La comunità romena in Italia

La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza dal paese natale.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

Comunitatea Românească în Italia

Locul unde comunitatea românească se regăsește zilnic în știri, noutăți, mărturii, informații și sfaturi, pentru a nu uita rădăcinile și a trăi mai bine departe de țara natală. Informații utile pentru românii care trăiesc în Italia, despre oportunitățile pe care le oferă realitatea din jur și pentru a deveni cetățeni activi.

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lunedì 18 novembre 2019

Trupa Voltaj în sfârșit la Torino!


Trupa Voltaj în sfârșit la Torino!!!

22 februarie 2020 – Sala Polivalentă Palavela Torino - singurul oraș din Italia pe harta turneului aniversar „Ca la 20 de ani”

Pentru prima oară în istoria comunității românești din Italia ne propunem să organizăm un eveniment unic. Nu într-una din numeroasele discoteci din oraș, ci într-un loc demn de faima unei trupe precum Voltaj cu un mega show live de 2 ore!

Concertul va avea loc la Sala Polivalentă Palavela în Via Ventimiglia 145, o locație ce va găzdui 7.500 de fani, cu o producție la înălțimea marilor concerte live organizate într-o sală polivalentă.

Pe data de 22 februarie 2020 veți fi martorii unui eveniment de care întreaga comunitate românească din Italia are nevoie și pe care îl merită din toată inima. O comunitate numeroasă, plină de speranțe și proiecte pentru viitor. Familii întregi care au venit într-o altă țară cu visul de a avea o viață mai frumoasă, mai împlinită și mai fericită.

Românii din Italia au nevoie de un astfel de eveniment. Va fi un adevărat tribut adus comunității care a venit în Italia cu o valiză încărcată de visuri și speranțe, făcând sacrificii și trecând peste hopuri deloc ușoare. Este modul nostru de a mulțumi întregii comunități pentru contribuția adusă țării lor de adopție.

Detalii despre organizatori:

Energy For Freedom Srl este o start-up a cărei activitate principală este organizarea de întâlniri și evenimente de diferite tipuri. S-a născut cu scopul de a organiza concertul „Ca la 20 de ani” și de a fi punctul de referință în Italia pentru toate inițiativele din sfera culturală a brandului „Energy for freedom”, cu o atenție deosebită acordată comunităților românești și moldovenești din Italia.

Are o experiență bogată în lumea comunicațiilor antreprenoriale, manageriale și de afaceri, cu abilități în marketing și vânzări, în sectorul de coaching pentru afaceri și, în special, în marketing digital.

Mai mult, echipa organizatoare cunoaște foarte bine comunitatea românească din Italia datorită unei experiențe de douăzeci de ani în mediul asociativ, în general, dar mai ales în cel al comunităților românești și moldovenești.

Pentru informații suplimentare ne puteți contacta pe adresa de e-mail voltaj-torino@energyforfreedom.it sau la numărul de telefon 328 4768492
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EVENTI - 12 novembre 2019

I Voltaj a Torino: unica data in Italia per la leggendaria band rumen

Appuntamento il 22 febbraio al Palavela con "Ca la 20 de ani"
I Voltaj a Torino: unica data in Italia per la leggendaria band rumena


Arrivano a Torino con l'unica data italiana del loro tour. Sono i Voltaj, leggendaria band rumena che il 22 febbraio sarà al PalaVela con il concerto "Ca la 20 de ani" ("Come a vent'anni"). Per la prima volta nella storia della comunità rumena viene organizzato un concerto con questo format. Non un evento in una discoteca, ma in una location degna della fama della leggendaria band dei Voltaj, con uno show live di ben due ore!

Il concerto infatti avrà luogo nell’arena del Palavela in Via Ventimiglia 145, una cornice capace di contenere fino a 7500 fan con una produzione all’altezza di un evento di questa levatura.

"Un grande appuntamento da segnare in agenda per una comunità numerosa, piena di speranze e progetti per il futuro. Famiglie intere che sono venute in un altro paese con il sogno di realizzare una vita migliore, più piena e felice", dicono gli organizzatori.

"I romeni in Italia hanno davvero bisogno di un evento di questo livello - proseguono -. Sarà un vero tributo per una comunità che è venuta in Italia con una valigia carica di sogni e speranze e che ha dovuto affrontare sacrifici superando ostacoli non indifferenti. E' il nostro modo di ringraziare l’intera comunità per il contributo dato al Paese di adozione".

Il Concerto sarà anche l’occasione per sostenere la comunità rumena in Italia grazie ad alcune iniziative pensate apposta.

Fonte: TorinOggi

domenica 17 novembre 2019

Rimini: Al Teatro degli Atti la dittatura rumena nello spettacolo 'Gli sposi'

venerdì 15 novembre 2019

“Gli Sposi, romanian tragedy” andrà in scena al Teatro degli Atti di Rimini mercoledì 20 novembre alle ore 21. È la storia di un'ordinaria coppia di potere. Nicolae Ceausescu ed Elena Petrescu. Entrambi vengono dalla campagna. Si ritrovano a militare nel Partito comunista. Niente sembra distinguerli dai loro compagni, tranne il fatto che sono un po' meno dotati della media: creature senza smalto in un mondo senza orizzonte. Diventati dittatori capricciosi e sanguinari, questi Macbeth e Lady Macbeth dei Balcani hanno seminato la paura nel popolo rumeno per poi finire sommariamente giustiziati davanti alle telecamere, sotto gli occhi del mondo, il 25 dicembre 1989. Una tragedia romena.

