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domenica 9 dicembre 2018

Acte necesare pentru cetățenia italiană

Sunteți în Italia de o mulțime de ani și doriți să obțineți cetățenia italiană?

Cine poate face cererea?
Pot face cererea:
- cetățenii comunitari care au domiciliul înregistrat în Italia de cel puțin 4 ani;
- cetățenii din afara UE (ex. Rep. Moldova) care au domiciliul înregistrat în Italia de cel puțin 10 ani;
- cetățenii străini căsătoriți cu un cetățean italian:
       - după cel puțin 2 ani de la data căsătoriei daca au domiciliul în Italia sau
       - după 3 ani de la data căsătoriei daca nu au domiciliul în Italia
       - in cazul in care cuplul are copii împreună sau adoptă, termenii sunt reduși la jumatate.
       - care până la obținerea cetățeniei nu se separa sau divorteaza.
Alte cazuri nu le vedem aici, dar le puteți citi pe site-ul prefecturii zonei dvs.

Care sunt documentele necesare pentru a prezenta cererea?
- certificatul de naștere, tradus si legalizat, cu apostile
- cazierul judiciar din România tradus în limba italiană si legalizat, cu apostile (sau din țările unde ati avut domiciliul)
- titlul de ședere în Italia (documentul italian)
- ultimele 3 declarații de venit (CUD, CU, 730, Unico, etc.) (copii)
- dovada plății de € 250,00 pentru fiecare cerere
- un timbru de 16 euro

Pentru a fi siguri de documentele necesare, căutați "Cittadinanza" pe pagina prefecturii de care aparține domiciliul dvs. în Italia sau mergeți direct la Prefectură (în orașele mici e mai simplu).

Unele Prefecturi nu cer cazierul judiciar celor care are domiciliul în Italia de înainte de 14 ani. Asadar verificați.

Cum si unde se face cererea?
Cererea se face online, pe site-ul Ministerului de Interne italian, când aveți documentele necesare.
Este indispensabila înregistrarea și încărcarea documentelor.

După ce ați trimis cererea, în timp de 4 ani obțineți răspunsul.

Pentru mai multe informații accesați:
Cittadinanza
Come possiamo aiutarti?
Cittadinanza: invia la tua domanda

Invităm cititorii nostri care au prezentat recent cererea sau au obținut recent cetățenia italiană să scrie în comentarii experiența proprie cu eventuale sfaturi.

                                                                                                                    CS

Gravina di Catania, il Consiglio comunale ospita il console rumeno

Carmen Liliana Iacob

Martedì 11 dicembre 2018 alle 20 nell'aula consiliare “Peppino Impastato” si terrà un consesso civico straordinario aperto in occasione della visita del Console

La presidenza del Consiglio comunale rende noto che martedì 11 dicembre 2018 alle 20 nell’aula consiliare “Peppino Impastato” si terrà un consesso civico straordinario aperto in occasione della visita del Console onorario rumeno Carmen Liliana Iacob.

“Abbiamo organizzato quest’incontro nel rispetto delle personalità e anche dei semplici cittadini che venendo da altri paesi hanno deciso di vivere nel territorio gravinese – ha commentato il presidente del Consiglio comunale Claudio Nicolosi – per l’occasione abbiamo esteso l’invito alle autorità locali e a tutti i cittadini rumeni che risiedono a Gravina. Sarà un momento di incontro e dialogo che servirà anche a valutare le esigenze degli stranieri che vivono nel territorio e di quello che può offrire in termini di servizi e qualità della vita”.

7 dicembre 2018

Fonte: CataniaNews

Pregiudizi verso i migranti: si possono ridurre con il linguaggio

7 Dicembre 2018

Alcune strategie linguistiche permettono di diminuire la percezione negativa nei confronti di persone che fanno parte di gruppi diversi da quello di appartenenza. Lo rivela uno studio realizzato all’Università di Bologna e premiato con il Best Paper Award dal Journal of Language and Social Psychology

Pregiudizi e discriminazioni nei confronti di stranieri e migranti sono legati a doppio filo all’uso del linguaggio. Tanto che se alcune parole possono confermare e rafforzare determinati stereotipi negativi, altre hanno il potere di metterli in dubbio fino a farli crollare. Un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna lo ha dimostrato in uno studio che è da poco stato premiato con il Best Paper Award dal Journal of Language and Social Psychology.

