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sabato 21 ottobre 2017

"Două Lozuri"

In perioada 21-28 septembrie 2017 comunitatea românească din Torino va avea posibilitatea să urmarească ,timp de o săptamană,comedia românească "Două lozuri" la Cinema Fratelli Marx din Torino, Corso Belgio 53.Filmul va fi difuzat dublat in limba italiană.

Lungmetrajul suprinde perfect spiritul românului fără bani. Aflat la ananghie, românul visează, în stilul său caracteristic, la un loz norocos și la un câștig peste noapte, dar, când îl lovește norocul, nu știe cum să reacționeze. Sile, Dinel și Pompiliu (Dragoș Bucur, Dorian Boguță și Alexandru Papadopol), sunt trei prieteni care au o nevoie disperată de bani și hotarasc sa iși cumpere impreuna un bilet la loterie dar află că nu e suficient să ai toate numerele bifate pe un bilet pentru a câştiga la loto, ci trebuie să şi “suferi” înainte să ajungi milionar.Cei trei nu mai găsesc biletul și din acest moment cei trei vor trece printr-o serie de aventuri pentru a se putea prezenta la Loterie și a-și ridica premiul.

Filmul  și scenariul sunt inspirate după nuvela lui I. L Caragiale „Două loturi”  și sunt sub semnatura lui Paul Negoescu .Filmul  este distribuit în Italia de La Sarraz Distribuzione.

Comedia "Două lozuri" a mai fost proiectată în această vară în ţară, în cadrul Festivalurilor de film TIFF, Anonimul și Ceau, Cinema!

'Pensieri proibiti' di Elena Ciornei

 L'integrazione culturale e le pari opportunità, ma anche l'amore e la quotidianità sono al centro di "Pensieri proibiti" il nuovo libro di poesia migrante, in italiano e romeno, di Elena Nemes Ciornei, autrice nata in Romania nel 1953 e arrivata in Italia con la famiglia nel '91.
"Nella vita ci vuole il coraggio per superare le avversità, ma anche - dice la poetessa - il coraggio di condividere con gli altri i sentimenti, i pensieri.. E non c'è niente di più bello della poesia per questo".

Edito da Edizioni 2000 diciasette, il libro mette al centro la profondità e l'intimità dell'autrice, in un dialogo spontaneo con tutte le altre donne. "Un dialogo imprescindibile - spiega - per condividere l'interiorità e attuare una catarsi delle continue lotte sociali che dobbiamo affrontare".
Un viaggio poetico che trova la sua forza nell'immediatezza del sentire e nel legame con la terra natia: le poesie sono pensate e scritte in italiano, ma riemergono in romeno per la traduzione dello scrittore Alexandru Toma.

Fonte:L'Arena

Nuova vita per Sant’Agnese: in comodato d’uso alla comunità romena ortodossa

 Chiusa al culto dal 2010, utilizzata solo in sporadiche occasioni per mostre e mercatini solidali, la chiesa di Sant’Agnese nel cuore del centro storico di Rimini si apre a nuova vita, affidata alla Parrocchia ortodossa romena dedicata a San Gerarca Gelasio. La comunità, un centinaio di fedeli ma in possibile espansione visti i 1800 rumeni ortodossi presenti in città, fin’ora celebrava nella cripta della chiesa di Viserba Mare, ma gli spazi erano insufficienti e un po’ decentrati.

Diverse le offerte di tipo commerciale arrivate alla Diocesi che però ha scelto di mantenerla luogo di culto e dare così risposta alle esigenze di una chiesa sorella. “Questa chiesa era sottoutilizzata, per non dire inutilizzata da tanto tempo – spiega Don Danilo Manduchi, economo della Diocesi di Rimini – e anche per il futuro non c’erano per noi ipotesi di riutilizzo. Ha inoltre bisogno di lavori di ristrutturazione, ci sono alcune infiltrazioni nel tetto su cui si deve intervenire. Abbiamo ricevuto alcune proposte commerciali ma abbiamo scelto di mantenerla per il culto. Per il momento abbiamo stilato con la parrocchia ortodossa romena un comodato d’uso gratuito, ma se tutto andrà come speriamo, e ci sono tutte le premesse perché sia così, abbiamo intenzione di venderla a loro“. Sabato scorso la prima celebrazione con un battesimo e domenica la Divina Liturgia. “E’ una comunità vivace e molto propositiva – aggiunge don Danilo -.

Dopo la firma, avvenuta mercoledì scorso, si sono subito attivati, il parroco Padre Marcian e i laici, per sgomberarla e sistemarla in modo da poterla già utilizzare“. “Siamo molto contenti – afferma padre Marcian Claudiu Bucurenciu, parroco di San Gerarca Gelasio -. Grati a Dio, alla diocesi di Rimini, al Vescovo. Finalmente abbiamo una nostra chiesa, dove poter celebrare. Sono felici anche i bambini. I nostri bimbi vivono qui, vanno a scuola a Rimini, ed è bella l’integrazione, il vivere insieme che può partire da questa chiesa. Confermo che ci stiamo anche attivando per poterla acquistare. A breve metteremo in chiesa anche l’Iconostasi“.

Dalla chiesa, prima dell’affidamento alla nuova comunità, sono stati tolti gli arredi sacri, quadri, Via Crucis, ma anche inginocchiatoi e panche, che sono stati donati ad alcune parrocchie della Diocesi che ne avevano fatto richiesta “E un modo – spiega don Danilo – anche per far continuare a vivere le persone che in questa chiesa hanno operato, a cui hanno fatto dei doni“.

L’obiettivo ora è di far crescere la collaborazione con la chiesa ortodossa romena a partire da un primo importante appuntamento. “Sì – conferma don Danilo – la collaborazione parte con un importante appuntamento che faremo proprio qui: il 19 novembre un pranzo per i poveri, seguendo l’invito fatto da Papa Francesco (ndr: è l’appuntamento a cui il vescovo Francesco, in occasione di San Gaudenzo, ha invitato anche le autorità a mettersi a servizio delle persone emarginate)”.

Un po’ di storia: Ricostruita, tranne il campanile, dopo la seconda guerra mondiale, la chiesa di Sant’Agnese, non era più parrocchia ma Rettoria già da molti anni. Fino al settembre 2010 la chiesa è rimasta aperta per il culto ma tutta l’attività pastorale veniva già effettuata dalla parrocchia del centro storico. Alla morte di don Luigi Tiberti, referente della Gioc che aveva proprio nei locali al fianco della chiesa la sua sede, la Diocesi si era trovata costretta ad interrompere il servizio del culto nella Rettoria.(Simona Mulazzani)

Fonte:News Rimini

L'ambasciatore Brasioli riceve un'onorificenza dal presidente romeno Iohannis

Diego Brasioli, da poco tornato in Italia, ha ringraziato il presidente per l'onorificenza, ricordando come nel corso dei suoi quattro anni ha visto rafforzare i legami tra i nostri due paesi.

"I rapporti italo-romeni sono ottimi sia a livello politico sia sul piano economico e culturale, avendo come base il Partenariato strategico consolidato tra i due paesi. Inoltre, “la dinamica dei rapporti bilaterali al più alto livello negli ultimi anni, la cooperazione sostanziale sul piano economico e la collaborazione in ambito culturale e scientifico” sono la prova del buon andamento delle relazioni bilaterali. “Allo stesso tempo, la presenza di una numerosa comunità romena in Italia – la più grande comunità di stranieri della Penisola – e di un’importante comunità di italiani nel nostro paese, contribuisce costantemente a rendere questi rapporti più solidi e più dinamici”. Lo ha affermato George Gabriel Bologan, ambasciatore della Romania in Italia, durante la cerimonia di consegna all'ambasciatore Diego Brasioli dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine Nazionale "Steaua Romaniei" conferitagli dal Presidente Karl Werner Iohannis. Bologan nel suo intervento ha inoltre ribadito come "sia opportuno l’approfondimento del rapporto diplomatico tra la Romania e l’Italia in quanto nel contesto geopolitico di oggi, è fondamentale lavorare insieme per evidenziare che l’Europa e la Nato non sono un problema, ma una soluzione per i nostri cittadini".

Diego Brasioli, da poco tornato in Italia, ha ringraziato il Presidente Iohannis e l'ambasciatore Bologan per l 'onorificenza, ricordando come nel corso dei suoi quattro anni a capo della missione diplomatica in Romania ha visto progressivamente rafforzare i legami tra i nostri due paesi.

"Ritengo che questo Paese sia molto cambiato negli ultimi anni. La Romania - ha rilevato Brasioli - ha visto accresciuto il suo ruolo internazionale, oltre che europeo, grazie anche ai forti progressi economici registrati e ad un tasso di crescita tra i più alti d’Europa. Quanto ai principali risultati conseguiti, posso dire di aver lasciato il Paese in un momento ottimo per le relazioni bilaterali ma anche con riguardo alle sinergie esistenti in ambito europeo e internazionale. Sono poi molto fiero di come l’Ambasciata, da me diretta, abbia fatto fronte ad importanti appuntamenti quali ad esempio, solo per citarne alcuni, la Presidenza di turno italiana dell’Unione Europea nel 2014 o la partecipazione della Romania all’Esposizione Universale a Milano. In entrambe le circostanze - ha concluso - l’Ambasciata d’Italia ha coordinato una serie di eventi istituzionali, promozionali e culturali, il cui successo è stato notevole, anche grazie all’ottima collaborazione istaurata con le istituzioni romene ". Brasioli non ha mancato di ricordare con gratitudine e ammirazione lo staff tutto dell’ambasciata e del “sistema paese” in Romania, così come il suo successore a Bucarest, l’Ambasciatore Marco Giungi.

Alla cerimonia di consegna erano presenti rappresentanti della Farnesina e delle istituzioni italiane oltre ad una delegazione dell'Ismaa (Istituto Mediterraneo per l 'Africa e Asia).

