini dei romeni in attesa dell’asilo politico. Interviste, immagini inedite, un lavoro certosino di ricerca e di documentazione, da giornali e da comunicati diplomatici e lettere personali.

Migrazione economica
“La seconda parte del film prende in considerazione la seconda ondata di immigrazione romena, molto più grande e che ha creato la prima comunità straniera in Italia per numero, che è quella dei romeni venuti per motivi economici – ha spiegato Paulescu - la gran parte di questo milione di persone è composta da ‘invisibili’, coloro che lavorano dalla mattina alla sera, non danno fastidio, anzi sono un aiuto e fanno anche comodo per la manodopera a buon prezzo. Poi ci sono quelli che creano i problemi ed è inutile negarlo”.

Un capitolo del documentario è dedicato alle interviste di questi invisibili, come la badante romena di etnia rom che da quando aveva 15 anni lavora per le famiglie italiane, in regola, con contratto, si trova bene al di là dei pregiudizi e un giorno intende tornare in Romania. Oppure un’altra donna, più anziana, che ormai ha deciso che “la mia casa è in Italia, non ho più nulla in Romania. Ho comprato casa qui, ho la pensione minima e mi mancano quattro anni per ripagare il mutuo”.

Paulescu non lascia poi da parte altri due fronti che per lui danno il quadro di quello che è ed è stata l’immigrazione romena in Italia: “I romeni dal 2007, da quando diventano cittadini comunitari, rappresentano un elemento interessante anche per i partiti italiani che li vedono come potenziali elettori anche se non hanno grandi simpatie per loro”. Fattispecie testimoniata nel documentario dall’intervista in cui l’ex premier romeno Victor Ponta annuncia l’accordo con il Pd di Pierluigi Bersani per dare una rappresentanza alla diaspora.

Infine Paulescu vuole sottolineare il paradosso di un popolo emigrato che rifiuta di accogliere chi adesso fugge dalla guerra. “In un documentario lungo quasi due ore non possiamo coprire tutto, ma cerchiamo di presentare in maniera realistica e a volte anche un po’ sgradevole questa realtà. La Romania ha vissuto l'emigrazione per motivi economici e dovrebbe mostrare un minimo di solidarietà nei confronti di chi scappa veramente dalle guerre, ma ora non accetta facilmente anche quelle poche centinaia di rifugiati che dovrebbero arrivare in Romania”.

Fonte: Osservatorio Balcani e Caucaso

Longanesi pubblicherà un romanzo evento dalla Romania


di Anita Bernacchia, in Blog, Libri, del 20 Gen 2017

Sarà l’editore Longanesi a pubblicare Il libro degli specchi, versione italiana de The Book of Mirrors, un murder mistery firmato da E.O. Chirovici, alias Eugen Ovidiu Chirovici, autore romeno trasferitosi nel Regno Unito anni fa, per seguire il figlio studente a Cardiff e la moglie analista finanziaria. Il libro uscirà il 26 gennaio contemporaneamente in molti paesi (a Londra è già uscito per Century, negli USA per Emily Bestler Books, in Francia per Les Escales), mentre in Italia è atteso a febbraio. Un romanzo strabiliante, a quanto riferisce la stampa estera, noir raffinato e dalla trama ben costruita, tra gli imperdibili del 2017 e titolo contesissimo a Francoforte due anni fa.

Eugen Chirovici, classe 1964, di sangue romeno, ungherese e tedesco, ha un curriculum impressionante. I romanzi polizieschi e i racconti sono solo una parte della sua prolifica attività. Già giornalista ed editore televisivo in Romania, è autore di saggi e membro dell’Accademia Romena delle Scienze. Il Ministero della Cultura romeno ha premiato un suo romanzo, che ha ispirato un film attualmente in lavorazione.

Chirovici è il rappresentante di un genere letterario in gran parte snobbato dagli ambienti letterari romeni e di conseguenza, come a volte accade, da chi promuove letteratura romena all’estero. Eppure è un genere fecondo in quanto a autori, prima fra tutti la raffinata Rodica Ojog-Brașoveanu (definita la “Agatha Christie” romena) e George Arion, tra i capofila del genere poliziesco in Romania. Quest’ultimo è ormai consacrato in ambiente francofono grazie a Genèse Editions e al traduttore Sylvain Audet, continuando a sfornare romanzi egregi che vende ottimamente. Tra i più giovani vi sono poi Bogdan Hrib, creatore della storica serie che vede protagonista il giornalista Stelian Munteanu, ma anche editore di Crime Scene Press e promotore di validi colleghi come la giovane Oana Stoica Mujea e Stelian Țurlea, quest’ultimo tradotto con un volume in Italia.

