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mercoledì 21 gennaio 2009

Ires/Fillea: III° rapporto “I lavoratori stranieri nel settore edile”

Emanuele Galossi, Maria Mora (a cura di)
"I lavoratori stranieri nel settore edile"
dicembre 2008
pp. 66

I lavoratori stranieri sono diventati la vera spina dorsale del sistema produttivo del settore delle costruzioni. Lo rileva il III° rapporto Ires/Fillea "I lavoratori stranieri nel settore edile" che fornisce i dati sulla presenza degli immigrati nell’edilizia e offre un approfondimento sulla percezione delle discriminazioni tra i lavoratori edili stranieri.

Nei primi sei mesi del 2008 i dati sulle forze lavoro dell’Istat rilevano una presenza di quasi 300mila lavoratori stranieri pari a circa il 15% del totale, con una presenza dominante nelle regioni settentrionali (in cui si concentra circa il 62% della loro presenza). Inoltre, mentre nel loro complesso gli occupati del settore non crescono, rispetto al 2007 gli immigrati aumentano del 5%. Un trend che dovrebbe essere riconfermato nel 2009: secondo i dati acquisiti da Unioncamere e pubblicati nell’ultimo rapporto Excelsior infatti le imprese sono alla ricerca di circa 20mila nuovi lavoratori stranieri per il settore edile.

A conferma dell’importante contributo degli stranieri il rapporto riporta i dati delle iscrizioni alla Cassa Edile, il 19% delle quali sono rappresentate da iscritti immigrati, aumentati di circa 7 volte negli utlimi otto anni. Dall’analisi dei dati della Cassa edile emerge inoltre il dato sulle qualifiche dei lavoratori immigrati: su 100 operai comuni circa 30 sono stranieri, mentre su 100 operai di IV livello gli immigrati sono solo 4.

Per quanto riguarda gli infortuni subiti dai lavoratori stranieri il rapporto Inail 2007 evidenzia come il settore delle costruzioni continui ad essere tra i più rischiosi tanto da concentrare circa il 15% degli infortuni registrati tra tutti i lavoratori immigrati. Tra tutti i lavoratori del comparto emerge che il tasso infortunistico degli stranieri supera di molto quello degli italiani: abbiamo circa 47 infortuni ogni 1000 lavoratori stranieri contro i 40 circa dei lavoratori nel complesso, media che sale a 60 infortuni se consideriamo i soli lavoratori non comunitari con l’aggiunta dei lavoratori bulgari e rumeni.

Infine il rapporto, attraverso una ricerca svolta da Ires su un campione di 125 lavoratori stranieri del settore, consegna un approfondimento sulle discriminazioni percepite dagli immigrati sul lavoro. Sul totale degli intervistati, si legge nel testo, ben il 63% ha dichiarato di aver subito atteggiamenti discriminatori che vanno dallo storpiamento volontario del nome, alla mancanza di rispetto per la religione o cultura di appartenenza fino a veri e propri atteggiamenti di carattere razzista. Altre forme discriminatorie riguardano inoltre il differenziale retributivo, la possibilità di fare carriera o di veder riconosciute le proprie qualifiche (segregazione occupazionale verticale e orizzontale) nonché la possibilità di far valere i propri diritti e riconosciute le tutele sul luogo di lavoro.

I lavoratori stranieri nel settore edile

Fonte: Programma Integra

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