Attraverso una serie di esperimenti, le ricercatrici hanno messo in luce alcune strategie linguistiche che permettono di ridurre i pregiudizi nei confronti degli stranieri. Descrivere una persona come “un immigrato”, ad esempio, equivale ad etichettarla in modo negativo, ma più si aggiungono dettagli (“uno studente, vive a Bologna, appassionato di calcio, …”) più la distanza percepita diminuisce, insieme ai pregiudizi. E un meccanismo simile vale anche per gli stereotipi, che possono essere ribaltati utilizzando accostamenti inattesi: parlare di “un rumeno che fa il lavavetri” significa spesso stimolare una percezione negativa di quella persona, se invece si parla di “un rumeno che fa l’imprenditore”, questa descrizione meno attesa riduce la tendenza a considerare quella persona in modo discriminatorio.

PAROLE E REALTÀ
"Le persone, generalmente, parlano dei membri di gruppi differenti dal proprio in modo più sfavorevole anche senza rendersene conto", spiega Michela Menegatti, ricercatrice dell’Università di Bologna, tra le autrici dello studio. "Ad esempio, se uno stesso comportamento negativo viene messo in atto da un italiano o da un migrante è probabile che questo venga descritto in modo diverso, utilizzando livelli diversi di astrazione linguistica: per l’italiano sarà un fatto isolato, mentre per il migrante si evocheranno generalizzazioni più ampie. Naturalmente, questo modo di esprimersi, anche se a livello inconsapevole, contribuisce a mantenere e rafforzare i pregiudizi verso le minoranze".

L’uso del linguaggio, insomma ha un ruolo molto importante nel plasmare la realtà percepita. Ma se può contribuire a perpetrare le discriminazioni può avere anche il potere di ridurle? Per rispondere a questo interrogativo, il gruppo di ricerca ha realizzato due esperimenti.

STEREOTIPI AL CONTRARIO
Il primo esperimento si è concentrato sul ruolo degli stereotipi che si riferiscono a gruppi considerati esterni a quello di appartenenza. Nei confronti degli stranieri, ad esempio, esistono molti luoghi comuni che contribuiscono a dipingerli in maniera negativa e a considerarli come gruppi omogenei e indistinti. Cosa succede però quando questi stereotipi vengono ribaltati?

I partecipanti all’esperimento dovevano descrivere a parole due personaggi: un italiano e un rumeno. In un caso, i personaggi venivano presentati in modo stereotipico – un “italiano imprenditore” e un “rumeno lavavetri” – mentre in un secondo caso lo stereotipo veniva rovesciato: l’italiano diventava un lavavetri e il rumeno era un manager di successo. Il risultato? “Nel secondo caso – spiega la ricercatrice Unibo Francesca Prati, ora Marie Curie Fellow presso la Oxford University (UK) – la combinazione inusuale tra le due categorie sociali ha portato le persone coinvolte nell’esperimento a descrivere il personaggio straniero in modo meno negativo rispetto a quando è stato presentato in senso stereotipico”.

PIÙ DETTAGLI, MENO PREGIUDIZI
Nel secondo esperimento, invece, il gruppo di ricerca ha considerato il ruolo che l’utilizzo di dettagli specifici nel descrivere una persona appartenente a un gruppo diverso da quello di appartenenza può avere per ridurre le discriminazioni.

Ai partecipanti è stato prima chiesto di tracciare a parole il ritratto di “un immigrato”, mentre in seguito la descrizione richiesta veniva arricchita di dettagli e il migrante da descrivere era, ad esempio, un giovane studente che vive in città. “Utilizzando una descrizione più specifica – spiega Monica Rubini, docente dell’Università di Bologna che ha coordinato lo studio – i partecipanti hanno formato una rappresentazione mentale del soggetto come un singolo individuo piuttosto che come un generico membro del gruppo ‘immigrati’, e di conseguenza lo hanno descritto in modo meno sfavorevole”.

LE PROTAGONISTE DELLO STUDIO

La ricerca è stata realizzata da Francesca Prati, Michela Menegatti e Monica Rubini nell’ambito del SociaLab - Laboratorio per lo Studio e la Riduzione del Pregiudizio Sociale, attivo al Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna.

Pubblicato sul Journal of Language and Social Psychology con il titolo “The beneficial role of multiple categorization and intergroup contact in reducing linguistic out-group derogation”, l’articolo è stato premiato dalla rivista con il Best Paper Award.