In scena Elvira Frosini e Daniele Timpano, autori, registi e attori, condividono dal 2008 un comune percorso artistico sulla scena contemporanea italiana, portando sul palcoscenico i loro corpi che disinnescano, decostruiscono e incarnano le narrazioni della Storia. Con riferimenti dall’accademico al popolare, dialogano con il pubblico restando in bilico tra l'incarnazione di personaggi, mitologie contemporanee, culturali e topoi della Storia, al di fuori da ogni retorica.

Fonte: TR24

Il premio Grenzen al rumeno Florescu

Lun, 11/11/2019

Il premio Frontiere-Grenzen è appannaggio del rumeno Catalin Dorian Florescu. Nel ventesimo anniversario e nella decima edizione il Premio letterario internazionale delle Alpi ha toccato alcuni record importanti: quasi trecento i racconti inviati, sei i Paesi rappresentati.
A Palazzo delle Miniere a Fiera di Primiero si è tenuta la cerimonia di premiazione. Il riconoscimento per la sezione racconti editi è andato allo scrittore Catalin Dorian Florescu, nato in Romania e che dal 1982 vive a Zurigo, in Svizzera. Il suo racconto Ich muss Deutschland è stato scelto dalla giuria come esempio di un «concentrato romanzo neorealistico, nel quale vien fuori l’Europa di ieri e di oggi, con i suoi drammi, le sue chiusure e i suoi muri, e però anche gli atti di ribellione, individuali o collettivi, al pensiero che si vuole dominante e alla paura dell’altro» oltre che per le «notevoli qualità stilistiche».

Nella sezione racconti inediti il primo premio è andato a Renzo Brollo, nato a Gemona del Friuli nel 1971, dove vive e lavora. Il suo La mano di Dio è piaciuto per la capacità di «evocare atmosfere di provincia e spaccati di natura (la campagna che circonda il fiume Tagliamento), così che le sue poche pagine riescono nella difficile sfida di sorprendere il lettore e incantarlo».
Nella stessa sezione inediti segnalati tre racconti: Piccoli amici di Feliciano Casanova de Marco, San Pietro di Cadore (Belluno); Nach dem Gluck di Loredana Monte, Aaran (Svizzera) e Dispersioni di Anna Marinella Siccardi, Milano.

Il Premio Cassa Rurale è andato a Mario Rumor, dii Santa Giustina (Belluno) per il racconto Bambola di pezza.
Assegnato anche per la prima volta il premio dedicato alla memoria di Peter Oberdörfer, per anni nella giuria, prematuramente scomparso. Il doveroso omaggio ad un poeta, artista, sconfinatore sperimentale e costruttore di ponti senza il quale «Frontiere Grenzen» non sarebbe quello che è oggi. La prima edizione del premio che porta il suo nome va a Jörg Zemmler, autore, poeta, musicista, artista, pubblicista e radiogiornalista, nato a Bolzano nel 1975. Scelto dalla giuria per la sua capacità di aggregare e fare rete tra mondi, quello italiano e tedesco in particolare. I membri della giuria - con Carlo Martinelli, Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando presente anche, per la prima volta il premio Strega 2018 Helena Janeczeck - hanno poi sottolineato con soddisfazione la qualità dei racconti, la sempre più crescente capacità di Frontiere Grenzen di tenere fede alle ragioni per cui è nato il Premio e dunque la capacità di coinvolgere, lungo tutto l’arco alpino e attraverso lingue diverse, chi crede nel significato profondo che il racconto e la scrittura possono avere in un momento storico come quello che stiamo vivendo.

In questo senso la cerimonia si è aperta con un messaggio di vicinanza a Liliana Segre e a La Pecora Elettrica, la libreria di Roma data alle fiamme due volte nel giro di pochi mesi.
Tornando al premio, i racconti in lizza erano 102 per la sezione editi, che ha assegnato 4 mila euro al vincitore. 190 invece erano i racconti inediti e al vincitore sono andati 2 mila euro. Erano invece 19 i racconti “locali” che hanno partecipato al Premio Cassa Rurale Dolomiti di Fassa Primiero e Belluno.

Tanti e pregevoli testi editi hanno concorso a questa decima edizione di Frontiere Grenzen. Ha vinto, come detto, «Ich muss Deutschland» di Catalin Dorian Florescu, un racconto compreso nella raccolta «Der Nabel der Welt» (L’ombelico del mondo), del 2017. Il narratore-protagonista del racconto di Florescu è una giovane guardia di confine in servizio in una zona della Romania alla frontiera con la Serbia. Nel momento culminante della vicenda, il poliziotto si slaccia le scarpe, le regala al profugo siriano che aveva arrestato mentre, a piedi nudi e sanguinanti, voleva attraversare clandestinamente la frontiera per andare in Germania, e lo lascia scappare.

