La comunità romena in Italia

La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

Bun găsit pe site! Benvenuto!

Comentează articolele publicate!

martedì 25 giugno 2019

La cittadinanza al tuffatore romeno: ma per ora niente Europei giovanili


20 giugno 2019
La cittadinanza al tuffatore romeno: ma per ora niente Europei giovanili
di Stefano Arcobelli

Eduard Timbretti Gugiu

Il decreto del ministero dell’Interno, atteso da oltre due anni, è stato trasferito oggi alla prefettura di Cuneo, che ha informato papà Sandro: suo figlio Eduard Timbretti Gugiu, 17 anni, nato in Italia da genitori romeni, è a tutto gli effetti un cittadino italiano. E, dopo settimane di appelli e interessamenti trasversali, può sperare di partecipare agli Europei giovanili in programma dal 25 al 30 giugno in Russia. Il posto tra gli azzurrini gli spettava di diritto per i suoi risultati dalla piattaforma da 10 metri e anche dal trampolino da 1 e 3 metri (ha 16 titoli nazionali), ma senza cittadinanza i suoi primati sportivi non valevano per la nazionale. Il padre potrà ora fare giuramento in municipio, a Cuneo, e poi la cittadinanza italiana si trasferirà anche al figlio minorenne. Gli altri convocati in nazionale stanno raggiungendo oggi Roma per la finitura al centro di preparazione olimpica. La partenza per il Kazan è prevista per sabato. Il giuramento del padre Sandro, sulla Costituzione, è stato organizzato in pochi minuti stamattina in municipio a Cuneo, espletate le ultime pratiche burocratiche. Eduard sarà cittadino italiano da mezzanotte, ma adesso ci sono da rivolere tutte le questioni sportive perché diventi anche un atleta italiano per la Federazione nazionale di nuoto. «Chi è nato, vissuto e studia in Italia non può non essere considerato un cittadino italiano – commenta il sindaco di Cuneo, Federico Borgna -. Trovo assurdo chi sostiene il contrario».

 La nota federale: “Sono molto felice – racconta Edy – Già mi sentivo italiano al 100%, ora lo sono anche formalmente. Mi sento come prima, ma con un pezzo di carta in più che mi permetterà di gareggiare a pieno titolo ai campionati italiani ambendo alla convocazione in nazionale. Il mio sogno è l’Olimpiade di Tokyo 2020”. L’iter per ottenere la cittadinanza italiana è stato avviato dai genitori di Eduard Cristian il 30 dicembre 2016, dopo aver atteso nel biennio precedente la formalizzazione dello ius soli che auspicavano. Nelle ultime settimane, grazie anche al sostegno della città di Cuneo, di molteplici autorità cittadine e della Federnuoto, si è giunti a conclusione positiva. “Ringrazio tutte le forze politiche che si sono unite per sostenere la nostra richiesta – afferma il papà Sandro – In particolare il presidente della Federnuoto Paolo Barelli; sappiamo che ha lavorato moltissimo per velocizzare l’iter procedurale”. Tra i primi in ogni categoria di appartenenza dalla piattaforma, Eduard Cristian non è ancora convocabile per la nazionale italiana perché ha gareggiato nel 2015 per la Romania in un meeting a Dresda (23-26 aprile). La Federnuoto ha avviato con la Fina l’iter per l’acquisizione della cittadinanza sportiva italiana. Il percorso azzurro di Eduard Cristian Timbretti Gugiu è ormai a un passo”.

Fonte: La Gazzetta dello Sport


Leggi anche:
Campione di tuffi senza cittadinanza: oggi Eduard compie 17 anni e sogna la Nazionale azzurra

Francia-Romania, il pari annunciato elimina l'Italia: niente gol nel match di Cesena

Francia-Romania, il pari annunciato elimina l'Italia: niente gol nel match di Cesena
SPORT & CALCIO & NAZIONALI
Lunedì 24 Giugno 2019 di ​Vanni Zagnoli

E biscotto è stato, tacito, intelligente, partita vera ma niente gol e allora è festa per i 12mila romeni che allo stadio Dino Manuzzi mettono i brividi. I gialli sono in semifinale, con la Francia, come la Spagna e la Germania. Viene in mente la Romania di Mircea Lucescu, agli Europei dell’84, al posto dell’Italia, cenerentola ma orgogliosa.