Fonte:Globalist 

giovedì 19 ottobre 2017

Inaugurazione della mostra: Artisti Romeni nella Grande Guerra

 Comunicato stampa

Lunedì, 30 ottobre 2017, ore 17:30
Museo Centrale del Risorgimento – Complesso del Vittoriano – Ala Brasini Via di San Pietro in Carcere, Roma

Inaugurazione della mostra: Artisti Romeni nella Grande Guerra

Mostra organizzata da:
Istituto Culturale Romeno di Bucarest,
Museo Nazionale d’Arte della Romania di Bucarest,
Museo Centrale del Risorgimento di Roma,
Ambasciata di Romania in Italia,
Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e
Accademia di Romania in Roma.

Ingresso su invito.

Per prenotazioni: 06 3201594,
e-mail: accadromania@accadromania.it

Concerto di musica sacra: Sacred Roots Fest


Comunicato stampa

Domenica, 29 ottobre 2017, dalle ore 16:00
Oratorio del Caravita di Roma – Via del Caravita 7, Roma

Concerto di musica sacra: Sacred Roots Fest

Il concerto sarà sostenuto da:
Gruppo vocale-polifonica “Arpeggio & Roua” di Roma,
Coro “Ioan D. Chirescu” di Cernavoda – Romania,
Corale Polifonica “Sfantul Roman Melodul” dell’Episcopia Ortodossa Romena d’Italia,
Coro di musica religiosa “Sfantul Dionisie Exiguul” dell’Episcopia Ortodossa Romena d’Italiei, Corale polifonica Schola Cantorum della Libera Accademia di Roma;
Corale polifonica della Chiesa Catolica Polaca di Roma e
la Corale del Collegio Pio Romeno di Roma.

Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili.

Conferenza “L’origine del canto corale sacro”

Comunicato stampa

Sabato, 28 ottobre 2017, dalle ore 10:00 alle ore 13:00

Accademia di Romania in Roma – Piazza José de San Martin 1

Conferenza “L’origine del canto corale sacro”

Evento organizzato dall’Associazione Culturale ART PRO in collaborazione con l’Accademia di Romania in Roma.

Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili.

Gran Galà dei Giovani Talenti – I Premi di Eccellenza ProPatria 2017

 Comunicato stampa

Sabato, 21 ottobre 2017, ore 15:00
Teatro Golden – Via Taranto 36, Roma

Gran Galà dei Giovani Talenti – I Premi di Eccellenza ProPatria 2017

Come ogni anno il festival chiude con la Gran Gala dei Giovani Talenti Romeni – i Premi di Eccellenza Propatria che accoglierà ospiti internazionali e giovani concorrenti provenienti da più paesi: Romania, Italia, Moldavia, Francia, Austria, Belgio, Germania, Spagna, Olanda.

Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili.

Festival Internazionale PROPATRIA – Giovani Talenti Romeni 2017

 Comunicato stampa

Venerdì, 20 ottobre 2017, ore 19:00
Accademia di Romania in Roma – Piazza José de San Martin 1

Festival Internazionale PROPATRIA – Giovani Talenti Romeni 2017

Concerto sostenuto dalla pianista VALERIA CRISTEA NECHITA (Romania, laureata del Conservatorio di Musica „Domenico Cimarosa” di Avellino e vincitrice del Premio d’Eccellenza PROPATRIA 2012).

Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili.

martedì 17 ottobre 2017

Ilan Laufer,Ministrul pentru Mediul de Afaceri, Comerț și Antreprenoriat :Peste 70% dintre românii de peste hotare doresc să se întoarcă în țară în următorii cinci ani!

Astăzi într-o conferință pe tema dezvoltării IMM-urilor, Ilan Laufer, ministrul pentru Mediul de Afaceri, Comerț și Antreprenoriat,a declarat că peste 70% dintre românii de peste hotare doresc să se întoarcă în țară în următorii cinci ani, însă trebuie să găsească în România condițiile necesare.

"România are o problemă demografică, inclusiv cu numărul nou-născuților și cu îmbătrânirea populației. În același timp, avem un număr foarte mare de români plecați din țară, între patru și cinci milioane de români. Să știți că mulți dintre ei vor să se întoarcă în România. Noi am primit un studiu în acest sens și peste 70% din românii plecați își doresc să se întoarcă în următorii cinci ani în România. 40% din cei plecați s-ar întoarce și mai devreme de trei ani", a declarat ministrul .

Opinia sa este că Romania ar trebui să acorde acestei probleme o atenție sporită .

"Există soluții și chiar o să venim cu propuneri în acest sens, pentru că eu cred că este un potențial foarte mare. Mulți români doresc să se întoarcă în țară, dar trebuie să le creăm infrastructura necesară ca să se poată întoarce", a mai spus  Laufer.

In același context,ministrul  a amintit și că o mare problemă cu forța de muncă se regăsește în special în zona vestică a țării.

"Există anumite zone în România care s-au aglomerat foarte tare, mai ales partea de vest și acolo, astăzi, a devenit o strategie de business cum să se aducă forță suplimentară de muncă în acea zonă. Studenții din Iași, spre exemplu, dar nu doar de acolo, primesc oferte în ultimul an de facultate să vină în Timișoara, Arad sau Cluj", a mai declarat ministrul.

Potrivit declarațiilor sale ,ministrul consideră că in ultima vreme pe piața internă se constată o circulație mai mare a forței de muncă și că cererea și oferta ar putea fi ușor echilibrate.

Mostra di pittura degli artisti romeni Dana Constantin e Marcel Bunea a Roma

 Comunicato Stampa

Dana Constantin e Marcel Bunea
Doi / Due Mostra di pittura Roma,
Accademia di Romania, 19 ottobre – 5 novembre 2017

Giovedì, 19 ottobre 2017, ore 18:30, presso l’Accademia di Romania in Roma avrà luogo l’inaugurazione della mostra di pittura DOI⑦ / DUE⑦ degli artisti romeni Dana Constantin e Marcel Bunea. Con il progetto espositivo „DUE⑦”, gli artisti romeni Dana Constantin (Professoressa presso la Facoltà d’Arte e Design di Timișoara – Romania) e Marcel Bunea (Professore presso l’Università Nazionale d’Arte di Bucarest) sono alla settima mostra insieme. La presente mostra, frutto della collaborazione tra i due artisti, riafferma i valori culturali ed artistici nazionali e li colloca che nel circuito internazionale.

La mostra mette a fuoco modalità dell’arte contemporanea come parte della spiritualità umana, della cultura e della civiltà, attraverso l’espressione artistica libera dei due, che in tal modo portano il loro contributo all’affermazione dell'identità culturale romena a livello internazionale. Dana Constantin e Marcel Bunea formano un „gruppo” interessato alle nuove valenze della pittura contemporanea. Creano opere che sorprendono per le due visuali apparentemente contrastanti ma con diversi elementi comuni di sfondo; è una relazione paradossale che finisce in complementarietà. Le opere esposte da Dana Constantin alla mostra " DUE⑦", create con la tecnica dell’olio su tela, portano il lirismo e la sensibilità in un discorso espressivo lineare che si fonde e si giustappone in varie monocromie, mentre quelle esposte da Marcel Bunea, in acrilico su tela, presentano un mondo in costruzione, determinato dalla relazione orizzontale–verticale, con accento sulla tinta piatta.

“Dana Constantin e Marcel Bunea hanno un'identità di gruppo (DUE⑦ / DOI⑦) che non è una nuova identità, costruita da una "terza mano", intesa ad annullare l’individualità creatrice dei due artisti che, invece, si riflettono, ognuno nello specchio dell’altro, meditando sul ruolo e sul significato della pittura contemporanea. La caratteristica unificante del percorso proposto dai due sta nell'astrattismo praticato da entrambi con la stessa tenacia, anche se con modalità diverse. Il ricorso al linguaggio astratto è, per ognuno, il risultato di un processo di durata. Nella pittura di Dana Constantin si può individuare una dimensione lirica, introspettiva, in contrasto con la geometria purificata e minimalista di Marcel Bunea”.
Ruxandra Demetrescu, aprile, 2017.

La mostra DUE⑦ / DOI⑦ rimarrà aperta presso l’Accademia di Romania nel periodo 20 ottobre – 5 novembre 2017.

giovedì 12 ottobre 2017

Expoziţia personală «Trascendenze» a artistului Romeo Ionescu

 Comunicat de presă

Luni, 16 octombrie 2017, la ora 18,00, în Mica Galerie a Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, instituţia românească din oraşul istoric italian, beneficiind de susţinerea Institutului Cultural Român, va organiza vernisajul expoziţiei personale de pictură «Trascendenze» a artistului Romeo Ionescu, membru al filialei Iaşi a Uniunii Artiştilor Plastici din România.

În deschiderea expoziţiei, care se va aflala dispoziţia publiculuiîn perioada 16–30 octombrie 2017, de marţea până duminica, în intervalul orar 10,00–13,00 şi 16,00–20,00, vor susţine alocuţiuni Prof. univ. dr. Cristian Luca (Directorul adjunct al Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia) şi artistul Romeo Ionescu, care va prezenta proluziunea cu titlul «Motive decorative cucuteniene în ornamentica artei populare şi a artei culte româneşti» (traducerea consecutivă în limba italiană va fi asigurată de personalul de specialitate al Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia).

Sub titlul «Trascendenze», pictorul şi graficianul Romeo Ionescu, membru al filialei Iaşi a Uniunii Artiştilor Plastici din România, va expune vreme de două săptămâni la Veneţia 30 de lucrări, majoritatea creaţii recente, în Mica Galerie a Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică. Expoziţia, pornind de la elementele de decor din plastica neolitică – îndeosebi cultura Cucuteni – şi de la simbolistica universal valabilă a liniilor şi punctelor compuse sau grupate în spirale, şiruri, frize, meandre, cercuri etc., ca şi de la diversa formă de redare a acestora, îşi propune ca prin transpunerea, asamblarea, proiectarea, organizarea, regruparea şi recompunerea elementelor selectate din diversitatea decorurilor de pe vasele cucuteniene să ilustreze propria viziune estetică a artistului, într-o serie de lucrări originale atât prin abordarea conceptuală, cât şi prin ineditul execuţiei lor.