La scena clou, preparata da pagine in cui si incontra tutta una umanità dolente ma resiliente (memorabili tra le altre le figure della nonna del protagonista e dell’autista del bus), può far pensare a quella che conclude l’episodio napoletano di “Paisà” di Rossellini. Il lungo racconto di Florescu è in effetti una specie di concentrato romanzo “neorealistico”, nel quale vien fuori l’Europa di ieri e di oggi, con i suoi drammi, le sue chiusure e i suoi muri, e però anche gli atti di ribellione, individuali o collettivi, al pensiero che si vuole dominante e alla paura dell’altro. Il racconto di Florescu è notevole anche stilisticamente, per il sapiente scarto che caratterizza il tedesco letterario della narrazione e la lingua dei dialoghi, oltre che per la riuscita alternanza tra il registro tragico e quello umoristico.

Il premio alla memoria di Peter Oberdörfer è andato a Jörg Zemmler, autore, poeta, musicista, artista, pubblicista e radiogiornalista. Nato a Bolzano nel 1975, ha vissuto a Innsbruck e Vienna e ha ricevuto numerosi riconoscimenti, soprattutto in Austria. Il carattere interdisciplinare della sua opera, la sua verve performativa, la sua intraprendenza nel campo della promozione culturale nel suo territorio e non solo, la sua capacità di aggregare e fare rete tra mondi – tra il mondo italiano e tedesco in particolare – fa di lui un erede perfetto dello spirito e dell’opera di Peter.

Fonte: l’Adige

La Romania, più simile all’Italia che ad altri Paesi europei


POLITICA

La Romania, più simile all’Italia che ad altri Paesi europei: pare guidata da minoranze etniche

Napoli, 12 Novembre – Appena giunto in Romania nel 2004 notai al bar dire “o cafè” oppure a scuola, dove andai ad insegnare 5 anni: ”lasam mpace” (lasciami in pace). Pensai “qua siamo nell’ambiente napoletano”. L’affinità linguistica era evidente come non poche consuetudini e cultura anche canora: dai barbieri, quasi tutte donne, si ascoltavano le canzoni napoletane di Nino d’Angelo mentre dappertutto quella italiana di Toto Cotugno “Lasciatemi cantare”. La Romania, si ribadisce, è un Paese di lingua latina con molte analogie con l’Italia, la Spagna, ecc. dunque un’isola latina in un mare slavo, dicono i linguisti. Le 13 legioni che Traiano utilizzò per sottomettere i 70 mila armati Daci-con 500 mila prigionieri- nel 106 d. C. avevano i quadri comando, dai centurioni a legati di legioni, d’origine dell’Italia centro-meridionale nonché spagnoli poiché l’Imperatore Traiano era stato anche generale in Spagna. Ai Daci, sconfitti, che si rifiutarono di combattere nelle legioni di Roma, fu tolta la vita e le legioni che restarono di stanza in Dacia, romanizzata, sostituirono la penuria di uomini in età fertile con figli daco-romani. Ne consegue che i daco-romani attuali conserverebbero molte analogie con l’Italia centro-meridionale e spagnola. Usi costumi e amministrazione appaiono simili, ancora oggi, con: alta instabilità politica, governi più o meno balneari, corruzione diffusa, approssimazione amministrativa, poca libertà d’impresa, statalismo di facciata, ecc. La società romena attuale però è più scolarizzata, mediamente, di quella italiana poichè il quarantennale comunismo, obbligò tutti a frequentare la scuola, mentre il ventennale fascismo non lo fece in Italia.

Di conseguenza le persone anziane romene conoscono a memoria i loro poeti nazionali come M. Eminesco, a differenza dei coetanei italiani che non sanno niente di D. Alighieri né recitare parte della sua Divina Commedia. Entrambi i Paesi dei 27 dell’Unione Europea però hanno una bassa percentuale di laureati ed un sistema scolastico statale e statalista con il primato della burocrazia che tratta il cittadino ancora come suddito.Tra Italia e Romania c’è molta affinità linguistica, sociale e culturale sia èpure con diversità non minime. Nelle piazze grandi e piccole della Romania è possibile trovare il monumento alla Latinità con la Lupa di Roma che allatta Romolo e Remo. Tra le università nostrane e romene ci sono spesso convegni e collaborazione come quello dell’11 e 12 c.m. a Padova. Tra i relatori vari professori romeni delle università di Oradea, Cluj Napoca e Jasi. Ciò dopo la firma dell’accordo tra le università di Padova e di Oradea firmano un accordo di collaborazione del 4.11.2019. Il rettore dell’Università di Padova, ha accolto la delegazione dell’Università di Oradea (Romania) guidata dal rettore Constantin Bungau, lunedì 11 novembre, a Palazzo Bo. Nell’occasione, è stato tra i due rettori firmato un Memorandum, frutto di una lunga e proficua collaborazione scientifica, ormai decennale, tra filologi, storici e letterati dei due atenei, con l’intenzione di ampliare e rafforzare gli scambi e i progetti futuri, allargandoli anche ad altri settori e aree disciplinari. La firma dell’accordo avrà luogo all’ all’interno del convegno internazionale “Dal centro ai margini dell’Impero. L’idea imperiale nello spazio europeo tra storia e letteratura”, organizzato dal Dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università di Padova assieme all’Università di Oradea e all’Università Statale di Moldova. La collaborazione tra gli Atenei di Padova e Oradea, nata da una prima giornata di studi nel novembre del 2009, è proseguita con appuntamenti annuali, che hanno coinvolto inizialmente il Dipartimento di Studi linguistici e letterari di Padova e la Facoltà di Storia e Relazioni internazionali di Oradea, per poi allargarsi ad altri atenei e istituzioni come l’Università Statale di Moldova, l’Università Babeș-Bolyai di Cluj-Napoca (Romania), il Centro di studi transilvani dell’Accademia romena, il Centro di studi interdisciplinari di Oradea. La decennale collaborazione si è articolata principalmente in convegni internazionali tenuti in Romania, Italia e Repubblica Moldova, in seminari e summer school, in numerose pubblicazioni congiunte.

