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lunedì 31 dicembre 2018

An nou fericit! / Felice Anno Nuovo!

domenica 30 dicembre 2018

Natale LCCR, un bimbo di Ladispoli dal Papa

dicembre 30
2018

Gli allievi del corso di lingua, cultura e civiltà romena (LCCR) di Ladispoli e Civitavecchia, coordinati dalla prof.ssa Angela Nicoara, hanno festeggiato il Natale insieme ai loro genitori, nonni, amici e docenti presentando le tradizionali canzoni natalizie romene. Con questa festa e l’attività intitolata “Cantiamo con il Monitor! – Colindǎm cu Monitorul!” i ragazzi hanno concluso anche le celebrazioni del Centenario della Grande Unione della Romania. I versi e le melodie cantate dai bambini hanno portano la notizia della nascita di Gesù e gli auguri di un Nuovo Anno prospero in pace e salute per tutti. Le “colinde” – canzoni natalizie della tradizione romena – importate da tutta la Romania dagli allievi delle Scuole “Corrado Melone”, “Ladispoli 1”, “Ilaria Alpi” e “Civitavecchia 2”, vestiti in costumi tradizionali della zona di origine dei loro genitori, sono state apprezzate anche da Babbo Natale che è venuto a fare loro visita ed ha portato a ogni alunno tanti dolci e regali.

In questa occasione gli allievi LCCR hanno distribuito il “Monitor delle Scuole”, il giornalino interno gratuito pubblicato in ogni scuola: Il Monitor della Scuola Falcone, della Scuola Melone, della Scuola Flavioni. Il „Monitor” è una rete di pubblicazioni cartacee e online diffusa, dal 1998, in tutta la Romania. Dal 2006 fino al 2012 il Monitor di Ladispoli era stato realizzato a cura di Angela e Alina Nicoara; oggi la rinascita di questo giornale scolastico bilingue, che descrive le attività scolastiche e non, vuole parlare soprattutto con gli allievi che non possono partecipare al corso LCCR e desidera promuovere attività interculturali per una migliore integrazione.

I festeggiamenti si sono conclusi con le premiazioni dei genitori che hanno promosso le attività LCCR nella città di Ladispoli: Sandu Nicolau, Maria Cerasela Asandei, Elena Gligore, Valentina Anghel, Oana Maria Bran. Emozionatissime e contente sono state le nonne, sig.ra Elisabeta Monariu di Fagaras e sig.ra Lucia Lupo di Ladispoli vedendo i nipotini e tanti bambini cantare per loro.

Ma le sorprese non sono finite! Uno dei bambini presenti alla festa ha avuto modo di incontrare, qualche giorno dopo, papa Francesco partecipando alla Processione della Vigilia in Vaticano. Infatti alla processione sono stati invitati 12 bambini, di 6 Paesi del mondo, di cui 2 romeni, una ragazzina che abita a Roma e Cristian Rafael Dumea di Ladispoli, che frequenta la terza primaria presso la “Ilaria Alpi”, insieme alla sorella Alessandra. I bambini sono andati, insieme al Sommo Pontefice che portava il Bambino Gesù, verso la mangiatoia allestita nell’impressionante altare della Basilica di San Pietro. Insieme a 30 cardinali e 40 vescovi, hanno così ricordato la nascita del Santo Bambino nella stalla del Betlemme in Giudea più di 2000 anni fa. Cristian Rafael Dumea, 8 anni, è stato così benedetto dal Papa nella notte della Vigilia.

“De ce m-au ales pe mine mami – Perche hanno scelto me, mamma?” ha chiesto Rafael a sua madre, Daniela Dumea, quando ha saputo la bella notizia. “Pentru cǎ tu eşti un copil deosebit, Rafael – Perché tu sei un bambino speciale, Rafael!” ha risposto la mamma, e ci ha poi spiegato: “È stato un evento speciale, impressionante e emozionante. Un momento così si può vivere solo una volta nella vita. Sento un sentimento di ascensione, assunzione, di sollievo e ringrazio il parroco romeno di Ladispoli, padre Isidor Mart, che ha proposto e sostenuto Rafael per averlo nella processione.”.

La famiglia di Rafael ha origine dalla Regione Neamt della Romania e da tanti anni si è stabilita in Ladispoli, dove i genitori hanno cercato di offrire tutto ai propri figli: una vita migliore e una chance nella vita. Purtroppo papà Cezar è deceduto nel 2014 lasciando nella tragedia la famiglia Dumea. Da allora Daniela si è presa cura dei suoi figli, lavora 40 ore a settimana e dichiara di essere contenta di poter dare il necessario ai suoi figli. “Sono stata molto contenta quando ho saputo che Rafael sarebbe stato benedetto da Papa Francesco a Natale. La professoressa Nicoara gli ha offerto il costume tradizionale romeno che ha indossato durante la processione. Infatti al corso LCCR hanno dei costumi tradizionali confezionati dai genitori che usiamo nelle occasioni organizzate durante l’anno scolastico. Rafael. Come sua sorella più grande, Alessandra, è un bambino bravissimo, coscienzioso, molto educato e partecipa a tutte le attività proposte.”.

Angela Nicoara

Colindele rǎsunǎ în şcolile din Peninsulǎ

Colindăm cu Monitorul este activitatea cu care elevii LCCR din Ladispoli și Civitavecchia încheie anul Centenarului Marii Uniri.

La serbarea din Orașul Ladispoli au participat elevii LCCR din Școlile “Ladispoli 1”, “Corrado Melone” și “Ilaria Alpi”, cadre didactice, părinți, prieteni, rude.

Moșul Crăciun a apreciat colindele aduse de copii din toată țară și a adus daruri fiecărui copil prezent

Cu ocazia Centenarului Marii Uniri elevii LCCR au publicat “Monitorul Școlilor”, un ziar intern gratuit si bilingv în fiecare școală: Monitorul Școlii Falcone, Monitorul Școlii Melone, Monitorul Școlii Flavioni.

Monitorul, ziarul care stă de vorbǎ cu oamenii, este o rețea de publicații în formă tipărită și online în România din 1998. Din anul 2006 pânǎ în 2012 Monitorul de Ladispoli a fost editat de Angela şi Alina Nicoarǎ. Renașterea acestui ziar bilingv al elevilor care descrie activiltatile școlare și nu numai, Monitorul Şcolilor, vrea să stea de vorbǎ mai ales cu elevii care nu pot participa la cursul de Limbǎ, Cultură și Civilizație Românească și își dorește să promoveze activități interculturale în vederea unei mai bune integrări.

Colindele aduse din toată țara de elevi LCCR din Școlile “Ladispoli 1”, “Corrado Melone” și “Ilaria Alpi” și “F. Flavioni”, îmbrăcați în costume populare din zona de unde vin părinții lor, au fost apreciate de Moș Crăciun care a adus fiecărui elev multe dulciuri și daruri.

Au fost premiați părinții care au participat în acest an la promovarea activităților LCCR în oraș: Sandu Nicolau, Maria Cerasela Asandei, Elena Gligore, Valentina Anghel, Oana Maria Bran.

Au fost foarte emoționate și bucuroase bunicile care au auzit nepoțeii colindând, doamna Elisabeta Monariu din Făgăraș și Lucia Lupo din Ladispoli. Lui Gabriele din clasa a ÎI-a i-a plăcut mai mult când au cântat imnul țării.

Angela Nicoara

Fonte: L'Agone

La comunità ortodossa romena di Vasto riunita per le celebrazioni del Natale

26/12

Le celebrazioni guidate dal parroco Padre Petru Bogdan Voicu
Nei giorni del Natale anche la chiesa ortodossa romena di Vasto si è ritrovata per vivere assieme le celebrazioni della nascita di Gesù. Nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, dove la domenica e nei giorni di festa si svolgono le funzioni religiose a cui partecipano i fedeli di Vasto e del circondario, particolarmente suggestiva è stata la celebrazione della vigilia di Natale, guidata dal parroco Padre Petru Bogdan Voicu insieme a Padre Vasile Onisa.

Anche nel giorno di Natale molto partecipata è stata la celebrazione della Nascita di Gesù con tante famiglie presenti nella chiesa concessa alla comunità ortodossa romena dal Comune di Vasto.

Anche Papa Francesco, nel suo messaggio del 25 dicembre, ha pronunciato parole importanti nel segno del dialogo tra le religioni e tra i popoli. "L’esperienza della famiglia ce lo insegna: tra fratelli e sorelle siamo diversi l’uno dall’altro, e non sempre andiamo d’accordo, ma c’è un legame indissolubile che ci lega e l’amore dei genitori ci aiuta a volerci bene. Lo stesso vale per la famiglia umana, ma qui è Dio il genitore, il fondamento e la forza della nostra fraternità. Questo Natale ci faccia riscoprire i legami di fraternità che ci uniscono come esseri umani e legano tutti i popoli".

Nel video uno dei momenti significativi del rito ortodosso nella celebrazione della Vigilia di Natale.
https://youtu.be/JZiJjiGgzCY

Fonte: Zona Locale Vasto

Gruppo SMET: prima donna al volante: è una romena 47enne

19 dicembre 2018

“Si tratta di un primo importante passo verso l’inserimento nel nostro organico di un numero sempre maggiore di quote rosa. Vogliamo essere un esempio per tutto il settore dei trasporti, anche per quanto riguarda le pari opportunità: oggi le donne devono avere libero accesso a una professione che da sempre è considerata appannaggio esclusivo degli uomini” Così Domenico De Rosa – Amministratore Delegato del Gruppo SMET, leader a livello europeo nel settore della logistica integrata – ha commentato l’ingresso in azienda di Dorica Corea, la prima donna autista che, assunta lunedì 17 dicembre, dopo una prova guida a Torino verrà impiegata a Pisa.
Dorica Corea, nata in Romania 47 anni fa, ha un figlio ed è nonna di due bambini. Ha conseguito le patenti C ed E nel 2007 presso la Scuola Europea di Empoli e, dopo una decennale esperienza di guida, ha scelto di entrare nell’organico del Gruppo SMET, pioniere in Italia non solo del trasporto sostenibile ma anche delle pari opportunità. Ha alle spalle un lungo percorso di lavoro: prima di dedicarsi a questa professione ha infatti lavorato per molti anni presso diverse carrozzerie e pompe di benzina.
“Essere donna autista, soprattutto agli inizi del percorso professionale, può non essere semplice – ha dichiarato Dorica – Non solo per gli orari che mal si conciliano con le esigenze della famiglia, ma anche perché ci sono moltissime cose da imparare: occorre conoscere la segnaletica, saper pianificare il viaggio, saper realizzare piccole manutenzioni, saper coordinare le operazioni di carico e scarico e valutare l’eventuale presenza di danni alla merce”. Ed ha aggiunto: “Non mi sono mai scoraggiata, perché ritengo che le donne abbiano la possibilità e le capacità per affermarsi anche in questo settore. E perché ho avuto la fortuna di incontrare sulla mia strada colleghi uomini sempre solidali e disponibili. I loro consigli sono stati molto utili”.

