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domenica 21 ottobre 2018

Danze e canti popolari del Maramures per ricordare Giorgia Bernardele, a due anni dalla morte

Si avvicina il secondo anniversario della morte a Mosca di Giorgia Bernardele e la famiglia continua nella sua opera di diffusione delle ricerche sulle tradizioni dell’Europa Orientale, che la ricercatrice di Sarcedo tanto amava. Per questo stasera nella sala polifunzionale – a lei recentemente intolata – della scuola primaria Zanella di Sarcedo (via Vecellio, ore 20,30) andrà in scena uno spettacolo di musiche e danze delle millenarie tradizioni del Maramureş, la regione dell’Europa doveva ragazza aveva svolto una ricerca sul campo poche settimane prima di morire per un problema cardiaco nella sua stanza nel dormitorio dell’università statale moscovita per gli studi umanistici.

“Il concerto – spiega la madre Michela Grotto, che con il marito Claudio ha dato vita in questi due anni a numerose iniziative per ricordare la figlia, come borse di studio e concerti – prevede l’esecuzione di musiche e danze popolari autentiche provenienti dalla regione romena del Maramureş, nella Transilvania nord-occidentale. La performance è affidata all’esperienza dei giovani musicisti popolari “Fraţii Chindriş” di Ieud e dei danzatori del Gruppo folclorico studentesco “Maramureşul”di Cluj Napoca. Nel corso della serata, inoltre, due esperti di mestieri tradizionali mostreranno al pubblico alcuni aspetti della vita materiale del sat, il villaggio tipico romeno. E prima del concerto il professore di Giorgia, Dan Octavian Cepraga, docente di lingua e letteratura romena presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova, e il professor Nicu Hodor, che insegna geografia all’Università di Cluj-Napoca, presenteranno al pubblico una lezione introduttiva, fornendo le coordinate per comprendere le peculiarità delle tradizioni popolari musicali del Maramureş”.

Sarà, insomma, un concerto-tributo alla memoria di Giorgia Bernardele, originale studiosa di folclore romeno, russo e ucraino. Noto per la bellezza del suo paesaggio incontaminato, il Maramureş è un vero e proprio luogo della memoria di un’Europa rurale altrove ormai definitivamente scomparsa. Uno straordinario patrimonio culturale che è stato gelosamente e tenacemente preservato nel cuore più profondo del nostro continente. Ma sarà anche un modo per far conoscere un aspetto unico e affascinante della cultura romena, offrendo, al tempo stesso, alla comunità romena presente nel territorio la possibilità di mantenere vivo il contatto con la propria identità culturale e di condividerla con il resto della popolazione.

Fonte:L'Eco Vicentino

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