Che serata per un’etnia che in Italia è irrisa, il discorso rischia di essere razzistico, è un attimo, ma tanti immigrati sono dediti al malaffare, milioni di belle, nel mondo, alla prostituzione.

Ecco, è stata la loro festa, impressionante, dannata, per l’Italia, con la curva a sinistra vuota e il resto gialloblù, con il figlio di Hagi a trascinare e a traccheggiare e l’uscita del portiere francese nel finale a evitare il gol che avrebbe eliminato la Francia e qualificato gli azzurri. C’è il figlio di Thuram, in campo, fra due soli giocatori bianchi, di movimento, altro discorso che rischia di sfociare sempre nel razzismo. La multietnicità è transalpina, si avverte la voglia di arrivare in fondo, anche fra i giovani, come per i due mondiali e l’Europeo vinto, ma due manifestazioni su tre a livello assoluto erano state ospitate, dalla Francia.

Gli azzurrini sono in albergo, a Zola Pedrosa, speravano in una sportività superiore, in una vera voglia di battersi, non come il 2-2 fra Svezia e Danimarca, a Euro 2004. I biscotti fanno parte della storia dello sport, è vietato scandalizzarci, avviene in ogni sport e soprattutto nel pallone

Esulta il figlio di Hagi, dunque, che nella Fiorentina non ha trovato spazio, sembra il papà, ma Georghe era ovviamente un’altra cosa, non solo a Brescia. E’ la sera dei gialli, eliminati dall’Italia a Euro 2000, in Belgio e Olanda, e ora eliminanti dell’Italia.

Il finale è movimentato solo dai cambi e dal tifo e dalla parata di Bernardoni, mentre il portiere del Genoa Radu neanche si sporca i guanti. Gli applausi sono per Puscas, centravanti ex Inter e Sassuolo, Novara e Palermo, e per il tecnico Radoi. E’ il punto più alto di una nazionale romena, è il riscatto di un popolo, di gente anche per bene, che cerca il riscatto anche in Germania. “Oh Rumenia, oh Rumenia”, cantano nel settore distinti, è una nenia leggera, come i brani della Pasqua ortodossa. In tribuna per la tv francese c’è Daniel Bravo, compagno di Thuram padre, nel Parma. Emozioni. Grazie alla Romania, che meritava di vincere. Finisce con la ola di messicana memoria. In tribuna c’è anche Davor Jozic, libero del Cesena dall’87 da allora sempre in Romagna.

E’ festa romena, come solo nell’86, con la Steaua di Bucarest sul tetto d’Europa. E’ festa in tribuna, è gioia per un’etnia. Le semifinali saranno a Bologna e a Reggio, niente Italia, che resta la più vincente della storia. La Romagna chiude qui, la finale sarà a Udine.

Nell’altro match, 3 a 3 fra l’Inghilterra e la Croazia, a Serravalle, di San Marino, Francia e Romania passano con 7 punti. Succede. Suonano "Questo è l'ombelico del mondo", come quando al Manuzzi c'era la serie A, adesso sarà solo C, per questo per Cesena sono state 3 serate speciali.

Le semifinali si giocheranno giovedì 27 giugno: Germania-Romania a Bologna (ore 18), Spagna-Francia a Reggio Emilia (ore 21).

Fonte: Il Messaggero


Leggi anche:
Cesena, sangue e lacrime all’Europeo under 21: tifosa rumena ferita al Manuzzi
Italia eliminata dal pareggio annunciato tra Francia e Romania

AlMeni incorona il miglior gelatiere: il rumeno George

AlMeni incorona il miglior gelatiere: il rumeno George. Seconde Romina e Laura di Puro e Bio
La giuria ha valutato i partecipanti e i gusti di gelato inventati per l'occasione
Romina e Laura di Puro & Bio Rimini e Bellaria

Attualità Rimini 23 giugno 2019

E' stato decretato ieri, sabato 22 giugno, il vincitore del concorso "Mo.Ca. Challenge", che si è tenuto nell'ambito di Al Meni a Rimini.

