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mercoledì 18 maggio 2011

Europei per l'Italia: Riflessioni sulla partecipazioni dei cittadini rumeni alle elezioni amministrative 2011

Le elezioni per il rinnovo dei consigli comunali nelle grandi e nelle piccole città sono di fatto archiviate. Ora si apre il momento della riflessione e dell’analisi del voto.
Milano, 18/05/2011 (informazione.it - comunicati stampa) Una analisi seria deve considerare tutto lo svolgimento del periodo elettorale, che , per quanto ci interessa parte dall’iscrizione dei cittadini comunitari nelle liste aggiuntive. Su questo punto occorre fare una seria riflessione. Infatti, ancora sono pochi i cittadini comunitari ( e rumeni nello specifico) che possono di fatto esercitare il sacrosanto diritto a votare ed essere eletti. Su questo punto crediamo che , senza cambiare la legge attualmente in vigore, molto si possa fare come ad esempio chiedere che al momento della richiesta di residenza in un comune italiano si faccia anche compilare la richiesta di iscrizione nelle liste elettorali in modo che durante la revisione semestrale delle stesse i nuovi residenti possa avere già la tessera elettorale.
Il secondo dato che emerge riguarda i candidati. Nessuno può obbligare un'altra persona a candidarsi ma, quando si sceglie di partecipare ad una competizione elettorale, sarebbe sicuramente bene sapere fin dall’inizio che questo implica sacrificio sia in termini economici sia in termini di tempo. Il consenso, infatti, è una cosa che non si costruisce in un mese di campagna elettorale ma, esso viene da lontano da anni di lavoro , dalla costruzione di una serie di solide relazioni sociali e dalla comprensione del territorio nel quale e per il quale ci si candida.
Se si sceglie inoltre di candidarsi a rappresentare una comunità o un gruppo relativamente ristretto (rispetto alla generalità della città) di persona, questo ragionamento implica anche la necessità di saper valutare le proprie forze e soprattutto avere il coraggio morale e civile di “fare un passo in dietro” se ci si accorge di non avere le necessarie forze (in termini numerici) per divenire il rappresentate di quella comunità.
In poche parole, serve che ci sceglie di partecipare alla vita politica in modo attivo, vi partecipi in modo preparato , in quanto le “uscite in solitaria” non sono si rivelano spesso deludenti in termini di risultato elettorale ma, generano sfiducia e alimentano la disaffezione verso la politica.

Una volta esaurite queste considerazioni, dobbiamo necessariamente affrontare il problema delle sezioni estere dei partiti rumeni. In questi mesi, si è assistito ad un fiorire di accordi con i rispettivi partiti italiani. Questa scelta, rientra nei normali rapporti tra movimenti e gruppi politici affini ideologicamente e, su questo argomento non crediamo di dover spendere molte parole. La cosa che forse riteniamo utile e doverosa sottolineare è che chi sceglie di correre nella competizione elettorale in Italia, deve farlo all’interno dei movimenti italiani non in virtù dei sopra richiamati accordi, questi ultimi infatti, possono tranquillamente disciplinare i rapporti tra gli iscritti dei partiti contraenti, prevedere una equivalenza delle iscrizione ecc ecc senza andare oltre. Infatti le comunicazioni riguardanti la vita politica italiana spesso arriva nelle segreterie dei partiti esteri in maniera incompleta oppure le informazioni non sono allineate con i reali risultati riguardanti la partecipazione alla vita politica dei cittadini rumeni in Italia. Per questi motivi alcuni leader di partiti esteri a volte fanno affermazioni che dimostrano una conoscenza frammentaria della realtà politica italiana e ancora meno del reale contributo partecipativo dei cittadini rumeni che hanno votato in Italia.
In conclusione , queste elezioni amministrative, non sono state il tanto atteso banco di prova per la presenza massiccia dei cittadini comunitari ( e rumeni in particolare) al voto. Molti problemi , sia di ordine legale sia di ordine culturale non hanno permesso questo. La speranza ed il nostro obbiettivo è che presto le tante questioni aperte vengano definitivamente chiuse nell’interessa dalla comunità rumena in Italia e, più in generale di tutti i cittadini comunitari residenti in Italia.
Circolo Europei per l'Italia

Fonte: Informazione.it

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