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domenica 12 settembre 2010

"Alla festa birra e spinelli ma lei non era ubriaca"


06/09/2010 - IL CASO

Un uomo indica il balcone dello stabile di Via Rossana 28

I ragazzi interrogati dalla polizia, in casa non è stata trovata droga
«E’ stato un incidente: nessuno l’ha spinta, è caduta da sola»

MASSIMO NUMA
TORINO

La morte di Bianca Cucu, 15 anni, studentessa d’origine romena, caduta dal balcone del suo alloggio al quarto piano di via Rossana 28, zona San Paolo, è stata una disgrazia. Assurda e chiusa in un pugno di secondi. Lei che, durante una festicciola tra amici, si appoggia alla ringhiera del balcone, perde l’equilibrio, cade di schianto all’indietro, strappa i fili per stendere del piano di sotto, che avrebbero potuto salvarla e precipita nel vuoto.

Nella casa la polizia ha trovato alcune bottiglie di birra e i ragazzi, rintracciati non senza fatica, hanno detto tra l’altro che qualcuno aveva portato anche uno spinello. Ma la Scientifica non avrebbe trovato traccia di stupefacente nel corso della lunga perquisizione nella casa. Solo i test clinici sul corpo dell’adolescente potranno chiarire questo aspetto. Cioè qual era il suo tasso alcolemico al momento dell’incidente e se, nel suo organismo, ci sono tracce del consumo di sostanze stupefacenti. Ma la sorellina di 12 anni che ha visto tutto, ha confermato alla polizia che, in questa vicenda, almeno un fatto chiaro c’è: «Bianca era solita appoggiarsi alla ringhiera, ha perso l’equilibrio ed è caduta». Nessuno l’ha spinta, nessuno stava giocando con lei in modo pesante. Forse un malore, forse una distrazione, un movimento sbagliato, le ha fatto perdere l’equilibrio.

L’impatto con il selciato del cortile è violentissimo. Non le lascia scampo, nonostante l’intervento dell'équipe medica del 118, che ha tentato l‘impossibile per rianimarla. Bianca è morta in ambulanza, mentre al Cto medici e infermieri si stavano preparando ad accoglierla. Anche al pronto soccorso hanno provato a fare il possibile, ma è stato tutto inutile.

Resta l’immagine della mamma Mihaela, che fa la badante, accucciata in lacrime, la testa fra le mani, davanti al portone del condominio. La figlia è stata appena portata via, lei spera - assieme agli amici che le si stringono attorno - che ce la possa ancora fare. La notizia della morte arriva a tarda notte, dal Cto. Tutti che si precipitano alle camere ardenti. La notte è passata così, tra gli interrogatori e le lunghe ore segnate dalla disperazione.

Alcuni dei ragazzini presenti alla festa, che si ripeteva ormai da parecchi mesi, si era allontanati subito dopo la tragica caduta. Gli agenti del commissariato San Paolo e della volante del 113, coordinati dal dirigente, Alberto Bonzano, sono riusciti a individuarli tutti, uno per uno. Le loro deposizioni confermano la testimonianza della sorellina di Bianca. «Avevamo bevuto qualche birra - raccontano - ma nessuno era particolarmente su di giri. Siamo usciti sul balcone perché faceva caldo... Lei guardava fuori, poi s’è voltata, appoggiandosi alla ringhiera. L’abbiamo vista precipitare». Nel cortile sangue e le tracce lasciate dalla Scientifica.

E le sue ciabattine rosse, una lontana dall’altra.Emanuele Russo, pluripregiudicato residente a Bruino (Torino), 41enne, s’è ferito accidentalmente durante una lite con la convivente e il padre di lei. È accaduto l’altra notte invia degli Ulivi, alla Falchera. Sono intervenuti gli agenti della sezione Omicidi, che hanno ricostruito le varie fasi. La lama ha sfiorato il cuore dell’uomo, tuttora ricoverato in prognosi riservata al Giovanni Bosco. Al momento, nessun indagato, mentre le indagini proseguono. La donna, e suo padre, hanno raccontato che era stato Russo ad estrarre il coltello. Durante il tentativo di disarmarlo, il ferimento.

Fonte: La Stampa

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