Fonte: Salerno Notizie

Mayla Bucci/ Chi è? L’italo rumena che sogna di diventare chef a colpi di gamberetti (Hell’s Kitchen 2018)

CINEMA TELEVISIONE E MEDIA
Mayla Bucci/ Chi è? L’italo rumena che sogna di diventare chef a colpi di gamberetti (Hell’s Kitchen 2018)
Tatuaggi sulle braccia, il sogno di contare qualcosa nel ristorante di famiglia e far valere le sue ragioni: la vittoria di Hell’s Kitchen per Mayla Bucci rappresenta tutto questo
21.12.2018 - Hedda Hopper
Mayla Bucci
Mayla Bucci, finalista di Hell's Kitchen Italia

Tatuaggi e tanta voglia di imparare e andare avanti nel percorso che potrebbe portarla ad essere uno chef, tutto questo è Mayla Bucci, 26 anni in arrivo dalla Romania, una delle finaliste di Hell’s Kitchen Italia 2018. Non è la prima volta che la Bucci è in tv ma il suo precedente impegno è stato nel suo Paese dove ha partecipato proprio a Masterchef ma senza molto successo e questo non ha fatto altro che spingerla ad agire e riprovarci solo per riuscire ad avere voce in capitolo nel ristorante di famiglia dove, da tre anni, lavora con il ruolo di Sous-Chef. A suo dire, Mayla è cresciuta tra pizza e spezie e proprio a Hell’s Kitchen ha provato a mettere in mostra la sua bravura con un solo obiettivo: conquistare suo padre. Questa sera si metterà nuovamente ai fornelli per la finalissima del programma al cospetto di Carlo Cracco pronto a proclamare il vincitore dell’edizione 2018: “Ho partecipato a Masterchef Romania per dimostrare a mio padre di essere uno chef, lavorare per lui è difficilissimo perché non mi posso arrabbiare, non posso licenziarmi, in famiglia è un po’ un casino ma mio padre è il mio modello, il mio eroe“.

UNA FINALE CONQUISTATA CON DIFFICOLTA’
Con queste parole ha confermato il suo intento ma Mayla Bucci ci ha tenuto anche a precisare che è stato difficile per lei: “Non conosco la lingua e la tradizione italiana, già il fatto che sono arrivata fino a qua è wow per me. Uno dei miei grandi sogni si è avverato e da un anno e mezzo mi immaginavo già la giacca di Hell’s Kitchen con il mio nome. Forse, dopo questo concorso potrò fare capire a mio padre che me ne intendo di cucina e che posso avere voce in capitolo, cosa che adesso non accade. Quando senti la gente che ti critica devi imparare qualcosa“. Lei in queste settimane lo ha fatto prendendo esempio da tutto e tutti ma facendo valere sempre le sue ragioni e mostrando di essere in grado di essere a capo della brigata. Il piatto che ha creato conquistando il suo posto è Gamberetti al profumo di limone con risotto zucchine e zafferano ma se le si chiede qual è il suo piatto forte sembra proprio che punti tutto sull’orata.

LE MOTIVAZIONI CHE L’HANNO SPINTA A PROVARE
Al suo attivo ha degli importanti riconoscimenti se non in termini di vittoria almeno in complimenti visto che ha rivelato di ispirarsi a Dominique Crenn che di lei ha detto: “Trasforma la cucina in arte poetica. È una chef molto sensibile che trasmette tantissimo attraverso i suoi piatti“. Questo basterà per regalarle finalmente la vittoria e un posto nell’olimpo della cucina? Al momento l’unica cosa che le interessa è colpire al cuore suo padre e se le si chiede cosa ha significato per lei la partecipazione a Hell’s Kitchen dichiara: “Per me è una chance, un’opportunità per crescere professionalmente e nella vita personale, per capire i miei limiti e per uscire dalla mia zona di benessere, conoscere persone, tradizioni e mentalità diverse dalle mie“. Riuscirà a spuntarla alla fine?

Fonte: Il Sussidiario

I numeri del libro “Come Fratelli” a fine 2018

29 dicembre 2018
I numeri del libro “Come Fratelli” a fine 2018: venti presentazioni in tutta Italia, più di mille persone incontrate e oltre cinquanta articoli dedicati dalla stampa

A fine anno 2018, con orgoglio vi presentiamo i numeri di sintesi dopo il primo anno di vita del libro.
I numeri del libro “Come Fratelli” a fine 2018: venti presentazioni in tutta Italia, più di mille persone incontrate e oltre cinquanta articoli dedicati dalla stampa

Ebbene sì! In questi giorni il libro “Come Fratelli. La fratellanza italo – romena a 10 anni dall’adesione all’Unione Europea” compie un anno. E' stato un anno importante, entusiasmante ma anche faticoso. Il volume scritto di Irina Niculescu e Marian Mocanu e pubblicato da Edizioni Unicopli di Milano a novembre 2017 ha compiuto molti passi avanti e oggi comincia a raccogliere i frutti.

“Come Fratelli” ha raggiunto il suo primo anno di vita. Da “semplice” libro destinato a raccontare gli ultimi quindici anni di storia della comunità romena in Italia è diventato un grande progetto sociale. Passando dalle librerie presenti in tutta Italia, ha fatto capolino al MIUR essendo acquistato da biblioteche universitarie e da scuole superiori italiane ma anche da famosissime biblioteche americane e tedesche, per poi partecipare al Salone Internazionale di Torino.

A fine anno 2018, con orgoglio vi presentiamo i numeri di sintesi dopo il primo anno di vita del libro.

Il volume è stato presentato in venti città italiane; gli autori hanno incontrato personalmente più di mille persone interessate, sia italiani sia romeni, e sono stati scritti più di 50 articoli che parlano del libro.
Alle presentazioni hanno partecipato numerose personalità di rilievo nazionale ed internazionale; ecco i nomi più rilevanti: la Commissaria Europea Corina Cretu, il Ministro Claudio De Vincenti, l’Ambasciatore della Romania in Italia George Bologan, i Consoli Tiberiu Dinu, Viorica Calcan, Adrian Georgescu, Iulia Cupsa Kiseleff e Ionut Urs (funzionario consolato di Roma), il Governatore della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il Direttore del quotidiano “La Stampa” Maurizio Molinari.

I Parlamentari italiani, Patrizia Bisinella (Senatrice), Daniele Belotti (Senatore), Elena Carnevali (Senatrice)I Sindaci Ferdinando Giordano (Vallecrosia), Claudio Martano (Chieri), Luciano di Lorito (Spoltore), Chiara Appendino (Torino), Christian Giordano (Villanova D'Asti), Mauro Demichelis (Andora), Gianluca Galimberti (Cremona).Ed ancora.... la Viceprefetto di Como Eva Iaione, i Vicesindaci Paola Cianci (Vasto), Chiara Trulli (Spoltore), Franco Rolfo (Rivoli), Sergio Gandi (Bergamo) e gli ex- sindaci Agostino Gay (Chieri) e Flavio Tosi (Verona).Gli Assessori Comunali Monica Barra (Vallecrosia), Edi Maria Neri (Verona), Pierfrancesco Majorino (Milano), Nicoletta Paci (Parma), Paolo de Francia (Rivoli), Giuseppe Rampulla (Castagneto Po').I Parroci ortodossi romeni Claudiu Mihai Attila (Sanremo), Gabor Codrea (Verona), Marius Trifina (Asti), Claudiu Diță (Rivoli), Traian Stetcu (Cassano d'Adda), Cristian Prilipceanu (Como).I Preti cattolici Don Antonio Robu (Vallecrosia) e Monsignor Pio Giboli (Como).Oggi il libro "Come Fratelli" è presente nelle seguenti biblioteche italiane, tedesche e americane:- Library of Congress, Washington, USA- Princeton University Library, Princeton USA- Columbia University Library, New York, USA- Harvard College Library, USA- Bayerische Staatsbibliothek, Munchen, Germania- Biblioteca dell’Accademia di Romania, Roma- Biblioteca Nazionale Centrale Firenze- Sistema Bibliotecario di Milano- Biblioteca Ettore Ancheri - Università di Padova- Biblioteca Comunale Ugo Guanda - Parma- Biblioteca Comunale di Como- Biblioteca Civica Castagneto Po, Piemonte- Biblioteca Comunale Villanova d'Asti, Piemonte- Biblioteca dell'Istituto secondario superiore - Cairo Montenotte – SV- Biblioteca Sormani – Milano Foto: Mihai Bursuc

Marian Mocanu

Fonte: La Voce di Genova

Românii din Italia fac coadă ca să-şi înmatriculeze maşinile. Schimbare radicală în Codul Rutier din Peninsulă

EXTERN
Publicat pe 11.12.2018

Românii au luat cu asalt oficiile de înmatriculare
Noile modificări din Codul Rutier italian i-a băgat în sperieţi pe românii din Peninsulă © quinewspisa.it

Noile modificări din Codul Rutier italian i-a băgat în sperieţi pe românii din Peninsulă, care au luat cu asalt oficiile de înmatriculare ca să-şi înscrie maşinile cu numere româneşti.

