La comunità romena in Italia

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venerdì 20 settembre 2019

Ha salvato un uomo che si era dato fuoco: Valentina Marinescu ricevuta in consolato a Torino


20/09/2019

Le condizioni dell’uomo ricoverato al Cto, e che ha agito in preda ad un crisi depressiva dopo una delusione amorosa, sono stabili.

TORRE PELLICE. Questa mattina, martedì 17 settembre, Valentina Marinescu, la donna romena abitante a Torre Pellice che la scorsa settimana ha soccorso un uomo che aveva deciso di togliersi la vita dandosi fuoco all’interno della sua auto, viene accolta a Torino nel consolato della Romania dal console Ioana Gheorghias che ieri ha voluto abbracciare, durante le cerimonia che il sindaco Marco Cogno ha organizzato a Torre Pellice, una sua connazionale per il gesto compiuto.

Valentina Marinescu, la scorsa settimana quando ha visto che in un prato vicino a casa sua un' auto che stava bruciando non ha atteso l’ambulanza, ha spento i vestiti dell’uomo e con la sua macchina l’ha portato in ospedale a Pinerolo. Le condizioni dell’uomo ricoverato al Cto, e che ha agito in preda ad un crisi depressiva dopo una delusione amorosa, sono stabili.

di Antonio Giaino
Fonte: LaStampa

Dal 21 settembre al via il Festival dei talenti romeni Propatria


19/09/2019

La nona edizione si conclude il 26 ottobre con il Galà

Dal 21 settembre al 26 ottobre 2019, si svolgerà a Roma la nona edizione del Festival Internazionale Propatria – Giovani Talenti Romeni, realizzato dall’Associazione culturale romeno-italiana Propatria, in partenariato con l’Accademia di Romania in Roma e con il sostegno del Ministero per i Romeni all’Estero e dell’Ambasciata di Romania in Italia. Si riapre così il sipario di una nuova edizione ricca di contenuti, con grandi nomi nel programma, sotto la direzione artistica, già al terzo anno, della famosa pianista Mara Dobrescu (Francia/Romania), edizione nella quale la comunità romena è pronta a presentare sul palcoscenico romano le sue eccellenze.

La 9° edizione trasmetterà un messaggio importante per il futuro dei giovani, attraverso l’impengno degli artisti che saliranno sul palco: i giovani si meritano un pianeta pulito e sano, dove vivere e studiare, e tutti si devono impegnare per garantirglielo.

La sfida ambientale è diventata giorno per giorno più forte. L’inquinamento ha portato il nostro pianeta ai limiti. Ed è per questo che abbiamo colto la sfida e dedichiamo questa edizione del festival all’ambiente, per coinvolgere e responsabilizzare quante più persone possibile. Perché la soluzione alle problematiche ambientali non può provenire solo dai governi dei paesi del mondo, ma anche dai piccoli gesti quotidiani di tutti noi, dai piccoli sprechi che possono essere evitati; perché tanti piccoli gesti fanno la differenza ed è ora che bisogna agire.

Da oltre nove anni l’associazione Propatria impegna entusiasmo e competenza per la diffusione della cultura romena a Roma, da nove anni sono premiate nel festival le eccellenze romene nei vari campi della cultura, dell’arte o dello sport, da nove anni si attende con emozione il festival Propatria per frequentare gli eventi di alto livello proposti, e coltivare un momento di incontro interculturale importante e gioioso. Anche quest’anno l’iniziativa ha ricevuto gli importanti patrocini dell’Ambasciata di Romania in Italia, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio Regionale del Lazio, della Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, del Comune di Roma – Assessorato alla Crescità Culturale. Si conferma il partenariato con l’Accademia di Romania in Roma, il Conservatorio di Musica Santa Cecilia, con l’Istitute Francaise-Centre Saint Louis, a cui si aggiungono i nuovi parteneriati con il cluster EUNIC Roma, e con realtà di successo nel mondo dello spettacolo come Baldrini Produzioni in Italia e HubArt Agency in Romania, posiziona il Festival Propatria tra gli eventi di grande importanza nella panoramica culturale internazionale.

Il programma di quest’anno unisce energie positive da vari settori, culturali e non, che sono collegati da un comune denominatore: l’amore per la Romania che si svilupperà in diversi ambiti: dalla musica al cinema, dal teatro ai social, fino al Gran Gala – I Premi di Eccellenza Propatria 2019.

Gli eventi musicali sono stati sempre molto attesi per qualità e varietà in tutte le edizioni del Festival Internazionale Propatria. In questa edizione sono programmati momenti emozionanti, incontri con nuovi ospiti, conferme di personalità artistiche che hanno abbracciato la causa del Festival sin dalle sue prime edizioni e continuano a dare il loro contributo in generosità, nonché incontri con i giovani cresciuti insieme al Festival e si riconoscono nel suo percorso di crescita.

