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sabato 15 dicembre 2018

Ma quali furbetti delle targhe estere?

Sarà un mio problema, ma non riesco più a leggere questi titoli "basta coi furbetti della targa estera", in cui si accoppia oramai a cantilena "targa estera uguale furbetti", il nuovo sillogismo di questi giorni.
Ma perché?
Targa estera vuol dire solo che l'auto è stata immatricolata in un altro paese in cui si paga assicurazione e tassa di proprietà. In cui bisogna pure far ritorno regolarmente per la revisione.
Come mai chi scrive questi articoli da per scontato che siano furbetti?

Per prima cosa i cosiddetti furbetti che hanno targa estera per risparmiare su bollo e assicurazione in Italia e che, tengo a sottolineare, non sono per forza non italiani, avranno sicuramente già trovato modi alternativi per continuare a fare quello che facevano.

Il restante 90% non c'entra nulla con tutto ciò.

Intanto chi abita stabilmente in Italia ha già l'auto acquistata e immatricolata in Italia.

Coloro che hanno l'auto con targa estera è per le circostanze e situazione lavorativa precaria in cui si trovano.
E dato che uno dei fondamenti dell'Unione Europea è proprio la libera circolazione delle persone, le persone si spostano facilmente e cercano anche lavoro in altri paesi UE.
Spostarsi liberamente, però immatricolare l'auto in un altro paese. E poi magari in un altro ancora? O di nuovo nel paese in cui si fa ritorno?
A livello europeo dovranno prima o poi trattare anche questa difficoltà, nell'interesse dei suoi cittadini e della libera circolazione delle persone, ma fino ad allora vige la legge nazionale.
Mesi fa si parlava di permettere la revisione dell'auto in un paese diverso da quello dell'immatricolazione, ma per ora nulla di fatto.
È chiaro che poi ogni paese si faccia i propri interessi.

Ma quante sono quelle situazioni familiari in cui si pensa di stare in un altro paese per un periodo limitato: 3 mesi, 4, 5, 6 mesi, 1 anno. Massimo 2 anni. Poi faccio ritorno in Romania. Tanto qui mi scade il contratto, non me lo rinnovano, non si trova più lavoro, ecc. E con l'auto? Mi tocca immatricolarla in Italia e poi? Di nuovo in Romania. E magari l'avevo acquistata in Germania e già immatricolata in Romania. Per la contentezza delle rispettive motorizzazioni civili. Oltre al disagio del tempo che devo trascorrere a comprendere come funziona l'immatricolazione dell'auto e farlo effettivamente e al costo che devo affrontare.

Pensate a quanti mariti seguono le loro mogli in Italia, dove queste ultime lavorano e dove sperano di stabilirsi insieme realmente, con l'auto dalla Romania, capendo dopo alcuni mesi che la situazione non è confacente per entrambi, e si ritrovano in Romania con l'auto da reimmatricolare nuovamente. Da far venire mal di testa solo a pensarci.

Oppure tutti gli studenti che studiano in Italia e hanno portato l'auto dei genitori.
Come tanti studenti italiani che vanno con la macchina, targata in Italia, in un altro paese UE.
Come tanti italiani, giovani e meno giovani, che sono andati a lavorare all'estero, con l'auto.

O i lavoratori stagionali, ad esempio della Riviera Adriatica, che lavorano giusto il periodo estivo, e ci vanno in auto. Romania-Rimini, perché poi l'auto serve, la stanza in affitto non sta a Rimini, ma nell'entroterra. Quindi ti tocca fare un po' il pendolare. Ma se ora devi immatricolare l'auto in Italia dopo 60 gg, ti conviene più venire il prossimo anno? O ci stai già ripensando?
E quanto questo influirà sulla mia vacanza in Riviera?

E poi i turisti cosa ne penseranno quando ad ogni posto di blocco vengono fermati perché hanno la targa estera. E magari non capiscono nemmeno cosa viene richiesto loro? Quanti fraintendimenti? Se targa estera è uguale a furbetti, è facile dare la colpa. Quale bel ricordo della vacanza in Italia avranno dopo 2 controlli al giorno in una settimana? Magari qualcuno si ritrova pure senza auto e non ci ha nemmeno capito nulla.

Personalmente mi è sempre piaciuto vedere per la città targhe straniere, più ne vedo più penso che la città è viva, e che c'è turismo. Poi mi diverto a capire da dove vengono, dalla targa.

E non parliamo del costo dell'assicurazione in Italia. Quanto costa in più ai romeni, anche quando diventano italiani, solo perché nati in Romania? Vi invito a verificare!
Avere la possibilità di scegliere un'assicurazione estera dovrebbe essere un incentivo per le assicurazioni italiane ad offrire costi e servizi migliori e più competitivi, a fronte di una maggiore concorrenza.

Vi racconto questo: Quest'estate mia cugina con la famiglia è venuta a trovarmi e ha passato le vacanze in Italia, girando in lungo e largo per 2 settimane, con la sua auto, con targa romena.
Nel caso avesse voluto venirci per Natale, cioè ora, cosa le avrei detto? Cosa avrebbe pensato? Cosa avrebbe poi deciso, dato che la notizia ha anche riempito giornali e telegiornali in Romania? Ci sarebbe venuta lo stesso?
Voi cosa avreste suggerito? E cosa avreste fatto?
E se fosse comunque venuta e poi capitata in controlli continui dappertutto? E se malauguratamente fosse risultata la sua residenza in Italia a un controllo, visto che tanti anni fa ha vissuto per un periodo qui, cosa sarebbe successo? Multa da 1000 euro e fermo dell'auto? Le sarebbe venuto un colpo.

E quanti altri casi ci sono in cui non esiste il "furbetto" dei titoli di giornali? Migliaia.
Scrivete nei commenti i vostri casi.

E il caso più emblematico è di chi ha cambiato la residenza e si è trasferito in Italia da 2 mesi. O da 3 mesi, o 4, o 5, o 6, o 7, o 8, o 9, o 10 o 11 mesi. Perché loro? Perché secondo la legge precedente avevano 1 anno di tempo dalla residenza per immatricolare l'auto. Con l'attuale decreto, sono diventati fuori legge da un giorno all'altro, e se il giorno successivo sono già stati multati con una sanzione salatissima di 700 euro o ancor meglio 1200 euro con anche il fermo dell'auto, sarebbe da dire: ma queste persone, in regola fino al giorno prima, in quanti secondi si sarebbero dovuti adeguare al nuovo decreto?
Forse la nuova legge avrebbe dovuto prevedere un periodo di qualche mese o anno affinché le persone potessero adeguarvisi. E tutti si sarebbero conformati. Anche scegliendo di riportare l'auto in Romania, venderla o regalarla piuttosto che rischiare una sanzione di questa portata.

Premesso ciò mi chiedo: potrebbero questi titoli di giornali influenzare chi legge, poliziotto o non, a pensare veramente a priori o, a forza di leggere titoli così, ad associare un concetto sbagliato, targa estera = furbetti?

Beh, a me influenza, già solo la quantità delle foto delle targhe romene riportate in tutti gli articoli apparsi mi hanno quasi dato l'impressione che le auto fossero molte di più di quelle che effettivamente vedo in giro per la città.

E voi cosa ne pensate?

                                                                                  CS

1 commento:

Andon Dimov ha detto...

Ciao,
io sono bulgaro con cotratto staggionale e pure volevo sapere che pensano per "furbeti" che lavoriamo per spici

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