 Lucrările sunt filtrate prin imaginaţia artistului, având o încărcătură pozitivă, atât din punct de vedere cromatic – culori calde şi luminoase –, cât şi tematic, urmărind linia bucuriei şi a frumuseţii vieţii, cu interogările, personajele şi poveştile ei, inevitabile şi mereu repetabile, venită din simplitatea vremurilor de început ale civilizaţiei umane. Astfel este sesizată şi transmisă mai departe, ca mesaj artistic peren, estetica plasticii neolitice, care dăinuieşte peste veacuri prin cromatica deosebită şi iscusinţa mâinilor ce au lucrat-o şi, mai ales, au decorat-o cu un remarcabil simţ al frumosului.

Fiind un proiect artistic gândit pentru un spaţiu cu o bogată încărcătură istorică şi estetică, un tărâm al interferenţelor între legendă şi mister, temele compoziţionale şi titlurile lucrărilor vor înfăţişa vizitatorilor poveştile şi miturile specifice culturii româneşti: «Meşterul Manole», «Ciuleandra», «Doina», «Drăgaice». Acestea vor fi integrate în rândul celorlalte lucrări, cu titluri ca «Medieval», «Joc», «Dans» etc., care au armonia estetică specifică unui proiect de arte vizuale unitar, bine structurat compoziţional. Lucrările sunt realizate pe pânză, în tehnică mixtă, având dimensiuni medii: 35x45 şi 40x50 cm. Proiectul artistic se înscrie printre căutările autorului, ce vizează perceperea şi redarea sensibilităţii şi calităţii estetice a motivelor decorative utilizate nu doar în plastica neolitică, ci şi în decorurile scoarţelor şi portului tradiţional ţărănesc, care îşi au originile în trecutul îndepărtat/legendar.

Acest proiect îşi are rădăcinile în perioada formării artistului, o etapă a cristalizării propriei viziuni estetice, care s-a concretizat în lucrări şi expoziţii ce au fost primite pozitiv de critica de specialitate. Criticul de artă Valentin Ciucă se exprima astfel asupra operei artistului: «Preocupat de problemele genezei şi rostului omului în lume, de abisul dar şi de zenitul ontologic, Romeo Ionescu nu se eschivează de la interogaţiile capitale. Are un punct de vedere personal asupra începuturilor lumii şi nu ezită să vizualizeze orizontul primordial unde, în varianta Platon, s-a născut mitul androginului. De aici şi până la plastica cucuteniană, cu statuetele ei antropomorfe şi idolii unui cult rudimentar, drumul a fost direct şi profitabil. Citatul cucutenian este integrat pe latura sa decorativă şi folosit în sensul valorificării desenului de mare rafinament. Totemul, imaginea labirintului şi a meandrului, asigură coerenţă unui parcurs inteligent prin opţiune, izbutit prin performanţe. Grafiile vechi au şansa de a deveni arhetipuri culturale» (Valentin Ciucă, Un secol de arte frumoase la Iaşi, Editura Art XXI, Iaşi, 2004).

Expoziţia îşi propune, prin lucrările prezente publicului italian, să reliefeze frumuseţea şi diversitatea decorurilor ceramicii neolitice. Totodată, reprezintă o privire de ansamblu asupra universalităţii si unicităţii plasticii cucuteniene, prezentă în urmă cu milenii pe teritoriul României, a originalităţii şi importanţei ei istorice şi estetice. Motivele decorative întâlnite pe ceramica neolitică au rădăcini adânci în dorinţa neîncetată a omului de a se cunoaşte pe sine, în interogaţiile şi căutarea începuturilor emoţiilor artistice. Rezultatul acestor căutări şi emoţii a fost, în timp, un izvor nesecat de inspiraţie pentru perioadele ce au urmat, iar arta populară este un exemplu actual al acestui filon de inspiraţie, exprimat magistral prin creativitate, frumuseţe şi măiestrie, fie că este vorba de cântec, joc, fabricarea de piese de port şi podoabă. Motivele decorative, perpetuate în mediul rural din negura vremurilor, se regăsesc, stilizate şi reinterpretate, pe porţile, covoarele, obiectele sau costumele populare.

Lucrările din cadrul expoziţiei sunt transpuneri şi interpretări libere ale acestor elemente de decor neolitic, filtrate şi reinterpretate de sensibilitatea estetică a artistului, multe dintre acestea purtând vizitatorul cu gândul la arta populară românească. Aceste reflexii sunt percepute şi prin temele alese de artist pentru lucrările sale. Picturile ce constituie această expoziţie sunt o abordare plastică a oniricului, fantasticului, mitului, a poveştilor sau legendelor, împletite dezinvolt cu interogările emotive ale personajelor înfăţişate de artist. Este o întoarcere la temele provocatoare , la retorică şi dialog, la redescoperirea compoziţiei clasice în care «jocul» contrastelor sau al binomului «gol–plin» se succed involuntar, dar armonios elaborate, unde umbra formelor imaginate construieşte un întreg echilibrat, lăsând să se perceapă figurativul susţinut cromatic şi structural.

Organizatorii expoziţiei îşi doresc să contribuie la mai buna cunoaştere în Italia a artelor vizuale din România, a calităţii estetice a artei contemporane româneşti, prezentând-o publicului din celebrul oraş istoric italian, urbe vizitată anual de peste 20 de milioane de turişti din întreaga lume.

Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2017

























Festival Internazionale ProPatria Giovani talenti romeni 2017 -7a edizione

Roma, 1 – 21 ottobre 2017

Dal 1 al 21 ottobre 2017, a Roma si svolgerà il Festival Internazionale Propatria - Giovani Talenti Romeni, realizzato dall’Associazione culturale romeno-italiana Propatria, con il sostegno del Ministero per i Romeni all’Estero in collaborazione con l’Ambasciata di Romania in Italia e l’Accademia di Romania in Roma. Giunto alla settima edizione, il festival ha un ruolo riconosciuto nella promozione della cultura romena in Italia, diventando nell’arco degli anni un importante strumento che, attraverso gli eventi di alto livello proposti, trasmette un esempio di buone pratiche per l’integrazione interculturale. Anche quest’anno ha ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata di Romania, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio Regionale del Lazio e del Conservatorio di Musica Santa Cecilia.

Gli eventi ospiteranno artisti famosi e giovani talenti italiani, rumeni e di altre nazionalità, residenti non solo in Italia, ma arrivati dalla Francia, Germania, Austria, Belgio, Spagna, Romania, Moldavia, etc.

Il 12 ottobre 2017 dalle ore 17:00 proiezione del documentario La terra tra le acque realizzato da Agerpress e poi, dalle ore 19:00, sarà la volta di Sognando, a Dinu Lipatti appuntamento consolidato che, ricordando il più grande pianista romeno, vuole scoprire e promuovere i veri talenti. Nella prestigiosa sede dell’Accademia di Romania, in concerto il giovane pianista romenoBENJAMIN DIOSZEGI e JIA KUN (soprano). Musiche di: C. Silvestri, A. Scriabin, C. Debussy, Fr. Liszt. Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili.

Il giovane pianista Benjámin Diószegi ha iniziato la sua formazione musicale presso il Collegio Musicale di Cluj-Napoca sotto la guida della professoressa Irina Szarvady. Ora è studente all’Accademia di Musica Gh.Dima di Cluj-Napoca alla classe del prof. univ. dr. Adrian Bera.

Nel 2017 ha partecipato al concerto Internazionale Dinu Lipatti a Roma dove gli è stato assegnato il I premio speciale. Nel 2016 ha partecipato al concorso Internazionale Klavierpodium in München dove ha vinto il premio speciale Zeitklang, mentre nel 2014 gli è stato assegnato il II premio al concorso Mozart a Cluj-Napoca. Nel 2017 ha preso parte a diversi master-class, tra questi, il master di Robert Levin, William Kindermann, i corsi di musica da camera di Diana Ligeti ed il trio di Lee a Cluj-Napoca. Sempre nello stesso anno ha collaborato con la Filarmonica Ion Dumitrescu di Ramnicu Valcea in qualità di solista ed ha partecipato all’Accademia Estiva di Fontainebleau dove ha avuto la pura occasione di lavorare con Cvartetul Ébène, rispettivamente con Philippe Graffin e Renaud Capuçon nei concorsi di musica da camera, mentre al master di pianoforte con Claire Désert.

Nel 2015 e 2016 è stato scelto per i corsi di musica da camera Sonoro dove ha lavorato con Frans Helmerson, Alissa Margulis, Mihaela Martin e Diana Ketler. Nel 2014 ha preso parte ai master di Pianoforte di Peter Donohoe, Bernd Glemser ed Yura Margulis in Freiburg. Negli anni 2008-2012 ha partecipato a molti concorsi nazionali tra questi: Il Concorso Pro Piano di Cluj-Napoca dove è stato accolto con il I° premio nel 2010.

Negli ultimi anni di attività musicale Diószegi Benjámin hai incluso molti concerti di musica solista e di musica da camera sia in Romania che all'estero.

Per altri informazioni: ufficiostampa@propatriavox.it

Dalla Romania all'Italia, collaboratrice domestica e poetessa

 È arrivata in Italia nel 2002 e da allora lavora come collaboratrice domestica a Roma. Un lavoro duro, ma che permette a donne come lei di mantenere i figli all'università o garantire dignità alla famiglia lasciata nel proprio paese. Nelle poche ore libere, Lidia si dedica alla sua passione, nata durante i primi anni scolastici e riscoperta proprio in Italia: la poesia. Il 16 settembre, Lidia Popa si è classificata terza al Concorso letterario internazionale "Corona", che si è svolto a Cassano allo Ionio (CS) con l'opera "Punto differente".

Il primo amore, la poesia

Con noi, Lidia ripercorre la sua vita, dall'infanzia in Romania, nel distretto di Neamt, dove si è diplomata e dove poi ha continuato gli studi, ottenendo il certificato da contabile.

"Scrivo dall'età di sette anni da quando ho iniziato con la prima poesia. Da allora ho continuato con vari racconti e analisi letterarie durante gli studi scolastici. Ho avuto la fortuna di avere degli insegnanti meravigliosi, dalle elementari fino alle superiori. Me li ricordo con nostalgia, sono riusciti a trasmettermi l'amore per la letteratura".

Dopo aver studiato recitazione teatrale a scuola e scritto le prime poesie, il percorso letterario di Lidia Popa si è fermato. Come tante donne, si è dedicata alla famiglia e al lavoro. Per tanti anni è stata segretaria, facendo la contabilità per varie società romene.