Incontreremo Harry Tavitian (pianoforte, voce) e Cserey Csaba (percussioni), nel concerto jazz ‘Teach Me Tonight – dal Blues all’Etno-Jazz’, inserito anche nel progetto ‘Europa in Musica’ – La stagione musicale del cluster EUNIC Roma. Secondo International Herald Tribune, Harry Tavitian è ‘il più importante jazzman contemporaneo’ e, secondo il critico austriaco Richard Schuberth, è ‘tra i pianisti straordinari che hanno avviato e perfezionato il New East European Jazz’. Il jazz d’avanguardia e il blues arcaico si alternano nella sua creazione, pervasa sin dai suoi esordi da un forte spirito etnico.

Seguirà un incontro con la genialità di due giovani pianisti, Daniel Petrica Ciobanu (Romania) e Alexander Gadjiev (Italia), in un concerto per due pianoforti, Bourgeoisie & Debauch, sul prestigioso palcoscenico del Conservatorio Santa Cecilia. Daniel Petrica Ciobanu ha ottenuto per la prima volta il plauso internazionale nel 2017 al Concorso Arthur Rubinstein di Tel Aviv, dove ha vinto sia la Medaglia d’argento che il Premio del pubblico. ‘Un suono pieno e luminoso, un immenso assetto pianistico, sensibilità, un’originalità senza ego schiacciante’ (Alain Lompech). La particolare personalità musicale e il comando tecnico di Ciobanu hanno portato a esibizioni con orchestre come la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, la Israel Philharmonic e Israel Camerata, la Royal Scottish National Orchestra, la George Enescu Philharmonic e la Romanian National Radio Orchestra. Alexander Gadjiev, nato nel 1994 a Gorizia, in una famiglia di musicisti, è considerato dalla critica musicale una delle figure più importanti del mondo pianistico europeo moderno. Questo in quanto dimostra una perfetta comprensione di come bilanciare timbro e dinamica, sottigliezza e gioco completo, controllo e fervore. Il programma musicale del festival sarà completato da altri due rinomati pianisti Nicolae Dumitru (Romania) nel concerto per pianoforte ‘Colori e Ombre’ e Ciprian Bogdan Strateanu (Italia/Romania) nel concerto ‘Apassionata ma non solo’, entrambi concerti ospitati nella bellissima cornice della Galleria d’Arte dell’Accademia di Romania in Roma.

Dopo la bellissima esperienza dell’anno scorso con il lungometraggio Octav, portiamo di nuovo all’attenzione del pubblico il film romeno. In collaborazione con l’Istitute Francaise – Centre Saint Louis e la Fondazione Sergiu Celibidache, avremo il piacere di presentare in prima visione in Italia, il docufilm ‘Il Giardino di Celibidache’, un film d’autore diretto da Serge Ioan Celibidachi. Il figlio del grande direttore d’orchestra e compositore Sergiu Celibidache, raccoglie interviste, registrazioni di concerti e prove e, soprattutto, le deliziose lezioni di perfezionamento che ci aiutano a comprendere la musica, i musicisti e le esibizioni. ll giardino è una metafora della vita del grande Sergiu Celibidache, un’eccezionale illustrazione della sua richiezza d’animo e della sua autentica generosità.

Siccome il Festival è più che un incontro musicale, quest’anno propone anche due appuntamenti con il teatro. ‘La Strada’ è un monologo teatrale con musica dal vivo, in cui l’attore Marius Bizau si racconta in prima persona, una storia di riscatto e di autoformazione dagli anni 1980 in Romania a fine anni 90 in Italia, dal bambino Silviù al giovane Marius, da uno sfortunato e triste ragazzino ad un adulto bello e preparato con ottima dizione e sguardo sicuro, scolpito e passato attraverso varie peripezie, fino a diventare l’attore di successo di oggi. Testo e regia di Marius Bizau e Lorenzo Di Matteo, musiche di Daniele Ercoli.

Seguirà ‘Una Per Tutte’, la performance teatrale, scritta e diretta da Gianni Quinto, con: Serena Zamboni Samura, Vasilica Gavrila? Burlacu, Roberta Milia, Lucilla Muciaccia, Stefania Bigari, Federica Calderoni, Anna Rita Mannozzi. Lo spettacolo affronta temi universali ma pur sempre delicati: il lavoro, il tempo, la maternità, la malattia ma soprattutto l’amicizia. Il Gran Gala dei Premi di Eccellenza Propatria 2019 sarà, come sempre, il punto chiave del Festival. Saranno presenti giovani di talento romeni che vivono nella diaspora, che hanno raggiunto risultati di eccellenza al livello locale, regionale, nazionale o internazionale nel campo della musica, delle arti visive, dello sport o altro. Lo spettacolo includerà momenti musicali e artistici presentati da questi giovani ‘ambasciatori della Romania’ e la cerimonia di premiazione. Ci saranno brevi video e servizi fotografici con momenti rappresentativi della loro preparazione e risultati. Allo stesso tempo saranno premiati le accademie, scuole e club evidenziati per la preparazione, il sostegno e la promozione dei giovani talenti romeni.