In questo periodo la Romania sta votando per il nuovo Presidente della Repubblica semipresidenziale alla francese. A scrutini terminati, della tornata elettorale del 10 c. m., la Romania dà il seguente responso democratico. Iohannis Klaus ha avuto il 36,65% delle preferenze, seguito dall’ex premier socialdemocratica, Viorica Dancila, che ha recuperato consensi nelle ultime settimane attestandosi al 23,79%. Terzo Dan Barna, leader dell’Unione Salvate Romania (Usr), con il 13,99% mentre il candidato indipendente Mircea Diaconu, sostenuto dall’Alleanza liberale democratica (Alde) e dal partito Pro Romania ha ottenuto il 9,25%. Indietro il candidato sostenuto dal Partito movimento popolare (Pmp), Teodor Paleologu, con il 5,66% mentre il presidente dell’Unione democratica dei magiari in Romania (Udmr), Kelemen Hunor ha ottenuto il 4,13%.

Il candidato del Partito del potere umanista, Ramona Ioana Bruynssels, ha avuto il 2,72% e infine l’indipendente, Alexandru Cumpanasu, ha raggiunto l’1,46%. Gli altri politici in corsa per le presidenziali si sono fermati sotto la soglia dell’1%. L’affluenza ha toccato il suo punto più basso, fermatasi al 47,66%, inferiore rispetto al primo turno delle elezioni presidenziali del 2014 (52,3%) o delle europee di maggio (49,02%). Alla luce di questi risultati Iohannis e Dancila competeranno al ballottaggio, in programma Domenica 24 novembre. Anni fa, la parte più agricola della Romania votava, a maggioranza, il PSD e la Transilvania, che è meno agricola e più mineraria e commerciale, insieme al ceto medio e ai docenti, votava più PNL. Il Magiaro, cioè cattolico e d’origine ungherese, con l’UDMR (Unione Democratica Magiara Romania) votava sempre per se stesso ed era ago della bilancia di quasi tutti gli equilibri instabili della politica romena. Qualcuno continua a dire che la Romania ha la testa a Budapest (poiché i Magiari sono d’origine ungheresi e tutti cattolici, non ortodossi come l’84% dei romeni) in futuro dirà che ha la testa a Berlino?

Da poco dunque la Romania ha un nuovo primo ministro del PNL, è il governo di Ludovic Orban, che ha ottenuto la fiducia al Parlamento con 240 voti favorevoli su 465 deputati nella Camera. Notizia positiva per la von der Leyen “E’ ancora possibile definire un calendario in modo che la Commissione von der Leyen possa entrare in funzione il primo dicembre”. Lo ha detto il portavoce del prossimo esecutivo europeo Eric Mamer. A Bruxelles si aspettava con ansia l’esito del voto di fiducia del governo centrista di minoranza del premier romeno. La fiducia ottenuta permetterà a Orban di designare il candidato per il posto di commissario della Romania. Resta il fatto che i romeni onesti sono stanchi di vedere non ridotta la corruzione, molto più evidente dell’Italia. Alcuni miei conoscenti colti, non votano Klaus che lo ritengono poco dacoromano, un po’ acido di carattere e intriso di odio partitico e crucco, essendo egli d’origine nems o tedesca. Klaus, infatti è discendente dai Sassoni, che a maggioranza artigiani, migrarono in Romania nel XII secolo, a seguito dei soldati delle crociate e rimasero in molte cittadine romene come Hermannstadt o Sibiu, dove solo l’1,6% di nems condiziona moltissimo l’organizzazione e la politica fino ad eleggere il già Sindaco I. Klaus, che presiede l’Associazione di tutti i nems, romenizzati. Dunue una minoranza etnica che giuda Sibiu e forse guiderà l’intera Romania? Anni fa pronosticai la vittoria dell’attuale inquilino della Casa Bianca e non della Signora Clinton, che tutti i giornalisti davano per vincente. Vorrei ora azzardare un pronostico, per il ballottaggio del 24 c. m., di chi sarà il Presidente della Repubblica semipresidenziale della Romania.