Degli undici gelatieri in gara, si è aggiudicato il primo premio (un viaggio a Ibiza) George Harpa di Biobio Bucarest, con il suo gusto di gelato alla "Ricotta e olive", un delicato gelato alla ricotta vaccina variegato con olive dolci.

La giuria composta dalla food blogger e fotografa Manuela Bonci, dalla giornalista e blogger Antonella Zaghini, dallo chef Davide Di Fabio, dalla giornalista Laura Ravasio, da Alfredo, uno dei ragazzi del Centro 21 di Riccione e da un giovanissimo Alberto, ha conferito il secondo premio a Romina Rossi e Laura Casanova della gelateria Puro & Bio di Rimini e Bellaria, con un particolare gusto alla"Lavanda", alla vaniglia Tahiti con fiori di lavanda e salsa ai mirtilli.

Gusto, creatività, struttura del gelato e, dato che 'anche l'occhio vuole la sua parte', la relativa presentazione sono stati gli elementi sui cui i giurati sono stati invitati a votare.

Tutti i maestri gelatieri si sono sbizzarriti con proposte molto particolari.

Fonte: Alta Rimini

Udine, mistero sul corpo della parrucchiera trovato nel bosco

23 Giugno 2019
di Laura Pellegrini

La donna si stava recando in visita ai parenti per le vacanze pasquali. Il suo corpo è stato trovato in un bosco vicino alla città natale.

Anamaria Catalina Suru è una cittadina italiana di origine romena morta a 29 anni. Viveva a Udine, dove lavorava come parrucchiera. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita nell’aprile scorso in un bosco al confine con la Serbia: sulla sua morte, infatti, sono ancora aperte le indagini. Sul giallo stanno indagando la Procura della Repubblica di Udine e i magistrati romeni.

Un giallo ancora aperto
Lo scorso 22 aprile nei boschi della zona di Caras-Severin, non lontano dal confine con la Serbia, è stato rinvenuto il corpo di Anamaria Catalina Suru. La 29enne viveva da anni a Udine ed era conosciuta in città per le sue doti da parrucchiera. Secondo le prime ricostruzioni, inoltre, la ragazza si sarebbe recata in visita ai parenti nel corso delle vacanze pasquali. La sua scomparsa, infatti, risale al 18 aprile, grazie alla denuncia del fratello della donna. Dopo diversi giorni di ricerche, infine, la polizia ha rinvenuto il corpo morto della donna a lato della strada forestale che conduce a Resita, luogo di nascita della 29enne.

I magistrati romeni hanno aperto un’indagine per scoprire le cause che hanno portato al decesso.

La procura di Udine
Anachiara aveva acquistato la cittadinanza italiana e perciò la procura di Udine si sta occupando del giallo. L’autopsia sul corpo della donna non ha registrato segni di importanza significativa. Tuttavia, gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime azioni della donna. Il procuratore capo Antonio De Nicolo ha dichiarato al Messaggero: “Abbiamo aperto un fascicolo, ma attendiamo di avere notizie certe dalle autorità romene perché al momento il quadro non è per nulla chiaro, ne stiamo seguendo l’evoluzione”. Nel frattempo, sui profili social della donna sono apparsi numerosi messaggi di cordoglio.

Fonte: Notizie.it


Leggi anche:
E' giallo sulla morte di Anamaria Cătălina Suru

Raccolta di fondi per i funerali in Romania di Dumitru Botan

Vetralla - Gli amici del 30enne, morto in seguito a un incidente col trattore, lanciano un appello

Botan Dumitru

Vetralla – Una raccolta soldi per i funerali in Romania di Dumitru Botan.

Un gruppo di amici di Vetralla si sta muovendo per raccogliere la cifra necessaria per riportare in Romania il corpo di Dumitru Botan, il 30enne morto in seguito a un incidente col trattore mercoledì mattina a Vetralla.