La vita in Italia

Poi, un giorno, ha deciso di lasciare tutto e venire a trovare lavoro in Italia. La vita in Italia per lei significa "tanto lavoro e serietà": "Anche se non tutti i nostri connazionali la pensano allo stesso modo sull'aspetto della serietà, secondo me l'immagine di un popolo la crea il popolo stesso, non gli analisti e nemmeno quelli che infrangono le regole e le leggi dovunque, sia nel proprio paese o nei territori dove sono emigrati. L'immigrazione in Europa purtroppo è diventata un fatto di necessità per trovare un lavoro ben pagato, che non è sempre adatto alla preparazione e alle aspettative che un giovane può avere dalla vita dopo aver finito gli studi".

Ora, dopo anni di lavoro e dopo aver superato le difficoltà dell'adattamento in Italia, la vita le sembra "un piacevole percorso in salita, dalla quale sono consapevole di avere la missione sulla terra da compiere, un sentiero che dovrò proseguire fino alla fine della vita. Finalmente ho trovato quello che forse mi mancava, o magari non lo avevo scoperto negli anni della gioventù".

 La lingua italiana, un colpo di fulmine

Questa nuova vita la deve anche alla scoperta della lingua italiana, che ha iniziato a studiare da autodidatta. È stato un colpo di fulmine: "Mi sono irrimediabilmente innamorata della lingua italiana. Lo scrivo e parlo in uguale misura al romeno, la mia lingua madre. Attualmente scrivo poesie, narrativa e saggi nelle entrambe lingue italiano o rumeno. Ho molti lavori inediti sia in rumeno e anche in italiano", ci dice, aggiungendo che lei stessa disegna le copertine dei suoi libri.

"Scrivo per me stessa perché sento di avere qualcosa da dire e da trasmettere ai miei lettori. Poi se ci sono persone che capiscono il messaggio che provo a imprimere alle mie parole, rimane da vedere e da sentire nei risultati. Non scrivo per ottenere un effetto scontato e immediato, ma per lasciare una scia del mio passaggio sulla terra".

L'italiano è la lingua che ha segnato il suo percorso da scrittrice, "perché è la lingua che parlo quotidianamente più della mia lingua materna. Perché vivo a Roma che mi ha offerto fino ora molte opportunità per sviluppare la mia passione per la scrittura creativa. Quello che potrebbe essere visto dall'esterno come un'assimilazione forzata, è solo una stimolazione del pensiero e del ragionamento, in questa lingua che ho imparato ad amare, seppur all'inizio sembrasse ilare per assomiglianze di latinità".

Ricorda che all'inizio, tutto era nuovo: "Passavo dei momenti tra stupore e risate isteriche per la risonanza che certe parole avevano nel mio cervello. Non è per nulla facile delimitare due lingue di origine latina senza confonderti!"

Cosa significa la poesia per Lidia Popa?

"È il mio credo. Parlo con rispetto come se fosse un atto religioso, perché l'emozione e l'inspirazione hanno qualcosa che ci collega a entità che non controlliamo. Attraverso l'emozione nasce e l'ispirazione dona la vita all'opera che un artista crea. I poeti sono talenti assopiti che hanno ripreso la libertà di parola. Il poeta è un essere sensibile, e quando è intossicato dalla vita, vomita le parole ingarbugliate che gli agitano il pensiero. Qualcosa avviene dentro il suo essere, un'emozione smuove il pensiero fino allo svenimento dell'inchiostro sulla carta. La sensazione che ti resta leggendo è che qualcosa sia accaduto, delle volte solo nell'immaginario. Secondo me il poeta è un favoleggiatore che racconta in versi la realtà. Parole fluide, uno scioglimento del pensiero in versi, che fa volare l'immaginazione in un incanto melodico interiore, risvegliando sensi, con piccoli innocenti accorgimenti che ti fanno pensare che le parole hanno un torto: mentono".

La poesia è "come una preghiera, s'impara a memoria e ritorna nella mente, come la musicalità di un ritornello, rimane affacciata alle pareti dell'anima. L'emozione è il nutrimento dell'anima. La poesia è sacra. I poeti sono umani pochi diventano miti. Mi cerco e mi trovo nelle parole, e sto bene nella loro compagnia, perché le espressioni sono il mio modo di essere, come un mimo che mima le lettere.

La poesia è la cura dell'umanità. L'arte da luce ed espressione a quello che il genio umano crea".

Fonte:HuffPost

La comunità romena di San Salvo: "Noi invitati alla Marcia della Pace la sera prima"

 Puczi: "Le minoranze devono essere coinvolte in questi eventi importanti"

"Sono state invitate le associazioni accreditate al Comune di San Salvo". Peccato che gli inviti in alcuni casi siano arrivati a qualche ora di distanza dalla Marcia della Pace rendendo di fatto impossibile organizzarsi per parteciparvi.

È il caso della comunità romena riunità nell'associazione Decebal da anni presente nel tessuto sociale cittadino: con 971 residenti è di gran lunga la minoranza più folta presente a San Salvo [leggi] e avrebbe partecipato molto volentieri alla marcia di mercoledì scorso.

L'invito, però, è arrivato solo martedì, come racconta a zonalocale.it il presidente dell'associazione Sigismund Puczi: "Non hanno detto che l'invito è stato inviato con un solo giorno d'anticipo, io ho ricevuto il messaggio su whatsapp la sera prima. Tra l'altro, martedì pomeriggio i nuovi assessori si sono presentati alle associazioni in Comune per una futura collaborazione, è stato un bell'incontro. Nessuno però ha accennato all'evento del giorno dopo anche trattandosi dell'ultimo momento. Per quest'incontro gli inviti sono stati mandati una settimana prima".

Una conferma, questa, dell'occasione persa per aderire appieno allo spirito originario della manifestazione: "La sera prima non posso chiamare l'azienda dove lavoro per dire che la mattina c'è la Marcia della Pace, mi sarei organizzato facendo andare una delegazione".

Dalla sua nascita, l'associazione Decebal sta cercando di promuovere iniziative a favore dell'integrazione e dell'inserimento in tutti gli aspetti della multiculturale San Salvo. "Dalle risposte del Comune – conclude il presidente – sembra che siano state le associazioni, invitate, a non voler partecipare. Con Decebal cerchiamo di essere presenti in tutti i modi sul territorio e di portare un messaggio positivo. Sto cercando di tirar fuori la parte buona della nostra comunità. Quando ci sono questi appuntamenti importanti, le minoranze devono essere presenti".

Oltre agli inviti arrivati tardi, ci sono poi quelli non inviati per cavilli burocratici come nel caso degli ospiti del centro d'accoglienza nell'ex Miraverde: "Sono una cooperativa, non un'associazione". Insomma, una manifestazione nata per la "fratellanza tra i popoli" senza popoli, ma d'altronde, come ha tenuto a sottolineare quella mattina l'ufficio stampa del Comune, "il tema di quest'anno è il Dono".

Fonte:ZonaLocale

Stranieri residenti in Emilia Romagna: oltre la metà donne, Rumeni i più numerosi

Per il secondo anno consecutivo, 2015 e 2016, cala il numero degli stranieri residenti in Emilia-Romagna: circa 3.600 in meno all’anno. Con oltre 531 mila residenti di altra nazionalità presenti a gennaio 2017 (531.028), la regione si conferma comunque quella con la più alta incidenza di cittadini provenienti da Paesi stranieri rispetto al totale della popolazione residente; l’11,9%. Segue la Lombardia, che si assesta all’11,4% a fronte del dato nazionale medio dell’8,3%.

È la fotografia scattata dall’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio nel Rapporto “Cittadini stranieri in Emilia-Romagna. Residenti e dinamiche demografiche” (consultabile nella sezione Immigrazione del portale Er-Sociale) che descrive, sul piano demografico, una regione in cui oltre un cittadino su dieci è straniero, perlopiù residente nei comuni capoluogo (oltre il 43% del totale). La presenza maggiore si rileva nelle province nord-occidentali: Piacenza (14%), Parma (13,5%), Modena (12,9%) e Reggio Emilia (12,3%). A Ravenna l’incidenza dei residenti stranieri è del 12,1%; appena sotto la media regionale si colloca Bologna con l’11,7%, e agli ultimi posti si trovano le province di Rimini (10,8%), Forlì-Cesena (10,5%) e Ferrara (8,7%). Aumentano anche coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana: oltre 25.200 nel 2016 (erano 1.153 nel 2002), a indicare che la presenza straniera sul territorio non può più essere letta come un fenomeno transitorio e temporaneo.

“Anche se in leggero calo, il numero dei cittadini stranieri che hanno scelto la nostra regione per vivere resta ancora alto. In Emilia-Romagna dunque, come in generale nel resto d’Italia e nel mondo, il fenomeno delle migrazioni rappresenta un processo irreversibile, un mutamento sociale in divenire da cui non si torna indietro, anche se non privo di costi sia per gli immigrati che per le società di accoglienza – spiega la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini –. Allo stesso tempo, una popolazione regionale sempre più eterogenea per provenienze, lingue, culture, religioni, credo possa essere fonte di potenziali opportunità di progresso e crescita comune. Il nostro compito di amministratori- prosegue la vicepresidente- è quello di continuare a lavorare per aumentare una consapevolezza interculturale diffusa e responsabile tra i diversi attori, istituzionali e non, e tra i cittadini emiliano-romagnoli. Occorre quindi lavorare insieme – chiude Gualmini – per ridefinire un nuovo patto di cittadinanza tra migranti e nativi che rispetti i diritti e i doveri di tutti”.

Per quanto riguarda i Paesi di origine sono 170 quelli rappresentati, con in testa i rumeni con circa 89 mila residenti (16,7% del totale delle presenze straniere), seguiti da marocchini (11,6%), albanesi (11,0%), ucraini (6,1%), cinesi e moldavi (entrambi al 5,5%).

Anche in Emilia-Romagna, così come in Italia, si conferma la prevalenza femminile: 53,5% del totale degli stranieri residenti, con marcate differenze nella composizione di genere tra i vari Paesi di cittadinanza: nella comunità rumena e soprattutto ucraina, ad esempio, è prevalente la componente femminile, in quella marocchina e albanese la maschile, anche se di poco.