La scarsa attenzione della critica è spesso per un autore causa di poca visibilità, oppure di una visibilità non sufficiente a garantire adeguate vendite. In Romania Chirovici, pur a fronte dei tanti libri pubblicati e di apprezzabili risultati – il primo romanzo Il massacro del 1991 vendette 60.000 copie – non riusciva a sbarcare il lunario solamente con la scrittura (accade ancora oggi alla maggior parte dei letterati romeni). Da qui la necessità di lavorare come giornalista. Ma una volta in terra britannica tenta la fortuna e, dopo essere stato rifiutato da sei agenti, arriva la svolta con l’agenzia Peters Fraser and Dunlop che si innamora letteralmente di The Books of Mirrors, sua prima opera scritta in inglese, e lo mette sulla piazza. Sembra che Longanesi abbia chiesto i diritti per l’Italia soltanto tre ore dopo aver letto il manoscritto.
Il romanzo si svolge negli ultimi anni Ottanta e vede protagonista un professore di Princeton, detentore di un segreto su un omicidio risalente ai tempi in cui era studente. Un’agenzia letteraria di New York riceve un manoscritto parziale chiamato, appunto, Il libro degli specchi… e così via dicendo, in quello che è un vero e proprio romanzo nel romanzo.

Breve riflessione. Negli ambienti letterari romeni si parla spesso del perché nessuno scrittore romeno abbia ancora mai vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Molti non considerano quello attribuito nel 2009 a Herta Müller, autrice romena di lingua tedesca, un vero e proprio riconoscimento alla letteratura romena e vorrebbero vedere il premio assegnato a un autore romenofono. A complicare le cose c’è il fatto che gli autori romeni sono tradotti poco e frammentariamente, con vuoti storici (in)spiegabili e imbarazzanti, e questo è uno dei motivi per i quali risultano poco visibili, e poco visibile vuol dire, per forza di cose, poco “premiabile”.

La lingua è il nucleo dell’espressione artistica di un popolo e dell’individuo: lo dicono Pessoa e lo stesso Manea, è un po’ una casa che ci portiamo dietro ovunque andiamo e all’interno della quale viviamo la nostra vita.
Guardando ai Nobel per la Letteratura, possiamo certo affermare che la lingua determina in gran parte il successo di un’opera e di uno scrittore. Ci sono lingue e letterature più fortunate perché rappresentano paesi economicamente sviluppati. Chi scrive in inglese può contare su un pubblico molto vasto, grazie alla dominazione linguistica e commerciale dei paesi anglofoni. Ma anche su quella “credibilità” implicita spesso attribuita a questi autori, a scapito di coloro che scrivono in lingue considerate “minori”, oppure, usando un termine tanto diffuso quanto vago, “esotiche”. Una credibilità che spesso viene equiparata a un non giustificato valore letterario.
E qui arriviamo alla scelta della lingua. Se sei un autore romeno e scrivi in romeno, avrai scarse possibilità di essere preso in considerazione dagli editori stranieri. Dovrai affrontare un percorso difficile e impegnarti forse anche in prima persona, per cercare di destare interesse intorno a quello che scrivi. Dovrai affrontare stereotipi e difficoltà di vario genere, e il tuo destino sarà incerto.

La scelta di Eugen Chirovici per l’inglese è stata la sua fortuna, egli stesso dice di essere soverchiato dall’interesse suscitato, inimmaginabile per lui prima d’ora. Non è da condannare per aver scelto di scrivere in una lingua internazionale (non è detto che non continui a scrivere anche in romeno). Abbiamo altri esempi di autori romeni contemporanei trasferitisi all’estero che hanno fatto la medesima scelta, come Victor Stoichiță e Irina Teodorescu in Francia, o Cătălin Dorian Florescu in Svizzera. Il suo exploit, infatti, potrebbe avere un risvolto positivo per i conterranei di Romania e Moldova e la loro fortuna all’estero. Chissà che il romanzo evento di questo autore, che a quanto pare sarà presto sulla bocca di tutti, non contribuisca a sollevare una volta per tutte il velo polveroso di ignoranza ancora adagiato sulla letteratura romena per portarla all’attenzione del mondo. Infondendo speranza per quel Nobel tanto atteso.

