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domenica 1 novembre 2009

A Padova e Venezia nasce il Pdl romeno

Vento da Est
«Il centrodestra ci piace, ma trattiamo»
L’acronimo e l’inclinazione sono le stesse, il significato diverso

PADOVA — Il panorama politico italiano ha un nuovo Pdl, però «made in Roma­nia ». La sigla è la stessa della formazione politica di Berlusconi e Fini, ma il nome è diverso e un po’ assomiglia a quello del grande avversario di quelli che una volta fu­rono Forza Italia e Alleanza Nazionale: Parti­to democratico-liberale. Si tratta della real­tà che si candida a diventare la maggiore rappresentanza degli immigrati del Paese dell’Est in Italia, «succursale» del partito in patria col maggior numero di consensi, cir­ca il 33 per cento alle elezioni parlamentari dell’anno scorso. Pronta ad appoggiare qua­lunque partito italiano, «anche la Lega», per fare gli interessi dei connazionali, pur­ché «il confronto sia sulle cose concrete». E il leader del Pdl romeno è un padova­no d’adozione, Dumitru Ilinca, eletto presi­dente. Ilinca, 39 anni, dal 2002 vive a Cam­posampiero ed è il coordinatore delle 12 fi­liali nazionali del neonato Pdl dove spicca­no due sezioni venete, quella nel Padovano e una a Venezia (le altre a Milano, Udine, Bologna che sarà sede nazionale, Roma e Marcellina nella provincia capitolina, Sezze in provincia di Latina, Firenze, Terni).

Il neonato Pdl romeno si chiama «della diaspora», ma con solidi legami con la ca­sa- madre in patria. Tanto che, al battesimo a Mentana (Roma) c’erano due parlamentari del partito nazio­nale. E tanto che il neonato partito soster­rà, in Italia come in patria, la riconferma del capo dello Stato romeno Traian Base­scu nelle elezioni presidenziali del 22 no­vembre prossimo. «Il nostro obiettivo è rappresentare me­glio i romeni in Veneto e in Italia» spiega Ilinca, esempio d’integrazione riuscita. Istruttore di fitness e titolare di una pale­stra, sposato (la moglie è infermiera in Ge­riatria all’ospedale di Camposampiero e il figlio frequenta il liceo scientifico della cit­tadina padovana), Dumitru è stato anche uno dei volti della campagna di pubblici­tà- progresso «Romania, piacere di cono­scerti » andata in onda qualche tempo fa sulle reti Rai e Mediaset. Dumitru non è nuovo all’impegno politico. Dal 2007 in poi è passato — nell’ordine — a Padova per la militanza nel «Partito degli immigrati» e la simpatia per l’An di Fini, a Treviso per la candidatura alle elezioni comunali di Trevi­so (zero preferenze) nelle fila dell’Italia dei valori di Antonio Di Pietro.

Ma ora la deci­sione di impiantare in Italia il Pdl romeno. «Perché nei partiti italiani l’immigrato vie­ne solo sfruttato come specchietto per le al­lodole, strumento per attirare voti di italia­ni o stranieri — spiega — l’ho visto nelle comunali di quest’anno a Camposampiero: mi sono dato da fare per sostenere il candi­dato sindaco di centrodestra, Lega compre­sa, con la promessa di un posto nella lista per il Consiglio. Però alla fine sono stato fatto fuori». Allora, per l’ex ufficiale, la via da seguire è un’altra. «Un partito nostro che faccia ac­cordi con quelli italiani, in primis quelli che aderiscono al Ppe, il Partito popolare europeo, quindi Popolo della libertà e Udc — chiarisce Ilinca — ma, se non troveremo riscontro in quest’area, il confronto è aper­to con tutte le formazioni politiche». L’ex ufficiale esemplifica. «Siamo per sostenere la ricandidatura del governatore Galan alle prossime regionali — precisa — ma se l’aspirante presidente della Regione per il centrodestra sarà un leghista, potremmo sostenerlo previa intesa».

Ma come? Un’al­leanza col partito della linea dura sull’immi­grazione clandestina e dell’ordinanza an­ti- sbandati? «Il rispetto della legalità è un valore anche per noi — ribadisce Ilinca — badiamo ai fatti e non solo alle parole. Io poi ho simpatia per Bitonci... ». E l’ex ufficiale fa capire che il suo Pdl ha un bacino di voti che potrebbero essere uti­li a tutti, soprattutto in proiezione futura, con l’eventuale allargamento del diritto di voto per i romeni in Italia (ora come comu­nitari possono votare solo a comunali ed europee). «Appena nati abbiamo già circa settemila sostenitori — puntualizza — con 270 tesserati solo nel Padovano, mentre è appena nata la sezione veneziana a Marghe­ra, guidata da Bob Vasile, imprenditore nei servizi turistici. Da politico, prima di trascu­rare questi possibili consensi, ci penserei due volte».

Gianni Sciancalepore
29 ottobre 2009

Fonte: Corriere del Veneto.

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