Dai dati del Rapporto emerge che gli stranieri residenti in regione hanno un’età media inferiore ai 34 anni, mentre quella degli italiani è di 47. I minori sono quasi 115 mila e rappresentano il 16,1% di quelli residenti in Emilia-Romagna; una buona parte (45 mila) ha meno di 6 anni e si tratta di bambini nati in Italia (93,7%). Nel 2016 sono nati in Emilia-Romagna 8.357 bambini da genitori stranieri residenti in regione: quasi un quinto (24,2%) del totale dei nati nell’anno (in Italia sono il 14,7%).

Fonte:ChiamamiCitta

martedì 10 ottobre 2017

Silvia Dumitrache, o romanca ce militeaza pentru rezolvarea unor probleme ale conationalilor din diaspora:Prevenirea traficului de ființe umane pe rute europene. Cazul României”

Centrul European pentru Educație și Cercetare Juridică și Fundația Friedrich Ebert România, alături de Ambasada Republicii Federale Germania, Ambasada Regatului Țărilor de Jos, Ambasada Suediei, Ambasada Israelului, Ambasada Statelor Unite și Ambasada Marii Britanii în România, au organizat recent cea de-a IV-a ediție a evenimentului „Împreună împotriva traficului de persoane”, având ca temă de dezbatere „Prevenirea traficului de ființe umane pe rute europene. Cazul României” la Hotel InterContinental, Sala Rapsodia.

Reuniunea este cea mai cunoscuta dezbatere anuala in materie de criminalitate organizata din Romania si in cadrul acesteia au participat magistrati, ofiteri de politie, inspectori de munca si functionari publici din institutii publice locale, reprezentanti ai organizatiilor neguvernamentale care se implica in combaterea fenomenului traficului de persoane(Associazione Donne Romene in Italia – ADRI), precum și diplomați străini din România:

1. Silvia TĂBUȘCĂ, Project Coordinator – European Center for Legal Education and Research Silvia Martis Tabusca);

2. Michael WEICHERT, Resident Representative of the Friedrich-Ebert-Stiftung in Romania and the Republic of Moldova;

3. Aimée COMRIE, Crime Prevention and Criminal Justice Officer, United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC);

4. Jan VAN DIJK, 1st Vice-President of Group of Experts on Action against Trafficking in Human Beings (GRETA), Council of Europe, Strasbourg;

5. Russell ASHENDEN, Legal Attaché/Federal Bureau of Investigation – FBI’s Representative in Romania, U.S. Embassy in Romania;

6. Dalia AVRAMOFF, Prosecutor, Coordinator of Trafficking in Persons and Victims’ Rights, Former Senior Deputy to District Attorney of Tel Aviv, Israel;

7. Alina ALBU, Chief Prosecutor of the Department for Combating Organized Crime, Directorate for the Investigation of Organized Crime and Terrorism (DIICOT), Romania;

8. Thomas AHLSTRAND, Deputy Chief Prosecutor of the International Public Prosecution Office in Gothenburg, Sweden;

9. Cornel CĂLINESCU, Director, National Agency for the Management of Seized Assets (ANABI), Romania;

10. Valeriu NICOLAE, Former Special Representative for Roma Issues of the Secretary General Thorbjørn Jagland, Council of Europe, Strasbourg Valeriu Nicolae);

11. Angel TÂLVĂR, President of the Romanian Parliament’s Anti-Trafficking Group, Romanian Parlament;

12. Iulia HĂLĂNGESCU, Vice-President, Pakiv European Roma Fund, Sweden Iulia HD);

13. Silvia DUMITRACHE, President, Associazione Donne Romene, Italy Silvia Dumitrache);

La manifestare a participat si doamna Silvia Dumitrache, presedinta Associazione Donne Romene in Italia – ADRI (Italia), a carei interventie a fost focalizata pe sclavii invisibili – muncitorii agricoli si lucratorii care presteaza munca la domiciliu (curatenie, ingrijire persoane).

Doamna Silvia Dumitrache , presedintele “Associazione Donne Romene in Italia”, este una dintre persoanele cele mai active din diaspora romaneasca, implicate in rezolvarea problemelor familiilor despartite din cauza cautarii unei vieti mai bune in afara tarii, punanad cel mai mare accent pe copiii ramasi acasa, fie singuri, fie cu bunicii materni sau paterni. In acest sens domnia sa duce o campanie intensa, intetionand sa capteze atentia autoritatilor romanesti cat si internationale vis-a-vis de acest subiect si sa ofere, totodata, solutii pentru rezolvarea lor. Nu uita sa inscrie in agenda preocuparilor sale insa nici problema prevenirii traficului de persoane si cea a provocarilor migratiei si a violentei impotriva femeilor care a deveniit deja, in multe state ale lumii , mai ales in tarile UE ,o prioritate.

Proiectul Repatriot:Diaspora este Prioritate Nationala.Promisiunea premierului Mihai Tudose pentru românii din Diaspora

Prim-ministrul român Mihai Tudose a declarat , în cadrul unei întrevederi pe care a avut-o la Palatul Victoria cu reprezentanţii proiectului RePatriot, că Executivul va sprijini eforturile făcute pentru atragerea românilor din diaspora în ţară.

Mihai Tudose a precizat că întoarcerea lor ar fi un real progres şi că sprijinul guvernamental de care este nevoie pentru ca acest deziderat să devină realitate nu trebuie să depindă de apartenenţa politică. "Misiunea noastră este aceea de a ne asigura că, indiferent de culoarea politică a celor aflaţi la masa discuţiilor, lucrurile se întâmplă", a spus Tudose.

Echipa RePatriot, proiect al Fundației Romanian Business Leaders, a prezentat Guvernului, într-o întrevedere cu premierul Mihai Tudose, rezultatele studiului privind românii din Diaspora și a solicitat introducerea votului electronic, alături de programe și politici publice care să stimuleze reîntoarcerea românilor în țară prin antreprenoriat și investiții.

“Am prezentat Primului Ministru ce cred românii din Diaspora și barierele care stau în calea întoarcerii lor acasă. Credem că Diaspora este Prioritate Națională și românii merită să fie chemați și doriți acasă. Românii din Diaspora trebuie să participe la viața cetății, iar pentru ca acest lucru să fie posibil, ar trebui să voteze prin vot electronic oriunde s-ar afla. Toți românii merită să voteze oriunde s-ar afla. Ar trebui să rezolvăm această problemă veșnică”, a declarat antreprenorul Felix Pătrășcanu, liderul proiectului RePatriot.

Întâlnirea echipei și ambasadorilor RePatriot cu premierul Mihai Tudose a avut loc în contextul RePatriot Summit - Investim în România 2017, care s-a încheiat duminică, 8 octombrie, după patru zile de dezbateri și workshop-uri ce au avut loc la București la Palatul Bragadiru și în Poiana Brașov. În cadrul întâlnirii, echipa RePatriot a cerut politici publice și un cadru legislativ favorabil pentru antreprenorii români din străinătate, arătând că, 57% dintre românii din Diaspora doresc să se întoarcă în țară, conform unui studiu realizat de RePatriot, cu sprijinul Open-I Research, în Diaspora.

Pe lângă propunerea de introducere a votului electronic, echipa RePatriot a solicitat extinderea programului Diaspora Start Up, o inițiativă construită de Executiv în anul 2016 care oferă viitorilor antreprenori aproximativ 76 milioane de euro, și a pus la dispoziție Guvernului expertiza platformei RePatriot disponibilă în România și în străinătate.

Membrii Echipei RePatriot și întreprinzătorii românii din Diaspora care au participat la întâlnirea cu premierul Mihai Tudose și-au anunțat disponibilitatea să se implice și mai mult în inițiativele private care pot atrage investiții și proiecte de antreprenoriat ale românilor de peste hotare care să creeze plus valoare în România și în alte proiecte care să ajute România în plan diplomatic internațional. Astfel, ei își pun la dispoziție resursele și cunoștințele pentru a susține proiecte pentru România.

Peste 300 de antreprenori români din Diaspora și din țară au interacționat timp de 4 zile, facilitați de liderii proiectului RePatriot, inițiat de Fundația Romanian Business Leaders. În vreme ce accentul a fost pus pe oportunitățile de investiții oferite de România, participanții din străinătate (în majoritatea lor din Europa, dar și din Statele Unite ale Americii și Canada) au vorbit deschis despre principalele temeri pe care le au în legătură cu revenirea în țară alături de întreaga familie.

Din delegația reprezentanților proiectului RePatriot la întâlnirea cu premierul Tudose au făcut parte Felix Pătrășcanu, lider proiect RePatriot, Managing Partner FAN Courier; Alexandra Bădicioiu, Project Manager RePatriot; Simina Cristea Bossennec – Head of Financial Crime Compliance Operations la HSBC Private Bank Monaco; Cristian Anastasiu, Managing Director, Chapman Mergers&Acquisitions; Mircea Divricean, Consul Onorific al României în SUA, Utah și Președinte și Director Executiv Kostopulos Dream Foundation și Michael Divricean, Chief Operation Officer Kostopulos Dream Foundation, Președinte Asociația Românilor din Utah.

Sursa:EVZ

lunedì 9 ottobre 2017

Munca la negru în Italia: Cum se poate raporta și ce riscuri implică această acțiune în Legislatia muncii si asigurari sociale

 În Italia, ca în multe alte țări europene, există fenomenul muncii la negru, fenomen care îi afectează nu numai pe cetățenii italieni, ci și pe cetățenii proveniți din alte țări membre ale Uniunii Europene, inclusiv pe români. În cazul în care o persoană descoperă un caz de muncă la negru sau este afectată direct de acest fenomen, ea poate depune o plângere la autoritățile italiene.

Dacă o persoană lucrează pentru o firmă din Italia și contractul său de muncă nu a fost înregistrat, poate face o plângere la autoritățile italiene din domeniul muncii. Același lucru îl poate face și o persoană care are contract de muncă, dar este un contract de muncă cu normă parțială de lucru și nu reflectă programul real de lucru, iar angajatorul nu răspunde solicitărilor de modificare a contractului făcute de către salariat.

