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lunedì 15 dicembre 2008

Immigrazione e razzismo

15 dicembre 2008

Immigrazione e razzismo: nel rapporto Enar 2007 peggiora la discriminazione degli immigrati in Italia per l’alloggio, l’inserimento lavorativo e nella rappresentazione mediatica.
Pubblicato lo Shadow Report 2007 dell’European Network Against Racism.

“Nessun miglioramento nella situazione delle discriminazioni” questo è il giudizio sull’Italia dello Shadow Report 2007 dell’European Network Against Racism (Enar).
Il Rapporto evidenzia che, in tutti gli ambiti analizzati, “le discriminazioni verso migranti e minoranze sono rimaste immutate e la rappresentazione particolarmente negativa dell’immigrazione da parte dei media e del discorso pubblico ha alimentato un clima di paura e insicurezza che ha determinato un aumento del livello di xenofobia”.
Nell’anno 2007, scrive l’Enar, i gruppi maggiormente colpiti da episodi di razzismo sono stati i cittadini romeni, i rom ed i sinti: “un cambiamento nei gruppi target che negli anni precedenti erano costituiti soprattutto da cittadini non comunitari e persone di fede musulmana, mentre nel 2007 sono i cittadini comunitari o in alcuni casi italiani appartenenti a minoranze (come i rom) i bersagli più colpiti”. Particolarmente grave è poi la situazioni dei minori appartenenti a tali gruppi, “i più esposti a rischio di discriminazione”.
Nel mercato del lavoro le discriminazioni rilevate dall’Enar assumono diverse forme: mancato riconoscimento dei titoli di studio acquisiti nel Paese d’origine, inserimento dei lavoratori stranieri nei livelli contrattuali più bassi, applicazione di condizioni di lavoro più sfavorevoli.
Particolarmente gravi sono gli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro con i datori di lavoro italiani tra i meno sensibili alla formazione ed all’applicazione delle norme sulla sicurezza.
Il rapporto rileva una crescita del 3,7% rispetto al 2005 degli incidenti dei cittadini non comunitari, dato in controtendenza rispetto all’andamento generale degli infortuni per i quali si è registrato invece un calo dell’1,3%. Gli infortuni degli extracomunitari si concentrano nelle attività notoriamente più rischiose (costruzioni, industria dei metalli, trasporti e ristorazione) e in quelli dove è maggiore la presenza degli stranieri, come i servizi domestici, dove gli infortuni occorsi a cittadini non comunitari sono stati il 58% del totale.
Critica la situazione anche nel settore abitativo per l’incremento dei prezzi nel mercato immobiliare, con conseguente aumento di sfratti e sovraffollamento delle abitazioni (+75% gli sfratti eseguiti nel corso del 2007 nei confronti degli stranieri). Il 47% degli immigrati vive in coabitazione con altre persone in case mediamente più piccole di quelle dei cittadini italiani (75mq contro i 103 mq degli italiani).
Il rapporto giudica “drammatica” la situazione abitativa dei campi rom (difficili condizioni igieniche e mancanza di qualsiasi tipo di servizio), che nel corso del 2007 sono state più volte al centro del dibattito pubblico.
Per i ricercatori, le condizioni abitative e di lavoro incidono “pesantemente” sullo stato di salute degli immigrati, soprattutto irregolari e rom. Gruppi questi “che incontrano grandi difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari”. L’Enar segnala l’elevato numero di interruzioni volontarie di gravidanza delle straniere rispetto alle italiane, indice di una situazione “sempre più preoccupante”.
Uno dei problemi maggiori riscontrati dai ricercatori è “la tendenza dei media a rappresentare gli immigrati in maniera fortemente negativa e ad associare il fenomeno migratorio ai temi della
sicurezza”, sfiorando alcune volte il “linciaggio mediatico”.

Il Rapporto integrale.

(Alberto Colaiacomo)

Fonte: Immigrazione Oggi.

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