Con la partecipazione straordinaria delle piccole stelle del ‘Children’s Ballet Studio’ dell’Opera Nazionale di Bucarest, appena tornate da un torneo in Giappone. Sotto la guida della prima ballerina Magdalena Rovinescu, i risultati del ‘Children’s Ballet Studio’ si sono riflessi, nel tempo, nella scoperta di nuovi nomi della scena della danza rumena, e nei numerosi premi e tornei svolti in Svizzera, Italia, Germania, Egitto, Gran Bretagna, San Marino, Cina, Francia, Stati Uniti d’America, India e Jappone. Nel 2013, il Children’s Ballet Studio ha vinto il II Premio World Dance Cup.

Fonte: Ask@News

Galciana: edile rumeno muore cadendo dal tetto


18/09/2019

L'uomo, 52 anni, stava facendo un sopralluogo quando la struttura ha ceduto improvvisamente. Menici (Cisl): ​“L’edilizia è in ripresa, ma su sicurezza e regolarità purtroppo la crisi ci ha riportato indietro di 10 anni". Le condoglianze della Regione.

Un uomo di 52 anni, rumeno, ha perso la vita oggi precipitando dal tetto di un capannone a Galciana, vicino a Prato. L'uomo secondo una prima ricostruzione sarebbe caduto da un'altezza di circa 7 metri per il cedimento di una copertura di plastica mentre stava facendo un sopralluogo alle strutture della ditta, una ditta di confezioni gestita da cinesi. L'edile, titolare di una ditta individuale, sarebbe morto sul colpo.

“L’edilizia è in ripresa, ma su sicurezza e regolarità purtroppo la crisi ci ha riportato indietro di 10 anni", è’ il commento di Enrico Menici, della Filca-Cisl Toscana territorio di Prato, all’incidente mortale sul lavoro verificatosi oggi a Galciana.“Gli ultimi incidenti mortali avvenuti – dice Menici - sono tutti uguali: caduta dall’alto. Sui capannoni ci sono di percorsi su cui bisogna stare per evitare lo sfondamento del tetto, bisogna avere una cintura anticaduta ed averla allacciata alla ‘linea vita’ che dev’esserci sul tetto: se queste regole fossero state rispettate questo lavoratore non sarebbe precipitato. Per questo, mentre rivolgiamo le più sincere condoglianze alla famiglia, chiediamo con forza alla Asl, alla Regione e a tutti gli organi preposti di impegnarsi in modo più stringente sui controlli. E non bastano i controlli documentali, bisogna fare più verifiche ‘a vista’, andare sui cantieri e verificare di persona. Perché purtroppo, ed anche questa è una conseguenza della crisi, non di rado anche le certificazioni sull’effettuazione dei corsi sulla sicurezza sono fasulle. E così tutto diventa inutile.”“Siamo di fronte all’ennesima morte di un edile che perde la vita lavorando e anche in questo caso, come per la maggioranza di gravi infortuni nel settore, avviene per una caduta dall’alto” commenta Simona Riccio, segretaria generale della Filca-Cisl Toscana. “Occorre intensificare l’azione di prevenzione per tale rischio, fare maggiore formazione, ma anche una più incisiva repressione per chi non mette in pratica le misure di sicurezza e per coloro che non rispettano i contratti di lavoro.”“Come Filca-Cisl – aggiunge Riccio - lo ripetiamo da anni che nel nostro settore è necessario introdurre la ‘patente a punti’, un sistema premiale per le imprese virtuose ma che nello stesso tempo introduca sanzioni per chi non rispetta le regole sulla sicurezza. È prioritario intervenire in maniera risoluta per affermare la sicurezza nei luoghi di lavoro, passando dagli annunci ai fatti. Pertanto come Filca-Cisl Toscana chiediamo da subito un tavolo di confronto con la Regione Toscana, come avvenuto per la regolarità del lavoro con la sperimentazione del Durc di congruità, e che introduca negli appalti regionali del settore della costruzione la ‘patente a punti’ visto che il tema della sicurezza del lavoro è ormai un’emergenza nazionale".

"Ancora un morto sul lavoro. E ancora una volta regole per la sicurezza che non sono state rispettate. Alla famiglia dell'operaio morto stamani a Galciana rivolgo le mie più sentite condoglianze". Così l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, sulla morte dell'operaio di nazionalità romena. "Purtroppo le cadute dall'alto - continua l'assessore - sono una delle cause più frequenti di morti sul lavoro. Voglio rivolgere un appello accorato ai titolari delle ditte, agli operai, ai responsabili della sicurezza, perché vengano rispettate tutte le regole per la sicurezza sul lavoro. Dati alla mano, abbiamo visto che quando queste norme vengono rispettate, gli infortuni calano, fino ad azzerarsi. Mi auguro che in un futuro non troppo lontano le morti sul lavoro possano davvero essere cancellate".