Servirebbero 5500 euro. Ed è così che lanciano un appello per far sì che Dumitru possa fare ritorno nel suo paese di origine e svolgere il funerale.

Il giovane, che viveva con la sua famiglia, lavorava per una ditta di legnami, si è ribaltato col trattore in un bosco, in località Acquaspasa, nel territorio di Soriano nel Cimino, proprio mentre raccoglieva la legna.

Un tragico incidente che non gli ha lasciato scampo.

Lascia la moglie e due figli.

I CONTATTI PER ADERIRE E FARE UNA DONAZIONE:
TEL: 3486430283
BOTAN ANCA PETRUȚA:
IBAN: IT88S0200873350000105049304

Fonte: TusciaWeb


Leggi anche:
''Aiutateci a riportare Dumitru a casa''
Uomo morto schiacciato dal suo stesso treattore

Nettuno, 20enne si arrampica sul tetto del treno: muore folgorato sotto gli occhi del fratellino


Domenica 23 Giugno 2019
di Ivo Iannozzi

Nettuno, 20enne si arrampica sul tetto del treno: muore folgorato sotto gli occhi del fratellino
Tragedia nella notte alla stazione ferroviaria di Nettuno, in provincia di Roma, dove un ragazzo di nazionalità romena di venti anni, Cercel Florin, è morto folgorato dopo aver toccato i fili della rete elettrica che corrono lungo il tetto del treno. La tragedia si è consumata intorno alle 2 quando il giovane con altri amici ha raggiunto la stazione. Per giocare, si è arrampicato sul tetto del convoglio fermo al binario 1.

Il dramma si è consumato in pochi minuti: il ragazzo ha infatti toccato i fili della linea elettrica che alimenta la rete tra i vagoni 3 e 4 ed è rimasto folgorato. Gli amici lo hanno subito soccorso ed hanno dato l’allarme al 118. Quando i sanitari sono arrivati hanno tentato una disperata azione di rianimazione, ma non c’è stato niente da fare; sull’episodio indagano i carabinieri. Il corpo dello sfortunato ragazzo è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Ipotesi di una bravata finita male. È morto davanti agli occhi del fratello di 16 anni Florian Cercel, il ragazzo di 20 anni rimasto folgorato nella notte mentre saliva sul tetto di un treno fermo alla stazione di Nettuno. Lo si apprende da fonti investigative. Il 20enne era in compagnia di amici nella stazione di Nettuno che la sera diventa un punto di ritrovo per i ragazzi della zona. L'ipotesi è che si sia trattato di una bravata finita male. Il giovane era in compagnia del fratellino e di altri tre amici tra cui una ragazza. Inutili i tentativi di rianimazione da parte del personale del 118.

Fonte: Il Messaggero


Leggi anche:
Nettuno, una scarica elettrica da 3.200 volt ha ucciso il ventenne romeno Florin Cercel
Nettuno, 20enne si arrampica sul tetto del treno: muore folgorato sotto gli occhi del fratellino

Torino, bimba muore a un anno investita dall'auto della mamma

Torino, bimba muore a un anno investita dall'auto della mamma
I soccorsi arrivati a Villarbasse
L'incidente a Villarbasse, nel Torinese. I sanitari del 118 subito intervenuti non sono riusciti a salvare la piccola. La madre sarà indagata per omicidio colposo

di Carlotta Rocci
20 giugno 2019

Una bambina di un anno (avrebbe compiuto due anni a dicembre) è morta questa mattina, investita dall'auto della mamma nel cortile di casa, a Villarbasse. La bambina di nome Emilia P. viveva nel centro del paese. La mamma, che ha un altro figlio di 9 anni, sarà indagata per omicidio colposo come previsto dalle norme in questi casi. L'auto, una Dacia Logam startion wagon, è stato posto sotto sequestro.