Tutti gli osservatori esterni danno per vincente Iohannis Klaus, tranne me e nessun’altro osservatore esterno (e direi anche interno per aver vissuto nell’ambiete romeno come docente quinquennale, nonché socio di sodalizi culturali romeni). Prevedo che il 24 c.m. molti dei partiti minori e parte consistente degli sfiduciati che si assentarono il 9 c.m., dacoromeni, andranno a votare per Viorica Dancila e Iohannis Klaus perderà l’elezioni ormai ritenute vinte, con freddo calocolo tedesco! La Repubblica della Romania, a 30 anni dalla caduta del comunismo di Nicola Ceausesco, attraversa una profonda crisi partitica con elevata instabilità. Un collega di scuola romena, più anziano, G. Hasa, diceva spesso allo scrivente: ”noi non siamo in una democrazia adulta come in Italia, ma siamo come una sorta di bambino in fascie”. Uno degli ultimi provvedimenti dell’ex governo romeno ha aumentato, di molto, lo stipendio agli statali ed in particolare dei docenti, che si sono visti raddoppiati i circa 400 euro mensili di prima. Alcuni docenti, di grado 1, hanno ora più di 1.100 euro al mese, mentre un operaio arriva a malapena a 300 euro mensili e con un costo della vita elevatissimo a cominciare dalla benzina a oltre 1,2 euro a litro.

Dunque l’equilibrio, generale del sistema economico e retributivo romeno, si è rotto e molti gridano che “la coperta è corta”. Secondo molti romeni, nel Paese, quest’ultima resa dei conti politica, è l’ennesimo segno di come gli amministratori siano sempre più scollegati dalla società: istruzione e assistenza sanitaria sono temi giudicati prioritari eppure nessuna forza politica sembra affrontarli davvero. Secondo l’analista Andrei Taranu:“viviamo una crisi strutturale, una crisi che i politici non sono in grado di affrontare. Per questo propongono piccole crisi facili da risolvere in tempi relativamente brevi, senza affrontare i problemi più dolorosi che aspettano di essere affrontati”.

Sembra che l’Italia non sia molto diversa per il ceto politico in essere e con un governo, G. Conte 2, che non rappresenta più il voto popolare spostatosi al centrodestra. Funzionari dell’UE e statunitensi hanno fortemente criticato il governo PSD di Dancila per la revisione del sistema giudiziario, considerata una minaccia allo stato di diritto, e per aver annacquato la legislazione anti-corruzione. Il 24 c.m. i romeni, a maggioranza, non andranno a votare il presidente uscente della Repubblica, Klaus: d’origine etnica tedesca, di Sibiu o Hermannstadt, dove fu anche Sindaco del PNL (Partito Nazionale Liberale). Sibiu è una media città romena con una forte presenza di ex tedeschi, là insediatisi dopo le crociate dei Sassoni, erano quasi tutti artigiani. La compagnia aerea Lufthansa collega Sibiu, o Hermannstadt, tutti i giorni alla Germania. Klaus è anche un ex prof. di Fisica e dunque proviene da un mondo di impiegati statali che non vota più, a maggioranza, per il partito di Klaus. Dunque il 24 novemnbre ci sarà il ballottaggio e a vincere questa volta potrebbe essere una persona di stretta fede ortodossa e origine dacoromana, i romeni dunque non si lascerebbero guidare da un governo e dal presidente, che sono espressione di minoranze etniche, poco latinizzate e romanizzate?

Giuseppe Pace (esperto d’ambiente della Romania)

Fonte: SciscianoNotizie

Chieti, scende dal furgone sulla Trignina e viene travolta da un’auto: morta giovane donna

Una giovane donna di nazionalità romena residente a Vasto (Chieti) è morta nel tardo pomeriggio di lunedì lungo la Trignina, in territorio abruzzese. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la donna è scesa da un furgone col quale viaggiava con un uomo quando è stata travolta e uccisa da un’auto.

INCIDENTI STRADALI IN ITALIA
12 NOVEMBRE 2019
di Susanna Picone

Drammatico incidente nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì 11 novembre, lungo la Trignina, in territorio abruzzese. Una giovane donna di nazionalità romena residente a Vasto (Chieti) è stata travolta e uccisa da un’auto. Secondo una prima ricostruzione – la dinamica dell’incidente mortale è ancora da chiarire – la donna di ventinove anni sarebbe scesa dal furgone sul quale stava viaggiando insieme a un uomo per raggiungere Roccavivara (Campobasso) dove lavorava come badante. L’incidente è avvenuto tra gli svincoli di Lentella e Fresagrandinaria, in un tratto non illuminato. La donna sarebbe stata travolta da una Fiat 500 vecchio tipo che sopraggiungeva nella stessa direzione. L'impatto non ha lasciato scampo alla giovane che ha sfondato il parabrezza ed è caduta sull’asfalto. Alla guida dell’auto che ha travolto la donna c’era un trentaseienne di Celenza sul Trigno, che ha riportato lievi ferite ed è stato accompagnato in ospedale a Vasto. Per la donna, invece, il personale medico dell’ambulanza del 118 intervenuta sul posto non ha potuto far altro che constatare il decesso.

Traffico in tilt dopo l'incidente – I carabinieri hanno raccolto le testimonianze e ascoltato l'uomo che viaggiava con la vittima: secondo quanto ricostruito dai quotidiani locali, quest'ultimo solitamente accompagnava la giovane al lavoro in Molise e pare avesse invertito la marcia per tornare a prenderla. Inevitabili le ripercussioni sul traffico dopo l’incidente mortale che è avvenuto poco dopo le 18, ora di punta su quella strada. Oltre due chilometri di coda si sono creati in entrambe le direzioni a causa della chiusura del tratto per diverse ore. La circolazione è stata riaperta poco prima delle 21 dopo il ripristino della viabilità da parte dell'Anas. Il mezzo sul quale viaggiava la vittima e l'auto che l'ha investita sono stati posti sotto sequestro e sul corpo della donna è stata disposta l’autopsia.