Fonte: UNIBO Magazine

giovedì 6 dicembre 2018

Rassegna stampa - novembre in breve



mercoledì 5 dicembre 2018

Maramureş, in una mostra fotografica i primi 100 anni della Grande unione della Romania

03-12-2018 Cultura - Mostre di Milo Anastaso

Maramureş, una delle foto di Ovidiu VasilePop (© Cremaonline.it)

Il cimitero allegro di Săpânța, mani che condividono cibo, uomini al lavoro, una abitazione tipica: sono alcune delle 37 intense fotografie di Maramureş, progetto del romeno Ovidiu VasilePop, visitabile fino all’8 dicembre negli ambienti dell’oratorio di Santa Trinità a Crema. Padre Viorel Flestea della missione Romena unita con Roma san Nicola, per il centenario della Grande Unione di romania (1918-2018), ha portato a Crema uno spaccato di cultura, vita, religione. Presenti all'inaugurazione il vescovo monsignor Daniele Gianotti, il sindaco Stefania Bonaldi, Iulia Adriana Cupșa-Kiseleff console di Romania a Milano e padre Robert Popa della Diocesi di Milano.

Incrocio di grandi tradizioni

Il professor Cesare Alzati, membro d'onore dell'Accademia romena di Bucarest, ha tenuto un sentito intervento su I romeni: un popolo radicato nella storia culturale e religiosa europea. Ha sottolineato come tutto l’arco dei Carpazi parli di un universo straordinario, una realtà specifica inconfondibile in una circolarità estremamente ricca, incrocio di grandi tradizioni. “Questa complessità storico-culturale - ha precisato il professore - è compiutamente europea. Leggerne i contenuti significa avere una visione sempre più consapevole del passato affinché tutto possa essere trasmesso alle nuove generazioni, non soltanto europee”.

Fonte: Crema Online

La comunità rumena ha festeggiato il centenario dell’unità nazionale

2 dicembre 2018 Area Vastese Cultura

Nel segno dell’amicizia con l’Italia la comunità rumena di Vasto ha festeggiato la festa nazionale ed il centenario dell’unità nazionale

L’Associazione Culturale Vocea Romanilor Vastesi, che rappresenta i rumeni residenti a Vasto, ha celebrato la festa nazionale che quest’anno coincide con il centenario dell’ unita nazionale avvenuto appunto il 1 dicembre 1918.

L’evento si è svolto nella magnifica cornice di Palazzo D’Avalos alla presenza di un folto pubblico composto soprattutto di famiglie accompagnate da tanti bambini cui è spettato il compito di cantare prima l’inno nazionale rumeno e poi quello italiano al fine di sottolineare l’amicizia tra i due popoli.

Ad illustrare il significato dell’incontro è stato, dopo il saluto di benvenuto dato da Irina Lazar, presidente dell’associazione, il rappresentante dell’ambasciata rumena in Italia, ministro consigliere George Miloşan, al cui intervento ha fatto poi seguito quello della dott.ssa Violeta Popescu, direttore e fondatore della Casa Editrice Rediviva la quale ha ricostruito storicamente gli avvenimenti che portarono all’unita nazionale alla fine della Prima Guerra Mondiale.

Alla manifestazione ha poi dato un sapore tutto particolare la presenza della cantante Corina Dragomir, che ha interpretato canzoni del suo repertorio.

Presente il Sindaco di Vasto, Francesco Menna, gli assessori Marcello e Forte, il consigliere comunale Alessandra Cappa.

Fonte: QuiQuotidiano

A Chivasso la festa per San Giorgio di Cernica

2 Dicembre 2018

Presenti anche il Vescovo di Ivrea e il vicesindaco Siragusa
A Chivasso la festa per San Giorgio di Cernica

Oggi è una grande festa per la comunità rumena locale, che celebra il patrono a cui è intitolata la chiesa, San Giorgio di Cernica.

La comunità religiosa, guidata da Padre Nicolae, si è ritrovata, numerosissima come sempre, nella chiesa ortodossa costruita in località Baraggino. Le funzioni sono iniziate fin dal primo mattino e sono proseguite fino a mezzogiorno ed hanno visto anche l'ordinazione di un nuovo sacerdote, Ioan Bogda, al quale viene affidata la neo istituita chiesa di Venaria.