Fonte: Nove da Firenze

Villafranca, morto il clochard bruciato vivo: dopo due mesi di agonia Vasile si è arreso


19/09/2019

Il senzatetto romeno è deceduto all’ospedale
Borgo Trento di Verona, disposta l’autopsia. In carcere restano due persone, un’altra è ai domiciliari. Sono tutti clochard fortemente sospettati di aver picchiato e dato fuoco Vasile Todirean trovato in fin di vita all’inizio di luglio vicino ai binari della stazione di Villafranca.

Non ce l'ha fatta Vasile Todirean. Il romeno senzatetto di 42 anni ha lottato per oltre due mesi, dopo la ferocissima aggressione di cui era stato vittima lo scorso 8 luglio: picchiato sul ciglio del binario alla stazione di Villafranca; calci e pugni in faccia e alla schiena. Poi era stato dato alle fiamme con un accendino. Vasile si è spento mercoledì mattina all'ospedale di Borgo Trento. Domani sarà conferito l'incarico per disporre l'autopsia sul suo corpo. Si cercherà di capire se vi sia un nesso causale tra morte e aggressione o se la causa del decesso sia dovuta ad altri fattori.
Bruciato vivo, tre persone fermate

L'attività investigativa però non si è ancora conclusa. In carcere restano due persone (un italiano e un romeno, entrambi clochard; un altro veronese coinvolto nella vicenda è ai domiciliari) fermati 48 ore dopo il violento pestaggio. Devono rispondere di tentato omicidio, in concorso, aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Gli inquirenti intendono far luce sulla dinamica e su cosa avrebbe spinto gli accusati a compiere la brutale aggressione (per il momento si ipotizza possa trattarsi di una futile disputa tra senzatetto, come una sigaretta contesa), inoltre non sarebbe ancora tramontata la pista che vedrebbe altre persone coinvolte nell’omicidio del clochard. Dai risultati medici dell’esame autoptico potrebbero cambiare anche i capi d'imputazione.

Fonte: FanPage

Busca, denunciò il furto di un maiale: pestato per vendetta dagli ‘amici’


18/09/2019


Il rumeno vittima dell’aggressione aveva rifiutato l’invito a banchettare con il ‘corpo del reato’. Per questo sarebbe stato punito da tre connazionali

Il brutale pestaggio avvenne nella notte tra il 2 e il 3 luglio 2015 nel pieno centro di Busca, a poca distanza dal Caffè di Città. Vittima un cittadino rumeno residente in paese, che ai carabinieri intervenuti sul posto aveva raccontato di essere stato colpito e tramortito da tre connazionali. Non soddisfatti, i tre aggressori gli avevano rubato 160 euro dal portafoglio e avevano orinato sul corpo dell’uomo dopo averlo picchiato fino a farlo svenire.

Una violenza pianificata da mesi, se è vero, come racconta l’aggredito, che si sarebbe trattato della vendetta per una ‘delazione’. Agli occhi dei tre, questa sarebbe stata infatti la punizione per una vicenda risalente al gennaio dello stesso anno: l’immigrato era stato invitato dal suo conoscente M.U. e dagli altri a prendere parte a una grigliata a base di carne di maiale.

Il maiale, gli era stato raccontato, era il ‘bottino’ di un furto effettuato ai danni di R.G., un allevatore di Tarantasca che lui conosceva personalmente. Proprio perché legato da un rapporto di amicizia con il derubato, l’uomo non solo aveva rifiutato l’invito ma aveva raccontato a R.G. di essere a conoscenza dell’identità dei ladri. Questi ultimi, del resto, si sarebbero recati nell’azienda suinicola proprio il giorno prima del furto, chiedendo informazioni sui prezzi dei capi di bestiame.

Sebbene l’allevatore avesse deciso di non presentare denuncia, i complici avrebbero deciso di vendicarsi dello sgarbo. La notte del 2 luglio M.U. avrebbe chiamato al cellulare il connazionale, inducendolo a scendere di casa con una scusa: in strada lo attendevano gli altri due, che la vittima conosceva solo con i rispettivi soprannomi.

Non è stato difficile risalire all’identità degli altri presunti assalitori a partire dal cellulare in uso a M.U., intestato alla sua compagna. Secondo i carabinieri, inoltre, il traffico telefonico sarebbe compatibile con gli orari di spostamento da Cuneo a Busca e con i tempi dell’aggressione. A processo per lesioni e rapina si trova oggi il solo M.U. perché i due uomini che l’avrebbero spalleggiato nell’azione punitiva potrebbero essere rientrati in Romania e risultano irreperibili.