Ieri, încă de la primele ore ale dimineaţii, angajaţii "UMC - Ufficio Motorizzazione Civile" (Oficiul Vehicule Civile) din Pisa s-au trezit cu zeci de români care cereau informaţii despre înmatricularea autovehiculelor în Italia şi despre paşii care trebuie făcuţi în acest sens.

"Ufficio Motorizzazione Civile din Pisa (Toscana) s-a trezit, în urma modificării codului rutier italian, cu un volum de muncă mai mare decât capacitatea pusă la dispoziţie de personalul care lucrează în prezent în instituţia respectivă.

Ieri dimineaţă, coada mare care se formase la biroul respectiv, formată de cetăţeni străini a creat panică printre angajaţii instituţiei", scrie quinewspisa.it.

Începând de astăzi, situaţia ar urma să fie sub control odată cu suplimentarea personalului administrativ care să pună la dispoziţia clienţilor informaţiile necesare.

Începând din 4 decembrie, în Italia a intrat în vigoare o modificare a Codului rutier
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Ce spune nou Cod Rutier din Italia
Noile modificări aduse Codului Rutier italian interzic circulaţia maşinilor cu numere străine, dacă proprietarul este rezident de mai mult de 60 de zile în Italia.

De asemenea, decretul legislativ votat în Parlamentul italian interzice şi conducerea maşinii unei rude sau a unui prieten care trăieşte în străinătate, indiferent dacă şoferul are procură sau contract de comodat pe numele său.

Noua legislaţie prevede că, în cazul în care maşina nu este înregistrată în Itaşia, proprietarul trebuie să meargă la Ufficio Motorizzazione Civile, de unde cere un document - foglio di via - pentru a putea duce vehiculul în ţară.

În schimb, pentru a transfera în Italia un autovehicul achiziţionat din altă ţară, el trebuie înmatriculat la Ufficio Motorizzazione Civile şi înscris în Registrul Public Auto.

Mi-au sechestrat maşina pe loc!
O româncă din Calabria, rezidentă la Vibo Valentia, a declarat furioasă că modificările aduse legii rutiere sunt o capcană.

"Un rezident în Italia nu poate să mai conducă o maşină cu numere româneşti nici dacă e un prieten sau altceva, nici măcar un italian nu mai poate, mi-au sechestrat maşina azi! Şi mi-au dat o amensă de 1000 de euro, în plus nici nu am avut cu ce să mă întorc acasă! Aceasta nu e lege, e o capcană, nici nu poţi să te mai întorci maşina acasă, că te opresc şi ţio-o sechestrează pe loc", a spus românca, potrivit rotalianul.com.

Suspiciuni de discriminare faţă de români
Ambasada României la Roma și oficiile consulare acționează pentru a preîntâmpina eventuale discriminări ale cetățenilor români în aplicarea noului Cod rutier din Italia, iar Ministerul Afacerilor Externe evaluează măsurile luate de autoritățile locale pentru a se asigura că acestea nu contravin normelor UE și nu aduc atingere liberei circulații.

”Autoritățile române urmăresc cu atenție subiectul modificărilor legislative introduse în legislația rutieră italiană prin Decretul-lege nr.113/2018. Astfel, Ambasada României la Roma a întreprins, în regim de urgență, demersuri pe lângă autoritățile italiene de resort pentru a obține clarificări cu privire la sfera de aplicare a prevederilor legislative. Misiunea diplomatică de la Roma și oficiile consulare române de pe teritoriul Italiei acționează pentru a preîntâmpina posibile discriminări ale cetățenilor români și vor acorda asistență consulară în cazul în care se vor constata măsuri abuzive din partea autorităților locale în aplicarea noilor prevederi legislative”, anunţă MAE într-un comunicat.

Pentru a veni în sprijinul cetățenilor români, Ambasada României la Roma a circulat în mediul on line informații cu privire la noile reglementări.

”Ministerul Afacerilor Externe evaluează măsurile luate de autoritățile italiene pentru a se asigura că acestea sunt în deplină conformitate cu legislația Uniunii Europene și jurisprudența Curții de Justiție a Uniunii Europene relevantă și nu afectează drepturile cetățenilor români, luând în considerare efectuarea tuturor demersurilor legale în vederea protejării drepturilor cetățenilor români rezidenți în Republica Italiană, inclusiv sesizarea Comisiei Europene cu privire la posibilele incompatibilități ale normelor recent introduse cu legislația europeană.

Demersurile MAE vizează asigurarea că acțiunile autorităților italiene nu aduc atingere liberei circulații și a tuturor drepturilor stabilite prin normele obligatorii ale Uniunii Europene”, mai precizează ministerul.

Cetățenii români, în eventualitatea în care sunt afectați de un caz de încălcare a legislației Uniunii Europene de către autoritățile unui alt stat membru, pot apela la asistența oferită de către serviciul SOLVIT, sistem informal de soluționare a problemelor antrenate de nerespectarea legislației Uniunii Europene de către autoritățile unui stat membru, astfel:

- prin completarea formularului on line disponibil la adresa http://ec.europa.eu/solvit/index_ro.htm - prin intermediul adresei de e-mail solvit@mae.ro

- la numerele SOLVIT apelabile din străinătate: 0374300270 sau din România: 0800672507

Începând din 4 decembrie, în Italia a intrat în vigoare o modificare a Codului rutier italian prin care românilor le este interzis să mai conducă autoturisme înmatriculate în România, dacă respectivii români au o rezidență care este mai mare de 60 de zile.

În caz contrar, acestora le sunt confiscate mașinile sau vor fi amendați cu sute de euro, iar măsura este pusă în aplicare chiar în aceste zile.

Sursa: Observator.tv


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Terremoto nelle frazioni abitate da cittadini stranieri. Albanesi e rumeni avevano fermato lo spopolamento


Nei paesini intorno a Zafferana Etnea, feriti dal sisma di Santo Stefano, vive una folta comunità di stranieri, trapiantati ormai da vent'anni alle falde dell'Etna. Dopo la scossa del 1984, il loro arrivo dall'Europa dell'est era stato uno degli ingredienti della rinascita

FRANCESCO VASTA 28 DICEMBRE 2018

CRONACA
Quella casetta terrana di via Vittorio Emanuele a Fleri, rimasta con la facciata pendente, è diventata suo malgrado uno dei simboli del sisma di Santo Stefano. «Siamo andati via senza capire nulla, con i capelli tutti pieni di polvere bianca», racconta Rovena, la donna di origine albanese che lì vi abitava assieme al marito e due figli. Da ormai tre giorni, i neanche cento metri che separano la casa dalla scuola di via Rossi non sono più il tragitto del mattino per accompagnare i ragazzi a lezione, ma la tappa obbligata per pranzi e cene. Assieme alla famiglia di Rovena, servite dai volontari di Misericordia e Protezione civile, ci sono decine di altre persone. In grande maggioranza anche loro nate in Albania. Ci sono famiglie che si ricongiungono ai loro cari in altri paesi, sfollati che trovano l'ospitalità di parenti e amici e che, grazie a loro, possono rifiutare la notte in hotel. Ma c’è anche chi i legami dell’affetto li ha lasciati in un'altra nazione, come quasi tutte le persone che si riuniscono nella scuola di Fleri assieme a soccorritori e altri addetti ai lavori.

«Dal paese è andata via tanta gente, al loro posto sono arrivati gli albanesi», ricorda Alfio Russo, il parroco della chiesa della Madonna del Rosario, crollata nel terremoto del 1984 e oggi di nuovo in macerie. «Dopo quel sisma non ci fu uno spopolamento, anzi la ricostruzione fu veloce – racconta il sacerdote, già allora titolare della parrocchia – ma poi molta gente è comunque andata via per cause generali come la mancanza di lavoro». Il calo demografico fu tamponato dai cittadini provenienti dai Balcani, e così ancora oggi a Fleri vivono circa mille persone, di cui un centinaio albanesi. Negli ultimi anni sono poi aumentati i villeggianti, ed è anche arrivato qualche nuovo residente acquistando villette di nuova costruzione. Tutta gente costretta alla fuga o ritrovatasi sfollata. Mentre il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio si porta in giro per la zona rossa il circo di giornalisti, manifestanti e curiosi, la signora Rovena sta svuotando la casa ormai inagibile, aiutata da due vigili del fuoco. Il leader M5s la nota e si avvicina per stringerle la mano, poi va via subito. La donna è ancora confusa come nelle ore dopo il sisma: «Qui siamo in affitto, adesso non so che soluzione troveremo».

Ma non c’è rabbia, quella invece a cui si era abbandonata un’altra comunità delle zone terremotate. Da Poggiofelice, la prima sera dopo il sisma, era partita la protesta di alcuni cittadini, fra cui alcune famiglie di origine rumena. In quest’altra frazione di Zafferana, attaccata a Fleri e altresì piena di edifici danneggiati, una ventina di stranieri si è stabilita da circa due decenni. Il condominio dove abita la maggior parte di loro è lesionato un po’ dappertutto. «Ci è andata bene, siamo tutti vivi – dice un uomo mentre attende il pranzo – ma ora ho paura che ci lascino da soli».

Fonte: Meridio News Catania

Sgravi in Edilizia: istruzioni INPS

scritto il 19 dicembre 2018

Le istruzioni operative INPS per la fruizione della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia confermata per tutto il 2018.
Assunzioni agevolate in Edilizia
3 dicembre 2018
Arrivano con la circolare n. 118/2018 le attesi indicazioni operative dell’INPS sulla modalità di fruizione della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia confermata anche per l’anno 2018 dal decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’agevolazione contributiva, introdotta originariamente per i datori di lavoro nell’edilizia dal decreto legge 244/1995, articolo 29, convertito con modificazioni dalla legge 341/1995 consiste in una riduzione all’11,50% dell’aliquota contributiva previdenziale e assistenziale dovuta per tutto l’anno.
Requisiti
Per beneficiare dello sgravio contributivo, il datore di lavoro deve rientrare tra quelli classificati nel settore industria individuato dai codici statistici contributivi da 11301 a 11305, o nel settore artigianato con i codici statistici contributivi da 41301 a 41305, o in quelli caratterizzati dai codici Ateco 2007 da 412000 a 439909.