Nella tarda mattinata, vi è stato l'arrivo delle autorità civili e religiose, che hanno portato il loro saluto, rinsaldando i legami di amicizia, collaborazione e vicinanza fra le due comunità. A presiedere le funzioni è stato il Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia, Atanasie Di Bogdania, mentre a rappresentare la società civile c'era il Console di Romania a Torino, Velentin Popescu.

Il Vescovo Ortodosso ha ringraziato il Vescovo di Ivrea, Monsignor Edoardo Aldo Cerrato per la costante vicinanza alle tre chiese ortodosse del territorio – Chivasso, Ivrea e Rivarolo – e Padre Nicolae ha ringraziato in particolare per le reliquie di santa Lucia ricevute in dono. “Voglio bene ai vostri sacerdoti quanto ne voglio ai miei”, ha detto Monsignor Cerrato, che ha anche salutato come confratello Atanasie Di Bogdania, poiché quando si erano incontrati in precedenza a Rivarolo, quest'ultimo non aveva ancora ricevuto l'ordinazione episcopale.

Sentito ed emozionato anche il saluto del vicesindaco Tiziana Siragusa, che ha sottolineato quanto sia numerosa in città la comunità rumena, mentre il Presidente del Consiglio, Gianni Pipino, ha invitato la comunità ad avvicinarsi ancora di più alle iniziative della città ed alla vita civica.

Ospiti speciali della comunità rumena, sono stati il Presidente della Società di San Sebastiano, Gianfranco Germani, insieme ad Alberto Monaco, e l'ingegner Nicola Manzoni, chiamato da Padre Nicolae “il nostro Angelo Custode”, che ha seguito passo dopo passo la costruzione della chiesa.

a.s.

Fonte: ChivassOggi

Nella celebrazione dei 100 anni dall'unione della Romania e dell'integrazione: "Come Fratelli" il libro di Irina Niculescu e Marian Mocanu

3 Dicembre 2018

I festeggiamenti si sono conclusi con canti e danze in costume popolare e sono state seguite da un momento conviviale offerto dall’associazione San Lorenzo dei Romeni.

La vice prefetto Iaione, intervenuta ai festeggiamenti per i cento anni dall’unione della Romania, parlando del libro “Come Fratelli”, elogia il livello d’integrazione raggiunta dalla comunità Romena Comasca e la propone come modello per le altre etnie.

Lo scorso primo dicembre presso la biblioteca comunale di Como si sono tenuti i festeggiamenti per i cento anni della Grande Unione Romena. L’evento organizzato dall’associazione San Lorenzo dei Romeni e dalla parrocchia ortodossa di Como “Santo Grigorie Palama” ha visto la presenza di una prestigiosa rappresentanza di autorità civili e religiose, fra le quali ricordiamo il dirigente alla cultura del comune di Como l’avv. Maria Antonietta Marciano; la dottoressa Eva Iaione , vice prefetto della provincia di Como per i Diritti Civili, Cittadinanza, Condizione Giuridica dello Straniero, Immigrazione e Diritto D'Asilo ; Mons. Pio Giboli, canonico del capitolo cattedrale presso la Chiesa Cattedrale; il sig Roberto Bernasconi, diacono permanente, direttore della Caritas di Como e, ovviamente, Padre Cristian Prilipcianu, parroco della parrocchia ortodossa di Como e “padrone di casa”.

I festeggiamenti prendono l’avvio dalla donazione di libri sulla Romania alla biblioteca comunale e si sono aperti alla presenza di un pubblico misto italiano e romeno, con gli inni nazionali Romeno e Italiano, eseguiti dal coro dei giovani della parrocchia “Santo Grigorie Palama”. Un momento toccante che ha sottolineato il sentimento di unità e vicinanza di entrambe le cittadinanze presenti.
La discussione ha preso le mosse dal richiamo storico dell’unificazione della Romania, avvenuta proprio il primo di dicembre del 1918, ma presto si è diretta verso l’attuale situazione della Romania, membro entusiasta dell’unione Europea e della comunità romena residente in Italia. Pretesto è stato il titolo evocativo de libro “Come Fratelli” di Irina Niculescu e Marian Mocanu.