Anita Bernacchia

Fonte: CULTORA

lunedì 27 febbraio 2017

Expoziția «L’Armonia cromatica nella pittura romena conteporanea» in Noua Galerie a Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, 2-23 martie 2017

 Comunicat de presa

2 martie 2017 - 23 martie 2017

Expoziţia «L'armonia cromatica nella pittura romena contemporanea» Noua Galerie a Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, 2-23 martie 2017

Joi,2 martie 2017, la ora 18,00, în Noua Galerie a Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, instituţia românească din oraşul istoric italian, în parteneriat cu Muzeul Judeţean Argeş din Piteşti, beneficiind de susţinerea Consiliului Judeţean Argeş şi a Institutului Cultural Român, va organiza vernisajul expoziţiei de artă vizuală «L'armonia cromatica nella pittura romena contemporanea», curatoriată de Augustin Lucici, ce va reuni lucrări ale unor artişti români contemporani aflate în colecţiile Galeriei de Artă «Rudolf Schweitzer-Cumpăna» a muzeului argeşean.

 În deschiderea expoziţiei, care se va afla la dispoziţia publicului în perioada 2-23 martie 2017, de marţea până duminica, în intervalul orar 10,00-13,00 şi 16,00-20,00, vor susţine alocuţiuni Prof. univ. dr. Rudolf Dinu (Directorul Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia), Lector univ. dr. Cornel Popescu (Managerul Muzeului Judeţean Argeş din Piteşti) şi doamna Simona Brătulescu (Vicepreşedinte al Consiliului Judeţean Argeş).

Expoziţia, care cuprinde 27 de lucrări ale unor artişti socotiţi de critică reprezentativi pentru peisajul artistic şi cultural din România, îşi propune să prezinte publicului o sugestivă selecţie de opere de referinţă din colecţiile Galeriei de Artă «Rudolf Schweitzer-Cumpăna» a Muzeului Judeţean Argeş din Piteşti menite a ilustra calităţile estetice ale picturii româneşti contemporane, diversitatea stilistică şi exuberanţa cromatică ce definesc evoluţia artei figurative din România în context regional şi general-european. Prin diversitatea stilurilor artiştilor şi a tematicilor abordate de aceştia, operele expuse se împart în patru categorii: compoziţie, natură statică, peisaj şi portretistică. Vor fi expuse lucrări ale următorilor artişti: Silviu Oravitzan Creţu («Peisaj galben»), George Filipescu («Compoziţie»), Constantin Marinescu («Compoziţie structură»), Gregorian Rusu («Capra»), Maria Diaconu («Capra I», «Capra II»), Madarassy György Tamás («Liniştea pământului»), Sorin Ilfoveanu («Natură statică»), Zemlényi Csaba («Oraşul medieval»), Alexandru Cumpătă («Natură moartă»), Marcel Bejgu («Trandafiri albi»), Dorin Caltofeanu («Natură statică cu obiecte»), Augustin Lucici («Ritmări în galben», «Conacul Bălcescu», «Peisaj la Mălureni», «Portret [W. Mărăcineanu]»), Costache Agafiţei («Vedere din Galata»), Virgil Demetrescu-Duval («Sibiu»), Maria Bănică («Grădina Ateneului»), A. G. Ionescu («Cioban de Vaideeni»), Lidia Nancuischi («Tânără din Ghelari»), George Ţipoia («Pictor în faţa tabloului»), Zamfir Dumitrescu («Ion Andreescu»), Nicolae Filoteanu («Tânără cu chitară»), Florica Steriade («Portret de copil»), Doina Moisescu («Maternitate»), Vladimir Zamfirescu («Oţelar»).

Organizatorii expoziţiei îşi doresc să contribuie la mai buna cunoaştere a patrimoniului cultural naţional în Italia, a calităţii estetice a artei contemporane româneşti, prezentându-l publicului din celebrul oraş istoric italian, urbe vizitată anual de peste 20 de milioane de turişti din întreaga lume.