Fonte: Fanpage.it


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Vasto: Incidente mortale sulla Trignina, perde la vita una donna residente a Vasto

Chiusi, giovane operaio rumeno trovato morto in casa

CHIUSI, GIOVANE OPERAIO RUMENO TROVATO MORTO A CASA. CAUSE NATURALI, SI ESCLUDE L’OVERDOSE
giovedì 14th, novembre 2019

CHIUSI – Un giovane di 33 anni di nazionalità rumena è stato trovato morto oggi a Chiusi, nella propria abitazione, in via Cassia Aurelia, nei pressi del Rione Carducci. Tudor Codau questo il nome del giovane, viveva da solo e lavorava presso l’azienda florovivaistica Margheriti. Da qualche giorno non si presentava a lavoro e alla fine qualcuno ha allertato i carabinieri che ne hanno trovato il corpo senza vita nel bagno di casa… Sono intervenuti immediatamente anche i sanitari del 118 e il medico legale che fanno risalire il decesso a cause naturali. Non è stata disposta neanche l’autopsia.

Esclusa quindi l’ipotesi di una overdose, come era successo in due casi piuttosto ravvicinati nel 2018. Almeno stando alla prima ricostruzione, fatta a caldo.

Il ragazzo non aveva precedenti penali, né era mai stato segnalato alla polizia o alle autorità. Era uno dei tanti lavoratori di origine straniera, impegnati nella aziende del territorio. Probabilmente un malore improvviso (infarto?) la causa della morte. Non aveva parenti stretti in città, nessuno insomma lo ha cercato, se non i colleghi di lavoro, quando dopo giorni di assenza hanno cominciato a porsi delle domande…

Il fatto che vivesse da solo non gli ha consentito, ammesso che fosse possibile, di chiamare aiuto. E la tragedia si è consumata così. Tra le mura domestiche.

Quando si muore si muore soli, cantava De André. Mai come in questo caso quella canzone coglie nel segno…

La tragedia di Tudor Codau accende i riflettori su un mondo spesso invisibile. Quello dei tanti giovani (e meno giovani) arrivati da altri paesi che lavorano seriamente, onestamente nelle aziende agricole, nelle fabbrichette, nei cantieri di questo territorio e dei quali nessuno si accorge, finché non succede qualcosa di grave. E ci dice che quando succede qualcosa di grave è anche perché queste persone vivono sole, fuori dal contesto sociale, magari per scelta, ma anche per difficoltà di integrazione e indifferenza se non ostracismo latente, della popolazione locale.

Fonte: Primapagina

Le tocca il seno durante lo shampoo, parrucchiere condannato

Cronaca
Le tocca il seno durante lo shampoo, parrucchiere condannato
Un anno e due mesi a un coiffeur. Il giudice stabilisce anche il risarcimento per la vittima. La difesa: non ci sono le prove, nessuno dei testimoni ha detto di aver visto qualcosa

Gianfranco Salvatori
12 novembre 2019

Le avrebbe toccato un seno mentre le faceva uno shampoo. Con l’accusa di violenza sessuale, un parrucchiere originario dello Sri Lanka, di 42 anni, è stato condannato a un anno e 2 mesi. La pena è stata sospesa. Il pubblico ministero Ornella Chicca aveva chiesto un anno e 8 mesi, considerando l’ipotesi più lieve: la tenuità del fatto. La difesa, con gli avvocati Daniele Pezza e Vittorio Di Pietra (Foro di Messina), invece, aveva chiesto l’assoluzione oppure di riqualificare il reato come un tentativo. Il presidente del collegio, Gianandrea Bussi, a latere Laura Pietrasanta e Ivan Borasi, ha inoltre stabilito un risarcimento di 1.500 euro (la vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Lorenza Dordoni) e disposto la sospensione dalla professione di parrucchiere per un anno e due mesi. La parte civile aveva chiesto un risarcimento di 50mila euro.

La vicenda è avvenuta nel febbraio del 2017, in un negozio in centro città, dove il parrucchiere si era appena trasferito. Secondo il pm, la donna - una romena di 34 anni - è risultata credibile tanto che lei ha subito reagito, alzandosi dal posto del lavaggio e correndo in strada, con la testa ancora insaponata. Poi ha chiamato la polizia - che l’ha trovata agitata e tremante in strada - e ha subito sporto denuncia. Inoltre, l’uomo le aveva anche proposto dei massaggi anche se non c’entravano nulla con il lavoro di coiffeur. L’uomo ha insistito fino a che non è riuscito a infilarle la mano sotto una maglietta e toccarle il seno.