Gli interventi dei prestigiosi relatori hanno tutti sottolineato esperienze personali e istituzionali che confermano una vicenda di successo: una comunanza di valori che ha reso possibile la fratellanza richiamata nel volume in presentazione.
Anche le autorità religiose lo hanno confermato, parlando di chiese sorelle, quella cattolica e quella ortodossa, che nonostante le differenze sanno operare in armonia. Dello stesso tenore anche gli interventi dell’avv. Marciano e della vice prefetto dott.ssa Iaione. Quest’ultima in particolare, riconoscendo le affinità culturali e valoriali e l’eccellente risultato del processo d’integrazione dell’immigrazione Rumena, si è chiesta se questa possa essere un modello anche per altre nazionalità.

I festeggiamenti si sono conclusi con canti e danze in costume popolare e sono state seguite da un momento conviviale offerto dall’associazione San Lorenzo dei Romeni.

Diego Garassino

Fonte: Savona News

Artă mecanică în expoziție. 95 de ani de motociclism românesc în dialog cu Ducati Bande Rosse

3 decembrie 2018 - 15 decembrie 2018

În perioada 3-15 decembrie 2018, Accademia di Romania in Roma, în colaborare cu Scuderia storica DUCATI "Bande Rosse"și Retromobil Club Român sub patronajul DUCATI Italia, organizează Expoziția „Artă mecanicăîn expoziție . 95 de ani de motociclism românesc în dialog cu Ducati Bande Rosse”, în Galeria de artă Accademia di Romania in Roma.

Expoziția cuprinde exemplare prestigioase de motociclete din colecția privată Ducati Bande Rosse, de la Cucciolo 1945 la Compasso d'Oro 2014, adică din Perioada Postbelică până în prezent.

1. DUCATI Cucciolo Siata (1945)
2. DUCATI Cucciolo T2 (1948);
3. DUCATI 60 (1949)
4. DUCATI 60 Sport (1950):
5. DUCATI T85 (1960)
6. DUCATI 175 Desmo (1957 - 1960);
7. DUCATI 450 Spaggiari (1970);
8. DUCATI TT2 (1981 - 1982);
9. DUCATI Supersport 400 (1992);
10. DUCATI 748 (2002)
11. DUCATI Sport 1000 S (2007);
12. DUCATI 1198 (2011)
13. DUCATI 1199 Compasso d' Oro (2014).

De asemenea, Scuderia Ducati Bande Rosse va expuneși alte obiecte istorice de colecțieși autentice precum: primul model de radio creat de Ducati în 1939, precum și motorul modelului „Cucciolo”, produs de aceeași marcă chiar în zilele Referendumului din 1946.

Această expoziție se vrea a fi un omagiu adus de o prestigioasă marcă de motociclete italiene (considerată reprezentativă pentru Made in Italy chiar de către Ministerul Italian al Afacerilor Externe care are în expoziție permanentă un DUCATI 2014 la sediul central din Roma) motociclismului românesc, care în acest an sărbătorește 95 de ani de la fondarea primului club român de motociclism, Moto Club Român.

Pentru a celebra această continuitate a sportului pe două roți, Retromobil Club Român va participa cu o selecție de fotografii, cărți, documente, medalii, plachete și cupe care evocă activitatea sa și păstrează vie memoria pionerilor motociclismului românesc.

La vernisaj vor fi invitați să prezinte expoziția: dl.Bogdan Coconoiu, președinte al Retromobil Club Român, dl. Fabio Reggiani, proprietar al clubului Scuderie “Bande Rosse”, reprezentanții Ducati Roma. Invitat special va fi Tiberiu Troia, cel mai titrat campion la nivel european al motociclismului românesc,șiîn același timp, cel mai cunoscut realizator de emisiuni TV și bloggerîn domeniu, care va documentaîntreg evenimentul pentru a realiza o ediție a emisiunii sale la postul DIGI24, precum și pentru un articol în revista Auto Moto Club, varianta românească a celei mai vechi reviste europene din lumea motociclismului.

Anul acesta se împlinesc 95 de ani de la fondarea Moto Clubului Roman, prilej cu care Retromobil Club Romania (R.C.R.), asociația colecționațilorși restauratorilor de vehicule istorice din Romania, membra a Federației Internaționale a Vehiculelor Istorice (F.I.V.A.) și-a propus să organizeze o serie de evenimente care să omagieze pionerii motociclismului românesc. Una dintre manifestări, și anume prima manifestare culturală a Clubului dincolo de granițelețării, va fi cea de la Accademia di Romania in Roma.