Per l’8 gennaio prossimo è stata fissata l’audizione degli ultimi due testimoni. Al termine della stessa udienza si attende la sentenza del tribunale collegiale.

Fonte: CuneoDice

Cadavere in un fosso, potrebbe essere il bracciante rumeno scomparso a Ferragosto


19/09/2019

Cadavere saponificato rinvenuto in un fosso

Macabro ritrovamento per un agricoltore di Ronco che nella mattinata di ieri ha rinvenuto un cadavere riverso in un fosso. Mentre l’uomo era intento a sfalciare l’erba con il trattore attorno al campo di un’azienda di via Ronchi ha notato una sagoma scura, che subito non immaginasse fosse il corpo di un uomo. Avvicinatosi per controllare la triste constatazione. Subito l’umo ha lanciato l’allarme chiamando immediatamente i Carabinieri. Le ipotesi sull’identità del cadavere

Diversi elementi dai primi riscontri farebbero pensare che si tratti di Costinel Munteanu, 41enne rumeno, di cui non si hanno notizie dallo scorso 12 agosto. Munteanu era arrivato da appena due giorni in Italia, spinto dal desiderio di trovare un lavoro nel nostro Paese e si era stabilito a casa di un parente. Come riferito da “Chi l’ha visto?”, il 12 agosto scorso l’uomo aveva iniziato una nuova attività lavorativa, ma da quel giorno di lui si sono perse le tracce. Il ritrovamento del cadavere è stato effettuato nella compagna confinante, a poche centinaia di metri in linea d’aria dai frutteti in cui il 41enne non ha iniziato nemmeno a lavorare.

Fonte: VeronaSettegiorni

Bologna, uomo accoltellato in strada: è grave


18/09/2019

E' stato accoltellato in strada, vicino a Bologna, ed è arrivato al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore con una grave ferita all'altezza del torace. L'uomo, un trentacinquenne di origine romena, è in gravi condizioni. Sottoposto a intervento chirurgico, è stato ricoverato in rianimazione con prognosi riservata. Sarebbe stato aggredito in una strada di campagna in zona Casteldebole, alla periferia della città. A dare l'allarme e a soccorrerlo sono stati alcuni automobilisti di passaggio, che l'hanno visto riverso sull'asfalto, semisvenuto e sanguinante.

Secondo i testimoni, però, prima dell'arrivo dell'ambulanza tre persone si sono avvicinate al ferito e lo hanno caricato su un furgone. Poco dopo, l'uomo si è presentato da solo al pronto soccorso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per ricostruire l'accaduto. Secondo quanto è stato ricostruito dagli investigatori, l'uomo nell'immediatezza ha riferito al personale sanitario di essersi ferito da solo. Sul luogo del ferimento sono stati svolti i rilievi da parte della Sezione Investigazioni scientifiche del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri. Al vaglio ci sono anche i filmati delle telecamere della zona e nei pressi dell'ospedale.

Fonte: Il messaggero

In manette lo stupratore seriale di prostitute


19/09/2019

Operaio, italiano residente a Bracciano e noto alla giustizia per violazione degli obblighi di assistenza familiare. E' lo stupratore seriale di prostitute arrestato dai carabinieri di Campagnano grazie al coraggio di una prima vittima, che ha denunciato, e a una seconda, riuscita a incastrare l’uomo fotografando lui e la sua macchina.

Tre, al momento, le violenze accertate a carico dell’uomo, compiute una nel 2016, l’altra nel 2018, l’ultima nel 2019. N.D., 42 anni, si muoveva al volante di una Smart grigia tra la via Salaria, Trigoria e la via Cristoforo Colombo a caccia della vittima di turno. Dopo averle fatte salire, con la scusa di portarle in una casa più tranquilla fuori Roma pagandole oltre il prezzo pattuito, fermava l’auto nelle campagne lontane da occhi indiscreti e lì, disarmato, le costringeva a rapporti sessuali non protette, le rapinava di soldi e cellulari e le abbandonava di notte nelle aree isolate.

Le indagini dei carabinieri agli ordini del colonnello Pasqualino Toscani, e coordinata dalla procura di Tivoli, è stata avviata a gennaio 2019 quando i militari hanno soccorso una donna romena trovata in stato di choc in un’area rurale di Campagnano.

Ricoverata come "codice rosa" all’ospedale San Filippo Neri, aveva sugli abiti le tracce biologiche dell’uomo così identificato. La sua denuncia ha provocato un effetto domino: quando la donna si è confidata con una amica, anche lei prostituta, ha scoperto che era stata vittima anche lei di una identica aggressione a Capena, nel febbraio 2018, convincendola così a denunciare. E stata proprio lei a riconoscere l’uomo, fermatosi a distanza di tempo per richiedere una nuova prestazione, e a scattare una foto non solo a lui ma anche alla Smart.

