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sabato 30 novembre 2019

Cossila San Grato di Biella celebra la Festa Nazionale Rumena

Eventi

Cossila San Grato celebra la Festa Nazionale Rumena

Domenica 1 dicembre folclore e cioccolata calda in piazza della chiesa

Foto Parrocchie della Valle Oropa

In occasione della Festa Nazionale Rumena di domenica 1 dicembre le Parrocchie della Valle Oropa organizzano una giornata con i bambini dei centri cultura e tradzione rumena di Biella, Santhià e Torino.

A partire dalle 15, in piazza della chiesa a Cossila San Grato ci saranno bancarelle per idee regalo, uno spettacolo folcroristico e si potrà gustare la cioccolata calda.

Alessandro Bozzonetti

Fonte: NewsBiella

venerdì 29 novembre 2019

Ziua Națională a României sărbătorită în rândul comunității românești din Italia

Ziua Națională a României va fi sărbătorită și anul acesta în rândul comunității românești din Italia.

Vă semnalăm evenimentele organizate sub patronajul Ambasadei României în Italia, de asociațiile românești din sfera de competență consulară a misiunii diplomatice:

Data și ora
Eveniment
Locația
Organizatori
 30 noiembrie
 Ora 14.30 

Ziua Națională a României, cu momente artistice oferite de Școala de limba română din Viterbo
Viterbo
Alianța Românilor, cu participarea Ligii Studenților Români din Străinătate

30 noiembrie
Ora 18.00
Ziua Națională a României și aniversarea a 30 de ani de la Revoluția Română din decembrie 1989. Momente artistice oferite de Ansamblul Cununa și Școala Românească din Vasto
Vasto
Palatul D’Avalos, Sala Pinacoteca
Asociația Culturală ”Vocea Românilor din Vasto” și Asociația Socio-Culturală Decebal
1 decembrie
Ora 11.00
A III-a ediție a Festivalului ”Benone Sinulescu”, cu participarea unor artiști români din Italia sau din România
Roma
Palacavicchi, sala 4
Asociația ”Romit TV”

Ambasada României în Republica Italiană


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Viterbo - Esposizioni di opere, abiti tradizionali e mostra fotografica

Viterbo - Il 30 novembre i Cavalieri del soccorso con la comunità rumena organizzano una giornata dedicata alla fratellanza e all’inserimento della comunità sul tessuto sociale di Viterbo e provincia
Esposizioni di opere, abiti tradizionali e mostra fotografica

Una panoramica di Viterbo

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 30 novembre organizzeremo con la responsabile della comunità Rumena Gianina Andrei Seciu una giornata dedicata alla fratellanza e all’inserimento della comunità sul tessuto sociale di Viterbo e provincia.

In questo contesto sarà festeggiato il 30esimo anniversario dalla rivoluzione.
Alle 9 sarà organizzata una esposizione di abiti tradizionali, mostra fotografica, esposizione di opere delle grandi artiste Brandusa Murariu e Bratu Vanessa.

Dalle 14.30, clou della manifestazione, saranno presenti artisti rumeni molto noti nel nostro paese. Testimoni dell’evento, a significarne l’importanza, alti Funzionari dell’Ambasciata Rumena in Italia, Televisione, Stampa, Politici Regionali, Comunali porteranno il loro saluto alla Manifestazione.

I Cavalieri del Soccorso, primi tra tutte le associazioni di Volontariato a percorrere questa strada di integrazione saranno presenti con i propri Volontari e mezzi.

Fiduciosi che vorrete contribuire, pubblicando quanto soprascritto, ad espandere il messaggio d’integrazione e fratellanza.

Cavalieri del Soccorso Città di Viterbo

27 novembre, 2019

Fonte: TusciaWeb

Una Dacia Duster per Papa Francesco


27 novembre 2019
Di: Massimo Grassi

Livrea bianca, trazione 4x4, tetto apribile e altri accessori speciali per il SUV donato dalla Casa rumena al pontefice
La Dacia Duster è un vero e proprio fenomeno di mercato e ora il SUV della Casa rumena è entrato a far parte del parco auto di Papa Francesco, che nella giornata di oggi si è visto consegnare una Duster molto speciale, preparata appositamente Dipartimento Prototipi e il team Bisogni Speciali di Dacia in Romania.

Fotogallery: Dacia Duster donata a Papa Francesco
Dacia Duster Papa Francesco

Più bassa e sicura
Basata sulla versione 4x4 (anche se non si conoscono le specifiche del motore) la Dacia Duster donata al Pontefice ha una classica livrea bianca mentre l’interno è caratterizzato dalla tinta beige. L’altezza da terra è stata diminuita di 30 mm per facilitare ingresso e uscita mentre in abitacolo sono stati posizionati vari elementi di sostegno.

È poi presente il tetto apribile con struttura vetrata completamente smontabile, così da permettere a Papa Francesco di salutare le folle. Completano la personalizzazione della Dacia Duster i 2 porta bandierine posizionati sui parafanghi anteriori. Rimangono invece inalterate invece lunghezza (4,34 metri) e larghezza (1,80 metri).

Il SUV in ascesa
Vero e proprio fenomeno di mercato, la seconda generazione della Dacia Duster ha conquistato sempre più posizioni nella classifica delle auto più vendute d’Europa, fino a sistemarsi in undicesima posizione, a ridosso della top 10.

Disponibile sia con la sola trazione anteriore sia con schema 4x4 il SUV rumeno monta motori benzina, diesel e GPL, per un listino che parte da 12.200 euro.

Fonte: Motor1.com
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PAPA FRANCISC SE VA PLIMBA CU DACIA. A PRIMIT UN „PAPAMOBIL” DACIA DUSTER

Papa Francisc a primit un Duster 4x4, modificat special pentru nevoile sale. Vehiculul a fost livrat la Vatican de Christophe Dridi, directorul general Groupe Renault România și președinte-director general Automobile Dacia SA și de Xavier Martinet, director general Groupe Renault Italia.

Prin această donație făcută Sanctității Sale, Groupe Renault își reînnoiește angajamentul puternic și continuu de a plasa Omul în centrul priorităților sale, a declarat Xavier Martinet, director general Groupe Renault Italia.

„Papamobilul” are culoarea albă la exterior și bej în interior. Modelul, bazat pe Dacia Duster, are 4,34 metri lungime și 1,80 metri lățime.

Vehiculul a fost transformat de Departamentul Prototipuri și echipa Adaptări Speciale de la Dacia, în colaborare cu carosierul Romturingia. Versiunea adaptată are 5 locuri, iar bancheta din spate este prezentată ca fiind foarte confortabilă.

Vehiculul integrează soluții specifice și accesorii concepute pentru utilizările care i se vor da de către Vatican: pavilion cu deschidere amplă, suprastructură vitrată amovibilă, gardă la sol cu 30 mm mai joasă față de cea a modelului standard pentru facilitarea accesului la bord și elemente de susținere atât la interior, cât și la exterior.

Mașina a fost considerată „partener de încredere al Papei Francisc în timpul vizitei în România”.

Data: 28.11.2019

Sursa: DIGIFM

Romania: i votanti della diaspora alle elezioni presidenziali

Alle ultime elezioni presidenziali romene, quasi un milione di elettori ha votato dall'estero. Un’esplorazione visiva dei dati relativi agli oltre 800 seggi sparsi in tutto il mondo, aperti dal venerdì alla domenica

27/11/2019 - Giorgio Comai

Alle elezioni presidenziali del 2019, i cittadini romeni residenti all'estero hanno potuto partecipare ai due turni elettorali votando in oltre 800 seggi sparsi in tutto il mondo o per corrispondenza. Sia l’allungamento dei tempi di apertura dei seggi (si è potuto votare per 3 giorni), sia il voto per corrispondenza sono stati introdotti nel 2019, dopo che i lunghissimi tempi di attesa – che risultavano sostanzialmente nello scoraggiare la partecipazione - avevano caratterizzato le elezioni precedenti.

I romeni che vivono al di fuori dei confini nazionali hanno approfittato della possibilità di votare senza dover aspettare in fila per ore: in 940.000 – circa il 10% dei voti totali espressi – si sono recati alle urne per il secondo turno delle elezioni presidenziali del 24 novembre 2019. Un numero più che doppio rispetto all'analoga tornata del 2014 (quando votarono in quasi 400.000) e altissimo rispetto ai meno di 150.000 che espressero dall'estero la propria preferenza alle presidenziali del 2009. L’elevato numero di votanti ha fortemente influenzato il risultato delle elezioni, poiché il 94 per cento dei voti espressi dai residenti all’estero è andato a favore del presidente uscente Klaus Iohannis. A causa dell'attuale legislazione elettorale, tuttavia, l'impatto di questa porzione della popolazione è limitato alle elezioni presidenziali e ai referendum, mentre nel caso delle elezioni parlamentari il peso del voto estero è notevolmente minore, dato che può determinare solo quattro parlamentari e due senatori.

In quanti hanno votato? Chi sono gli elettori della “diaspora”?
L'Italia è stato il primo paese per numero di elettori romeni, ma in oltre 100.000 hanno votato anche nel Regno Unito, Germania e Spagna.