La piccola è rimasta schiacciata, per liberarla sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Sull'accaduto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri e della polizia municipale. Ancora da stabilire la dinamica dell'incidente anche se non è escluso che la bambina sia sfuggita al controllo della nonna. Inutili i tentativi del 118, i medici non hanno potuto fare nulla. La famiglia, di origine romena, viveva da tempo del centro della Bassa Val di Susa.

Affranto il sindaco Eugenio Aghemo: "E' una famiglia romena perfettamente integrata in paese. A cui siamo molto vicini. Siamo sconvolti".

Fonte: La Repubblica

Irpinia, giallo sulla morte di un bracciante romeno

Avellino
di Katiuscia Guarino

Lo hanno ritrovato privo di vita all'interno di un casolare lungo la strada che porta da Forino a Moschiano. Le cause del decesso sono ancora da chiarire. Ma con molta probabilità si tratta di cause naturali. In ogni caso, la salma è a disposizione dell'Autorità giudiziaria per ulteriori accertamenti dopo un primo esame esterno da parte del medico legale.

Un dramma che ha sconvolto la comunità di Forino dove D.A., 52 anni originario della Romania, risiedeva da tempo. Si era trasferito in Italia per lavorare, alla ricerca di un'esistenza migliore. Era impiegato come bracciante agricolo presso un'azienda della zona, insieme ad altri connazionali. Una persona conosciuta, che non era difficile incontrare in giro per il paese. L'altra sera la macabra scoperta.

Da diverse ore non si avevano più notizie. Quindi la decisione di entrare in quell'abitazione che era la sua residenza. Il 52enne romeno era riverso a terra. Per lui era ormai troppo tardi. Forse il decesso risaliva a qualche ora prima. Immediata la richiesta di intervento ai carabinieri.

Gli uomini dell'Arma si sono fiondati sul posto. È subito scattato il protocollo per circoscrivere la scena e consentire agli specialisti di eseguire tutti i rilievi del caso. Effettuato anche un primo esame esterno del corpo, che avrebbe escluso la presenza di segni di violenza.

Si propende, quindi, per la morte naturale provocata da un malore sopraggiunto quando il 52enne si trovava da solo nell'edificio della periferia del paese. Forse un'emorragia interna alla base del decesso.

Venerdì 21 Giugno 2019

Fonte: Il Mattino

Romeni che lavorano all’estero? Si può ricevere l’assegno per i figli anche se stanno in Romania

Autore: Giacomo Mazzarella | Lavoro
17 giugno
Romeni che lavorano all’estero? Si può ricevere l’assegno per i figli anche se stanno in Romania

Un diritto comunitario prevede l’indennità a prescindere che i bambini siano residenti in Romania o nel paese dove lavora la mamma o il papà

In Italia si chiamano assegni familiari o assegni per il nucleo familiare e sono le prestazioni che vengono erogate dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps) ai lavoratori dipendenti. Una prestazione che spetta anche ai lavoratori di nazionalità straniera legalmente in Italia e a norma di legge assunti. Indennità del genere sono presenti in qualsiasi altro paese comunitario e la normativa europea prevede che un lavoratore possa far richiesta dell’indennità anche se i proprio figli non sono residenti nel paese in cui lavora, cioè anche se questi figli stiano ancora nel paese di origine del genitore espatriato per motivi di lavoro. Un caso assai frequente per molti lavoratori e lavoratrici di nazionalità rumena, spesso impiegati come collaboratori domestici e badanti. Persone che lasciano le proprie famiglie, anche i figli per cerare fortuna nell’Europa occidentale, i Italia come in Francia, in Germania come in Spagna. Per questi il diritto all’indennità spettante per i figlia non viene perso, anzi, richiedendolo nel paese dove si presta servizio si può ottenere un trattamento economico migliore rispetto a quello che si percepirebbe chiedendolo alla Previdenza Sociale rumena. In parole povere, i rumeni che lavorano all’estero possono ricevere indennità per i loro figli anche nel loro paese di occupazione e residenza.