E' sempre lui, secondo gli inquirenti, ad aver violentato e rapinato un’altra donna romena a Monterosi, in provincia di Viterbo, nel 2016. Le indagini continuano perché ancora molti di questi casi al momento irrisolti potrebbero avere come responsabile lo stesso operaio. E' sempre lui, secondo gli inquirenti, ad aver violentato e rapinato un’altra donna romena a Monterosi, in provincia di Viterbo, nel 2016. Le indagini continuano perché ancora molti di questi casi al momento irrisolti potrebbero avere come responsabile lo stesso operaio.

di Silvia Mancinelli
Fonte: AdnKronos

Grădina lui (Giadino di) Celibidache, Propatria Festival 2019

FILMUL DOCUMENTAR “GRĂDINA LUI CELIBIDACHE” PREZENTAT ÎN PREMIERĂ NAṬIONALĂ ÎN ITALIA

Joi, 26 septembrie 2019, ora 20:30, în premieră națională în Italia, Asociaţia Culturală Româno-Italiană Propatria din Roma și Accademia di Romania in Roma, în colaborare cu Centrul Saint Louis – Institutul Francez pe lângă Sfântul Scaun, vor prezenta filmul documentar Grădina lui Celibidache, regizat de Serge Ioan Celibidachi, fiul marelui dirijor și compozitor Sergiu Celibidache. Proiecția filmului va avea loc în Sala Cinema a “Institut Français – Centre Saint Louis” (Largo Giuseppe Toniolo, 20-22, Roma). Intrarea este liberă în limita locurilor disponibile.

"Grădina lui Celibidache” este un portret de suflet al renumitului și respectatului dirijor și compozitor de muzică clasică, Sergiu Celibidache. Acest documentar cinematografic ambițios, realizat de fiul Maestrului, îl urmează pe Sergiu Celibidache în turnee și în repetițiile sale cu Filarmonica din München. Principalul obiectiv al echipei de filmare a fost să recreeze universul lui Celibidache pe marele ecran și, deși Sergiu Celibidache obișnuia să evite publicitatea, a fost extrem de disponibil pentru acest film. Documentarul colectează interviuri, înregistrări de concerte și repetiții și, mai ales, încântătoarele lectii de perfectionare care ne ajută să înțelegem muzica, muzicienii și spectacolele. Grădina este o metaforă a vieții sale, o ilustrație excepțională a generozității șia bogăției sufletești a maestrului.

“Am avut șansa să fac această paralelă indispensabilă între muzică și natură. Tatăl meu a creat un câmp cu dealuri și alei dintr-o câmpie plană. Fiecare copac a fost plantat de el, știa istoria fiecărui copac, a fiecărei flori. Grădina a fost a doua sa pasiune după muzică. Cred că trăia o relație reală cu ea. În realitate, el a avut întotdeauna relații sincere, fără ipocrizie, fără mască, fără pretenții. Avea un contact simplu și pur cu natura, la fel ca și cu câinii, avea o legătură directă, le vorbea de parcă ar fi fost umani. El însuși era o persoană simplă și generoasă. Era nebun de bucurie când vedea ploaia care cădea pe câmpie deoarece copacii, iarba, puteau bea și reînvia. Când toată lumea alerga în casă, el era ca un copil fericit, văzând că grădina era hrănită de ploaie. Avea o generozitate nelimitată și avea exact aceeași relație în muzică, adică o implicare totală și o adevărată relație cu fenomenul muzical. Mi s-a părut mult mai liber, mai adevărat în raport cu natura decât cu mulți oameni. Am vrut să surprind în film elemente care arătau această legătură simplă, unică, veridică, fără limite cu natura, deoarece este, pentru mine, cea mai puternică și cea mai relevantă paralelă". (Serge Ioan Celibidachi)

Proiect realizat cu susţinerea Ministerului Pentru Românii de pretutindeni, Accademia di Romania in Roma, Institutul Cultural Român.

Parteneri: Ambasada României în Republica Italiană, “Institut Français – Centre Saint Louis”, Conservatorul de Muzică “Santa Cecilia” din Roma, cluster-ul EUNIC Roma, Comune di Roma- Assessorato alla crescita culturale, Biblioteche di Roma,Fundaţia Sergiu Celibidache, HubArt Agency, Baldrini Produzioni, Ass. Roma & Romania - RO & RO”, Asociatia „Officine delle Culture”, Proiectul „Tineri pe picioare”, Golden Accademy.

Patronaje: Senatul Republicii Italiene, Camera Deputaților a Republicii Italiene, Consiliul Regional Lazio, Ambasada României în Republica Italiană, Ambasada Republicii Moldova în Italia, Reprezentanța Comisiei Europene în Italia, Comune di Roma – Departamentul pentru dezvoltare culturală, Comune di Roma – Departamentrul Biblioteci.