La distribuzione degli elettori per fasce d’età mostra alcune caratteristiche piuttosto interessanti dei flussi migratori dei cittadini romeni: chi vota nel Regno Unito e in Germania è molto più giovane di chi vota in Italia e Spagna.



Il lettore più attento avrà notato, però, alcune anomalie in queste distribuzioni (in particolare, il forte calo del numero di elettori di età superiore ai 52 anni). Queste non dipendono strettamente dall’andamento dei flussi migratori, ma riflettono i cambiamenti demografici improvvisi causati dalle politiche demografiche promosse dal regime di Ceaușescu .

Vale la pena notare, inoltre, che l'Italia è l'unico paese in cui hanno votato più elettori di sesso femminile che di sesso maschile.




Seggi elettorali facili da raggiungere
Uno dei fattori che ha permesso a così tanti cittadini romeni di esprimere il proprio voto dall'estero è stato il numero impressionante di seggi elettorali aperti da venerdì a domenica per entrambi i turni delle elezioni presidenziali. Che fosse offerta la possibilità di votare in un gran numero di stati non è di per sé un fatto particolarmente sorprendente, poiché molti altri paesi offrono la possibilità di recarsi alle urne nelle ambasciate o consolati. Ciò che sorprende, tuttavia, è la densità dei seggi elettorali aperti in Europa.


Il numero di seggi non era elevato solo nella Repubblica di Moldavia, dove molti residenti hanno ottenuto la cittadinanza romena, ma anche nelle parti più densamente popolate dell'Inghilterra, in Belgio, in alcune zone della Spagna e in tutta Italia – paese che è stato a lungo una delle principali destinazioni per coloro che decidevano di lasciare la Romania.

La maggior parte degli italiani vive a mezz'ora (o meno) da un seggio elettorale romeno
Localizzando i seggi elettorali romeni su una mappa che indica la densità di popolazione in Italia, si nota che molti di essi non sono stati aperti solo nelle città principali, ma anche in aree relativamente poco popolate.

Per valutare la vicinanza del residente medio italiano a un seggio elettorale romeno, abbiamo calcolato la distanza tra i seggi elettorali e ciascuna località abitata in Italia, ponderando il risultato in base al numero di residenti in ciascuna area (Eurostat pubblica un dataset che indica quante persone vivono in ogni chilometro quadrato del continente europeo: sono quasi 172.000 le celle nella griglia della popolazione italiana). Dopo un complesso processo di elaborazione dei dati (qui sono disponibili maggiori dettagli), è emerso che gli italiani vivono in media a circa 18 km (in linea d'aria) da un seggio elettorale romeno, e oltre il 50% di essi a meno di 13 km.

Considerando la distanza e il tempo di guida stimati, il risultato è piuttosto impressionante: in media, gli italiani avrebbero dovuto guidare circa 40 minuti per raggiungere un seggio elettorale romeno. La metà degli italiani avrebbe potuto raggiungerne uno in meno di 35 minuti e la stragrande maggioranza in meno di un'ora. Probabilmente la maggior parte dei cittadini romeni vive nei centri urbani piuttosto che in località remote, per cui le distanze effettive erano verosimilmente inferiori. D’altro canto, è altrettanto plausibile che alcuni elettori vivano a più di due ore di distanza da un seggio – ma, dopotutto, meglio avere la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto in condizioni non ideali piuttosto che non poterlo fare affatto.

In generale, l'elevata densità di seggi elettorali è uno dei fattori che ha permesso a circa 190.000 romeni di votare in Italia e a quasi un milione in tutto il mondo.

Questo articolo è pubblicato in associazione con lo European Data Journalism Network ed è rilasciato con una licenza CC BY-SA 4.0

Leggi l'articolo completo su Osservatorio Balcani e Caucaso

Fonte: Osservatorio Balcani e Caucaso

Operaio investito sulla Cimina


E' stato trasportato all'ospedale Belcolle in gravissime condizioni
26/11/2019

VITERBO - E' ricoverato nel nosocomio cittadino di Belcolle, l'operaio Astral che questa mattina è stato investito sulla Cimina. L'incidente è avvenuto intorno alle 12,40.

Secondo una prima ricostruzione pare che l'operaio stesse lavorando quando è stato investito da due auto: una Land Rover e un suv della Bmw. Prima da una e poi dall'altra. Le sue condizioni sono subito apparse gravi. L'uomo, 36enne di origine romene, è stato trasportato in ambulanza in ospedale dove è arrivato in codice rosso.

Sul posto anche gli agenti della polizia per i rilievi del caso e per ricostruire la dinamica.

Fonte: ViterboNews24

Treviso, scompare a 17 anni: «È stata portata via da uno sfruttatore»

LA MAMMA: «LUI MI HA DETTO: “NON LA RIVEDRAI PIÙ”»
Treviso, scompare a 17 anni: «È stata portata via da uno sfruttatore»
Famiglia in apprensione: indagini anche in Germania, dove potrebbe trovarsi
di Milvana Citter

CONEGLIANO È uscita di casa dicendo che sarebbe andata a messa, ma è scappata insieme a un uomo di dieci più grande conosciuto in chat. C’è angoscia a Conegliano per la scomparsa di Letizia Diana David, 17enne di origine romena. La ragazza si è allontanata domenica mattina e da allora non ha più dato notizie di sé. La mamma Ioana ha denunciato la scomparsa ai carabinieri e ha fornito loro il nome dell’uomo col quale sarebbe fuggita, un romeno di 27anni che risiede in Germania. Proprio lì, da oggi, si sono estese le ricerche.

Letizia

L’ombra della prostituzione
«Ho paura che sia uno sfruttatore, che l’abbia presa per farla prostituire. Sono terrorizzata e temo per la vita di mia figlia». L’incubo è iniziato qualche mese fa quando, su un gruppo Whatsapp, Letizia avrebbe conosciuto il 27enne. «È sempre stata una ragazza tranquilla - racconta Ioana in lacrime -, frequenta la terza media perché ha avuto qualche difficoltà in passato, ma voleva diplomarsi per poi iscriversi a una scuola professionale. Da quando ha conosciuto quell’uomo, però, tutto è cambiato. Lei è cambiata». Secondo il racconto della donna, infatti, Letizia sarebbe diventata più taciturna, e avrebbe iniziato a dire di voler andare in Germania da quell’amico conosciuto in chat, del quale si è probabilmente invaghita. «Le dicevo sempre di non credergli, che le cose dette al telefono o in Internet non sono reali. Ma rispondeva che sapeva cosa faceva. Lui le ha fatto il lavaggio del cervello». Domenica Letizia si è alzata e ha annunciato alla mamma che andava a messa e sarebbe tornata per pranzo: «Invece non l’abbiamo più vista. Abbiamo ricevuto una chiamata dal suo cellulare, ma a parlare era lui, ha detto che Letizia stava bene e che se ne sarebbe preso cura. Che era venuto dalla Germania per lei». La madre gli ha annunciato che l’avrebbe denunciato per sottrazione di minore e lui ha risposto: «Allora non la vedrai mai più».

Cellulare spento
Da quel momento il telefono di Letizia risulta spento. La donna e il suo compagno hanno postato un appello su Facebook: «Ho cercato di prendere informazioni su quest’uomo, mi hanno detto che è uno sfruttatore. Che l’avrebbe portata a Piacenza per procurarle documenti falsi e da lì in Germania per farla prostituire. Ho chiesto aiuto ai carabinieri e ora mi appello a chiunque possa avere sue notizie. Forse queste cose non sono vere, ma io ho paura e voglio che mia figlia torni a casa, temo per la sua vita». Nel frattempo, gli appelli stanno facendo il giro dei social dove la mamma, disperata, sta cercando notizie sulla figlia.

27 novembre 2019

Fonte: Corriere della Sera

Dall’amore alla morte, Ana incinta uccisa dall’amante: disperazione e dolore ai funerali

27/11/2019

GIARDINELLO – Si sono svolti nel pomeriggio, nella Chiesa Madre della cittadina in provincia di Palermo, i funerali di Ana Maria Di Piazza, la giovane 30enne, in stato di gravidanza, di origine rumena, uccisa a coltellate dall’amante, Antonino Borgia, lo scorso venerdì a Partinico (PA).

Grande commozione e dolore durante la cerimonia: gli abitanti del piccolo centro si sono stretti intorno alla famiglia della ragazza, a cui è stata tolta la vita crudelmente e per futili motivi.

Ana era incinta di tre mesi del suo assassino e aveva già un figlio di 11 anni: l’uomo l’avrebbe inseguita armato di bastone e coltello e “finita” con un fendente mortale alla gola, mentre la ragazza gli comunicava, gridando, il suo stato.

La messa è stata celebrata dal parroco don Claudio Gulino. “Di fronte e vicende così terribili – ha detto il sacerdote – il silenzio sarebbe più eloquente, ma è un fatto troppo grave e c’è troppa violenza, e le morti di Ana e del suo bambino meritano rispetto. Quello che è successo ci fa riflettere sul fatto che viviamo in una società che non sa più distinguere cosa è bene e cosa è il male. Anche noi credenti ci siamo assuefatti al pensare e al vivere in una società che ha smarrito il senso dei valori e umani che devono essere, invece, alla base della nostra esistenza. Ci stringiamo attorno alla famiglia di Ana, in questo momento di preghiera la affidiamo al Signore“.

