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martedì 9 settembre 2008

Trento: Piper scomparso: due vittime, un italiano e un romeno

08 set Cronache

TRENTO - Sono un italiano e un romeno le vittime dello schianto del Piper precipitato ieri nella zona di Passo Borcola, sul confine tra Veneto e Trentino Alto Adige, i cui resti sono stati rinvenuti questa mattina dai soccorritori. Il velivolo, partito dall'aeroporto di Montichiari, in provincia di Brescia, si trova nel comune di Posina (Vicenza). (Agr)

Fonte: Corriere della Sera.it.

1 commento:

Catalina ha detto...

TrentinoConsulta il giornale onlineL’aereo è precipitato sabato tra Posina e il rifugio Papa, a 1500 metri di quota
Trovati i rottami del piper, carbonizzati i piloti
Giuliano Lott
Lungo e difficoltoso il recupero delle salme del bresciano Marco Buerthe, 45 anni e dell’amico rumeno Alexander Barbulescu TERRAGNOLO. Le ultime speranze sono svanite. I rottami del piper scomparso sabato sono stati ritrovati ieri mattina tra Punta del Vecio e il Fraton. Marco Buerthe, 45 anni, pilota di Leno (Brescia), e l’amico Alexander Barbulescu, 35 anni, rumeno, sono morti nello schianto.

Il primo avvistamento dei resti del PA-28, in val Sorapache, su un costone a circa 1500 metri di quota, è della squadra del soccorso alpino di Schio, intenta a esplorare i canaloni della montagna già dalle 6 del mattino assieme ai colleghi di Arsiero. Un membro della squadra ha notato una macchia scura sulla parete del Fraton, come bruciata. Un centinaio di metri più in basso, in uno stretto canalone, si vedevano delle macchie più chiare che potevano in effetti corrispondere al relitto del PA-28.

E’ stato subito chiesto l’appoggio dell’elicottero della Provincia, che dall’alto ha potuto constatare trattarsi davvero dei rottami del velivolo. E’ stata dunque la volta dell’elicottero di Trentino emergenza, che ha trasportato in quota il personale medico, il tecnico dell’elisoccorso e i capistazione del soccorso alpino di Rovereto e Schio.

Al medico non è restato altro che constatare la morte dell’equipaggio, mentre gli altri uomini del soccorso alpino mettevano in sicurezza l’impervia area per dare inizio alle operazioni di recupero delle salme e dei rottami. Un compito difficile, perchè la parete contro la quale si è schiantato l’aereo, ricadendo su una cengia alcune decine di metri più in basso, è molto impegnativa da raggiungere anche per alpinisti esperti.

Il canalone è stato attrezzato con corde e moschettoni per poter raggiungere il relitto senza rischi e per provvedere a ciò sono occorse circa tre ore. Dopo le quali è iniziato il recupero vero e proprio. Si trattava di recuperare le salme bruciacchiate di Buerthe e Barbulescu, ma i corpi erano talmente straziati che persino comporli e raccoglierli nelle apposite sacche è stato un lavoro lungo quanto penoso.
Le salme, raccolte nelle sacche, sono state raccolte dall’elicottero di Trentino emergenza, il cui pilota è riuscito a infilarsi nello stretto canalone con una manovra molto difficile e imbragando le sacche con il gancio baricentrico che penzolava per 45 metri sotto la pancia del velivolo.

Le operazioni di recupero dei corpi sono terminate all’imbrunire, verso le 17.30. Ora resta da recuperare il relitto del PA-28, di cui restano pochi rottami sparpagliati lungo il canalone. E’ da questo groviglio di lamiere che i periti potranno trarre gli elementi fondamentali per la ricostruzione della dinamica della tragedia.

Toccherà al soccorso alpino di Arsiero occuparsi di questa seconda fase, che potrebbe iniziare oggi stesso se la Procura di Vicenza darà il via libera. Poi inizierà una lunga fase istruttoria dell’indagine, che dovrà ricostruire nei dettagli il percorso del PA-28 dalla partenza allo schianto.

Secondo una prima sommaria ricostruzione, Buerthe, partito alle 18 di sabato con l’amico rumeno Alexander Barbulescu dall’aeroporto di Montichiari, in provincia di Brescia, era diretto ad Asiago. Per arrivarvi, avendo incontrato nebbia e banchi di nuvole basse, ha scelto di seguire la val Leogra girando poi a sinistra verso val Sorapache.

E’ qui che il pilota non è più riuscito a far alzare il PA-28, che è pure un aereo da turismo con ottime prestazioni, schiantandosi contro la parete del Fraton, in territorio veneto. L’aereo nell’impatto è esploso, disperdendo i resti nel canalone sottostante, dove sono stati individuati ieri mattina da una squadra del soccorso alpino di Schio.

Il PA-28 è un aereo che si pilota a vista, non ha in dotazione il radar che gli consentirebbe di volare senza riferimenti visivi. Potrebbe essere proprio questo il problema che si è verificato sabato: con le condizioni meteo piuttosto critiche e le nubi basse sul Pasubio, Buerthe potrebbe essersi abbassato di quota in cerca di riferimenti per la rotta. Tant’è che il punto d’impatto si trova a circa 1500 metri di quota, piuttosto basso per un piper con quelle caratteristiche.(09 settembre 2008)
Fonte: L'espresso

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Trovati-i-rottami-del-piper-carbonizzati-i-piloti/2040347

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