Parteneri media:

În România: Agenţia Naţională de Presă AGERPRES, TVR Internaţional, TVR Moldova, Radio România;

În Italia: Agenzia Stampa Askanews, Agenzia Nuova, Giornale Diplomatico, Oltre le Colonne, Abitare a Roma, Italia a Piedi, Roma a Piedi, Roma Week-end, Roma Multietnica, B in Rome, Il Metropolitano, Più Culture, Yes Art Italy, Officina delle Culture, Associazione Culture del Mondo, Cultural Pro, Abitare a Roma;

În Spania: Agenţia de Presă “Occidentul Românesc”;

În Belgia: Arthis Radio-Tv


Sursa: Institutul Cultural Român
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IL FILM DOCUMENTARIO “IL GIARDINO DI CELIBIDACHE” PRESENTATO IN PRIMA VISIONE IN ITALIA

Giovedì, 26 settembre 2019, ore 20:30, l’Associazione Culturale Romeno-Italiana Propatria di Roma e l’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con l’Institut Français – Centre Saint Louis presso la Santa Sede, presenteranno in prima visione in Italia il film documentario Il giardino di Celibidache. Un film d’autore diretto da Serge Ioan Celibidachi, il figlio dell’illustre direttore d'orchestra e compositore Sergiu Celibidache. La proiezione del film avrà luogo presso la Sala Cinema dell’Institut Francaise – Centre Saint Louis (Largo Giuseppe Toniolo 20-22, Roma). Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili.

“Il Giardino di Celibidache” è un ritratto dell'anima del famoso e rispettato direttore e compositore di musica classica, Sergiu Celibidache. Questo ambizioso documentario cinematografico, realizzato dal figlio del Maestro, segue Sergiu Celibidache nei tornei e nelle sue prove con la Filarmonica di Monaco di Baviera. A troupe cinematografica ha avuto come obiettivo principale la ri-creazione dell'universo di Celibidache sullo shcermo grande e, sebbene Sergiu Celibidache fosse una persona piuttosto introversa e reticente alla pubblicità, per questo film ha manifestato, invece, un’insolita disponibilità. Il documentario raccoglie interviste, registrazioni di concerti e prove e, soprattutto, le accattivanti lezioni di perfezionamento che ci aiutano a comprendere la musica, i musicisti e gli spettacoli. Il giardino è una metafora della sua vita, un'eccezionale illustrazione della sua generosità e ricchiezza interiore.

“Ho avuto l’ooportunità di fare quest’indispensabile parallelo tra musica e natura. Mio padre ha fatto issare una distesa sparsa di colli e di vicoli partendo da un campo pianeggiante. Ogni albero è stato piantato da lui, conosceva la storia di ogni albero, ogni fiore. Il giardino era la sua seconda passione dopo la musica. Penso che stava vivendo una vera relazione con lei. In realtà, ha sempre avuto relazioni sincere, nessuna ipocrisia, nessuna maschera, nessuna pretesa. Aveva un contatto semplice e puro con la natura, proprio come con i cani, aveva una connessione diretta, parlava con loro come se fossero umani. Lui stesso era una persona semplice e generosa. Era pazzo di gioia quando vedeva cadere la pioggia sulle pianure perché gli alberi, l'erba potevano bere e rianimarsi. Quando tutti correvano a riparo, lui era come un bambino felice, a vedere come il giardino venisse nutrito dalla pioggia. Aveva una generosità senza limiti ed esattamente lo stesso era il suo approccio alla musica: un coinvolgimento totale, un’immedesimazione con il fenomeno musicale. L'ho scoperto molto più libero, più autentico in rapporto alla natura, rispetto a tante altre persone. Ho voluto sorprendere nel film elementi che mostrassero questa connessione semplice, unica, auutentica, senza limiti con la natura che è, per me, il parallelo più forte e rilevante di tutti.” (Serge Ioan Celibidachi)

Progetto realizzato con il sostegno del Ministero per i Romeni all’Estero, dell'Accademia di Romania in Roma, dell'Istituto Culturale Romeno di Bucarest.

Partner: Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, Accademia di Romania in Roma, “Institut Français – Centre Saint Louis”, Conservatorio di musica “Santa Cecilia” a Roma, cluster EUNIC Roma, Comune di Roma – Assessorato alla crescita culturale, Biblioteche di Roma,la Fondazione Sergiu Celibidache, HubArt Agency, Baldrini Produzioni, Ass. Roma & Romania - RO & RO ", Associazione" Officine delle Culture", Progetto "Ragazzi in gamba", Golden Accademy.

Patrocini: Senato della Republica, Camera dei Deputati, Consiglio Regionale Lazio, Comune di Roma, Ambasciata di Romania nella Repubblica Italiana, Rappesentanza della Comisione Europea in Italia.