Parole di scuse, inoltre, sono arrivate dalla moglie dell’uomo, Maria Cagnina, che ha dichiarato che non abbandonerà il marito in quanto padre dei suoi figli.

Fonte: NewSicilia



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mercoledì 27 novembre 2019

Viterbo – Festa nazionale della Romania con la cantante Nicoleta Guţă


Viterbo - Il primo dicembre alle ore 15 nel teatro Caffeina
Festa nazionale della Romania con la cantante Nicoleta Guţă

Festa nazionale della Romania

Ogni anno, all’inizio di dicembre, si celebra la Festa nazionale della Romania che ricorda la formazione il 1 dicembre 1918 dello stato nazionale romeno moderno.

Infatti, dopo la partecipazione del piccolo regno della Romania alla Prima Guerra Mondiale, nel 1918 le regioni storiche nelle quali i romeni formavano la maggioranza della popolazione – la Bessarabia, la Bucovina e la Transilvania – decisero la loro unione con la Romania.

Oggi questa festa è ancora più ricca di significato anche perché questo giorno ha riacquisto la sua importanza storica dopo la caduta del regime totalitario di Ceausescu.
Dal 1991, il 1 dicembre è ridiventato la festa nazionale del popolo romeno.

La comunità Italo Romena di Viterbo, sensibile al richiamo della patria e al desiderio di integrazione dei romeni nel territorio viterbese, intende promuovere in seno al cuore della provincia viterbese, nel meraviglioso centro storico della Città dei Papi, una manifestazione tesa a rendere viva nella comunità il significato delle proprie radici con uno sguardo aperto verso la nuova corrente di modernizzazione e internazionalizzazione che la Romania sta vivendo in questi ultimi anni. Per questo ha organizzato il primo dicembre alle ore 15 nel teatro Caffeina, a Viterbo, una manifestazione musicale con gruppi e cantanti di musica popolare tradizionale e con la cantante Nicoleta Guţă, figlia d’arte del famosissimo Nicolaie, molto apprezzata dai giovani.

La comunità Italo Romena di Viterbo è una associazione di promozione sociale fondata nel 2017 da Monica Tobias e Virgilio Marino, si propone come luogo di incontro tra le istituzioni, le associazioni di volontariato, i centri di assistenza dei lavoratori, i patronati, e tutte le altre associazioni per assolvere la funzione sociale di inserimento degli immigrati Romeni in Italia. Attualmente copre un potenziale bacino di utenza di poco più 2000 romeni nella sola città di Viterbo e di circa 14250 nel territorio provinciale. L’intento è quello di creare una rete capillare di “sportelli” dislocati nei principali centri della provincia per raggiungere anche quelle comunità che a causa di un maggior isolamento sia sociale che logistico sarebbero escluse dai servizi e dalle opportunità fornite.

La scelta del nome e del logo è rappresentativa della volontà di coinvolgere e integrare reciprocamente sia la comunità romena, sia la comunità italiana: infatti, oltre alla forte immigrazione del popolo romeno in Italia si registra un deciso incremento di cittadini italiani che si recano in Romania per creare nuova impresa in un mercato in forte crescita.

La manifestazione avverrà il primo dicembre alle 15,00 con ingresso al teatro Caffeina, in via Cavour 9 nella città di Viterbo, previa prenotazione dei posti. Il costo per l’ingresso è di 20€ intero e 5€ ridotto.

Per informazioni 3890596248 – 3519245844
https://comunitaromena.jimdo.com/
https://www.facebook.com/MonicaTobias76/

Monica Tobias, presidente
Virgilio Marino, vicepresidente
Comunità Italo Romena di Viterbo

Fonte: TusciaWeb

La Federazione delle Associazioni romene e moldave del Piemonte organizza la Festa della Romania

23 novembre 2019

L'anniversario del 1° Dicembre è la festa laica più sentita e più amata dal Popolo Romeno che viene celebrata con grande partecipazione sia in patria, sia all'estero

La Federazione delle Associazioni romene e moldave del Piemonte organizza la Festa della Romania

In occasione della Giornata Nazionale della Romania, la Federazione delle Associazioni romene e moldave del Piemonte organizza un evento pubblico che avrà luogo Domenica 1° Dicembre 2019 dalle ore 20:00 alle ore 22:00 presso il Museo del Cinema – Mole Antonelliana, Via Montebello 20/a – Torino.

L'anniversario del 1° Dicembre è la festa laica più sentita e più amata dal Popolo Romeno che viene celebrata con grande partecipazione sia in patria, sia all'estero. Dopo la grande manifestazione del 2018, quando è stato ricordato il centesimo anniversario della Grande Unione, quest'anno la Comunità Romena della Città Metropolitana di Torino intende festeggiare la ricorrenza con la Comunità Italiana, attraverso i suoi rappresentanti istituzionali, e condividere la gioia della festa con momenti di musica classica con motivi tradizionali di una Romania autentica.

La manifestazione, patrocinata dal Consolato Generale della Romania a Torino, il Comune di Torino e la Regione Piemonte, sarà un viaggio nella storia del popolo romeno intrecciata a quella italiana, due popoli uniti da comuni vincoli latini. Una serata di immagini e racconti, intervallati da intermezzi musicali dal vivo a cura degli artisti romeni e italiani.

Invitati:
ANDREA DEL PRINCIPE - Musica lirica italiana
MIHAI VULUTA E VASILE STAN - Violino e pianoforte
MARCIANA PETRILA - Arpa
MAGDALENA VASILESCU E MICHELA VARDA - Violino e pianoforte

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Marian Mocanu

Fonte: TorinOggi

martedì 26 novembre 2019

Eugène Ionesco: 110 anni fa nasceva il padre del teatro dell’assurdo

in foto: "Le sedie", altra celeberrima opera teatrale di
Eugène Ionesco, al French Comedy di Parigi nel 2009.

Il 26 novembre del 1919 nasce, in una piccola cittadina rumena, uno degli autori più importanti e significativi dello scorso secolo. Eugène Ionesco viene riconosciuto come uno dei padri del teatro dell’assurdo, assieme a Beckett: ma il drammaturgo ci tenne sempre a prendere le distanze da un aggettivo troppo riduttivo per le sue opere. Insensatezza, nel linguaggio e nella vita: questi i veri protagonisti dei suoi drammi.

Cultura
Teatro
25 novembre 2019
di Federica D'Alfonso

Eugène Ionesco nasce il 26 novembre del 1919 a Slatina, in Romania.

“Tutto è assurdo, e tutti sono assurdi. Ma non trovo affatto assurdo il mio teatro”: probabilmente perché per accettare l’assurdo è necessaria una certa scintilla di speranza che le opere di Eugène Ionesco non ebbero mai il tempo di lasciar trapelare. Il drammaturgo, francese per scelta ma rumeno per nascita, non ha mai esitato a rintracciare nell'angoscia la matrice della sua riflessione esistenziale, scegliendo anzi il luogo più veritiero e reale per raccontarla: il palcoscenico. Anche per questo ancora oggi, a distanza di 110 anni esatti dalla sua nascita, torniamo di nuovo a rileggere le sue opere.

Il teatro di Eugène Ionesco: l’insolito nell'assurdo

Eugène Ionesco nasce il 26 novembre 1919 in Romania, paese natale di quel padre con cui ebbe sempre un rapporto contrastante quasi quanto quello che ebbe con la sua terra d’origine. La disillusione di una pace precaria che si era risolta con la guerra, l’esperienza da emigrato dapprima in Francia e poi nella stessa Romania, negli anni seguenti, lo posero sempre in antitesi rispetto ai tempi: per questo, quando iniziò a parlare di quello che tutti intesero come “assurdo”, Ionesco era già oltre tale definizione. Il suo dramma più famoso, “Il rinoceronte”, a distanza di 60 anni esatti dalla prima apparizione sul palcoscenico francese dell’Odeon, chiude un cerchio ideale che Ionesco iniziò a tracciare anni prima con “La cantatrice calva”: un cerchio che, se ripercorso, restituisce solo per sommi capi tutta la complessità del suo teatro troppo distante da quello a cui il pubblico, e gli scrittori, erano abituati.

Non aspettava nessun Godot, Ionesco, come invece faceva il Beckett suo contemporaneo: il suo teatro non poteva e non doveva essere “assurdo”, bensì “insolito”. Derisione e non senso sono gli elementi da cui il drammaturgo rumeno sceglie di partire per mettere in scena tutta la banale vuotezza del linguaggio e dei gesti quotidiani, e per trasformare il teatro in quella che lui stesso definisce “la rivelazione di qualcosa di nascosto”.