Condizioni di accesso
L’accesso al beneficio è subordinato alle seguenti condizioni:

possesso dei requisiti di regolarità contributiva attestata tramite il DURC (articolo 1, comma 1175, della legge n. 296/2006), fermi restando gli altri obblighi di legge e il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
rispetto dei contratti collettivi in materia di retribuzione imponibile (articolo 1, comma 1, del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389);
i datori di lavoro non devono aver riportato condanne passate in giudicato per la violazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nel quinquennio antecedente la data di applicazione dell’agevolazione (art. 36-bis, comma 8, del decreto-legge n. 223/2006).
=> DURC irregolare: agevolazioni assunzioni revocate
Applicazione dello sgravio
Il beneficio consiste in una riduzione sui contributi dovuti, nella misura dell’11,50%, per le assicurazioni sociali diverse da quella pensionistica e si applica ai soli operai occupati per 40 ore a settimana. Non spetta, quindi, per i lavoratori a tempo parziale e non si applica sul contributo, pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, previsto dall’articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, destinabile al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua. L’agevolazione non spetta neanche in presenza di contratti di solidarietà, limitatamente ai lavoratori ai quali viene applicata la riduzione d’orario.

Divieto di cumulo
Assunzioni e stabilizzazione precari
21 dicembre 2018
L’agevolazione non è cumulabile con agevolazioni contributive spettanti ad altro titolo, dunque non può essere richiesta per quei lavoratori per i quali si beneficia, ad esempio, dell’esonero strutturale per le assunzioni a tempo indeterminato previsto dalla legge n. 205/2017 o dell’“Incentivo Occupazione Mezzogiorno” per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso dell’anno 2018, disciplinato dal decreto direttoriale dell’ANPAL n. 2/2018 e successiva rettifica.
Presentazione domanda
Le istanze di accesso al beneficio devono essere inviate, entro il 15 marzo 2019, esclusivamente in via telematica avvalendosi del modulo “Rid-Edil”, disponibile all’interno del cassetto previdenziale aziende del sito Internet dell’Istituto, nella sezione “Comunicazioni on-line”, funzionalità “Invio nuova comunicazione”.

Effettuati i dovuti controlli, in caso di esito positivo, sarà attribuito alla posizione contributiva interessata il codice di autorizzazione 7N, per il periodo da dicembre 2018 a febbraio 2019 visualizzabile all’interno del cassetto previdenziale aziende. In ogni caso lo sgravio si riferirà al periodo che va da gennaio a dicembre 2018.

Flusso Uniemens
I datori di lavoro autorizzati alla fruizione potranno esporre lo sgravio nel flusso Uniemens con le seguenti modalità:

il beneficio corrente dovrà essere esposto con il codice causale L206 nell’elemento di ;
per il recupero degli arretrati dovrà essere utilizzato il codice causale L207, nell’elemento di .

Nei casi di matricole sospese o cessate, il datore di lavoro interessato a recuperare lo sgravio per i mesi antecedenti la sospensione o la cessazione dovrà inoltrare l’istanza avvalendosi della funzionalità “Contatti” del cassetto previdenziale aziende, allegando una dichiarazione conforme al fac-simile allegato alla circolare INPS. Per gli operai non più in forza, i datori di lavoro potranno fruire del beneficio valorizzando nella sezione individuale del primo flusso Uniemens utile gli stessi elementi previsti per gli operai ancora in forza.

Fonte: PMI.it

Due lavori part-time insieme: è possibile?

Lavoro / Leggi e prassi

Alessio Mauro
È possibile avere due lavori part-time contemporaneamente?
27 DICEMBRE 2018
Due lavori part-time insieme: è possibile?

Due lavori part-time: a volte ci si può trovare nella condizione di volere o dover intraprendere un secondo lavoro. In particolare una domanda che potrebbe sorgere legittimamente è quella circa la possibilità di avere due lavori part-time nello stesso periodo di tempo.

La risposta che può essere fornita a chi si chiede se è lecito cumulare più lavori contemporaneamente è affermativa ma vincolata al rispetto di alcuni limiti di orario e di correttezza.

Ecco tutte le informazioni più importanti utili per chi voglia esercitare due lavori part-time insieme.

Due lavori part-time insieme: è possibile?
È lecito che una persona eserciti due lavori part-time contemporaneamente?

La risposta ad una tale domanda in generale è sì, prestando attenzione ad alcuni accorgimenti e accortezze da non sottovalutare.

Sulla questione circa la legittimità dello svolgimento di due lavori part-time contemporanei è intervenuta più volte la Corte di Cassazione.

In particolare, la regolamentazione del lavoro di un ente o azienda non può vietare ad un lavoratore di prestare altra attività lavorativa.

Per esempio, la sentenza n. 13196/2017 ha sancito come:

“sarebbe nulla una previsione regolamentare che riconoscesse al datore di lavoro un potere incondizionato di incidere unilateralmente sul diritto del lavoratore in regime di part-time di svolgere un’altra attività lavorativa”.
Dalla sentenza emerge chiaramente come il cumulo di due o più rapporti di lavoro part-time non sia oggetto in se stesso di alcuna sanzione. Ancor di più, non è possibile al datore di lavoro negare in via assoluta al proprio dipendente l’esercizio di un altro lavoro.


Nel caso un lavoratore eserciti due lavori part-time contemporaneamente può essere disposta in ogni caso “una verifica di incompatibilità in concreto tra l’esercizio della diversa attività e l’osservanza dei doveri d’ufficio o la conciliabilità con il decoro dell’Ente”.

Circa lo svolgimento di due lavori part-time contemporanei è necessario sottolineare come il lavoratore debba prestare attenzione ad una serie di altre indicazioni nel momento in cui si trova a cumulare attività distinte.

Cumulo lavoro part-time: a cosa prestare attenzione in caso di doppio lavoro?
Una volta specificato che è possibile in linea di principio esercitare un doppio lavoro come nel caso di due impegni part-time è necessario sottolineare come esistano dei precisi vincoli imposti al lavoratore che decida di cumulare più attività contemporaneamente.

I due lavori infatti devono in ogni caso risultare conciliabili, e ciò in vista per lo meno di due condizioni:

di orario,
di fedeltà e di non concorrenza.
La prima delle due condizioni necessarie per svolgere due lavori part-time è fissata sia dal limite fisico necessario per il riposo, sia (e soprattutto) dal limite di 48 ore di lavoro settimanale che un singolo lavoratore può svolgere, ivi inclusi gli straordinari.

Tale limite massimo è da riferirsi però ad una media su 4 mesi di lavoro (elevabili a 6) e non esclude che nella singola settimana si possano verificare turni di lavoro superiori alle 48 ore; l’importante è che siano compensate da settimane in cui il carico lavorativo risulti inferiore.

Per un lavoratore che abbia due lavori part-time vige l’onere di comunicare ai datori di lavoro l’ammontare delle ore in cui può prestare la propria attività nel rispetto dei limiti sull’orario indicati.

La seconda accortezza a cui il lavoratore deve prestare attenzione nel caso di doppio lavoro come con due lavori part-time è quello relativo alla fedeltà nei confronti del datore di lavoro. Il lavoratore infatti che cumula più attività non può

“trarre affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio” (art. 2105 c.c.).
Tale imposizione deve essere tenuta a mente anche da chi effettua o ha in mente di effettuare due lavori part-time contemporanei. Al lavoratore infatti è richiesto di tenere un comportamento improntato alla correttezza e buona fede nei confronti del datore di lavoro.

Fonte: Informazione fiscale

venerdì 21 dicembre 2018

Sărbători fericite! / Buone feste!


mercoledì 19 dicembre 2018

La polizia stradale di Ilfov ha una nuova Alfa Romeo Giulia

Alfa Romeo Giulia è stata offerta alla polizia rumena per un periodo di 12 mesi, servirà a pattugliare un’area estesa.

Alfa Romeo Giulia è stata offerta alla polizia rumena per un periodo di 12 mesi. La vettura è stata dotata di luce e sirene specifici ed è destinata azioni di pattugliamento presso un’estesa area di Ilfov che comprende l’Autostrada A3, DN1, Ring Road, Buftea, Snagov Otopeni.

L’esemplare che è stato dato in dotazione alla polizia rumena dispone di AEB (sistema di frenata autonoma con funzione di riconoscimento dei pedoni), LDW (Lane Departure Warning), IBS (Brake System Integrated) che fornisce uno spazio di frenata di 100-0 km / h in 38,5 metri. Alfa Romeo Giulia può essere configurata su quattro livelli di equipaggiamento (Giulia, Super, Veloce e Quadrifoglio). La vettura inoltre dispone di sei varianti di motore (tre diesel e tre benzina), che vanno da 150 a 510 CV.

Non è la prima volta che la berlina di segmento D del Biscione entra nella polizia rumena. Nel febbraio 2017, la polizia ha ricevuto un’Alfa Romeo Giulia Veloce con un motore turbo da 280 CV. E questa è stato usata per le missioni di pattuglia nella zona di Ilfov per un anno. La Romania è stata dunque il secondo paese in cui la berlina di Alfa Romeo è entrata a far parte della polizia dopo l’Italia.( Ippolito Visconti)


Fonte:Club Alfa

Natale: lezioni di cucina nelle scuole romene

Nei giorni che precedono il Natale prosegue il lavoro dei cuochi lucani e della delegazione romena della Fic (Federazione Italiana Cuochi) nelle scuole. L’ultimo incontro si è svolto al Liceo Tecnologico n 1 Cluj , terza città della Romania, principale polo economico del nord-ovest del Paese, con allievi e docenti ed anche giovani post liceali nutrizionisti , per la seconda fase del programma Informazione e formazione. Specie alla vigilia delle festività la cucina tradizionale, tipica mediterranea registra grande interesse nei Paesi Balcanici con la richiesta di conoscere le tecniche per le ricette dei piatti da portare alle tavole delle feste. Ancora, educazione alimentare, giusto utilizzo dei prodotti , corretta cottura , originalità di prodotti e “segreti per ricette” , formazione del cuoco promotore di salute sono gli argomenti che la presidente Enza Barbaro sostiene e che il formatore chef Pietro Benedetto unitamente al segretario Fic Giovanni Baldantoni promuovono con esercitazioni pratiche e teoriche.