Secretariat organizatoric:

Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica
Palazzo Correr, Campo Santa Fosca
Cannaregio 2214, 30121 Venezia (VE)
Italia

Tel.: +39 041 52 42 309
Fax: +39 041 71 53 31
E-mail: istiorga@tin.it




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Comunicato stampa

Mostra
«L’armonia cromatica nella pittura romena contemporanea»Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia
2–23 marzo 2017

Giovedì 2 marzo 2017, alle ore 18,00, presso la Nuova Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia sita in Cannaregio 2215, 30121 Venezia (VE), l’Istituto che svolge la propria attività nella celebre città d’arte italiana e il Museo Regionale Argeş di Piteşti, con il supporto del Consiglio Regionale Argeş e dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, inaugura la mostra «L’armonia cromatica nella pittura romena contemporanea» (curatore della mostra: Augustin Lucici) che intende proporre uno spaccato dell’arte romena contemporanea e consiste in opere provenienti dalla collezione della Galleria d’Arte «Rudolf Schweitzer–Cumpăna» dello stesso museo.

All’apertura della mostra, che potrà essere visitata dal pubblico nei giorni che vanno dal 2 al 23 marzo 2017, da martedì alla domenica, dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00, interverranno il Prof. Rudolf Dinu (Direttore dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia), il Dr. Cornel Popescu (Direttore del Museo Regionale Argeş di Piteşti) e la Dott.ssa Simona Brătulescu (Vicepresidente del Consiglio Regionale Argeş).

In occasione della mostra sono stati selezionati 27 quadri di diversi artisti del XX e XXI secolo, pittori ritenuti dalla critica tra i più rappresentativi della pittura romena contemporanea, opere provenienti dalla collezione della Galleria d’Arte «Rudolf Schweitzer–Cumpăna» del Museo Regionale Argeş di Piteşti. Le opere pittoriche, di rilevante valore estetico, presentano un’esuberanza cromatica e una diversità di temi e prospettive che nella loro pluralità ci consentiranno di percorrere le tappe dell’evoluzione dell’arte nel contesto romeno ed europeo. Per la diversità stilistica e tematica, le opere pittoriche si dividono in quattro categorie: composizione, natura statica, paesaggistica, ritratto: Silviu Oravitzan Creţu («Paesaggio dalle tonalità giallastre»), George Filipescu («Composizione»), Constantin Marinescu («Composizione strutturale»), Gregorian Rusu («La capra»), Maria Diaconu («La capra I», «La capra II»), Madarassy György Tamás («Il silenzio della terra»), Sorin Ilfoveanu («Natura statica»), Zemlényi Csaba («La città medievale»), Alexandru Cumpătă («Natura morta»), Marcel Bejgu («Rose bianche»), Dorin Caltofeanu («Natura statica e vari oggetti»), Augustin Lucici («Variazioni del giallo», «Villa Bălcescu», «Paesaggio di Mălureni», «Ritratto [Walter Mărăcineanu]»), Costache Agafiţei («Veduta di Galata»), Virgil Demetrescu–Duval («Sibiu»), Maria Bănică («Il giardino dell’Ateneo Romeno di Bucarest»), A. G. Ionescu («Pecoraio di Vaideeni»), Lidia Nancuischi («Fanciulla di Ghelari»), George Ţipoia («Pittore davanti al suo quadro»), Zamfir Dumitrescu («Ion Andreescu»), Nicolae Filoteanu («Fanciulla con la chitarra»), Florica Steriade («Ritratto di un bambino»), Doina Moisescu («Maternità»), Vladimir Zamfirescu («Operaio delle acciaierie»).

Gli organizzatori della mostra intendono contribuire a una migliore conoscenza in Italia del valore estetico–culturale del patrimonio artistico romeno, mettendolo a disposizione di un ampio pubblico amante della cultura in tutte le sue forme, soprattutto dell’arte visiva, nella splendida cornice della città di Venezia, una delle città d’arte italiane più famose nel mondo, meta di decine di milioni di visitatori annuali provenienti dall’Europa e dal resto del mondo.

Segreteria organizzativa:

Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica
Palazzo Correr, Campo Santa Fosca
Cannaregio 2214, 30121 Venezia (VE)
Italia

Tel.: +39 041 52 42 309
Fax: +39 041 71 53 31
E-mail: istiorga@tin.it