“La cantatrice calva”: l’insensatezza del linguaggio

in foto: Nicolas Bataille, Paulette Frantz, Claude Mansard e Simone Mozet ne "La cantatrice calva" nel maggio 1950.
Ma il “nascosto” di cui Ionesco parla, è qualcosa che in effetti è sotto gli occhi di tutti: forse anche per questo, inizialmente, la sua opera, sebbene apprezzata dai ben più eccentrici patafisici, passò completamente sotto silenzio. All'indomani del debutto di una delle sue opere più significative, “La cantatrice calva”, l’11 maggio 1950, nessuno capì effettivamente cosa Ionesco volesse dire: il fascino della sua rappresentazione, d’altra parte, è che egli non “voleva dire” proprio nulla. È nella vuotezza di senso, e nel suo palesarsi sul palcoscenico, che il teatro di Ionesco trasse la sua forza più esplosiva.

“La cantatrice calva” ha letteralmente rivoluzionato la storia del teatro, ponendosi in antitesi a tutto ciò che fino al quel momento era stato visto. Conversazioni vuote, senza alcun contenuto, sono al centro dell’atto unico ambientato nel salotto “inglese” degli “inglesi” signori Smith. Ionesco ebbe l’intuizione per la sua prima fortunatissima opera studiando alcuni manuali di lingua francese: il suo teatro si configura come una vera e propria grammatica dell’insensato, incapace di risolversi, nemmeno metaforicamente, in azioni di senso compiuto.

“Il rinoceronte”: dal linguaggio alla vita, alla morte

in foto: François Hélie ne "Il rinoceronte" di Eugène Ionesco.
Negli anni seguenti, anche quando con “Il rinoceronte” tutto il peso politico delle situazioni insensate di Ionesco si palesarono sul palcoscenico, ci fu chi continuò ad accusare la sua arte di “noncuranza” per ciò che succedeva nel mondo. Ma in realtà fu proprio quel mondo che Ionesco seppe osservare molto bene, e di cui in giovinezza aveva subito le contraddizioni, a divenire, dopo il linguaggio, il protagonista indiscusso delle sue opere. Proprio “Il rinoceronte” né costituisce l’esempio più emblematico: rappresentata per la prima volta il 22 gennaio 1960 al Teatro dell’Odeon di Parigi, l’opera è forse una delle più complesse e ancora attuali scritte dal drammaturgo rumeno.

La metamorfosi della società protagonista, “violentemente comica, violentemente tragica”, chiude perfettamente il cerchio tracciato con “La cantatrice calva”: dal linguaggio insensato si passa alla vita, anch’essa talmente insensata da poter finire con l’essere vittima di una disumanizzazione spietata che non rappresenta nient’altro che lo stadio successivo di un processo che, inevitabilmente, tanto nel teatro di Ionesco quanto nella sua personalissima concezione del mondo e della vita, porta alla morte.

Ho sempre avuto l’impressione di un’impossibilità di comunicare, di un isolamento, di un accerchiamento, scrivo anche per gridare la mia paura di morire, la mia umiliazione di morire.

Fonte: Fanpage.it

Nomi: cinesi e romeni sempre più italiani

L’Istat ed i figli di stranieri nati nel Belpaese. Sofia il nome più gettonato tra le bimbe seguita da Sara, Emma ed Aurora

lunedì 25 Novembre 2019
in: Dall'Italia e dal Mondo, Italia

Nomi: cinesi e romeni sempre più italiani

Si chiamano prevalentemente Adam, Amir e Rayan ma anche Matteo, Leonardo, Mattia e Alessandro i bambini stranieri nati da genitori residenti nel nostro Paese. Anche per le bambine straniere il primato spetta a Sofia, come per la totalità delle nate residenti, seguito da Sara, Emma e Aurora.

Rispetto alla graduatoria generale, in quella dei nomi dei nati stranieri la variabilità è maggiore: i primi trenta nomi maschili e femminili coprono circa il 14% del totale dei nomi dei nati stranieri. E’ quanto rileva il Report Istat sulla natalità e la fecondità della popolazione residente. Le preferenze dei genitori stranieri si differenziano a seconda della cittadinanza.

La tendenza a scegliere per i propri figli un nome diffuso nel paese ospitante è più spiccata per le comunità rumena e cinese. Cosi è frequente che i bambini rumeni si chiamino Luca, Matteo o Leonardo, ma anche David e Gabriel; i nomi delle bambine rumene sono Sofia, Sofia Maria, Emma, Giulia e Maria. I bambini cinesi si chiamano prevalentemente Lonardo, Matteo, Leo e Andrea, ma anche Kevin; i nomi delle bambine cinesi sono Emma, Emily, Sofia, Gioia e Angela.

I bambini albanesi iscritti in anagrafe per nascita più frequentemente si chiamano Aron, Noel e Liam, ma anche Mattia e Matteo; il nome più diffuso tra le bambine è Aurora, seguito da Amelia, Emily, Emma e Noemi.

Un comportamento opposto si riscontra per i genitori del Marocco, che prediligono per i loro figli nomi legati alle tradizioni del loro paese d’origine: soprattutto Amir, Adam, Rayan, Youssef e Imran e per i bambini, Amira, Sara, Jannat, Nour e Malak per le bambine.

Fonte: La Sicilia Web

Bra, la comunità ortodossa ha onorato la patrona Santa Caterina di Alessandria



BRA E ROERO - 25 novembre 2019

La celebrazione si è svolta domenica 24 novembre alla presenza di autorità religiose e civili
Bra, la comunità ortodossa ha onorato la patrona Santa Caterina di Alessandria

Grande festa per la comunità ortodossa di Bra. Domenica 24 novembre è stata celebrata, infatti, la ricorrenza di Santa Caterina di Alessandria d’Egitto, alla quale è intitolata la chiesa che sorge nella centralissima via Cavour.

La divina liturgia è stata officiata dal parroco Vasile Doroftei, che ha dato il benvenuto al vescovo vicario, Atanasio di Bogdania ed a Catalin Zaharie del Decanato Ortodosso Romeno Piemonte II Sud.

Proprio il Decano, conosciuto per aver fondato, tra le altre, la comunità ortodossa di Bra, ha spiegato il senso della festa in onore della Santa che la Chiesa ha posto in calendario il 25 novembre: “ Ogni anno è bello poter festeggiare insieme Santa Caterina di Alessandria d’Egitto, patrona della Comunità Ortodossa Romena di Bra. Questa festa unisce tutta la Comunità in preghiera e in comunione con i valori che la Santa ci ha insegnato. Tutta la Comunità vive intensamente la gioia di poter lodare il suo martirio che per tutti noi è collante di unione fraterna”.

Presente all’appuntamento anche il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, che non è mai mancato agli appuntamenti salienti della parrocchia ortodossa. Prendendo spunto dalle torte, pronte ad essere distribuite nel segno della tradizione, il primo cittadino ha dichiarato: “ La comunità rumena è una fetta molto importante di Bra. La città funziona quando tutte le fette sono amalgamate e fanno un bel volume insieme. Sono testimone del fatto che questa comunità ha dato un esempio enorme nel sapersi prendere cura delle persone. Grazie anche a chi tiene insieme la comunità, perché bisogna conciliare tanti impegni e non è facile”.

Il riferimento finale è, naturalmente, per Padre Vasile Doroftei, che ha consegnato al Sindaco una miniatura di icona di buon auspicio per il suo lavoro di amministratore.

Durante la celebrazione, i numerosi fedeli hanno avuto la possibilità di venerare la reliquia e l’icona di Santa Caterina, rappresentata con la corona in testa e vestita di abiti regali per sottolineare la sua origine principesca. La palma che tiene in mano indica il martirio. Il libro ricorda la sua sapienza e la sua funzione di protettrice degli studi e di alcune categorie sociali dedite all’insegnamento (maestri e ordini religiosi come i Domenicani e gli Agostiniani). Infine, viene rappresentata con una ruota spezzata, lo strumento del martirio, ma anche l’elemento che lega la Santa a numerose categorie di arti e mestieri che hanno a che fare con la ruota, come i ceramisti.

Oltre all’incerta data di nascita che alcuni storici fissano nel 287 d.C. ed al fatto che fu sottoposta al martirio ad Alessandria d’Egitto nel 305 circa d.C., della vita di Santa Caterina si sa poco, ma quanto basta per reputarla un’importante figura femminile che raccoglie molti aspetti del culto popolare e religioso più genuino.

Silvia Gullino

Fonte: TargatoCN

Dolore a Molina di Fiemme, dopo l’infortunio mortale: perde la vita un operaio rumeno in un cantiere

Trentino Alto Adige Valsugana Tesino

24 Novembre 2019

Un operaio 63enne di origine rumena, dipendente di una ditta esterna stava posando, sistemato in un cestello agganciato alla gru, dei grandi pannelli in cemento che compongono la copertura di un tetto in costruzione

Trento – L’operaio, è deceduto dopo essere precipitato da una impalcatura per oltre 15 metri, nel cantiere per il nuovo stabilimento della Felicetti. Inutile l’intervento sul posto dei mezzi di emergenza, dei sanitari e anche dell’elicottero.

Ad oggi, salgono così a 12 gli infortuni mortali sul lavoro da inizio anno in Trentino.

Cgil Cisl Uil del Trentino esprimono solidarietà e vicinanza ai familiari della vittima e ribadiscono la necessità che anche in Trentino si parli di sicurezza sul lavoro come una vera emergenza.