Il Made in Italy è graditissimo a tutti per la cucina e riscuote sempre maggiori consensi tra i giovani. Tra gli obiettivi far conoscere le produzioni agroalimentari e vitivinicole lucane ed italiane, con particolare riferimento ai prodotti di qualità certificata; valorizzare il saper fare italiano; diffondere i valori unici della Dieta Mediterranea; presentare l’offerta formativa del nostro Paese nel settore enogastronomico; rafforzare la presenza della cucina italiana all’estero anche attraverso le attività di specializzazione dei giovani cuochi e la presentazione dell’offerta della ristorazione italiana di qualità; promuovere i “percorsi del gusto” in Italia per i turisti.

Ribadito l’impegno dei nostri ambasciatori della cucina lucana, attraverso Palazzo Italia Bucarest, a promuovere all’estero l’agroalimentare e la cucina italiana di qualità, segni distintivi del “Marchio Italia” nel solco delle grandi tematiche che contraddistinguono l’agroalimentare italiano: qualità, sostenibilità, cultura, sicurezza alimentare, diritto al cibo, educazione, identità, territorio, biodiversità.

A ciò si aggiunge l’opera di valorizzazione, anche a fini turistici, dei territori, degli itinerari dell’arte culinaria italiana, nonché della dieta mediterranea, uno degli elementi che rende l’Italia il Paese più sano del mondo.

 Fonte:Gazetta della Valdagri

martedì 18 dicembre 2018

Exercise 2019, la comunità musulmana e quella romena confermano collaborazione per progetto

Avezzano. In attesa dell’esercitazione di protezione civile che si terrà il prossimo 13 gennaio 2019, cui sarà coinvolta tutta la popolazione, anche Louali Oulaid della comunità musulmana e padre Daniel Mititelu, a capo di quella romena, hanno dato la propria disponibilità ad informare la propria comunità di fedeli su quanto accadrà.

Questa mattina, l’assessore alla Protezione civile, Crescenzo Presutti, insieme alla segreteria di coordinamento del progetto ideato dal centro studi Edimas, che ha attivato un Master di II livello all’Università degli Studi dell’Aquila, i cui tirocinanti sono a lavoro negli uffici comunali, ha incontrato i due rappresentanti delle nutrite comunità religiose avezzanesi, per chiedere la collaborazione nella diffusione delle notizie che riguardano l’evento “Exercise Avezzano 2019”.

“Ad Avezzano la comunità musulmana e quella romena contano migliaia di fedeli”, commenta Magda Tirabassi, referente della comunicazione del progetto, “pertanto è importante la collaborazione offerta da entrambe le guide. Spesso un ostacolo nella vita quotidiana dei cittadini che parlano arabo o romeno è proprio la lingua. Con il coinvolgimento delle comunità religiose nella comunicazione del progetto, riempiremo spazi che non saremo riusciti a colmare senza la loro collaborazione”.

Fonte:Marsica Live

Coloratissimo corteo delle tradizioni natalizie romene per le vie di Chieri

Coloratissimo corteo delle tradizioni natalizie romene per le vie di Chieri Nel penultimo weekend prima di Natale, la comunità romena di Chieri ha festeggiato insieme ai chieresi Ricco il programma di sabato e domenica scorsi con "Chieri in Festa a Natale", la cittadina piemontese si prepara con cori e concerti, addobbi e animazione itinerante, mercatini e mostre. La numerosa comunità romena residente a Chieri ha organizzato, tramite la sua Associazione socio-culturale OVIDIO, due eventi aperti a tutta la cittadinanza.

La storica presidente Iulia Boroianu Ziella, residente nella città ormai dal 1974, ha dichiarato che "per noi è molto importante mantenere e tramandare le tradizioni alle giovani generazioni. Sfilare in costume insieme ai bambini e ballare e giocare così come facevamo noi da bambini, come si fa ancora oggi in Romania, è un regalo che facciamo non solo alla comunità romena ma anche alla cittadinanza tutta. E' questo uno dei tanti obiettivi dell'Associazione Culturale e Sociale Italo Romena Ovidio Onlus, la prima Associazione Romena nata in Piemonte nel luglio 2003 grazie alla visione di Michele Moretti, già console onorario della Romania a Torino, ricordato oggi nella Sala Rossa di Torino".

Sabato 15 dicembre, nella sede dell'associazione del complesso San Filippo si è svolta la recita dei bambini del corso di lingua romena appartenenti a più scuole nel chierese. A loro si sono aggiunte alcune signore romene dell'associazione, guidate da Mirela Bogdăneanu, che hanno recitato anche poesie patriottiche per marcare l'anno del centenario romeno tanto sentito nella comunità. Alla presenza di genitori e altre famiglie romene e italiane, il vivace coro di grandi e piccini ha cantato le famose "colinde" natalizie e altri canti storici dell'ultimo secolo dall'unità territoriale romena. Particolari i costumi tradizionali indossati dalle signore e dai alcuni piccoli, specifici da varie zone della Romania, molti antichi ereditati dalle famiglie.

Domenica 16, dalle ore 15.30 le strade del centro sono state "invase" da un corteo coloratissimo di costumi tradizionali e maschere. Il bestiario arcaico non mancava: con orsi, cavalli e capre, i costumi hanno impressionato i chieresi che si sono soffermati a scattare foto e video. Oltre le famiglie dell'associazione Ovidio, la sfilata ha visto la partecipazione di alcuni gruppi tradizionali famosi in Piemonte. I ballerini di Borgaro dell'associazione culturale Dacia vestiti con abiti tradizionali.

Il gruppo Datina di Torino che si è esibito nella danza dei cavalli. Il gruppo "De la batrâni cetire" di Torino, con suo interprete e coreografo Clement Doboş, anche in veste di domatore di orsi. Il corteo è partito dalla sede in via San Filippo ed è arrivato fino in piazza Cavour con musiche dal vivo e molto chiasso, per ritornare poi per continuare la festa con brindisi e buffet offerto a tutti.

Secondo la tradizione antica romena, nel tempo di Natale e Capodanno le bande vanno in giro per i paesi e le città scambiandosi auguri, cantando e ballando. L'impressionante maschera della capra, con corna e pelliccia, presente anche nelle tradizioni italiane, infatti alcuni italiani che assistevano alla sfilata erano convinti di vedere tradizioni sarde. L'orso interpretato da un ragazzo romeno chierese, Andrei Maloş, ha fatto gli scherzi spaventando i passanti con la sua pelliccia di orso vero.

 Non mancava il capitano impersonato da Mirela Bogdăneanu, autrice anche della maschera di Stefano il Grande, il grande condottiero moldavo del medioevo. Un gruppetto di cavallini piccoli hanno sfilato insieme ai grandi, con bellissime maschere realizzate da Corina Olar Lazăr. Tutto quanto accompagnato da musiche, ovazioni e fischietti - questi gli auguri della comunità romena alla cittadinanza chierese. Gli eventi hanno beneficiato del patrocinio della Città di Chieri, del Consolato Generale della Romania a Torino e della FARMP (Federazione delle associazioni romene e moldave in Piemonte).

Fonte:Torino Oggi

I due autori dei Castelli:I libri degli scrittori Aldo Onorati e Armando Guidoni tradotti anche in romeno

Non è usuale che in Romania siano pubblicati libri derivanti dalla traduzione in rumeno di testi italiani. Il fatto è ancora più inusuale se si parla, poi, di due libri di autori castellani: il libro di poesie di Armando Guidoni “Stropi de emotii” (Gocce di emozioni) edito da Controluce e il saggio di Aldo Onorati Scrisoare pentru tata, edito da Editura Craiova, traduzione dell’originale in italiano Lettera al padre edito da Edizioni Controluce.

Il traduttore e curatore di “Gocce di emozioni” di Guidoni e di “Lettera al padre” di Onorati è il prof. George Popescu, docente di Italiano all'Università di Craiova in Romania, traduttore di Pasolini e Moravia, Montale e Ungaretti etc., nonché autore egli stesso di importanti saggi critici sui detti poeti. Il prof. George Popescu, italianista di grande autorità, ha già iniziato un lavoro di divulgazione dei libri anche a Craiova.

Armando Guidoni è editore (Controluce è la sua Casa) e ricercatore dell’Enea (ha pubblicato di recente “Verso il Robot sapiens: un approccio umanistico alla cibernetica”. Egli è tradotto per la prima volta e sta riscuotendo un interesse da parte della critica piuttosto significativo, il che conferma il successo che il suo libro ha avuto in Italia, tanto che alcune sue liriche sono state inserite nell'antologia del Convegno “La poesia e l'Europa” curata dalla Società Dante Alighieri nella persona del prof. Gianni Di Peio presidente del Comitato di Roma della Dante.

Aldo Onorati non è nuovo alle traduzioni delle sue opere all'estero, specie in Romania, dove i suoi libri sono conosciuti da molti anni, cominciando con la pubblicazione a Craiova di “Iubire blastematà” (Amore sacrilego), poi di una raccolta di liriche scelte, quindi con “Viata în farame” (Nel frammento la vita) e ora con “Scrisoare pentru tata” (Lettera al padre). Questi due libri non sono un fatto a sé stante, ma fanno parte di un progetto linguistico della editrice Controluce di Monte Compatri che, dopo l'esperienza del volume “La poesia e l'Europa”, si sta estendendo non solo in campo nazionale ma internazionale (si è in via di pubblicazione in Francia di alcune opere edite da questa Casa).

Nel contempo, si stanno organizzando incontri con le scuole (che auspichiamo si ripetano in tutti i Castelli Romani) al fine di rendere attiva l'integrazione con altri popoli, al presente con i Romeni, numerosissimi nei nostri luoghi. I due libri possono, infatti, dare un sostegno didattico per l'apprendimento del romeno da parte della seconda generazione di ragazzi e dell’italiano per i loro genitori. Per gli studenti questo servirà a perfezionare la nostra lingua; per gli adulti a conoscerla se ancora non la possiedono agevolmente.