Cosa occorre sapere

A Roma 800 esperti internazionali per il World Congress on Thyroid Cancer 02:38Online la mappa dei centri malattie rare, il 55% è al Nord01:20World Congress on Thyroid Cancer. Bellantone: “Italia leader nella cura al cancro della tiroide” 03:41Sma, Banfi: «I racconti de 'Lupo racconta la Sma' aiutano a comprendere malattia»01:17Salus Tv n. 26 del 26 giugno 201915:28Ogni persona del mondo ha il diritto di curarsi01:27Sma, Sansone: «Con terapia presintomatica ottimi risultati in pazienti lattanti»02:1225204601:21Droni per localizzare mine antiuomo 01:18Fnomceo, bene giovani medici in corsia ma ora patto con professione00:50Sma, Bertolazzi: «Partecipazione a 'Lupo racconta la Sma' conferma nostri valori»01:20Sma, Rasconi: «Per migliorare lotta a malattia più consapevolezza e investimenti»01:19Influenze del metabolismo e della microflora intestinale sul cervello 01:40World Congress on Thyroid Cancer. Lombardi: “Chirurgia personalizzata ulteriore evoluzione della conoscenza della patologia” 08:01Sma, Lauro: «Comunità Sma vive momento straordinario»00:54World Congress on Thyroid Cancer. Randolph: «Farmaci sempre più mirati per cancro alla tiroide» 04:13La «Generazione Y», argomento di discussione durante il WCD201901:18: «Dinalmente proposta farmacologica certa»01:07Aifa, risolta carenza medicinale anti-Parkinson00:50Sma, Casiraghi: «Libro di favole è strumento per genitori di figli con malattia»02:06
Si chiamano indennità europee e sono un vero e proprio sussidio destinato a garantire la sicurezza sociale per le famiglie dei lavoratori dipendenti residenti o occupati in un paese della Comunità Europea. Indennità che sono appannaggio dei bambini in cura e che devono essere erogate al lavoratore alla stregua di quelle che avrebbe percepito se fosse rimasto in Romania, a vivere e lavorare. I lavoratori che sono anche genitori, hanno diritto a ricevere questa indennità a seguito della loro attività e devono percepirla nella misura stabilita dalla legislazione del paese in cui lavorano, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno figli con loro.

Come fare per ottenere l’indennità?
Per ottenere l’indennità comunitaria occorre rivolgersi all’Istituto romeno che si occupa di queste pratiche familiari, cioè AJPS ed allo Stato dove si risiede e si presta servizio. In Italia per esempio tale ruolo è svolto dall’Inps, mentre in Romania, si chiama Agenzia nazionale per le prestazioni sociali.

Per ottenere l’indennità occorre presentare il modello E411 agli Enti di cui parlavamo prima, che saranno quelli preposti al pagamento fisico dell’indennità. In linea generale ed in media, prendendo a riferimento l’Italia, unico paese dove l’assegno è commisurato al reddito, tale indennità è pari a 250 euro al mese per lavoratori e famiglie che guadagnano meno di 1.000 euro al mese, mentre tende a scendere con il salire del reddito. Per esempio, laddove si avesse un reddito mensile pari a 2.500 euro, l’indennità per ciascun figlio sarebbe di solo 40 euro al mese. In Italia inoltre esiste la possibilità di recuperare anche gli assegni arretrati, fino ad un massimo di 72 mensilità, cioè 5 anni.

Fonte: Ultimora

------------------------------------

Românii care lucrează în UE au dreptul sa primeasca alocația si pentru copii rămasi in România.

Dreptul comunitar prevede recunoasterea alocatiei, indiferent dacă copiii locuiesc în România sau în țara în care lucrează mama sau tatăl.

Citeste articolul de mai sus.

Naspi 2019 Cererea de șomaj: documente necesare și cum se calculeaza suma

Naspi 2019, cererea de aplicare pentru șomaj si documentele necesare: aici ghidul complet cu instrucțiunile pentru calcularea sumei plătite de INPS.