Dopo l’incidente nel cantiere in Val di Fiemme, le tre confederazioni auspicano che si faccia luce sulle cause che hanno determinato la morte dell’operaio e si accertino eventuali responsabilità in tempi rapidi.

Fonte: La Voce del Nord Est

domenica 24 novembre 2019

Tavola rotonda: "Bessarabia 1939-2019. Echi e riflessi nella letteratura", 27 novembre 2019


Tavola rotonda “Bessarabia 1939-2019: echi e riflessi nella letteratura”

27 novembre 2019, ore 15 00
Chiostro di S. Abbondio, Aula S.0.1., Via S.Abbondio 12, 22100 Como

Mercoledi 27 novembre 2019 presso l'Università degli Studi dell'Insubria nell'organizzazione del Dipartimento di Scienze Umane e il Centro di Ricerca sulle Minoranze si terrà il convegno: "Bessarabia 1939-2019. Echi e riflessi nella letteratura".

Interverranno:
Paola BOCALE, moderatore - Università degli Studi dell’Insubria
Violeta POPESCU - Centro Culturale Italo Romeno Milano
Natalino FIORETTO, direttore scientifico della casa editrice Graphe.it,
Olga IRIMCIUC, docente e traduttrice, Università degli Studi dell’Insubria.

Il Centro di ricerca sulle minoranze (CERM), afferente al Dipartimento di Scienze umane e dell’innovazione per il territorio dell’Università degli Studi dell’Insubria, ha lo scopo di promuovere e approfondire ricerche interdisciplinari sulla sociologia e sociolinguistica delle minoranze, favorendo sinergie tra competenze sociolinguistiche, glottodidattiche, sociologiche, storiche, pedagogico-educative e giuridiche.

Il CERM, primo nel suo genere, vuole fornire una lettura organica delle realtà minoritarie, delle dinamiche migratorie e della composizione delle collettività nei contesti di insediamento, adottando una visione inclusiva delle minoranze che ne sottolinei le potenzialità di capitale umano, crescita e sviluppo nei diversi territori.

Centro Culturale Italo-Romeno di Milano

sabato 23 novembre 2019

Klaus Iohannis (PNL) și Viorica Dăncilă (PSD), în turul al doilea la prezidențialele 2019

Klaus Iohannis (PNL) și Viorica Dăncilă (PSD), în turul al doilea la prezidențialele 2019

Președintele în funcție Klaus Iohannis, susținut de PNL, și fostul premier Viorica Dăncilă, promovat de PSD, sunt pe primele două locuri în preferințele românilor pentru președinția României și își vor disputa balotajul din 24 noiembrie 2019: au decis alegătorii care s-au prezentat la vot duminică, 10 noiembrie a.c., desfășurate fără incidente. Ceilalți candidați au recunoscut rezultatul urnelor.

Cetatea Vaticanului – A. Dancă
11 noiembrie 2019 – Vatican News.

Cu aproape 37 la sută din voturi, președintele în exercițiu Klaus Iohannis, susținut de PNL, conduce în primul tur al alegerilor prezidențiale din 10 noiembrie 2019. Pe locul doi a ajuns fostul premier Viorica Dăncilă, candidatul PSD, care a întrunit aproximativ 24 la sută din preferințele electoratului. Ceilalți doisprezece candidați la președinția României au pierdut, astfel, posibilitatea de fi aleși la balotajul din 24 noiembrie 2019.

Datele parțiale oficiale arată că pe locul trei s-a clasat candidatul Alianței USR PLUS Dan Barna (cu peste 14%), care a anunțat că în turul al doilea îl va susține pe Klaus Iohannis. Rezultate semnificative, dar insuficiente pentru a le asigura accesul la balotaj, au obținut, de asemenea, Mircea Diaconu (Alianța UN OM), care a avut peste 9 la sută, și Theodor Paleologu (PMP) cu peste 5 la sută.

Alegeri fără incidente
Într-o declarație preluată de Agerpres, ministrul Afacerilor Interne, Marcel Vela, i-a felicitat pe angajaţii MAI pentru modul în care au gestionat alegerile prezidenţiale, adăugând că urmează pregătirile pentru turul al doilea al scrutinului.

Peste 650 de mii de voturi în diaspora
La rândul său, ministerul Afacerilor Externe a confirmat luni că în străinătate s-au prezentat la urne peste 650.000 de alegători, fiind cea mai mare participare din toate consultările electorale precedente. De menționat că prezentarea la urne nu este totuna cu votarea, aceasta fiind împiedicată în trecut de organizarea slabă a autorităților. De data aceasta, cetățenii români din străinătate au avut la dispoziție trei zile (8, 9 și 10 noiembrie 2019), precum și votul prin corespondență, pentru care au optat aproape 25.200 de alegători.

La primul tur de scrutin pentru prezidențialele din 2019, cea mai mare prezenţă la vot în diaspora s-a înregistrat în Italia (aproape 130.000 de alegători) şi Marea Britanie (peste 119.000), conform platformei online a Biroului Electoral Central consultată de Agerpres. Prezenţă ridicată s-a înregistrat şi în Spania şi Germania.

Cele mai multe secţii de votare, peste o sută, au fost în Spania (148) şi Italia (142). În Germania au fost 84, în Marea Britanie - 73, în Franţa - 48, SUA - 38, Republica Moldova - 36, Belgia - 23, Olanda - 22, Irlanda - 16, Danemarca - 12, Austria şi Grecia - câte 11, Grecia, Portugalia - 9, Elveţia - 8.

Al doilea tur de scrutin (22, 23 şi 24 noiembrie 2019)
După prima rundă de consultări, numele celor doi candidaţi care vor participa la al doilea tur de scrutin au nevoie de validarea Curții Constituţionale, care îi va aduce la cunoștința publicului până la 15 noiembrie 2019, ziua în care începe campania electorală pentru balotaj.

Ziua votării pentru cetăţenii care votează în ţară este 24 noiembrie. La fel ca în primul tur, cetăţenii români care votează în afara ţării pot vota pe parcursul a trei zile: 22, 23 şi 24 noiembrie: vineri, 22 noiembrie (orele 12.00-21.00), sâmbătă, 23 noiembrie (orele 7.00-21.00), duminică, 24 noiembrie (orele 7.00-21.00).

Sursa: Vatican News

“Kebab” al Teatro Matteotti di Moncalieri, la storia semplice e terribile di tre giovani romeni, lunedì 25 novembre


20 novembre 2019

Kebab al Teatro Matteotti di Moncalieri

Arriva a Moncalieri “Kebab”, il pluripremiato testo dell’autrice romena Gianina Carbunariu va in scena lunedì 25 novembre, ore 21, al Teatro Civico Matteotti (via Giacomo Matteotti 1) , dopo essere stato rappresentato in moltissimi teatri europei come lo Shaubuhne di Berlino, il Kammerspiele di Monaco, il Théatre-Studio d’Alfroville di Parigi, il Royal Courth di Londra.
Originariamente intitolato “Mady-baby.edu” e tradotto come “Kebab” in sette lingue, è arrivato in Italia per la prima volta per la regia di Riccardo Bellandi e ha già debuttato al Teatro Comunale di Pergine, Teatro San Marco di Trento e al Teatro dell’Orologio di Roma riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti, con l’avvertenza che non è adatto ai minori di 14 anni.

Kebab al Teatro Matteotti di Moncalieri

Al principio degli anni 2000 tre ragazzi romeni – Madalina, Voicu e Bogdan – abbandonano le luci, i buoni odori e le persone care della loro terra d’origine per realizzare i propri sogni in Irlanda.
Il Paese, inizialmente idealizzato, via via li metterà a contatto con l’emarginazione e le difficoltà economiche, fino al punto di costringere ognuno di loro ad appellarsi all’istinto di sopravvivenza. I giovani, che si presentano con l’entusiasmo e la freschezza che contraddistinguono tutti i grandi sognatori, lontani da casa cadono in una spirale crescente di violenza e degrado senza riuscire ad arrestarne le conseguenze.
Concentrati come sono sulla volontà di auto-realizzazione, ogni mezzo che li avvicini alla meta diviene per loro lecito, persino quello più umiliante e rischioso. Madalina, che sogna una carriera nel mondo dello spettacolo, viene costretta a prostituirsi per realizzare il proprio sogno; Voicu, il suo ragazzo, gestisce personalmente la carriera e la vita privata della sua compagna, detenendone i compensi per le prestazioni e i documenti che la identificano; Bogdan, aspirante regista e documentarista, si dedica alla produzione di filmati hard da mettere in rete.
La storia di “Kebab”, evidenzia il regista Riccardo Bellandi, “è una storia semplice e terribile insieme: tre giovani romeni decidono di lasciare il loro paese per seguire i loro sogni in Irlanda: Madalina, diventare una pop-star, Voicu, guadagnare più soldi e Bogdan, lavorare nel campo delle arti visive. Nulla è casuale o banale nella scrittura della Carbunariu: non è un caso che siano tre ragazzi giovani, non è un caso che tutti e tre abbiano un sogno da inseguire, non è un caso che scelgano di farlo in un paese ‘dove è meglio’, non è un caso che tutto finisca come andrà a finire“. La grandezza di un essere umano, osserva Bellandi, “non sta tanto in ciò che ha raggiunto e che può dimostrare al resto del mondo, piuttosto in ciò che è in potenza, nei suoi sogni, nelle sue speranze. E la sua forza sta nella tenacia e nel desiderio di realizzarsi. Il riuscirci o no è figlio di altre situazioni, proprio quelle che spesso stroncano qualcosa che in potenza è un mondo infinito che aspetta solo di realizzarsi. Così si dimentica la grandezza dell’essere umano e lo si trasforma in un animale capace di tutto. Un animale che si illude di alimentare e difendere il proprio sogno con i denti, fino alla fine, e non si accorge che il proprio sogno si è trasformato in un incubo”.