Fonte:Il Caffè Tv

lunedì 17 dicembre 2018

Viterbo: Decreto InSicurezza, l’Usb invita al dibattito sulla nuova legge

La grande partecipazione alla manifestazione nazionale Get up, Stand up for your rights, mostra l’urgenza di discutere i risvolti reali del Decreto sicurezza.

Una serata evento, nel pomeriggio del 18 dicembre nella sede sindacale dell’Usb, per parlare del nuovo decreto del governo Conte. Una discussione oltre il sentito dire, per valutare le reali ricadute della legge sulla vita quotidiana delle persone, migranti e italiane.

Il Decreto Sicurezza non nasce dal nulla, esso è l’ultimo atto di una politica finalizzata a reprimere gli spazi di democrazia. Dalla crisi del 2008 ad oggi, la risposta dei governi di tutti i colori, è stata sempre la stessa: sacrificare i diritti fondamentali, individuali e collettivi, acquisiti dopo decenni di lotte.

Il Decreto si inserisce proprio in questo solco, pensando di colmare il mancato aumento della produttività aumentando lo sfruttamento della forza lavoro, in particolare quella migrante. Il lavoro viene frammentato e reso sempre più flessibile e irregolare.

Nel caso specifico di lavoratori stranieri o addirittura migranti, è necessario non chiudere gki occhi. La gran parte degli immigrati sono già interni ai processi produttivi su tutto il nostro territorio: agricoltura, grande distribuzione e logistica, fabbriche, piccole e medie imprese, commercio e turismo, lavori di assistenza e cura.

La maggior parte di questi lavoratori è sottoposta a rapporti di lavoro, non solo irregolare, ma quasi schiavile (caporalato).

Si incrementa così un esercito di precari, disoccupati e marginalizzati, che diventa sempre più grande e, almeno in teoria, sempre più disposto a piegarsi. La rabbia, dovuta alle crescenti disuguaglianze sociali, invece dilaga e, allora, il governo riduce gli spazi di dissenso. Vengono aumentati gli strumenti di controllo e repressione, non solo nelle proteste o nelle piazze, ma anche sui luoghi di lavoro.

Si pensi all’introduzione del carcere per chi effettua un blocco stradale, una delle poche armi in mano ai lavoratori e ai comitati di quartiere. Oppure all’utilizzo di braccialetti elettronici e app per controllare i dipendenti all’interno del luogo di lavoro. Dietro questo decreto non vi è certo la Sicurezza, ma la strategia, neanche troppo velata, di attacco repressivo contro tutta quella fascia sociale a cui non si vuole garantire diritti, reddito e assistenza.

L’Usb esorta tutti e tutte a discutere in merito per elaborare insieme un nuovo immaginario di lotte e riconquista dei diritti sottratti.

 Più nulla verrà concesso.

 18 Dicembre, ore 17:30, Federazione Usb di Viterbo

 Dibattito pubblico

 Usb Viterbo
 Elisa Bianchini

 Fonte:Occhio Viterbese

Centro ecumenico. Concerto di Natale del coro della parrocchia ortodossa romena

Lunedì 10 dicembre si è tenuto un concerto di Natale al Centro ecumenico San Martino di Perugia per l’ultimo appuntamento prima della pausa natalizia. Un concerto però sempre in stile “ecumenico”: ad esibirsi infatti, è stato il coro della parrocchia ortodossa romena di Perugia “San Sava”, con canti natalizi tradizionali a cappella.

Dodici giovani, originari della Romania ma residenti a Perugia e dintorni, hanno intonato insieme melodie tipiche romene per festeggiare la nascita di Gesù. “Siamo un coro natalizio, creato apposta per le feste” spiega Madalina, una delle cantanti. “I canti natalizi ci fanno rivivere il Natale della nostra infanzia ed è anche un modo per vedersi tra conterranei, visto che normalmente non riusciamo a trovare molte occasioni per frequentarci. Così un mese fa abbiamo cominciato a fare le prove due volte a settimana”.

Oltre all’esibizione al Centro ecumenico, i giovani si preparano alla sera della vigilia, quando canteranno porta a porta davanti alle case dei loro amici e parenti. “È una tradizione, quella di cantare per il vicinato, che anche in Romania, soprattutto nelle grandi città, purtroppo si sta perdendo – continua Madalina – . Questo è il nostro modo per mantenerla viva”.

Il coro non è composto da professionisti, ad eccezione di una giovane che studia al Conservatorio di Perugia e che dirige e tiene il tempo. “È un gruppo molto vario al suo interno, alcuni sono in Italia da molto, altri da meno. Qualcuno studia, qualcuno lavora, qualcuno è sposato e ha figli” racconta il parroco di San Sava padre Petru Heisu.

Andrei ad esempio è in Italia dal 2003 ed ha un bimbo piccolo cui sta insegnando i canti natalizi del suo Paese: “È giusto coltivare la nostra cultura e la nostra tradizione, per questo la sto tramandando a mio figlio già da ora”. Per il concerto al Centro ecumenico il coro ha indossato parte dell’abito tipico che solitamente si usa per le celebrazioni solenni.

“Il costume intero è molto complesso, ha tanti strati ed è ricamato in base alla regione di provenienza – spiega Madalina – . Dalla gonna, più stretta o più ampia, dal fazzoletto o dai disegni della camicetta riusciamo a capire da quale parte della Romania si proviene”. Non solo canti nel Natale romeno, ma anche tante celebrazioni: “Da noi il Natale dura tre giorni – spiega padre Heisu – dal 25 al 27, giorno in cui noi festeggiamo santo Stefano. Tutti e tre i giorni sono di divina liturgia solenne”. (Valentina Russo)

Fonte:La Voce


Expoziție ”Manifest pentru Patrimoniu – Timișoara Premium Exposed City”

Comunicat de presă

Loc: Università degli studi di Napoli „Federico II”, Facoltà Di Architettura - Palazzo Gravina - l’Ambulacro della biblioteca, via Monteoliveto, 3, 80134 Napoli (IT)

Organizatori: Academia di Romania in Roma Asociația Expose Architecture Ministerul Culturii - Direcția Județeană pentru Cultură Timiș

Invitați: Colectivul TERRApia/Asociația REcult Parteneri: Consulatul Onorific al Republicii Italiene la Timișoara Camera de Comerț Italiană pentru România Registrul Urbaniștilor din Romania – Biroul Teritorial al Regiunii de Dezvoltare Vest Urbanize Hub Cu patronajul Școlii de Restaurare „La Sapienza” din Roma Perioada: 18 decembrie 2018 – 13 ianuarie 2019

Vernisaj: Marti, 18 decembrie 2018, l’Ambulacro della biblioteca, ora 14:00 Marți, 18 decembrie 2018, ora 14:00,

Accademia di Romania in Roma, în colaborare cu Direcția pentru Cultură Timiș, Asociația Expose Architecture și Consulatul Onorific al Republicii Italiene la Timișoara, cu patronajul Școlii de specializare în restaurare „La Sapienza” din Roma, organizează expoziția de prezentare a proiectului Timișoara Premium Exposed City și a proiectului cultural „Despre pământ. Oamenii și casele lor din Banat”, o inițiativă a Asociației REcult și a colectivului TERRApia, sprijinită de Administrația Fondului Cultural Național, Consiliul Județean Timiș și Universitatea de Vest Timișoara care evidențiază, printr-o abordare contemporană, potențialul locuirii rurale.

Patrimoniul arhitectural românesc este o resursă culturală și identitară foarte generoasă, ce trebuie cultivată și pusă în valoare. Timișoara deține un număr impresionant de clădiri situate în zone istorice protejate sau de protecție (peste 14.000). Starea imobilelor este însă proastă și foarte proastă într-o proporție foarte mare: 90%.

În acest context, o provocare iminentă pentru oraș este titlul de Capitală Europeană a Culturii 2021, prilej pentru care, clădirile istorice trebuie pregătite (restaurate) pentru a putea fi admirate la adevărata lor valoare. Totodată, 2018 - Anul European al Patrimoniului Cultural dă ocazia celor interesați de a aduce în atenția publicului problematici complexe legate de restaurare și intervențiile pe clădirile istorice.

Profitând de acest moment important, propunem un eveniment manifest, de informare și de sensibilizare a opiniei publice cu privire la bogăția valorică a clădirilor istorice din Timișoara și la stadiul precar de conservare al acestora. Scopul este semnalarea necesității de intervenție imediată și de coagulare a tuturor factorilor de decizie, în acest sens.

Timișoara Premium Exposed City are ca scop creșterea, până în 2021, a numărului de clădiri restaurate, crearea și promovarea pe termen lung a branding – ului de patrimoniu la nivel de oraș, cu impact regional, național și european. Concret, vizează identificarea unui număr de 20-30 de imobile din zonele istorice ale Timișoarei (Traian, Iosefin, Cetate), care vor fi promovate pentru a atrage investitori (finanțatori), în vederea restaurării lor.

Este vorba de acțiuni punctuale de tip parteneriat privat - privat (dar care replicate pe mai multe imobile primesc un impact la scară largă), între proprietarii imobilelor și finanțatori, cu susținerea instituțiilor publice și a organizațiilor cu atribuții și responsabilități în domeniu. Investitorii trebuie sa actioneze din propria convingere si cu dorinta de a contribui si a fi partasi in mod direct, intr-un moment in care orasul are nevoie sa-si pregateasca imaginea arhitecturala si urbanistica pentru intampinarea evenimentului TM 2021, prin readucerea fațadelor clădirilor din cartierelor istorice, la adevarata lor valoare. 

Asociatia “Expose Architecture” este o asociaţie non-guvernamentală, non-profit, independentă, cu beneficiu public, înfiinţată în 8 martie 2011. Asociaţia oferă membrilor şi simpatizanţilor posibilitatea de a dezbate problematici şi de a face schimb de experiențe în scopul promovării identităţii culturale naţionale la nivel internaţional.