Domanda di disoccupazione Naspi 2019: documenti, requisiti e calcolo importo

Come fare domanda di disoccupazione per la Naspi 2019, quali i requisiti ed i documenti necessari: ecco la guida completa con le istruzioni per il calcolo dell'assegno erogato dall'INPS.
su Informazione fiscale


giovedì 20 giugno 2019

Campione di tuffi senza cittadinanza: oggi Eduard compie 17 anni e sogna la Nazionale azzurra

Nato a Cuneo da genitori romeni: il regalo di compleanno potrebbe arrivare da Mattarella

Eduard Timbretti Gugiu (foto di Danilo Ninotto per La Stampa)

Pubblicato il 18/06/2019
Lorenzo Boratto
Cuneo

C’è una domanda di cittadinanza italiana per un giovane atleta cuneese, solo per la burocrazia romeno, che aspetta da due anni e mezzo una risposta. Lui si allena tutti i giorni e spera in ogni momento, «ma non mi illudo». Oggi Eduard Timbretti Gugiu compie 17 anni. Nato a Cuneo da genitori romeni, è vice campione italiano di tuffi dalla piattaforma da 10 metri. Ma solo per i risultati, non ufficialmente. Perché non può vincere titoli e non può gareggiare all’estero per gli «azzurri»: non ha la nazionalità italiana.

La sua scuola, il liceo «Peano Pellico» di Cuneo, la scorsa settimana ha inviato un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo le richieste (vane) dei genitori e della Fin, la Federazione italiana nuoto. La lettera-appello l’ha scritta il dirigente Alessandro Parola: «Conosciamo la sensibilità del Presidente Mattarella per questi temi: una segnalazione pubblica poteva essere decisiva. Parliamo di un ragazzo con ottimi voti (ha appena terminato la terza Scientifico con la media del 7, ndr), che sostiene allenamenti impegnativi ogni giorno ed è molto aiutato dai compagni. Il suo sogno è diventare italiano a tutti gli effetti, come si sente ed è. Siamo stati informati dal consigliere politico del Presidente Mattarella, Gianfranco Astori, che la pratica sarà sul tavolo del Quirinale domani (oggi, ndr) e sarà esaminata con attenzione. Siamo fiduciosi».

Anche nel giorno del suo compleanno, come ieri e tutti i giorni prima, il giovane campione correrà ad allenarsi a Torino sperando in un telefono che squilla e la Prefettura che lo informa: «Richiesta accolta». Non è successo dal 2017 ad oggi. «Spero, mi farebbe piacere, ma non posso montarmi la testa - dice -. Ci ho creduto così tanto prima che ora solo disilluso. Posso solo allenarmi, migliorarmi. Gli Europei giovanili a Kazan, in Russia cominciano il 25 giugno, ma i sei convocati si trovano già a Roma la settimana prima». Ovvero domani.

Un posto che gli spetterebbe per i risultati, ma non è «ufficialmente» italiano: «Guarderò i compagni sul web, non credo che passino l’evento in tv».

Anche i genitori Sandro e Michela non vogliono illudersi: «In questi anni abbiamo perso tempo e soldi: ogni volta c’era un bollo da pagare o una traduzione da certificare. Dopo tanta attesa, non ci speriamo più». Ancora Eduard: «Se andasse male anche questa volta aspetterò i 18 anni: in quel caso la cittadinanza non sarà automatica, ma almeno posso fare domanda e sperare in una risposta in tempo certi. Il mio obiettivo? Le Olimpiadi di Tokyo». Al via a fine luglio 2020.

«L’appello della mia scuola? Può aiutarmi e mi ha fatto piacere – prosegue -. In classe non parlo molto di questa situazione. I compagni di squadra sperano per me, anche più di me, come il mio allenatore Claudio Leone. In squadra siamo amici, dicono che me lo merito anche se sanno che la mia convocazione toglierebbe il posto a un altro. Ma i tuffi sono una sfida con te stesso: tutto è nella performance. Puoi avere fortuna o sbagliare un tuffo che hai fatto in modo perfetto mille volte. C’è tensione, conta solo cosa si fa in gara». Ultima domanda: che cosa desideri come regalo di compleanno? Risponde cauto: «Qualche cioccolatino a fine allenamento. E poi la cittadinanza italiana».

Fonte: LA STAMPA