Laura Pompeo, assessore a Cultura e Pari Opportunità, sottolinea: “Lo spettacolo è una delle tante azioni che il mio assessorato promuove per sensibilizzare sul grave problema della violenza contro le donne. In questo periodo, ormai da qualche anno, proponiamo un percorso di crescita per gli uomini, per scongiurare il pericolo che diventino maltrattanti, un percorso in luoghi inconsueti come le palestre”. Quest’anno, in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino, Moncalieri ha aperto un Punto Antidiscriminazione. “Inoltre in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali abbiamo inaugurato il Punto Donna – prosegue Laura Pompeo – centro di accoglienza e informazione per donne vittime di violenza. Da anni sul tema della violenza lavoriamo in collaborazione con la Polizia Locale, l’Unione dei Comuni, l’ASL e le associazioni del territorio, ma non solo. Moncalieri ospita anche “Vicino a te”, progetto di Telefono Rosa grazie al quale un camper gira per i mercati e accoglie le testimonianze delle donne vittime di violenza. Oltre alle tantissime iniziative che quasi settimanalmente realizziamo soprattutto in biblioteca per sensibilizzare sul tema della violenza di genere, convinti che l’indifferenza sia uno dei pericoli più gravi e pensando anche alla violenza assistita dai figli”.

“Kebab”, di Gianina Carbunariu; una produzione ariaTeatro; con Chiara Benedetti, Andreapietro Anselmi, Daniele Ronco; regia Riccardo Bellandi; aiuto regia Giuseppe Amato; scene Lorenzo Rota; costumi Federica Rigon; musiche Mattia Balboni; video Giuseppe Zito.

Fonte: Ieri Oggi Domani

La comunità romena di Marsciano in festa, domenica 24 novembre

Marsciano
21 Novembre 2019

Domenica 24 novembre tante iniziative promosse all'insegna dell'interculturalità

Torna a Marsciano l’appuntamento con l’evento che la comunità romena locale organizza in occasione della festa nazionale della Romania, che cade il primo dicembre, data in cui nel 1918 la Transilvania si unì al resto della nazione. Ed è proprio questa regione della Romania la protagonista della festa, dal titolo “La Transilvania… non è solo Dracula!”, che si terrà domenica 24 novembre a partire dalle ore 15.00 presso l’Oratorio Santa Maria Assunta.

L’iniziativa, realizzata con il patrocinio del Comune di Marsciano e in collaborazione con il Teatro Laboratorio Isola di Confine, ha come obiettivo quello di festeggiare insieme e sottolineare l’amicizia tra la comunità romena e la popolazione locale, favorendo un sempre maggiore scambio di esperienze e tradizioni tra le due culture.

Il pomeriggio si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Marsciano, Francesca Mele. Interverranno poi l’assessore alla cultura Andrea Pilati e l’assessore ai lavori pubblici Francesca Borzacchiello. Presenti anche don Marco Pezzanera, parroco di Marsciano, padre Petru Heisu, parroco della comunità ortodossa di Perugia, Simona Esposito, cantante lirica e ambasciatrice della cultura romena, ed Elena Bertea, presidente dell’Associazione amicizia Italia-Romania.

L’evento sarà allietato con concerto di canti natalizi e dall’esecuzione del “Te Deum”, fissata per le ore 16.00. Alle ore 16.30 verrà proiettato il film “Omni-bus, appunti di viaggio” di Federico Menichelli. Presentata a Venezia nel 2017, la pellicola racconta la vita degli immigrati in Italia.

Alle ore 17.30 seguirà la messa in scena di “Ursul pàcàlit de vulpe – L’orso ingannato dalla volpe”, di Ion Creangà. Lo spettacolo teatrale, dedicato al pubblico dei più giovani, è a cura di Giulia Castellani del Teatro Laboratorio Isola di Confine. La serata si concluderà con un momento conviviale, nel segno dell’interculturalità, allietato da musiche tradizionali italiane e romene.

Fonte: il Tamtam

Romania: domenica ballottaggio, sfida tra presidenti

Di Gioia Salvatori
22/11/2019

Al primo turno delle elezioni presidenziali in Romania era finata così: 36,6, % per il presidente uscente, il conservatore Klaus Iohannis; 23, 8 % per lei, l'ex premier socialdemocratica Viorica Dancila.

Domenica i due si sfideranno al ballottaggio e la Romania sceglierà il suo futuro Capo di Stato. La campagna elettorale è stata senza dibattito tv tra i due: "Ho continuato a sperare di aver un confronto col mio avversario per mostrare la nostra responsabilità e il rispetto verso il popolo romeno ma Klaus Iohannis lo ha sempre rifiutato, vuole dibattere solo con i suoi simpatizzanti", ha denunciato Dancila.

Iohannis, partito liberale, una lunga carriera politica iniziata come sindaco di Sibiu, esponente della minoranza tedesca in Romania, è dato in vantaggio. "Sono riuscito ad oppormi alla mia avversaria abbastanza da mantenere la Romania in una traiettoria europea. Sono riuscito a salvare la faccia della Romania grazie alla politica estera che ho condotto" - l'ha attaccata.

Il contesto del voto, manifestazioni e corruzione
La Romania arriva al voto dopo un periodo turbolento con il partito di governo, i socialdemocratici, travolto da scandali legati alla corruzione e l'ex governo accusato di voler legiferare per salvare i politici corrotti, anche con riforme giudiziarie.

Un contesto che ha portato a un esecutivo di minoranza di fine legislatura e a manifestazioni di piazza partecipate da decine di migliaia di persone, ripetutesi più volte negli ultimi mesi, in un moto anti-governativo di dimenioni che non si erano mai viste dopo la caduta della dittatura.

Fonte: Euronews

Torino, la vista di una bimba rumena di 5 mesi salvata con il trapianto di cornea

La piccola era affetta da opacità corneale dalla nascita ed è stata operata al blocco operatorio del Regina Margherita

22 novembre 2019

Dalla Romania a Torino, salvata la vista a una bimba di quasi 5 mesi grazie a un trapianto di cornea presso la Città della salute di Torino. Affetta dalla nascita da opacità corneale diffusa in occhio destro di dimensioni ridotte, era stata considerata senza speranze nel proprio Paese di origine. Grazie a parenti residenti in Italia, che hanno fatto da tramite con la Clinica oftalmologica universitaria della Città della Salute di Torino, pochi giorni fa la piccola è stata ricoverata all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Mercoledì sono state trasferite le apparecchiature necessarie della clinica dall'ospedale San Lazzaro al blocco operatorio del Regina e la bimba è stata sottoposta a un trapianto di cornea, il rischio dell'occhio pigro, previene l'aumento della pressione oculare e preserva lo sviluppo e l'accrescimento dell'occhio nei primi anni di vita. L'intervento é stato effettuato dal professor Raffaele Nuzzi ed è tecnicamente riuscito.

Fonte: La Presse

San Donato, mille bambini romeni salvati al Policlinico

Il professore Alessandro Frigiola
Rinnovato l'accordo tra l'ospedale e il governo di Bucarest per i piccoli cardiopatici

di Patrizia Tossi
il 22 novembre 2019

San Donato (Milano), 23 novembre 2109 - Mille bambini salvati da un intervento al cuore, sei anni di battaglie per dare una speranza ai piccoli pazienti cardiopatici romeni. Il Policlinico di San Donato ha messo un altro tassello per dare una speranza in più per il futuro: rinnovato per altri tre anni l’accordo con il governo romeno per la cura dei bambini cardiopatici. L’accordo prevede anche la formazione del personale medico specializzato, che avviene sia in Romania sia in Italia.

«Siamo a tre quarti del nostro cammino – afferma Alessandro Frigiola -. Per rendere autosufficiente un centro di Cardiochirurgia e Cardiologia pediatrica ci vogliono 10 anni. Dal 2013 ci siamo concentrati su Bucarest, dove abbiamo formato l’80% del personale del Marie Sklodowska Curie Children Hospital: 27 medici, tra anestesisti cardiologi, cardiochirurghi e pediatri. I prossimi tre anni saranno dedicati soprattutto ai centri di Iasi e Timisoara». La prima missione in Romania risale al 2013,da allora l’équipe del dottor Alessandro Frigiola, direttore della Cardiochirurgia pediatrica del Policlinico San Donato, ha fatto la spola tra la capitale Bucarest, Timisoara e Cluj-Napoca, grazie a un accordo con il governo romeno che prevede una collaborazione con il Policlinico San Donato e l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo. Da allora sono stati effettuati quasi 1.000 interventi, molti eseguiti negli ospedali locali e alcuni, i più complessi, nelle sale operatorie di San Donato. Tutti bambini nati con gravi patologie congenite al cuore, nel 90% dei casi erano destinati a una morte prematura.