Scopul Asociaţiei Expose Architecture este susţinerea şi organizarea de activităţi menite să contribuie la dezvoltarea unei societăţi durabile prin Analizarea, Diagnosticarea şi Integrarea Sistemelor Arhitecturale şi de Urbanism.

Asociația REcult activează din 2010 în domeniul patrimoniului cultural urban și rural din România. Din 2015 și-a asumat, împreună cu colectivul TERRApia și cu partenerii săi, documentarea și promovarea patrimoniului rural din pământ, prin proiectul cultural Despre pământ. Oameni și casele lor din Banat. Acesta se derulează sub forma unei campanii de conștientizare a potențialului locuirii rurale din pământ. În Anul European al Patrimoniului Cultural 2018, ne-am propus, cu sprijinul Administrației Fondului Cultural Național, a Consiliului Județan Timiș și a Universității de Vest din Timișoara, să transformăm casa din pământ din Banat, printr-o abordare contemporană, în element patrimonial reprezentativ pentru această regiune. În acest sens, am parcurs mai multe etape: cercetarea și documentarea patrimoniul material și imaterial din pământ, filmarea mărturiilor legate de arhitectura tradițională din pământ, identificarea meșterilor locali care încă mai știu cum se construiau odinioară casele în Banat și conceperea unor trasee culturale care includ acest tip de patrimoniu. Ca metode de promovare neconvenționale, pe lângă pagina proiectului de tip webdocumentary (http://desprepamant.ro/) și diverse evenimente, am diseminat 3 spoturi de susținere a patrimoniului din pământ, cu implicarea muzicienilor de la Subcarpați și de la Omul cu șobolani.

Principalul eveniment al campaniei noastre a fost ediția a doua a festivalului central și est-european al arhitecturii din pământ, Regio Earth, care a avut loc în ultima săptămână a lunii august la Buzad, comuna Bogda, în județul Timiș. Acesta a adunat 40 de oameni interesați de tehnicile cu pământ, din 11 țări, care au interacționat cu comunitatea și au lăsat în urmă un pavilion expozițional cu rol educativ în centrul satului. În cadrul festivalului, cu ajutorul a 16 formatori internaționali, 18 participanți au dobândit cunoștințe teoretice și practice despre tehnicile cu pământ (cărămidă nearsă, paiantă, vălătuci, tencuială, cuptor de copt pâinea), pe parcursul a mai multor ateliere de formare. Atât pavilionul, cât și școala veche a satului, pe care s-a intervenit cu o tencuială decorativă, au fost deschise publicului în cadrul festivalului Electroruga, organizat de partenerii noștri Essential Experience.

În prezent, pavilionul Regio Earth este gestionat ca expoziție permanentă de tehnici constructive locale de REcult și partenerii săi Primăria Bogda, Essential Development și Agenția de Promovare și Dezvoltare a Turismului Timiș, ca parte integrantă a strategiei de valorificare a potențialului Dealurilor Lipovei printr-un turism al experiențelor.

Acesta va funcționa împreună cu școala veche a satului, care va fi transformată într-un spațiu muzeal alternativ. Casa din pământ este percepută, în urma campaniei din acest an, ca element reprezentativ al Banatului de câmpie și ca o componentă atractivă a acestui tip de turism al experiențelor.

Ediția a treia a festivalului de formare Regio Earth va avea loc anul viitor, în luna agust, în Serbia, în apropriere de Zrenjanin și va fi găzduită de Asociația Earth&Crafts, la Centrul internațional de arhitectură din pământ, a patra în Ungaria, în aceeași perioadă a anului 2020, găzduită de Sárkollektíva, urmând ca în 2021 festivalul să fie organizat în România, la Timișoara.

Co-finanțatori: Asociația Fondului Cultural Național (AFCN), Consiliul Județean Timiș (CJT), Universitatea de Vest din Timișoara (UVT)

Parteneri: Fundația Universitatea de Vest din Timișoara (FUVT), Institutul Național al Patrimoniului (INP), Essential Experience, Asociația pentru Promovarea și Dezvoltarea Turismului în Timiș (APDT), Sárkollektíva și Hungarian Strawbale Association (Ungaria), Fine Arts and Crafts Club (Serbia), Asociaţia Città della Terra Cruda (Italia), Institutul Francez România-Timișoara, Centrul Cultural German Timișoara, Consulatul Onorific al Republicii Italiene la Timișoara, TVR Timișoara, Asociația În comunitate, Ordinul Arhitecților din România - Filiala Timiș, Fundația Comunitară Timișoara, Primăria comunei Bogda, Urban Incerc, Printpress, Fundația ETA2U.

sabato 15 dicembre 2018

Ma quali furbetti delle targhe estere?

Sarà un mio problema, ma non riesco più a leggere questi titoli "basta coi furbetti della targa estera", in cui si accoppia oramai a cantilena "targa estera uguale furbetti", il nuovo sillogismo di questi giorni.
Ma perché?
Targa estera vuol dire solo che l'auto è stata immatricolata in un altro paese in cui si paga assicurazione e tassa di proprietà. In cui bisogna pure far ritorno regolarmente per la revisione.
Come mai chi scrive questi articoli da per scontato che siano furbetti?

Per prima cosa i cosiddetti furbetti che hanno targa estera per risparmiare su bollo e assicurazione in Italia e che, tengo a sottolineare, non sono per forza non italiani, avranno sicuramente già trovato modi alternativi per continuare a fare quello che facevano.

Il restante 90% non c'entra nulla con tutto ciò.

Intanto chi abita stabilmente in Italia ha già l'auto acquistata e immatricolata in Italia.

Coloro che hanno l'auto con targa estera è per le circostanze e situazione lavorativa precaria in cui si trovano.
E dato che uno dei fondamenti dell'Unione Europea è proprio la libera circolazione delle persone, le persone si spostano facilmente e cercano anche lavoro in altri paesi UE.
Spostarsi liberamente, però immatricolare l'auto in un altro paese. E poi magari in un altro ancora? O di nuovo nel paese in cui si fa ritorno?
A livello europeo dovranno prima o poi trattare anche questa difficoltà, nell'interesse dei suoi cittadini e della libera circolazione delle persone, ma fino ad allora vige la legge nazionale.
Mesi fa si parlava di permettere la revisione dell'auto in un paese diverso da quello dell'immatricolazione, ma per ora nulla di fatto.
È chiaro che poi ogni paese si faccia i propri interessi.

Ma quante sono quelle situazioni familiari in cui si pensa di stare in un altro paese per un periodo limitato: 3 mesi, 4, 5, 6 mesi, 1 anno. Massimo 2 anni. Poi faccio ritorno in Romania. Tanto qui mi scade il contratto, non me lo rinnovano, non si trova più lavoro, ecc. E con l'auto? Mi tocca immatricolarla in Italia e poi? Di nuovo in Romania. E magari l'avevo acquistata in Germania e già immatricolata in Romania. Per la contentezza delle rispettive motorizzazioni civili. Oltre al disagio del tempo che devo trascorrere a comprendere come funziona l'immatricolazione dell'auto e farlo effettivamente e al costo che devo affrontare.

Pensate a quanti mariti seguono le loro mogli in Italia, dove queste ultime lavorano e dove sperano di stabilirsi insieme realmente, con l'auto dalla Romania, capendo dopo alcuni mesi che la situazione non è confacente per entrambi, e si ritrovano in Romania con l'auto da reimmatricolare nuovamente. Da far venire mal di testa solo a pensarci.

Oppure tutti gli studenti che studiano in Italia e hanno portato l'auto dei genitori.
Come tanti studenti italiani che vanno con la macchina, targata in Italia, in un altro paese UE.
Come tanti italiani, giovani e meno giovani, che sono andati a lavorare all'estero, con l'auto.

O i lavoratori stagionali, ad esempio della Riviera Adriatica, che lavorano giusto il periodo estivo, e ci vanno in auto. Romania-Rimini, perché poi l'auto serve, la stanza in affitto non sta a Rimini, ma nell'entroterra. Quindi ti tocca fare un po' il pendolare. Ma se ora devi immatricolare l'auto in Italia dopo 60 gg, ti conviene più venire il prossimo anno? O ci stai già ripensando?
E quanto questo influirà sulla mia vacanza in Riviera?

E poi i turisti cosa ne penseranno quando ad ogni posto di blocco vengono fermati perché hanno la targa estera. E magari non capiscono nemmeno cosa viene richiesto loro? Quanti fraintendimenti? Se targa estera è uguale a furbetti, è facile dare la colpa. Quale bel ricordo della vacanza in Italia avranno dopo 2 controlli al giorno in una settimana? Magari qualcuno si ritrova pure senza auto e non ci ha nemmeno capito nulla.

Personalmente mi è sempre piaciuto vedere per la città targhe straniere, più ne vedo più penso che la città è viva, e che c'è turismo. Poi mi diverto a capire da dove vengono, dalla targa.

E non parliamo del costo dell'assicurazione in Italia. Quanto costa in più ai romeni, anche quando diventano italiani, solo perché nati in Romania? Vi invito a verificare!
Avere la possibilità di scegliere un'assicurazione estera dovrebbe essere un incentivo per le assicurazioni italiane ad offrire costi e servizi migliori e più competitivi, a fronte di una maggiore concorrenza.

Vi racconto questo: Quest'estate mia cugina con la famiglia è venuta a trovarmi e ha passato le vacanze in Italia, girando in lungo e largo per 2 settimane, con la sua auto, con targa romena.
Nel caso avesse voluto venirci per Natale, cioè ora, cosa le avrei detto? Cosa avrebbe pensato? Cosa avrebbe poi deciso, dato che la notizia ha anche riempito giornali e telegiornali in Romania? Ci sarebbe venuta lo stesso?
Voi cosa avreste suggerito? E cosa avreste fatto?
E se fosse comunque venuta e poi capitata in controlli continui dappertutto? E se malauguratamente fosse risultata la sua residenza in Italia a un controllo, visto che tanti anni fa ha vissuto per un periodo qui, cosa sarebbe successo? Multa da 1000 euro e fermo dell'auto? Le sarebbe venuto un colpo.

