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venerdì 26 marzo 2010

Nell'Urbe, un quarto degli stranieri sono romeni: presto un ufficio comunale

IMMIGRAZIONE, LAVORO E SICUREZZA

Nell'Urbe, un quarto degli stranieri sono romeni: presto un ufficio comunale
Il Campidoglio aprirà uno sportello per la comunità
Sui 122 mila, nel 2008 ben 21 mila han subito infortuni

Una festa della comunità romena in piazza San Cosimato (foto Jpeg)

ROMA - Si aprirà presto uno sportello del comune per la comunità romena. A gestirlo, in via della Greca, sarà il romeno Julian Manta, un sindacalista degli edili. A lui il compito di spiegare ai suoi connazionali come districarsi nelle pratiche burocratiche e nelle incombenze d’ufficio.
La notizia è arrivata all’Accademia di Romania, questa mattina, dove la Caritas romana e la sua consorella romena (la Confederatia Caritas Romania) hanno presentato la ricerca bilingue «I romeni in Italia, tra rifiuto e accoglienza». A redigere la ricerca Franco Pittau, veterano dei dossier Caritas, con Antonio Ricci e Laura Ildiko Timsa. Ad ascoltarli, tra gli altri, il presidente dell’Accademia Mihai Barbulescu e l’ambasciatore romeno in Italia Razvan Rusu.

UN QUARTO DEGLI STRANIERI - Sono 122 mila i romeni residenti nella provincia di Roma: molto più che Torino (86 mila) e Milano (41 mila) o Padova (25 mila). Un quarto dei romeni in Italia, che secondo la Caritas sono stimabili intorno a 1.110.000 (secondo l’Istat a fine 2009 erano 953 mila),si trova nel Lazio. I romeni incidono per un quarto sull’intera popolazione straniera e altrettanto sulla forza lavoro immigrata.

21 MILA INFORTUNI - Nel solo 2008 hanno subito 21.400 infortuni, 48 dei quali mortali. I migranti romeni in Europa sono ormai 1,7 milioni concentrati all’80% in Italia e in Spagna. Come collettività vengono subito dopo i turchi, precedendo polacchi e albanesi. Quanti saranno i romeni nel futuro dell’Italia? «Difficile dirlo – spiegano i ricercatori della Caritas -. Anche se è presumibile la normalizzazione della loro presenza con una crescita senza sbalzi, attualmente sull’ordine di 100 mila romeni in più all’anno».
Capitolo spinoso, quello della criminalità. Ma i dati forniti dalla Caritas tendono a ridimensionare il fenomeno. Infatti le denunce contro i romeni sono passate da 31.465 nel 2005 a 41.703 nel 2008, con un aumento del 32%. Nello stesso periodo però i romeni sono passati da 297 mila a 796mila, con una crescita del 267%. «Non sono certo la comunità più virtuosa dal punto di vista penale – spiega la ricerca –, ma non sono neanche la peggiore». In conclusione la Caritas ribadisce che la presenza di questi immigrati rappresenta un’opportunità, che deve trovare però sostegno in politiche più organiche di integrazione.
Paolo Brogi
25 marzo 2010

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