Fonte: Il Giorno

Tragedia ad Ostia, precipita dal quinto piano: morta 15enne

Cronaca

Di Federica Rosato - 21 Novembre 2019

Una ragazza di 15 anni è deceduta nel pomeriggio di oggi, 21 novembre 2019, dopo un volo di oltre 15 metri.

Il tragico episodio è avvenuto a Ostia, alle ore 16,30 in una palazzina di via dei Panfili. La ragazza di 15 anni, di origine romena, è precipitata dal quinto piano della sua abitazione nel cortile interno dell’edificio: per lei, purtroppo non c’è stato nulla da fare – è morta sul colpo. A dare l’allarme alcuni vicini di casa.

Sul posto sono accorse l’auto medica e un’ambulanza dell’Ares 118, ma ogni soccorso è stato inutile: il personale medico ha potuto solo constatarne il decesso. Sulla vicenda indaga la Polizia di Stato: al momento non si esclude nessuna pista investigativa. L’ipotesi più accreditata sembra essere quella di un suicidio: la ragazzina era diversamente abile e aveva perso la mamma solo pochi mesi fa.

Fonte: Corriere Città


Stradella, il corpo di Ian Savu è stato rivenuto in un fossato

Stradella, ritrovato morto il custode scomparso
Il corpo di Ian Savu è stato rivenuto in un fossato

di Pierangela Ravizza

22 novembre 2019

Il business park di Akno Group

Stradella (Pavia), 21 novembre 2019 - È stato ritrovato in un fossato, tra i comuni di Portalbera ( Pavia) e San Cipriano Po ( Pavia) in Oltrepò Pavese, il corpo di Ian Savu, il 55enne rumeno, custode in un'azienda logistica di Stradella ( Pavia) che era scomparso in circostanze misteriose nella serata di lunedì. A ritrovare il cadavere sono stati i vigili del fuoco e i carabinieri, che in questi giorni hanno condotto le ricerche. L'uomo potrebbe essere finito in acqua a causa di un malore, e poi trascinato dalla corrente sino al luogo dove oggi è affiorato il suo corpo.

Il fossato nel quale è caduto scorre a fianco dell'impresa dove il 55enne, residente a Canneto Pavese ( Pavia), lavorava. I carabinieri comunque proseguono le indagini per far luce sulla morte dell'uomo. Ian Savu era sparito la sera di lunedì 18 novembre. Doveva terminare il suo turno di lavoro alle 19, ma nessuno l'ha più visto dopo le 18. Il suo telefonino è stato ritrovato sulla scrivania all'interno del gabbiotto dal quale il custode romeno svolgeva il controllo. Nel piazzale dell'azienda è stata ritrovata la sua auto con una portiera aperta.

Fonte: Il Giorno

Omicidio a Palermo: uccide l’amante romena, arrestato.

23 Novembre 2019

Omicidio a Palermo: un imprenditore uccide l’amante romena che lo ricattava.
E’ stato arrestato dopo il ritrovamento del cadavere.

Omicidio a Palermo: imprenditore uccide l’amante romena

Omicidio a Palermo ieri sera. Un imprenditore uccide l’amante romena, a quanto pare, per difendersi da un ricatto. Si tratta di Antonino Borgia, imprenditore di 51 anni, sposato, residente a Partinico, che ha ucciso a coltellate Ana Maria Lacramioara Di Piazza, 30 anni, residente invece a Giardinello, provincia di Palermo. La donna, di nazionalità romena, sarebbe stata coinvolta con l’uomo in una relazione extraconiugale. Pare che l’omicidio sia avvenuto sotto la spinta di una richiesta, da parte di Ana Maria, di denaro. Ma l’uomo si è probabilmente rifiutato di dare la somma e la donna è passata al ricatto.

Avrebbe infatti minacciato l’amante di rivelare la loro relazione alla moglie e alla famiglia. In quel momento deve essere scattata la furia omicida. Antonino Borgia avrebbe accoltellato Ana Maria in reazione alla sua richiesta di denaro seguita dal ricatto. Poi avrebbe cercato di liberarsi del cadavere. Il corpo della donna è stato ritrovato, infatti, nelle campagne tra Balestrate e Partinico, lungo la statale 113.

I carabinieri hanno fermato il presunto assassino, Antonino Borgia, sul quale cadono pesanti accuse. Questo omicidio a Palermo cade proprio alla vigilia della Giornata contro la violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre.

I dati delle violenze hanno ormai raggiunto livelli d’allarme: ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa da una persona amica o conoscente. Al primo posto ci sono mariti e compagni; 3 femminicidi su quattro avvengono in casa. “La violenza – sostengono le rappresentanti del movimento ‘Non una di Meno’ – non ha passaporto né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa e si ripete nei tribunali e nelle istituzioni”.

La Polizia conferma dati allarmanti sulla violenza di genere: viene fuori che vittime e carnefici sono per lo più italiani: le prime nell’ 80,2% dei casi, i responsabili nel 74% dei casi. Ed è stato confermato che l’82% delle volte chi fa violenza su una donna, è un volto amico: o il compagno o un conoscente. In aumento il numero dei femminicidi passati dal 37% del 2018 al 49% tra gennaio ed agosto 2019. Il 67% di queste vittime è straniero, e anche qui nel 61% dei casi l’autore è il partner. Per contrastare idealmente questa spirale di violenza, si terrà un corteo a Roma, il 25 novembre, aperto dalle donne e dai centri anti-violenza femministi. Proprio alla vigilia di questa importante manifestazione avviene l’omicidio a Palermo e un imprenditore uccide l’amante romena.

Fonte: MeteoWeek

Uccise e bruciò giovane prostituta rumena: ergastolo per il cuoco napoletano Raffaele Esposito

23 Novembre 2019

E’ stato condannato all’ergastolo Raffaele Esposito, il cuoco napoletano 34enne residente a Savignano sul Panaro, in provincia di Modena e riconosciuto di essere l’autore della violenza sessuale e di aver dato fuoco al corpo di Neata Vasilica Nicoleta, prostituta romena di 31 anni. L’insopettabile cuoco, dalla doppia personalità, aveva scelto il processo con il rito abbreviato sperando in uno sconto di pena. Ma il verdetto del gup del Tribunale di Modena non ha tenuto conto del rito applicando il massimo della pena. Secondo quanto è emerso dalle indagini Raffaele Esposito, cuoco tossicodipendente e ludopatico, padre di una bimba piccola, responsabile, avrebbe ucciso la donna nello stretto lasso di tempo compreso tra il 24 agosto e il 2 settembre scorsi. Il cadavere carbonizzato di ‘Nina’, Neata Vasilica Nicoleta, prostituta romena di 31 anni fu rinvenuto dai carabinieri (su segnalazione di un ciclista), in una zona di campagna, a San Donnino. Ma quel delitto “compiuto per futili motivi e con sadismo” è solo l’apice di una escalation ricondotta a una persona, rivelano le indagini, “incapace di controllare i propri impulsi ad atti di violenza”.

Fonte: Cronache della Campania

Omicidio Tartari, Fiti condannato all'ergastolo si uccide in carcere

Bologna
Cronaca
22 novembre 2019

Il 27enne romeno si era sempre dichiarato innocente nel delitto del 73enne di Aguscello rapinato e sequestrato il 9 settembre del 2015

Costantin Fiti

Bologna, 22 novembre 2019 - Si è suicidato ieri sera, impiccandosi alle sbarre della sua cella con le lenzuola. A togliersi la vita è stato Costantin Fiti, il 27enne romeno che stava scontando la condanna all'ergastolo per il brutale delitto di Pier Luigi Tartari il 73enne di Aguscello (Ferrara) rapinato e sequestrato il 9 settembre del 2015 mentre stava rientrando in casa. "Sono innocente, mi hanno incastrato per un paio di scarpe regalate - aveva detto da subito Fiti-. Io sono innocente, se mi condannano mi tolgo la vita”.

Fiti lo aveva confessato al suo avvocato durante il processo, e lo ha messo in atto a pochi mesi di distanza dalla pena definitiva. Era dietro le sbarre della Dozza dove avrebbe dovuto passare il resto della sua vita per scontare l’ergastolo e un lungo periodo di isolamento diurno. Ma ha deciso di farla finita. Dall'inizio dell'anno, nella casa circondariale bolognese, è il terzo suicidio.

Fonte: Il Resto del Carlino

Latitante romena arrestata a Scafati

Anca Maria Murg in Romania colpì ragazzo con mazza baseball

20 novembre 2019

(ANSA) - NAPOLI, 20 NOV - I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno localizzato a Scafati (Salerno) e arrestato Anca Maria Murg, 30enne di origine romena. Era tra i latitanti più ricercati in ambito europeo. Sfuggiva dal 2010 da un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità romene per una sentenza definitiva del Tribunale di Hunedoara (Romania) che la condannò a 20 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato in concorso.
Nella notte del 16 settembre 2007, in una discoteca di Tâmpa, la donna discusse con un 18enne. Lo colpì con calci e pugni poi con una mazza da baseball e con un masso. Gli inflisse il colpo fatale calpestandogli il capo con il tacco della scarpa. Il ragazzo morì in ospedale due giorni dopo. La donna è stata catturata dopo una lunga attività investigativa anche in collaborazione con il Servizio di Cooperazione Internazionale.
Ora è in carcere in attesa dell'estradizione.