Media Partner:

In Romania:Agenzia Nazionale stampa AGERPRES, TVR International, TVR Moldova, Radio Romania;

In Italia: Agenzia Stampa Askanews, Agenzia Nuova, Giornale Diplomatico, Oltre le Colonne, Abitare a Roma, Italia a Piedi, Roma a Piedi, Roma Week-end, Roma Multietnica, Bin Rome, Il Metrololitano, Più Culture, Yes Art Italy, Officina delle Culture, Associazione Culture del Mondo, Cultural Pro, Abitare a Roma

In Spania:Agenzia stampa “Occidentul Romanesc”

In Belgio:Arthis Radio-Tv


Fonte: Istituto Culturale Romeno

Chiedeva l’elemosina in strada insieme al figlioletto di tre anni: rumena denunciata a Taormina


18/09/2019

Chiedeva l’elemosina in strada, insieme al figlioletto di 3 anni, precisamente sul Corso Umberto a Taormina. La presenza della donna, una cittadina rumena di 30 anni, I.F., e senza fissa dimora, è stata segnalata da un cittadino, che ha chiesto l’intervento degli agenti di polizia locale. Dalle indagini condotte dai vigili è risultato che la donna era già nota alle Forze dell’Ordine. L’anno scorso era stata denunciata proprio dalla stessa polizia locale per il medesimo reato ed avrebbe alle spalle anche altri precedenti specifici commessi a Catania. La 30enne è stata nuovamente denunciata ed è ed è stato anche sequestrato del denaro probabilmente guadagnato dall’attività di accattonaggio.

di Selena Guzzone
Fonte: StrettoWeb

Svelato il mistero della scomparsa di Elisaveta Alina Ambrus - La 29enne che ha abbandonato la figlia neonata al Salamaro


Feto nel cassonetto, la madre è stata rintracciata in un carcere di Londra. La piccola, perfettamente sana anche se nata prematura oggi avrebbe avuto sei anni e sarebbe stata in prima elementare. Della mamma è rimasta una fototessera di quando faceva la “dama di compagnia” e aveva venti anni.

Svelato il mistero della scomparsa di Elisaveta Alina Ambrus, la ballerina di night 29enne d’origine romena che il 2 maggio 2013 ha dato alla luce una bambina settimina il cui cadavere è stato abbandonato dalla donna in un bidone al Salamaro.

Adesso il tribunale, che vuole sentirla nel processo in corte d’assise per omicidio volontario e occultamento di cadavere in concorso all’infermiere presunto complice, dovrà decidere se proseguire con la richiesta di rogatoria internazionale oppure chiedere l’estradizione in Italia della donna. Il nodo sarà sciolto martedì, quando è prevista la prossima udienza.

La Ambrus fu ripresa dalle telecamere di videosorveglianza di una pizzeria, mentre gettava il corpo della neonata tra i rifiuti in via Solieri, dopo essere scesa con in mano un “fagotto” dall’auto dell’infermiere 59enne Graziano Rappuoli, di Tuscania. Sarebbe stato lui a procurarle il farmaco abortivo e la stava accompagnando da San Faustino all’ospedale di Belcolle in seguito a una copiosa emorragia post partum.

La Ambrus era stata rintracciata e fermata a settembre dell’anno scorso dall’Interpol a Londra. Il 13 dicembre 2018 era prevista l’udienza di estradizione, poi rinviata a febbraio, quindi se ne erano perse le tracce.

Tutti vogliono sentire la sua versione al processo in corte d’assise al presunto complice, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, che le avrebbe procurato la ricetta falsa del farmaco abortivo. Lo scorso 17 giugno il tribunale, essendo la 29enne irrintracciabile sia in Romania che in Gran Bretagna, ha deciso per la rogatoria internazionale, fissando al 24 settembre un’udienza al solo scopo di predisporre le domande.

Nelle scorse settimane l’ultimo colpo di scena. Nel prosieguo delle ricerche è emerso che la donna non si sarebbe mai volatilizzata facendo perdere le sue tracce ma, in seguito all’arresto dell’anno scorso, sarebbe tuttora reclusa in un carcere di Londra, dove sta scontando la pena definitiva a cinque anni.

Cinque anni di reclusione sono la pena inflittale a febbraio 2018 dalla corte d’appello di Roma, che ha dimezzato la condanna a 10 anni del primo grado di giudizio, con lo sconto di un terzo del rito abbreviato celebrato a Viterbo, riqualificando il reato da omicidio volontario, per cui il pm Franco Pacifici aveva chiesto l’ergastolo, a feticidio.

Diversa la sorte dell’infermiere, che ha scelto il rito ordinario e rischia l’ergastolo. Per lui il processo, tuttora in corso davanti alla corte d’assise, è iniziato il 24 febbraio 2017. Una decina le udienze celebrate finora.

di Silvana Cortignani
Fonte: TusciaWeb