Prima competiție motociclistică din Romania a avut loc in data de 25 mai 1914 pe distanța București - Pitești și retur (total 216 km.). Un numeros public și mulți motocicliști amatori au ținut să asiste la București ca și la Pitești la plecarea și la sosirea concurenților.

Primul loc a fost ocupat de Constantin Silișteanu pe motocicleta " Moto-Reve" cu un timp de 3 ore și 17 minute, urmat de locotenentul Săulescu (”Triumph") și Marin Moraru.

La 15 martie 1923 s-a semnat actul constitutiv al Moto Clubului Român (M.C.R.) sub președinția maiorului Theodor Săulescu, asociație care a contribuit la dezvoltarea motociclismului românesc prin organizarea a numeroase competiții sportive interne și internaționale. Asociația și-a desfășurat activitatea sub Înaltul Patronaj al A.S.R. Principele Nicolae, președintele de onoare al M.C.R.

Fondarea M.C.R. a fost relativ târzie, dacă ne gândim că Automobil Clubul Român fusese fondat în aprilie 1904. Pasiunea și dăruirea membrilor Moto Clubului Român, grupați în filiale în București, Timișoara, Brașov, Sibiu, Oradea și Cernăuți, au făcut însă ca sportul motociclist să se dezvolte foarte rapid și să ia o amploare mai mare decât cel automobilistic. Această tendința a devenit și mai pregnantă după cel de-al doilea Război Mondial, când pentru un deceniu (1954-1964) nu s-au desfășurat curse automobilistice în Romania, timp în care motociclismul sportiv a înflorit.

Din 1927 M.C.R. s-a afiliat la Federația Internațională a Cluburilor Motocicliste (F.I.C.M. – fondată în 1904) astăzi devenită F.I.M. – Federația Internațională de Motociclism. În anul 1934 în România s-a înființat prima federație de motociclism din lume A.R.M.A – ”Asociația Romana a Motocicliștilor Alergători” care a reunit cluburi din diverse zone ale țării.

Printre pionerii motociclismului romanesc se numără Constantin Sădeanu, Constantin Silișteanu, Marin Mareș, Gheorghe Nadu, Constantin Popescu, Theodor Porojan, Marin Moraru și Nicolae Ionescu-Cristea.

Una dintre figurile marcante ale istoriei motociclismului românesc a fost, desigur, Majestatea Sa Regele Mihai.

Intrare liberă.

Pentru informații despre programul de vizitare al expoziției, urmăriți pagina de Facebook ARR: https://www.facebook.com/AccademiaDiRomania

Accademia di Romania in Roma

La comunità romena festeggia l’unità

04 dicembre 2018

Comunità romena in festa per i 100 anni dall’unificazione nazionale (1° dicembre 1918). L’associazione Decebalus, nata il 20 febbraio di quest’anno, si è ritrovata sera al ristorante “Discepolo”. Questo importante evento è stato ricordato con una cena-spettacolo di musica tradizionale di Moldavia, Ardeal e Muntenia.

Fonte: Il Tirreno

La Comunità rumena di Parma festeggia la festa nazionale del 1° dicembre

5 dicembre 2018

Ogni anno il primo dicembre segna la Festa nazionale della Romania.

Il 1 dicembre 1918 è la data che ha segnato la formazione dello stato nazionale romeno moderno.

Dopo che il piccolo Regno della Romania entrò nella Prima Guerra Mondiale le regioni storiche, nelle quali i romeni formavano la maggioranza della popolazione – la Bessarabia, la Bucovina e la Transilvania – decisero di dar vita alla Romania. Il 1 dicembre 1918 si aggiunse anche la Transilvania concludendo il lungo processo di unità nazionale. Nelle comunità di immigrati sparsi in europa questa festa ha acquisito il significato importante di festa nazionale, soprattutto, dopo la caduta del regime totalitario di Ceausescu del 1991. Anche a Parma, da diversi anni nei primi giorni di Dicembre la Comunità Rumena Cattolica organizza un appuntamento per per celebrarla.

Un centinaio di persone, di neo-parmigiani (non solo rumeni) si è ritrovato presso i locali della Corale Verdi per un’anniversario speciale: “Il Centenario della grande unione della Romania”! Un secolo di storia tondo che appartiene ai rumeni in patria e a chi l’ha lasciata per trovare una nuova vita. La Comunità Rumena di Parma ha festeggiato in allegria, nel segno della musica e del buon cibo, manifestando amor di patria e voglia di stare insieme.