La difesa, invece, ha ribadito come non ci fossero le prove né del toccamento né del tentativo di bacio denunciato dalla romena. Pezza ha ricordato come anche lo stesso pm abbia evidenziato che si tratta di un processo dove c’è la parola di una contro quella dell’altro. La donna, ha continuato l’avvocato Pezza, avrebbe reagito dopo altri due tentativi di toccamenti. Inoltre, la romena era stata avvisata da un’amica che quel coiffeur era uno che allungava le mani. E’ strano, ha sottolineato Pezza, che la donna sia scappata dopo essere stata toccata, ma aveva la maglietta asciutta. «Se il parrucchiere le sta facendo uno shampoo - ha chiosato - e tenta tre volte di infilare una mano come è possibile che la maglietta fosse asciutta? Lo hanno detto i testimoni: aveva solo un po’ di schiuma sul collo». Il locale, poi, era piccolo e chi era presente quel giorno poteva vedere cosa accadesse alla postazione del lavaggio. Dopo il fatto, ha incalzato Pezza, il coiffeur è rimasto calmo e tranquillo, riprendendo a lavorare con altre clienti. «E’ in Italia dal 1995 - ha raccontato la difesa - non ha mai avuto un problema con la giustizia». Oggi, il parrucchiere cingalese lavora a Milano come dipendente. Pezza, al termine, ha detto che attende di leggere le motivazioni della sentenza prima di un ricorso in Appello.

Fonte: ilPiacenza.it

Tir contro guardrail, la cabina si stacca: muore il conducente

Tir contro guardrail, la cabina si stacca: muore il conducente

di E.B.

TRIESTE- Incidente mortale nella tarda serata di ieri 12 novembre sul raccordo autostradale R13, all’altezza di Prosecco. Lo schianto ha coinvolto un tir di nazionalità rumena. Per cause ancora da accertare, l'autoarticolato che procedeva in direzione Trieste, si è schiantato contro il guardrail, provocando il distacco della cabina con conseguente fuoriuscita del conducente - di nazionalità straniera - nella corsia opposta in direzione Venezia.

Mercoledì 13 Novembre 2019

Fonte: Il Gazzettino

sabato 16 novembre 2019

La band romena Voltaj il 22 Febbraio 2020 a Torino

EVENTI
La band romena Voltaj il 22 Febbraio 2020 a Torino

Il concerto “Ca la 20 de ani”, l’unica data in Italia della leggendaria band rumena è un progetto di Energy For Freedom di Massimiliano Ziella

Il concerto della famosissima band che arriverà a Torino direttamente dalla Romania verrà presentato in un conferenza stampa di lancio il martedì 12 Novembre 2019 alle ore 18,00 presso la sala Keynote di Toolbox Cooworking, Via Agostino da Montefeltro 2.
Saranno presenti per l’occasione il frontman e cantante Calin Goia e lo storico chitarrista della band Gabi Constantin che risponderanno alle domande della stampa e incontreranno i fan che hanno acquisito il privilegio di incontrare la band per aver partecipato a una promozione in fase di lancio delle vendite dei biglietti on line.

Per la prima volta nella storia della comunità romena viene organizzato un concerto con questo format. Non un evento in una discoteca ma in una location degna della fama della leggendaria band dei Voltaj, con uno show live di ben due ore!

Il concerto infatti avrà luogo nell’arena del Palavela in Via Ventimiglia 145, una location capace di contenere fino a 7500 fan con una produzione all’altezza di un evento di questa levatura.

Il 22 februarie 2020 i torinesi potranno essere testimoni di un evento dedicato alla numerosa comunità romena di Torino, una comunità numerosa, piena di speranze e progetti per il futuro. Famiglie intere che sono venute in un altro paese con il sogno di realizzare una vita migliore, più piena e felice.

Il concerto sarà un vero tributo per una minoranza etnica che è venuta in Italia con una valigia carica di sogni e speranze e che ha dovuto affrontare sacrifici superando ostacoli non indifferenti.
L’evento sarà anche l’occasione per sostenere la comunità romena in Italia grazie ad alcune iniziative che saranno annunciate in conferenza stampa.

Marian Mocanu

Fonte: TorinOggi

Natale a Spoleto con il Festival dei 2Mondi, arriva il “Cabaret Yiddish” di Moni Ovadia

Natale a Spoleto con il Festival dei 2Mondi, arriva il “Cabaret Yiddish” di Moni Ovadia

Appuntamento al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti il prossimo 27 dicembre con l’inafferrabile miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno della cultura Yiddish

Venerdì 27 dicembre prossimo alle ore 21.00 il Festival dei Due Mondi di Spoleto presenta Cabaret Yiddish di e con Moni Ovadia e la Stage Orchestra formata da Maurizio Dehò, violino, Paolo Rocca, clarinetto, Albert Florian Mihai, fisarmonica, e Luca Garlaschelli, contrabbasso. Al suono Mauro Pagiaro. Lo spettacolo è prodotto da Oylem Goylem Produzioni e Corvino Produzioni.

La lingua, la musica e la cultura Yiddish, quell’inafferrabile miscuglio di tedesco, ebraico, polacco, russo, ucraino e romeno, la condizione universale dell’Ebreo errante, il suo essere senza patria sempre e comunque, sono al centro di Cabaret Yiddish spettacolo da camera da cui è poi derivato il più celebre Oylem Goylem.

Si potrebbe dire che lo spettacolo abbia la forma classica del cabaret comunemente inteso. Alterna infatti brani musicali e canti a storielle, aneddoti, citazioni che la comprovata abilità dell’intrattenitore sa rendere gustosamente vivaci. Ma la curiosità dello spettacolo sta nel fatto di essere interamente dedicato a quella parte di cultura ebraica di cui lo Yiddish è la lingua e il Klezmer la musica.

