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giovedì 20 giugno 2019

Campione di tuffi senza cittadinanza: oggi Eduard compie 17 anni e sogna la Nazionale azzurra

Nato a Cuneo da genitori romeni: il regalo di compleanno potrebbe arrivare da Mattarella

Eduard Timbretti Gugiu (foto di Danilo Ninotto per La Stampa)

Pubblicato il 18/06/2019
Lorenzo Boratto
Cuneo

C’è una domanda di cittadinanza italiana per un giovane atleta cuneese, solo per la burocrazia romeno, che aspetta da due anni e mezzo una risposta. Lui si allena tutti i giorni e spera in ogni momento, «ma non mi illudo». Oggi Eduard Timbretti Gugiu compie 17 anni. Nato a Cuneo da genitori romeni, è vice campione italiano di tuffi dalla piattaforma da 10 metri. Ma solo per i risultati, non ufficialmente. Perché non può vincere titoli e non può gareggiare all’estero per gli «azzurri»: non ha la nazionalità italiana.

La sua scuola, il liceo «Peano Pellico» di Cuneo, la scorsa settimana ha inviato un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo le richieste (vane) dei genitori e della Fin, la Federazione italiana nuoto. La lettera-appello l’ha scritta il dirigente Alessandro Parola: «Conosciamo la sensibilità del Presidente Mattarella per questi temi: una segnalazione pubblica poteva essere decisiva. Parliamo di un ragazzo con ottimi voti (ha appena terminato la terza Scientifico con la media del 7, ndr), che sostiene allenamenti impegnativi ogni giorno ed è molto aiutato dai compagni. Il suo sogno è diventare italiano a tutti gli effetti, come si sente ed è. Siamo stati informati dal consigliere politico del Presidente Mattarella, Gianfranco Astori, che la pratica sarà sul tavolo del Quirinale domani (oggi, ndr) e sarà esaminata con attenzione. Siamo fiduciosi».

Anche nel giorno del suo compleanno, come ieri e tutti i giorni prima, il giovane campione correrà ad allenarsi a Torino sperando in un telefono che squilla e la Prefettura che lo informa: «Richiesta accolta». Non è successo dal 2017 ad oggi. «Spero, mi farebbe piacere, ma non posso montarmi la testa - dice -. Ci ho creduto così tanto prima che ora solo disilluso. Posso solo allenarmi, migliorarmi. Gli Europei giovanili a Kazan, in Russia cominciano il 25 giugno, ma i sei convocati si trovano già a Roma la settimana prima». Ovvero domani.

Un posto che gli spetterebbe per i risultati, ma non è «ufficialmente» italiano: «Guarderò i compagni sul web, non credo che passino l’evento in tv».

Anche i genitori Sandro e Michela non vogliono illudersi: «In questi anni abbiamo perso tempo e soldi: ogni volta c’era un bollo da pagare o una traduzione da certificare. Dopo tanta attesa, non ci speriamo più». Ancora Eduard: «Se andasse male anche questa volta aspetterò i 18 anni: in quel caso la cittadinanza non sarà automatica, ma almeno posso fare domanda e sperare in una risposta in tempo certi. Il mio obiettivo? Le Olimpiadi di Tokyo». Al via a fine luglio 2020.

«L’appello della mia scuola? Può aiutarmi e mi ha fatto piacere – prosegue -. In classe non parlo molto di questa situazione. I compagni di squadra sperano per me, anche più di me, come il mio allenatore Claudio Leone. In squadra siamo amici, dicono che me lo merito anche se sanno che la mia convocazione toglierebbe il posto a un altro. Ma i tuffi sono una sfida con te stesso: tutto è nella performance. Puoi avere fortuna o sbagliare un tuffo che hai fatto in modo perfetto mille volte. C’è tensione, conta solo cosa si fa in gara». Ultima domanda: che cosa desideri come regalo di compleanno? Risponde cauto: «Qualche cioccolatino a fine allenamento. E poi la cittadinanza italiana».

Fonte: LA STAMPA

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