E quanti altri casi ci sono in cui non esiste il "furbetto" dei titoli di giornali? Migliaia.
Scrivete nei commenti i vostri casi.

E il caso più emblematico è di chi ha cambiato la residenza e si è trasferito in Italia da 2 mesi. O da 3 mesi, o 4, o 5, o 6, o 7, o 8, o 9, o 10 o 11 mesi. Perché loro? Perché secondo la legge precedente avevano 1 anno di tempo dalla residenza per immatricolare l'auto. Con l'attuale decreto, sono diventati fuori legge da un giorno all'altro, e se il giorno successivo sono già stati multati con una sanzione salatissima di 700 euro o ancor meglio 1200 euro con anche il fermo dell'auto, sarebbe da dire: ma queste persone, in regola fino al giorno prima, in quanti secondi si sarebbero dovuti adeguare al nuovo decreto?
Forse la nuova legge avrebbe dovuto prevedere un periodo di qualche mese o anno affinché le persone potessero adeguarvisi. E tutti si sarebbero conformati. Anche scegliendo di riportare l'auto in Romania, venderla o regalarla piuttosto che rischiare una sanzione di questa portata.

Premesso ciò mi chiedo: potrebbero questi titoli di giornali influenzare chi legge, poliziotto o non, a pensare veramente a priori o, a forza di leggere titoli così, ad associare un concetto sbagliato, targa estera = furbetti?

Beh, a me influenza, già solo la quantità delle foto delle targhe romene riportate in tutti gli articoli apparsi mi hanno quasi dato l'impressione che le auto fossero molte di più di quelle che effettivamente vedo in giro per la città.

E voi cosa ne pensate?

                                                                                  CS

venerdì 14 dicembre 2018

Concertul de Crăciun "Tradiții prin ochi de copii"

Sâmbătă, 15 decembrie 2018, ora 16,00

Biserica DOMUS MARIAE – The Church Palace

VIA AURELIA, 481 - Roma

Asociația “Insieme per l’Athos – onlus” în colaborare cu Episcopia Ortodoză Română a Italiei și Accademia di Romania in Roma organizează cea de-a treia ediție a Concertului de Crăciunintitulat Tradiții prin ochi de copii.

La eveniment, care va avea loc în după-amiaza zilei de sâmbătă, 15 decembrie 2018, ora 16:00, la Biserica Domus Mariae,din cadrul complexului “The Church Palace “(via Aurelia n.481), vor participa opt coruri din diferite parohii ortodoxe și catolice: Corul Parohiei Înălțarea Sfintei Cruci (Roma), Corul San Potito (Roma), Corul Parohiei Intrarea Domnului în Ierusalim (Roma), Corul Parohiei Sfântul Proroc Ieremia (Guidonia), Corul Parohiei Sfântul Proroc Ilie Tesviteanul (Rignano Flaminio), Corul Parohiei Sfantul Nicolae (Orvieto), Corul Parohiei Sfântul Mare Mucenic Mina (Palestrina) și corul românesc“Cattolica”(Roma). Cu această ocazie vor cânta și grupul Arpeggio&Roua, corul de copii “Cantus Mundi”, soprana Daniela Maria Dumitru (Iasi) și interpreta Elena Lazăr (Roma).

În concert este prevăzută și participarea extraordinară a grupului de colindători “Am fost ș-om fi” din Ieud, județul Maramureș (România) împreună cu maestrul Dumitru Dobrican.

Evenimentul a obținut pentru această ocazie patronajul Ambasadei României în Italia, Ambasadei României pe lângă Sfântul Scaun, Ambasadei Republicii Moldova în Italia, Acțiunea Catolica Italiana și e susținută, în calitate de partener media, de Radio România, TVR Internațional, Trinitas Tv, de săptămânalul Gazeta Românească și de agenția italiană de presăAskanews.

Inițiativa Asociației “Insieme per l’Athos – onlus” are scopul de a susține valorile care caracterizează tradiția religioasă română și de a împărtăși, în același timp, semnificația patrimoniu cultural legat de vechile obiceiuri ale cântecelor de Crăciun, interpretate, în acest caz, în special de copiii români născuți în Italia. Nu există nicio îndoială că – pentru un popor cum este cel român – colindele reprezintă una dintre cele mai înalte și solemne expresii de Crăciun Prin aceste cântece melodioase, purtătoare de simboluri profunde, se sărbătorește nașterea lui Isus și sosirea Noului An.

https://www.icr.ro/uploads/files/program-salaa4.pdf 

Accademia di Romania in Roma

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COMUNICATO STAMPA

SABATO, 15 DICEMBRE 2018, ORE 16,00
presso la CHIESA DOMUS MARIAE – The Church Palace
VIA AURELIA, 481 - Roma

L’Associazione “Insieme per l’Athos – onlus” in collaborazione con la Diocesi Ortodossa Romena in Italia e l’Accademia di Romania in Roma organizza la terza edizione del Concerto di Natale dal titolo: “Le tradizioni romene attraverso gli occhi dei bambini” (Tradiții prin ochi de copii).
All’evento, che avrà luogo a Roma nel pomeriggio di sabato, 15 dicembre 2018, ore 16:00, presso la Chiesa Domus Mariae, sita all’interno dell’albergo “The Church Palace “ (via Aurelia n.481), prenderanno parte otto cori di diverse parrocchie ortodosse e cattoliche: Coro della Parrocchia “Dell'elevazione della Santa Croce” (Roma), Coro San Potito (Roma), Coro della Parrocchia “L’entrata di Gesù in Gerusalemme” (Roma), Coro della Parrocchia “San Profeta Geremia” (Guidonia), Coro della Parrocchia di “Santo e Glorioso Profeta Elia il Tesbita” (Rignano Flaminio), Coro della Parrocchia di “San Nicola” (Orvieto), Coro della Parrocchia di “San Mina Megalomartire” (Palestrina), nonché il Coro romeno “Cattolica” (Roma). Nella circostanza si esibiranno, inoltre, il gruppo Arpeggio & Roua, il coro di bambini “Cantus Mundi”, il soprano Daniela Maria Dumitru (Iasi) e la cantante Elena Lazăr (Roma).
Al concerto è prevista la partecipazione straordinaria del Gruppo canoro “Am fost ș-om fi” da Ieud, distretto di Maramureș (Romania) insieme al maestro Dumitru Dobrican.

L’evento ha ottenuto, per l’occasione, il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia, dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, dell’Ambasciata della Repubblica di Moldova in Italia, dell’Azione Cattolica Italiana ed è sostenuto, in qualità di partner media, dalla radio nazionale romena – Radio Romania, dalla televisione nazionale romena – TVRI, dalla televisione della Patriarchia Romena – Trinitas TV, dal settimanale – Gazeta Românească nonché dall’agenzia italiana Askanews.

L’iniziativa dell’Associazione “Insieme per l’Athos – onlus” ha lo scopo di sostenere i valori che caratterizzano la tradizione religiosa romena e di condividere, al contempo, il significativo patrimonio culturale legato alle antiche usanze dei suoi canti natalizi, eseguiti nella circostanza, soprattutto da bambini nati in Italia. Non c’è dubbio che le “colinde”, per un popolo come quello romeno, rappresentano una delle più alte e solenni espressioni del Natale. Attraverso questi melodiosi canti, veicoli di profondi simboli rituali, si festeggia la nascita di Gesù e l’arrivo del Nuovo Anno.

Associazione Insieme per l’Athos – onlus
E-mail: insiemeperathos@yahoo.it; giuseppe.balsama@tiscali.it
Sito internet: www.insiemeperathos.org oppure facebook.com/insiemeperathosonlus

Gravina di Catania, il Comune incontra i consoli rumeni

"L'integrazione delle comunità domiciliate nel territorio e l'apertura delle amministrazioni locali sono esempio virtuoso da seguire"

Grande partecipazione alla sessione straordinaria del Consiglio comunale convocata ieri (11 dicembre 2018) in occasione della visita dei Consoli rumeni per la Sicilia e Malta Joan Iacobe Carmen Liliana Iacob. Il sindaco Massimiliano Giammussoe il presidente del Consiglio comunale Claudio Nicolosi hanno dato il benvenuto ai diplomatici della Repubblica di Romania che hanno da tempo un legame con le autorità cittadine: “Per noi è un piacere ospitare i rappresentanti della diplomazia rumena nel nostro territorio – ha commentato il primo cittadino – il nostro Comune ospita tanti i cittadini rumeni che sono diventati ormai parte integrante della nostra comunità. Con quest’incontro poniamo le basi per rinsaldare questi legami e aprire la strada a nuovi percorsi di integrazione”.

Gli ha fatto eco il presidente del Consiglio Claudio Nicolosi, organizzatore dell’iniziativa, che ha espresso in apertura dei lavori grande soddisfazione per la nutrita partecipazione di pubblico: “Con questo incontro abbiamo voluto dare testimonianza dell’amicizia che ci lega ai cittadini rumeni e ai loro rappresentanti. La comunità rumena che domicilia e lavora a Gravina è la più numerosa tra quelle di stranieri presenti nel nostro Comune. Ringrazio anche le persone che sono intervenute alla sessione consiliare portando il loro contributo e le loro esperienze quotidiane. Sono emerse tante belle storie di integrazione che rappresentano un esempio virtuoso. Per questo, grazie alla disponibilità di quest’amministrazione – ha concluso Nicolosi – cercheremo di farci promotori del dialogo su questi temi anche nel comprensorio etneo”.

“Ringraziamo le autorità di Gravina per l’invito – hanno commentato i Consoli Iacob– e siamo sicuri che ci saranno altre occasioni per continuare questo percorso costruttivo. L’apertura delle amministrazioni locali alle istanze e alle esigenze dei cittadini stranieri rappresenta un punto di forza. Il nostro obiettivo è quello di creare anche una rete di relazioni internazionali tra i territori locali dei nostri Paesi, rivolgendo lo sguardo anche agli scambi culturali”.

12 dicembre 2018

Fonte: Catania News


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