Procedurile pentru raportarea acestor situații sunt simple și nu au repercusiuni asupra celor care fac acest lucru. Prin această inițiativă se obține modificarea contractului de muncă, el transformându-se automat într-unul permanent și cu normă întreagă de lucru.

Sesizarea Gărzii Financiare

O primă metodă de sesizare a autorităților este ca respectiva persoană să se adreseze Gărzii Financiare (Guardia di Finanza) prin completarea unui formular care poate fi găsit pe site-ul acesteia.

Plângerea nu poate fi anonimă, dar identitatea celui care o face, precum și declarațiile angajaților luate de către autorități în cadrul inspecției, vor rămâne secrete. Cu alte cuvinte, angajatorul nu are acces la actele adunate în timpul anchetei, și astfel el nu poate afla cine a făcut această plângere.
Acest lucru este necesar pentru a preîntâmpina eventualele presiuni din partea angajatorului asupra celui care a făcut plângerea.

Raportarea unei situații de muncă la negru poate fi făcută și de o terță persoană, care nu are legături cu firma bănuită că practică acest tip de muncă. Practic, acest lucru elimină riscul ca angajatorul să afle, chiar și întâmplător, numele celui care a făcut această plângere.

După primirea plângerii, Garda Financiară decide dacă transmite actele mai departe către Inspectoratul muncii sau desfășoară chiar ea un control.

Sesizarea Inspectoratului de muncă

O altă metodă de a depune o plângere legată de munca la negru este de a apela la cel mai apropiat birou al Inspectoratului de muncă din cadrul Direcției de muncă.

Plângerea se poate trimite prin poșta electronică certificată (PEC) sau prin scrisoare recomandată cu confirmare de primire. Alternativ, o persoană poate depune o reclamație prin prezentarea directă la un birou al Inspectoratului de muncă, unde se va legitima cu un act de identitate cu poză și va completa un formular.

După depunerea plângerii, autoritățile pot acționa în două moduri, în funcție de motivul plângerii:

a) dacă plângerea depusă vizează și neplata drepturilor salariale sau a contribuțiilor către stat, se va impune un acord de conciliere între cele două părți. În cursul întâlnirii pentru conciliere, reprezentantul Inspectoratului de muncă va încerca o împăcare a părților și va impune angajatorului, pe lângă modificarea contractului de muncă, plata tuturor sumelor datorate angajatului. Angajatorului i se va impune un termen-limită destul de scurt pentru plata acestor datorii, astfel încât părțile să se întâlnească curând pentru a vedea dacă datoriile au fost stinse. Dacă nu au fost plătite datoriile către angajat sau contribuțiile la stat, inspectorii vor face controale la acea firmă și vor sancționa drastic firma.

b) dacă în plângere se reclamă doar faptul că în contract nu este trecut timpul real de lucru sau acest contract nu a fost înregistrat, dar angajatul și-a primit integral salariul în funcție de numărul de ore lucrate, inspectorii muncii vor efectua doar un control la respectiva firmă, pentru a se asigura că această practică nu este una curentă. Sesizarea autorităților cu privire la munca la negru aduce firmelor care folosesc această practică amenzi usturătoare, dar și plata datoriilor către angajat și către bugetul de stat corespunzătoare perioadei în care aceste plăți nu au fost făcute.

O astfel de plângere nu garantează însă recuperarea sumelor datorate pentru munca prestată și nerecunoscută, cum ar fi orele suplimentare, concediul medical sau sărbătorile legale. Pentru a recupera aceste sume, salariatul trebuie să dea în judecată firma care nu i-a plătit aceste drepturi bănești.

Ce riscuri implică un astfel de denunț

Dacă nu sunt în situația în care beneficiază în același timp și de indemnizație de șomaj, cei care fac o astfel de plângere nu riscă nimic. În cazul în care o persoană care lucrează la negru încasează și ajutorul de șomaj, poate fi dată în judecată pentru încasarea necuvenită a indemnizației de șomaj. În acest caz, firma care angajează la negru o astfel de persoană va fi sancționată cu amenzi usturătoare.

Sursa:AvocatNet

domenica 8 ottobre 2017

Conferința “Dezvoltarea durabilă a turismului în România”:Intoarcerea românilor acasa -o soluție pentru a rezolva criza lipsei de personal în turism

Vineri, la Universitatea Ovidius din Constanta ,Organizația neguvernamentală JCI Constanța a organizat Conferința “Dezvoltarea durabilă a turismului în România”, conferinta la care au participat ministrul Turismului, Mircea Titus Dobre ,Presedintele Federatiei Industriei Hoteliere ,Calin Ilie,reprezentanti ai hotelierilor,reprezentanti ai oamenilor de afaceri, agențiilor de turism și organizațiilor de promovare.

La aceasta conferința,Călin Ilie,Președintele Federației Industriei Hoteliere din România, a subliniat ca la ora actuala se constata o lipsa de personal calificat în domeniu si doreste ,ca o soluție pentru a rezolva criza de personal din turism ,atragerea românilor care lucrează în străinătate în acest domeniu, însa ,pentru ca acest lucru sa se întample ,ar trebui ca nivelul salarial din domeniu sa fie mai ridicat pentru ca acestia sa fie motivati sa se intoarca acasa.

“O soluție mai rapidă ar fi atragerea românilor care lucrează în străinătate și lucrează cu succes în domeniul turismului. Chiar zilele trecute am văzut un studiu că 57 la sută din românii din străinătate ar dori să se întoarcă. Ei se vor întoarce, e partea emoțională care îi face să vină, riscuri mai mici, dar la un nivel salarial ceva mai ridicat și aici trebuie să intervenim și noi, privatul, să facem în așa fel încât să fie atractiv. Am ajuns pe aproape, mai avem puțin, avem bucătari din UK care vin și pun în balanță ce înseamnă să câștigi 2.200 de lire în UK sau să câștigi 800-1000 de euro în România”, a afirmat Călin Ilie.

Recunoaste că mai este mult de lucru pe această temă, dar,cu bunavointa si cu niște stimulente, lucrurile ar putea fi funcționale in viitorul apropiat.

 “Ne-ar ajuta foarte mult ca pe o perioadă de, să spunem, șase luni, partea de chirie să nu fie considerată avantaj de natură salarială, să nu mai punem toate taxele sociale, naveta de la o anumită distanță să poată fi compensată angajatului, tot așa fără costuri suplimentare de natură salarială”, a afirmat președintele Federației Industriei Hoteliere.

In acelasi context,ministrul turismului, Mircea Titus Dobre, a anunțat că până la sfârșitul anului se doreste deschiderea în București a unui centru de pregătire profesională,lucrurile fiind deja avansate in aceasta directie pentru a putea fi functionale in termenul prevazut,dorind de asemenea inființarea unui asemenea centru si pe litoralul romanesc.

 “Noi dorim realizarea și organizarea unor centre de pregătire profesională, adică să ne întoarcem la ceea ce am renunțat acum câțiva ani. Și primul pas îl vom face la București, al doilea pas, suntem în niște discuții avansate, este să avem un centru de genul acesta la Mangalia. Momentan, am renunțat la primul pas care trebuia să se întâmple în Constanța pentru că a apărut în mass-media la un moment dat că a venit Mircea Dobre, ministrul Turismului, și desființează un liceu și aruncă niște oameni sau niște copii în stradă. Și am renunțat. Să rămână Liceul Agricol din Constanța, cu o infrastructură formată din câteva clădiri, din care nu folosesc nici 20 la sută. Nu am fost acolo, știu din ce mi-au zis cei de acolo”, a afirmat Mircea Titus Dobre.

martedì 3 ottobre 2017

Sanremo, ieri la festa per i 9 anni della chiesa ortodossa romena

 Sanremo. Ieri grande festa per tutta la comunità romena che vive in riviera. Si è svolto, subito dopo la celebrazione religiosa nella chiesa ortodossa che si trova vicino alla nuova stazione ferroviaria, il consueto pranzo al quale hanno partecipato un centinaio di persone. Le tavole imbandite nei giardini del parco delle carmelitane.

Quella romena è una delle comunità europee più presenti nella città delle rose. A Sanremo, infatti, i cristiani ortodossi rumeni sono circa 1000 e in tutta la provincia di Imperia vivono 3000 persone che seguono la religione cristiana ortodossa rumena.

Fonte:Liguria 24

"Come fratelli" - Il primo libro che parla della comunità straniera più numerosa in Italia

 A 10 anni dall'ingresso della Romania nell'Unione Europea e a 60 anni dal trattato di Roma

Il prossimo ottobre, sarà pubblicato da EDIZIONI UNICOPLI di Milano e distribuito a livello nazionale, il libro di Marian Mocanu e Irina Niculescu, intitolato "Come fratelli - La fratellanza italo-romena a dieci anni dall'adesione all'Unione Europea"

Il prossimo ottobre, sarà pubblicato da EDIZIONI UNICOPLI di Milano e distribuito a livello nazionale, il libro di Marian Mocanu e Irina Niculescu, intitolato "Come fratelli - La fratellanza italo-romena a dieci anni dall'adesione all'Unione Europea". Sarà il primo libro che affronta il complesso tema della minoranza romena che vive oggi in Italia e il suo percorso d'integrazione. Il volume di 227 pagine è suddiviso in sei capitoli e contiene 30 interviste esclusive realizzate dagli autori a varie personalità italiane e romene, fra cui Gianni Alemanno, Sergio Chiamparino, Franco Frattini, i commissari europei Corina Cretu e Leonard Orban, Mario Moretti Polegato e Flavio Tosi.

"Come fratelli" è il titolo del primo libro scritto da italiani di origine romena che parla d'integrazione nel Bel Paese. La presenza dei romeni in Italia è il più grande fenomeno migratorio di successo proveniente da un paese dell'Unione Europea mai avvenuto nella storia italiana! Un libro dedicato a più di un milione di persone che lavorano, studiano e contribuiscono all'economia e alla società italiana. Edizioni Unicopli di Milano pubblicherà a ottobre 2017 nella collana Occasioni il volume anniversario sulla fratellanza italo-romena a dieci anni dall'ingresso nell'Unione Europea e a 60 anni dal trattato di Roma.

