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mercoledì 13 febbraio 2019

“Sindrome Italia” e donne rumene, il fenomeno depressivo che colpisce le donne dell’est nel Bel Paese

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“Sindrome Italia” e donne rumene, il fenomeno depressivo che colpisce le donne dell’est nel Bel Paese
Di maria.mento - 12/02/2019

Un male silenzioso, ogni anno, colpisce molte donne che dalla Romania sono giunte in Italia: si tratta della “Sindrome Italia”

Gli studiosi la chiamano “Sindrome Italia” ma è un qualcosa che non ha un’accezione positiva come invece potrebbe essere un amore smisurato per il nostro Paese. Si tratta di una sindrome di tipo depressivo che colpisce le donne rumene che arrivano in Italia per poi andare a lavorare come collaboratrici domestiche o come badanti. Un fenomeno assolutamente da non sottovalutare e che l’Università di Udine sta studiando. Alcuni studiosi dell’Ateneo friulano si sono recati a Iasi, una città universitaria della Romania orientale, per cercare di comprendere meglio le origini della sindrome. Si stima che ogni anno, in Italia, vengano colpite circa 3mila donne.

“Sindrome Italia” per le donne rumene, l’Università di Udine in trasferta a Iasi per studiare il fenomeno
“Sindrome Italia” è il nome che in Romania hanno dato ai disturbi mentali ed ai picchi depressivi che colpiscono le donne rumene che hanno lavorato come badanti o colf in Italia. Si tratta di problemi causati in particolar modo dalle dure condizioni di lavoro e dalle vessazioni psicologiche (lavoro poco retribuito, in nero, e così via) a cui spesso queste donne non raramente vengono sottoposte dai datori di lavoro. Un team composto da antropologi che lavorano all’Università di Udine sta studiando questo tipo di fenomeno che colpisce circa 3mila donne ogni anno: fino alla fine dello scorso Gennaio gli esperti sono stai Iesi (Romania) per vedere con i loro occhi gli effetti della sindrome sui pazienti.

“Sindrome Italia” per le donne rumene, parla lo psichiatra Andreea Nester
“La sindrome italiana è un fenomeno socio-sanitario. Il più delle volte, è una forma di depressione caratterizzata da ansia, apatia, astenia psichica e fisica, stati disattenti, insonnia associata e una disposizione profondamente triste, impressa da un sentimento di alienazione“, ha spiegato Andreea Nester, psichiatra presso l’Ospedale rumeno di Socola. Lo psichiatra ha spiegato come si tratti di disturbi che emergono in persone che in genere lasciano il loro Paese per uno nuovo, subendo così lo shock di venire a contatto con una lingua nuova, con luoghi nuovi e con una cultura diversa.

“Sindrome Italia” per le donne rumene, la testimonianza di Ana
Quella che vi presentiamo adesso è la testimonianza di Ana, donna che ha lasciato il suo Paese nel 2003 nella speranza di mantenere la famiglia con un lavoro in Italia. Sposata e con due figli, Ana non avrebbe mai voluto lasciare la sua famiglia (uno dei suoi figli, all’epoca della partenza, aveva solo due anni) ma venire in Italia rappresentava l’unica speranza per poter portare un po’ di soldi a casa. Così, Ana è arrivata nel nostro Paese e ha iniziato a lavorare coma badante presso la casa di un’anziana di 94 anni. I soldi che guadagnava li inviava a casa, al marito, per mantenere la famiglia. In Italia, essendo sola, usciva di rado. La signora anziana che accudiva la trattava male e le si rivolgeva utilizzando parole astiose. È stato un lavoro molto difficile per Ana che ha iniziato a non dormire la notte e ad aver anche paura di attraversare la strada quando usciva. Ana ha stretto i denti per i suoi figli e per il marito ma nel 2012 è arrivato l’ennesimo colpo: il divorzio dal marito, il quale aveva sprecato tutto il denaro guadagnato in precedenza da Ana. Nel 2018, dopo 15 anni trascorsi in Italia, Ana (oggi 63 anni) non ce l’ha più fatta a sopportare la vita che conduceva in Italia ed è tornata in Romania. Quando ha capito che era affetta da “Sindrome Italia” si è rivolta ai medici dell’Istituto Psichiatrico di Socola per essere aiutata.

Maria Mento

Fonte: NewNotizie

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