Fonte: ParmaDaily

Vittoria: per la prima volta un rappresentante della comunità rumena si candiderà al consiglio comunale


di Irene Savasta 26 novembre 2018

Per la prima volta nella storia, ci sarà un candidato della comunità rumena al consiglio comunale di Vittoria. Si è svolto ieri sera in un ristorante di Vittoria il primo meeting della comunità rumena che ha proposto alle prossime elezioni comunali due nomi: Sacalus Catalin e Mariana Toma, alla presenza del deputato di riferimento per la Puglia e la Sicilia. Soltanto uno di loro, però, sarà candidato. I due rappresentanti, infatti, si sfideranno prima fra di loro con una sorta di “primarie” fra i votanti della comunità rumena: il candidato che avrà preso più voti potrà correre per il consiglio comunale.
Sacalus Catalin è il delegato per la Sicilia in qualità di rappresentante dei giovani del partito, mentre Mariana Toma è attualmente casalinga. Sono tanti i problemi che affliggono la comunità rumena a Vittoria e in provincia in generale: uno di questi riguarda il problema della dispersione scolastica. Ci spiegano, infatti, che i bambini che abitano nelle zone rurali non possono andare a scuola, in quanto l’autobus non passa in tutte le frazioni e i genitori spesso non hanno la patente. Altri problemi, invece, riguardano il lavoro nero: molti rumeni, infatti, lavorano senza un regolare contratto e spesso non sanno come disbrigare le pratiche burocratiche.

Fonte: Giornale Ibleo

Osservatorio comunitari nati nell’Europa dell'Est: dati 2017

29 novembre 2018

È stato pubblicato l’Osservatorio sui comunitari nati nei paesi dell'Europa dell'Est con i dati aggiornati al 2017.

Nel 2017 il numero di cittadini nati nei paesi dell’Europa dell’Est conosciuti all’INPS è pari a 948.236, l’81,5% dei quali è nato in Romania, l’8,1% in Polonia e il 4,9% in Bulgaria. Il 5,5% proviene invece da Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria.

I dati riportati nell’Osservatorio analizzano anche le retribuzioni dei lavoratori dipendenti del settore privato agricolo e non agricolo e dei lavoratori domestici, nonché le varie tipologie di prestazioni erogate ai pensionati.

Si evidenzia che, tra il 2011 e il 2017, il numero dei lavoratori è diminuito, riducendosi complessivamente del 10,5%. I pensionati, invece, hanno visto una crescita consistente, mediamente superiore al 13% annua. Ancora più netta risulta la crescita dei percettori di prestazioni a sostegno del reddito, passati dai 8.325 soggetti nel 2008 ai 74.745 nel 2017.

Fonte: INPS

Risiede in Italia ma ha targa straniera: prima multa dei vigili con la nuova norma

Municipale
4 dicembre 2018

Entra in vigore oggi l’obbligo di aggiornare l’identificativo dell’auto nel caso si viva nel nostro Paese da più di un anno. L’uomo sanzionato anche per l’ordinanza anti smog

Bassa Romagna
Nel primo pomeriggio di martedì 4 dicembre la Polizia Municipale contestato il suo primo verbale a mente dell’articolo 93 del Codice della strada nella sua nuova formulazione, che prevede il cambio di targa, con assegnazione di nuova targa italiana dopo un anno di residenza in Italia, entrato in vigore proprio da oggi. E’ stato fermato un cittadino rumeno che viaggiava su una vettura ancora con targa rumena, nonostante il proprietario risieda a Ravenna da più di tre anni.

Nello specifico sono state contestate tre distinte violazioni, riferite alla targa, come detto, ai documenti del veicolo ed alla violazione dell’ordinanza anti smog, trattandosi di un diesel ante euro 4, per un totale di circa 1.150 euro; la vettura è stata sottoposta a fermo ed i documenti saranno inviati alla Motorizzazione civile per l’aggiornamento.

Durante il pomeriggio è stato fermato e denunciato per ricettazione anche un giovane italiano diciannovenne, trovato in possesso di una bicicletta rubata ed intercettato da una pattuglia della Polizia Municipale in servizio in città.

Fonte: Ravenna e Dintorni