Il punto forte del libro "Come fratelli" sono le 30 interviste esclusive realizzate dagli autori a varie personalità italiane e romene. I protagonisti coinvolti nell'ondata migratoria dei romeni in Italia, prima e dopo l'ingresso della Romania nell'Unione Europea, raccontano la loro esperienza in questo volume. Ecco anche altri nomi: Ileana Popovici (personalità della cultura romena), Andrea Fabiano (direttore Rai Uno), Mons. Anton Lucaci (responsabile Radio Vaticana), Maurizio Molinari (direttore del quotidiano “La Stampa”), Andrea Orlandini (fondatore e presidente di Extrabanca), Silvia Saini Damato (Fondazione Bambini in Emergenza Onlus), S.E. Rev. Mons. Siluan (Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia), Massimo Pollio (Console Onorario della Romania a Genova), Sorina Soare (Ricercatrice Università di Firenze), Giuseppe Fossati (Consigliere Comune di Imperia), Sorin Cehan ( Direttore giornale “Gazeta Romaneasca”).

"Come fratelli" affronta anche nelle sue interviste diverse tematiche di grande attualità e interesse nazionale ed europeo, ecco alcuni estratti del libro: Corina Cretu, attuale Commissario Europeo per le politiche regionali:

“La politica europea lavora non solo per colmare le differenze tra i vari paesi ma anche tra le regioni dello stesso stato.”

Leonard Orban, già Commissario Europeo per il multilinguismo: “Ho menzionato lo sfaldamento est-ovest nel contesto delle crisi con cui si confronta l'Unione Europea, la crisi dei migranti, dove esistono discussioni serie fra gli stati dell'est ed alcuni dell'ovest riguardo alla ricollocazione dei rifugiati.”

“Se guardiamo quelli che arrivano in Italia possiamo constatare che ci sono pochi rifugiati: pochi siriani, iracheni, cittadini dell'Eritrea. La stragrande maggioranza sono migranti economici dall'Africa. Dal punto di vista della legislazione europea, le possibilità per ottenere asilo nell'Unione Europea sono estremamente limitate. Gran parte di quelli che arrivano in Italia dovrebbero essere rimandati nei paesi d'origine, però il processo è complicato. Bisogna fare progressi, affinché gli stati d'origine possano riaccettare i loro cittadini indietro.” Franco Frattini - “La Romania ha un ruolo strategico e geo-strategico molto importante. La frontiera del Mar Nero è una frontiera attraverso la quale passano il crimine organizzato, flussi d' immigrazione illegale, purtroppo il rischio del terrorismo esiste. Quindi, la Romania ha un ruolo sempre più importante di protezione del sud-est europeo. Per questo, l'Unione Europea deve molto aiutare la Romania rendendosi conto che quella è una frontiera geografica che dev'essere custodita molto opportunamente. La Romania avrà un'occasione molto presto, tra 3 anni, quella di presiedere l'Unione Europea per 6 mesi. Questa sarà una prova molto importante per dimostrare la forza e la capacità di questo paese.”

Maurizio Molinari – Direttore del quotidiano La Stampa: “I romeni sono in gran parte integrati. In una città come Torino costituiscono il primo gruppo, quello più organizzato e il più integrato. Nella grande chiesa che c'è sulla piazza Carlina si riuniscono, insomma, appartengono ormai al tessuto sociale della città. Però questo è il risultato di un percorso molto lungo. Non è stato ne una cosa semplice, ne facile.”

Sergio Chiamparino - “Le nazioni dell'Europa orientale sono certamente parte integrante della futura Europa, e sono anche quelle che, per ovvie ragioni, sono destinate ad avere i benefici maggiori dall'integrazione in termini d'investimenti. Naturalmente bisogna che la loro partecipazione alla vita comunitaria sia bilanciata, anche nei doveri di accoglienza verso i migranti. Per questo sono da condannare posizioni come quella espressa dal governo ungherese, che mirano a ricevere dall'Europa solo i benefici, rifiutando di farsi carico di un processo di accoglienza che è invece fondamentale per il futuro dell'Europa stessa.”

S.E. Rev. Mons. Siluan - Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia: “Secondo le nostre statistiche realizzate nelle parrocchie negli ultimi sei anni, ogni anno vengono battezzati in Italia circa 10.000 bambini cristiani ortodossi. Questo significa circa 60.000 bambini che vivono in Italia con le loro famiglie e frequentano la religione cristiana ortodossa.”

I sei capitoli del volume descrivono la comunità romena puntando la luce su particolari distinti: la fratellanza storica fra i due popoli, gli aspetti economici, religiosi, i risvolti socio-culturali, la partecipazione politica e l'immagine dei romeni attraverso lenti mediatiche.

Insieme alle interviste di personaggi di rilievo nazionale e internazionale, "Come fratelli" contiene molte testimonianze d'immigrati romeni di successo che vivono in Italia. Inoltre, gli autori sono italiani di origine romena, due storie d'integrazione conosciute nella minoranza che fa da protagonista. Il volume è stato scritto con la collaborazione di Marco Baratto, storico italiano specializzato in relazioni italo-romene.

Un libro che fa riflettere sul passato, presente e il futuro comune dell'Italia e della Romania in un'Europa unita.

"Come fratelli" potrà essere acquistato da ottobre in tutta Italia ed è già prenotabile su Amazon e siti online come Libreria Universitaria, Feltrinelli, Hoepli, Mondadori ecc.

https://www.amazon.it/fratelli-fratellanza-italo-romena-dalladesione-allUnione/dp/8840019596


Autori Marian Mocanu, classe 1971, vive in Liguria da 23 anni. Già Presidente della Lega dei Romeni in Italia, candidato al Senato della Romania per il Collegio Estero, è impegnato da molti anni a sostegno dei diritti dei cittadini romeni nella società italiana. Dal 2004 lavora contro la discriminazione e per la promozione della Romania. Presente con le sue campagne nei media (tre volte ospite di Bruno Vespa su Rai1, sul TG5 di Canale 5, Italia sul due di Rai2, ma anche Radio Capital, Corriere della Sera, Il Giornale, La Repubblica, Libero, il Secolo XIX, Il Sole 24 Ore). Con Europei per l'Italia ha proposto una modifica di legge a favore dell'iscrizione automatica dei cittadini europei sulle liste elettorali.

Irina Niculescu, classe 1979, vive in Piemonte dal 2004. Laureata in Giornalismo e Scienze della Comunicazione a Bucarest, ha lavorato come giornalista e pubblicitaria. In Italia ha collaborato attivamente con l'associazione socio-culturale Ovidio, la Lega dei Romeni e altre, per la promozione della storia romena.  

Fonte:Lombardia Press

Eduardo, bambino fantasma, per colpa della burocrazia

 Torino, undicenne senza documenti perché manca la firma del padre romeno

Eduardo è un bambino di 11 anni di origine romena, nato e cresciuto in Italia. Vive a Torino con la mamma Elena, ma per lo Stato italiano è un fantasma. Non ha uno straccio di documento che dimostri la sua identità, solo un certificato di nascita che attesta il giorno in cui è venuto al mondo in un ospedale della città. Ma per la burocrazia che ingolfa la pubblica amministrazione, quel foglio di carta non è sufficiente per rilasciargli un documento. E così Eduardo vive in un limbo, sospeso tra l’essere e il non essere. Fa tutto quello che fanno i ragazzini della sua età: va a scuola, gioca in cortile, frequenta gli scout. Ma la sua quotidianità si inceppa quando deve mostrare la carta di identità: non può partecipare alle escursioni dei lupetti, non può andare in gita scolastica, non può varcare i confini italiani, prendere un aereo o molto più banalmente avere la tessera sanitaria.

La storia di Eduardo è raccontata nei verbali del Tribunale dei minori ed è una storia apparentemente normale, scandita da cavilli giudiziari e da una burocrazia spesso ottusa. I problemi iniziano a manifestarsi nel 2016, quando i genitori si separano e il padre se ne va dal nostro Paese. L’uomo ogni tanto chiama il figlio per sapere come sta, ma di fatto è uscito dalla sua vita. E anche il rapporto con la moglie è conflittuale. Tanto che la donna, assistita dall’avvocato Domenico Calderone, decide di rivolgersi alla Giustizia per ottenere l’affidamento esclusivo del figlio. Nel ricorso, Elena racconta come il marito viva ormai all’estero e per questo è irreperibile. «Ho grossi problemi con i documenti di Eduardo, perché suo padre non si è mai preoccupato di rinnovargli il passaporto o di richiedere una carta di identità», si legge nelle carte giudiziarie. Lo scorso giugno, la signora ottiene l’affidamento esclusivo del bambino: nell’ordinanza, i giudici sottolineano l’importanza per il ragazzino di avere un documento. Rasserenata dalla decisione dei togati, la donna si presenta all’anagrafe di Torino, ma qui la carta di identità le viene negata. «Mi hanno spiegato che essendo minore serve la presenza del padre o un altro documento valido. Mio figlio ha solo un vecchio passaporto scaduto e per gli uffici comunali non è sufficiente. Ho provato a chiedere al Consolato romeno un nuovo passaporto, ma l’ordinanza del Tribunale italiano non ha valore nel mio Paese. Non ho trovato nessuno che mi aiutasse a districarmi in questo labirinto».

E così Eduardo ha perso la sua identità. E questo si ripercuote in maniera sottile ma subdola nella sua vita di tutti i giorni. «Mio figlio non può fare nulla per cui sia necessario un documento. Cose semplici, come chiedere la tessera bip per l’abbonamento ai mezzi pubblici o andare in gita con gli scout – racconta Elena –. Pensavo che l’affidamento esclusivo risolvesse tutti questi problemi, invece non è stato così. Sono riuscita solo a fargli prendere la residenza. L’ho iscritto a scuola e frequenta regolarmente, ma se venisse organizzata una gita fuori dai confini italiani lui non potrebbe parteciparvi». E ancora: «Basterebbe una firma del mio ex marito, ma lui per dispetto non ne vuole sapere di aiutarci. Questa situazione sta diventando insostenibile e temo che un giorno Eduardo possa ritrovarsi escluso da qualche attività extrascolastica per lui importante». La soluzione ci sarebbe anche, ma è economicamente dispendiosa, lunga e dal risultato incerto. Sì, perché la mamma dovrebbe far validare l’ordinanza di affidamento dei giudici italiani in Romania: ma ciò significa, di fatto, aprire un nuovo procedimento giudiziario al quale il padre potrebbe anche opporsi, con il rischio che i magistrati romeni rigettino la richiesta. Insomma, la strada è in salita e tortuosa. Intanto Edaurdo va a scuola sperando un giorno di poter mostrare a tutti la sua prima carta di identità.