Uno spettacolo che “sa di steppe e di retrobotteghe, di strade e di sinagoghe”. Tutto questo è ciò che Moni Ovadia chiama “il suono dell’esilio, la musica della dispersione”: in una parola della diaspora.

La musica Klezmer deriva dalle parole ebraiche Kley Zemer, che si riferiscono agli strumenti musicali (violino ed archi in genere e clarinetto) con cui si suonava la musica tradizionale degli Ebrei dell’est europeo a partire all’incirca dal XVI secolo.

Lo spettacolo-

Ho scelto di dimenticare la “filologia” per percorrere un’altra possibilità proclamando che questa musica trascende le sue coordinate spazio-temporali “scientificamente determinate” per parlarci delle lontananze dell’uomo, della sua anima ferita, dei suoi sentimenti assoluti, dei suoi rapporti con il mondo naturale e sociale, del suo essere “santo”, della sua possibilità di ergersi di fronte all’universo, debole ma sublime. Gli umili che hanno creato tutto ciò prima di poter diventare uomini liberi, sono stati depredati della loro cultura e trasformati in consumatori inebetiti ma sono comunque riusciti a lasciarci una chance postuma, una musica che si genera laddove la distanza fra cielo e terra ha la consistenza di una sottile membrana imenea che vibrando, magari solo per il tempo di una canzonetta, suggerisce, anche se è andata male, che forse siamo stati messi qui per qualcos’altro.

Moni Ovadia

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Fonte: TuttOggi.info

Museo della Memoria e dell'Accoglienza con i graffiti di Zvi Miller

MUSEO DELLA MEMORIA E DELL’ACCOGLIENZA: CURE PER L’IMMOBILE E I TRE FAMOSI GRAFFITI DEL PROFUGO ZVI MILLER
31 Ott 2019

i murales di Zvi Miller

Santa Maria al Bagno (Nardò) – Parte la riqualificazione, con meno consumi e più risparmi energetici, del Museo della Memoria e dell’Accoglienza; arrivano i fondi (33mila euro) per conservare al meglio i tre lmurales di Zvi Miller, l’artista ebreo-rumeno rifugiatosi a Nardò alla fine del secondo conflitto mondiale.

I lavori per il Museo sono stati affidati all’impresa Lecci Costruzioni & co. di Matino. Il cantiere può aprire grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico per un importo di 130mila euro (nell’ambito del cosiddetto “Decreto Crescita”, diventato legge nel giugno scorso).

L’Amministrazione comunale ha scelto, tra gli edifici pubblici, di utilizzare queste somme per l’immobile museale “visto che l’immobile presenta elementi di deterioramento strutturale e non risulta perfettamente adeguato dal punto di vista energetico e della sostenibilità”.

LAVORI PER 210MILA EURO

Il Museo della Memoria
Il progetto, dell’importo di 178.250 euro, è stato redatto dall’ingegnere Vincenzo Urso; l’importo mancante è stato coperto con un altro finanziamento per 48.250 euro, con le risorse del decreto “Conto Termico”. L’aggiudicazione dei lavori alla ditta matinese che ha operato un ribasso del 36,2% (oltre oneri e Iva), per complessivi 100.688 euro.

“Rafforziamo il Museo della Memoria – dice il Sindaco Giuseppe Mellone – uno dei nostri più importanti attrattori culturali, che ogni giorno richiama turisti, studiosi della “memoria”, esperti, curiosi, da ogni parte del mondo. Un investimento chiaro e massiccio sia sull’asset immobiliare dell’ente che su quello culturale, frutto anche in questa occasione del lavoro instancabile della giunta, degli uffici e del mio staff”.

I TRE FAMOSI MURALES DEI PROFUGHI
Ringraziamenti dal capo dell’Amministrazione comunale anche per la Regione Puglia “per le opportunità che presenta ai Comuni e in particolare l’assessore Loredana Capone per la sensibilità con cui sta gestendo il suo settore, che fa da volàno per l’industria culturale della Puglia”.

Quest’ultimo riferimento è ai 33mila euro arrivati da Bari per il progetto di salvaguardia e conservazione dei tre murales dell’artista Zvi Miller sui quali il Museo è nato, raffiguranti il candelabro a sette braccia (la Menorah, simbolo di fede e di speranza), una moltitudine di persone che muove dal Salento verso la Terra Promessa, un soldato armato con divisa inglese e una giovane donna che pronuncia la frase “Pithu she’arim”, cioè “aprite le porte”.

UNICA TESTIMONIANZA IN EUROPA
Unici nel loro genere, questi murales si caratterizzano per l’alto valore documentale, “essendo la sola testimonianza di tipo grafico esistente in Europa dell’Aliyah Bet, del viaggio che all’indomani della guerra condusse i sopravvissuti ebrei nella Terra Promessa”.

Ora, ad oltre dieci anni dal restauro, si rende necessario un ulteriore intervento di consolidamento dei graffiti che presentano qualche segno di sofferenza e di distacco. Il progetto è stato redatto dall’ingegnere Nicola D’Alessandro e da Nori Meo Evoli, consulente per gli interventi di restauro.

Fonte: PiazzaSalento