Fonte:La Stampa

Lavoro e legalità, accordo tra Comune di Vittoria e Ministero rumeno

 Negli uffici dell’Ambasciata della Romania in Italia, si è tenuto, su invito dei funzionari rumeni, un incontro tra l’assessore alle Politiche sociali del comune di Vittoria, Gianluca Occhipinti, e il Ministro consigliere George Milosan, al fine di avviare una reale collaborazione fra i due popoli per una crescita sociale ed economica di entrambe le comunità. “L’idea progettuale presentata dal comune di Vittoria – dichiara Occhipinti - parte dal presupposto che nella nostra terra ormai coabitano diverse etnie. Questo deve essere una opportunità di crescita anziché continuare ad esser inteso come problema.

Le due istituzioni hanno, pertanto, ipotizzato di avviare un percorso che non penalizzi il territorio e le aziende ipparine bensì dia loro gli strumenti per diventare più competitivi nel mercato, rispettando sia le leggi dello Stato e sia la persona. Bisogna “correggere” la cultura del lavoro senza dover “obbligatoriamente” distruggere le aziende. Si è deciso di comune accordo di partire dal bene confiscato in contrada Alecerito sulla Scoglitti – Gela creando un presidio dove offrire servizi tangibili rivolti a coloro che vivono la cosiddetta area “trasformata”.

Contestualmente bisogna attivare importanti azioni di formazione, informazione e sensibilizzazione alle aziende, al fine dare un supporto ad un settore già sofferente a causa delle note macro-contingenze economiche. Entro fine ottobre si terrà una altro incontro nel corso del quale tecnicamente si deciderà come i due attori principali, comune di Vittoria e Stato Rumeno, interverranno per la realizzazione di questo progetto”.  

Fonte:Nuovo Sud

'Pensieri proibiti', Elena Nemes Ciornei presenta il suo ultimo libro

Una raccolta di poesie in italiano e in romeno, che mette in luce l’autrice come donna nella sua pienezza e profondità

Milano ,28 settebre 2017- “Pensieri proibiti” (Edizioni 2000diciasette) è l’ultimo libro di poesia migrante di Elena Nemes Ciornei. La scrittrice italo romena presenterà il testo il 23 ottobre, alle 18,30 alla Libreria Popolare, via Tadino 18, Milano.

Si tratta di una raccolta di poesie, in italiano e in romeno, che mette in luce l’autrice come donna nella sua pienezza e profondità. Una donna che cerca un dialogo spontaneo con tutte le altre donne per parlare di passioni, sensualità ma anche le emozioni della vita di tutti i giorni e le continue lotte. Semplici e immediati, i versi di Nemes Ciornei mostrano al lettore gli angoli più intimi della scrittrice nei suoi aspetti più reconditi e nascosti. Al lettore l’autrice si confessa, propone una sincera catarsi delle sue paure, dell'infanzia violata, dei sogni. Sono versi che parlano anche di integrazione culturale e immigrazione da un punto di vista umano, semplice, quotidiano, senza ideologie.

 Per Stefano Righi “la porta che questo libro apre è quella dell’intimità della percezione. Gli aspetti più reconditi, nascosti, quelli che noi stessi ci sforziamo di tacitare, per far sì che non arrivino in superficie, a turbare, a turbarci. Quella che Elena Nemes Ciornei compie in questo suo viaggio poetico è proprio un’operazione di sdoganatura del proprio sentire più profondo, che ci viene offerto con sincerità e totale trasparenza. Senza filtro. Ed è questa immediatezza del sentire che ci avvicina all’autrice, perché tutti, come lei, intimamente pensiamo che, dopo tanta pioggia presa, anche noi ci meritiamo un arcobaleno.”

Nemes Ciornei dichiara che le sue poesie vogliono essere "un canto alla vita, alla sua pienezza, all'umanità". Vuol "parlare agli altri senza freni", mostrare al lettore la sua "deliziosa ossessione", il suo ottimismo, ma anche i propri timori, le insicurezze: "La mia anima alberga pensieri proibiti. / E' proibito piangere appena svegliati / e non sorridere alla vita. / E' proibito arrendersi /e non lottare per quello in cui credi. / E' proibito non fare qualcosa per te stessa, / pensare ai baci proibiti che bruciano / più del fuoco..."

Forte nei versi di Nemes anche l’eco della terra natia: le poesie sono state pensate e scritte in italiano ma riemergono in romeno grazie alla libera traduzione dello scrittore romeno Alexandru Toma. Un libro doppio perché quelle di Toma, che non consce l'italiano, sono poesie nuove. Sono versi nati dal dialogo originale con Nemes Ciornei che trasmette il senso originario per essere plasmate con una nuova rima e metrica in romeno.

Elena Nemes Ciornei nasce nel 1953 a Ploiesti in Romania e dal '91 è in Italia con la famiglia alla ricerca di una nuova vita. Nel 2012 esordisce con una selezione di poesie in "Poesia d'amore...in terra di lavoro" (Brignoli edizioni) e nel 2013 con lo stesso editore pubblica la prima silloge "Pensieri sparsi" che riceve grande eco sulla stampa nazionale.

Fonte:Il Giorno

Nel libro di Mocanu e Niculescu la fratellanza italo-romena

Il volume contiene 30 interviste ad altrettante personalità dei due Paesi tra cui Gianni Alemanno, Sergio Chiamparino e Maurizio Molinari Maurizio Molinari è uno dei personaggi della cultura intervistati nel libro La fratellanza italo-romena a 10 anni dall’adesione all’Unione Europea. È il sottotitolo del volume «Come fratelli» (Edizioni Unicopli), scritto da Marian Mocanu e Irina Niculescu. Si tratta del primo libro che affronta il complesso tema della minoranza romena che oggi vive in Italia e il suo percorso d’integrazione. Il volume, già in vendita on line e in arrivo a ottobre in tutte le librerie, ha 227 pagine ed è suddiviso in 6 capitoli che affrontano vari argomenti (lavoro e imprenditoria, fede e spiritualità, promozione culturale, politica e diritto di voto, mass media).

Contiene 30 interviste esclusive realizzate dagli autori a varie personalità italiane e romene. Fra queste figurano quelle a Gianni Alemanno, Sergio Chiamparino, Maurizio Molinari, Franco Frattini, ai commissari europei Corina Cretu e Leonard Orban e a Flavio Tosi. Ma anche a personalità della cultura romena come Ileana Popovici e Sorin Cehan. Marian Mocanu, 46 anni, vive in Liguria da 23 anni (abita ad Andora).

Già presidente della Lega dei Romeni in Italia, candidato al Senato della Romania per il Collegio Estero, è impegnato da molti anni a sostegno dei diritti dei cittadini romeni nella società italiana. Irina Niculescu, classe 1979, vive in Piemonte dal 2004. Laureata in Giornalismo e scienze della comunicazione a Bucarest, ha lavorato come giornalista e pubblicitaria.

Fonte:La Stampa

Cosenza – Primo corso di “Colf Generico Polifunzionale”

È stato presentato nella sede della Provincia di Cosenza, che patrocina l’iniziativa, il primo corso di formazione di “Colf Generico Polifunzionale”, finanziato dall’Associazione Domina e fortemente voluto dalla Presidente di Senior Italia Federanziani Calabria, Maria Brunella Stancato.

Il percorso formativo è stato programmato in sinergia con l’Associazione Dacia Comunità Rumena in Calabria, che ha sede proprio nel capoluogo bruzio, ed è indirizzato prettamente al popolo rumeno residente e non nella provincia cosentina. Un’idea professionalizzante progettata insieme all’Associazione Nazionale Biologi senza Frontiere, supportata per l’occasione dalla Project Life, Scuola di Formazione Professionale accreditata alla Regione Calabria.

A moderare la conferenza stampa di presentazione è stata la Presidente di Senior Italia Federanziani Calabria, Maria Brunella Stancato. Sono intervenuti: il Presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci; l’Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, Vincenzo Tamburi; il Consigliere Provinciale, Felice D’Alessandro; il Presidente dei Biologi Senza Frontiere, Giovanni Misasi; il Presidente dell’Associazione Dacia Comunità Rumena in Calabria, Gabriela Mocanu, insieme ad Anna Sciò dell’Associazione Domina. Ospiti importanti della conferenza sono stati Ioan Iacob, Console di Romania, e il Console Capo, Carmen Liliana Iacob, entrambi di sede a Catania.

Di seguito alla presentazione si è svolto un interessante incontro presso la sede dell’Associazione Dacia Comunità Rumena di Cosenza, sita in Via Galluppi, al quale hanno preso parte attiva i due Consoli della Romania e il Presidente di Senior Italia Calabria. La realizzazione del corso prevede la creazione di un Servizio di Segretariato Sociale rivolto alle famiglie che hanno la necessità di utilizzare tali figure professionali e che, a volte, sono costrette a utilizzare il passaparola o l’amico di riferimento per reclutare una persona formata che si prenda cura della persona bisognosa.

Il bisogno da parte delle famiglie di avere delle persone di fiducia a cui affidare i propri cari è fortemente sentito, abbondante nella richiesta e quasi vitale, perché chi lavora ha la necessità di avere un supporto da parte di questa figura professionale.

Purtroppo, all’interno dell’organizzazione economica italiana, non esiste un sistema di aiuto/ricerca di tale figura. Esiste la tutela del lavoratore, ma non la tutela del datore di lavoro. L’Associazione Domina, che finanzia il progetto di formazione, si occupa invece di tutelare sia il datore di lavoro, in questo caso l’anziano, che il lavoratore, ovvero l’Assistente Familiare.

Senior Italia, che si occupa generalmente della problematiche che riguardano gli over 60+, in particolare di tutelare il diritto alla salute, per meglio poter gestire le difficoltà quotidiane cerca di aiutarli attraverso la creazione di reti tra Enti.

Fonte:strill.it