Fonte: ANSA

venerdì 22 novembre 2019

Il cinema romeno degli anni ’90. Radiografia di (molte) crisi

Cultura
Andreea David
20/11/2019

Il cinema romeno è passato in pochi anni dall’oscurità più totale a fenomeno miracoloso del panorama europeo. Se all’inizio degli anni duemila nessuno ne aveva sentito parlare, ora alcuni registi, come Cristi Puiu, Cristian Mungiu, Radu Muntean e altri ancora, sono tra i più attesi ai festival internazionali. La generazione del Noul Val, la New Wave (per quanto non tutti si riconoscano in tale inquadramento), non è però nata dal nulla. Apprezzati per il modo realistico di rappresentare la realtà, una visione ironica sul periodo comunista o sulla transizione post-rivoluzionaria, i film degli anni duemila hanno degli antecedenti che vale la pena ricordare e riguardare. EastJournal ne racconta in due articoli: di seguito la prima parte.

Dal regime alla libertà

Ad affermarsi nel panorama cinematografico degli anni Novanta non fu una “generazione spontanea”, ma furono perlopiù registi già conosciuti e amati dal pubblico; Lucian Pintilie, che con Reconstituirea (‘La ricostruzione’/‘Il sopralluogo’, 1969) riuscì, in un epoca di disgelo, a fare breccia nella censura e a proporre un invito alla presa di coscienza degli spettatori contro le mistificazioni del regime e Mircea Daneliuc, il “ribelle con una causa” degli anni ’80, che grazie alla capacità di passare dalla realtà all’allegoria ha fornito, non senza gli immancabili problemi con la censura, un’immagine realistica della società romena, in un momento in cui tutto il resto era propaganda. Esordisce invece in questi anni con il primo lungometraggio Nae Caranfil, forse il più apprezzato dal grande pubblico per le sue commedie dal tono leggero, che non mancano però di risvolti drammatici.

Non c’è da stupirsi che dopo anni di proibizioni e scelte forzate, riacquisita la libertà, questi artisti creino delle opere che possono facilmente essere lette come atto di ribellione nei confronti del passato: sia a livello cinematografico sia nei confronti di una società “letargica” e disfunzionale, pre o post-rivoluzionaria che fosse. Era arrivata l’ora di dipingere la miseria umana in tutte le sue sfumature, con una profondità prima inimmaginabile: un atto di accusa e un’operazione etica al tempo stesso.

Umorismo nero e tragicommedia quotidiana

Le scelte artistiche di questa generazione non sono omogenee o ascrivibili a una tendenza generale. C’è tuttavia una fonte comune a cui ognuno attinge a modo suo: un umorismo nero che sembra connaturato alla psiche romena e che sulla scia dei drammaturghi Ion Luca Caragiale ed Eugen Ionesco trova fissa dimora anche nel cinema. Se i registi della New Wave lo declinano verso una distaccata ironia, i loro predecessori preferirono l’assurdo e una distintiva vena cinica. Opposte al minimalismo che verrà, le loro opere mettono in atto teatralità e gesti esagerati, metafore, allegorie, intrecci di più fili narrativi, con scene a volte surreali, altre grottesche, altre ancora realistiche fino all’assurdo.

La prima opera post-rivoluzionaria di Pintilie, dopo quasi un ventennio di assenza dal mondo delle arti, Balanța (‘La bilancia’, 1992), definita dai critici occidentali “un’apocalisse secondo i Balcani”, è una tragicommedia densa e surreale, oscillante tra materialità e metafisico. La protagonista, Nela, viaggia con le ceneri del padre, ex colonnello comunista, attraverso una realtà insensata; arrivata in un ospedale di provincia incontra Mitica, unico alleato in un mondo che dell’assurdo sembra aver fatto la regola. Diverso nel tono, È pericoloso sporgersi (1993, il titolo italiano riprende l’avvertimento presente sui finestrini dei treni a circolazione europea) di Caranfil è un altro affresco del mondo totalitario poco prima del declino: una commedia, canzonatoria e nostalgica, sui sogni di evasione da una realtà provinciale soffocante, che ha per protagonisti, incastrati in un triangolo amoroso, una studentessa, un attore e un giovane soldato. Senatorul melcilor (‘Il senatore delle lumache’, 1995) di Mircea Daneliuc affronta, tra realtà e allegoria, con sarcasmo tipicamente romeno il lascito rivoluzionario: il palese gattopardismo della classe politica, i problemi etnici e le perversioni di una società in cui sono esplosi gli squilibri, confusa e senza traiettoria. Alle porte del nuovo millennio, invece, esce Terminus Paradis (‘Capolinea Paradiso’, 1998) di Pintilie: la storia di un amore folle sullo sfondo di una Romania in fin di vita, con tutte le sue escrescenze. Un’ipostasi della “farsa tragica” ionesciana, giocata su un doppio piano di riferimenti biblici.

Verso i successi di Cannes

Forse quanto venuto prima del miracolo è troppo poco per fare una “tradizione cinematografica”, da cui sarebbe poi scaturita la New Wave. Rappresenta però un antecedente, un’aria comune di ricerca della verità o, se si vuole, un credo condiviso nella forza dell’arte cinematografica di rappresentare la (una) realtà e di indagarla fino in fondo. Figlia e corrispettivo artistico di una difficile transizione, è una fase che dimostra che i miracoli, come i premi, non nascono dal nulla.

Chi è Andreea David
Nata in Romania nel 1995, attualmente studia Filologia moderna presso l'Università degli studi di Padova. Un po' romena un po' italiana, cerca il suo posto nel mondo scrivendo su East Journal di cultura e amenità.

Fonte: East Journal

giovedì 21 novembre 2019

Festa Nazionale della Romania, conviviale a Bugnara

19 Novembre 2019

In occasione della Festa nazionale della Romania si terrà la tradizionale conviviale organizzata dall’associazione socio-culturale romena “Ovidiu” di Sulmona nei locali del ristorante Tre Archi di Bugnara. L’appuntamento è per domenica 1 dicembre, alle 12. Animeranno l’evento due conosciuti artisti romeni, Vasile David, ospite per la seconda volta dell’evento ed il chitarrista Puiu Craciun. Questo è il quarto anno consecutivo che l’associazione organizza questo importante evento di aggregazione per la numerosa comunità romena residente nel territorio peligno ma anche per quei romeni che vivono oltre i confini del Centro Abruzzo. La prevendita biglietti per la prenotazione del pranzo è già avviata e sarà attiva fino al 1 dicembre nel Punto Carne in viale Mazzini 11, Sulmona. I posti sono limitati.

Fonte: Rete Abruzzo

De la Est la Vest - Expoziție de artă, 2 - 31 decembrie in Roma


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De la Est la Vest
Expoziție de artă

Galeria de Artă Accademia di Romania in Roma

Viale delle Belle Arti, 110

02.12.2019 - 31.12.2019

În perioada 02 - 31 decembrie 2019, Accademia di Romania in Roma, în colaborare cu Uniunea Artiştilor Plastici din România, filiala Oradea, organizează Expoziția de Artă vizuală „De la Est la Vest”, realizată de către un grup de 43 de artiști cu un portofoliu de 30 de lucrări de pictură, grafică, textile și 13 lucrări de scuptură, ceramică și instalații.

Conceptulexpoziției presupune o atenție dedicată „perioadei de tranziție” în toată complexitatea ei, de la o etapă istorică la o altă etapă istorică și anexează o serie de întrebări și răspunsuri legate de identitate, loc, tradiții, schimbare, transfer și transgresiune. Patruzeci și trei de lucrări vor construi un cadru complex în careartiștii vor încerca să răspundă întrebărilor prin multiple mijloace de expresie, cuprinzând toate formele de manifestare ale artelor vizuale și depășind granițele vechilor canoane sau șabloane sociale, în nevoia lor imperioasă de eliberare prin artă sau, nevoia de transcendere dincolo uneori de limita de cunoaștere.

„În integrarea europeană - uneori mai rapidă și mai armonioasă, alteori mai lentă și mai contrariantă - ce misiune, ce rol mai pot juca artiștii vizuali, alături de toți ceilalți artiști ? În configurarea unui spațiu mental cât de cât unitar, dincolo de limbi, tradiții și situații istorice diferite, în elaborarea unei politici comune a imaginarului (acest drept inalienabil al fiecăruia dintre noi), artiștii aduc acele ingrediente de sensibilitate acută și de libertate interioară care să ne încurajeze să ne depășim limitările vechi, conformismul de obște, blocajele inerțiale. Artiștii sunt cei care instilează percepții intense și energii emoționale noi, necunoscute, în structurile noastre psihice și intelectuale, care au mereu tendința de a se pierde în mecanicitate și în nivelare globală.

Artiştii sunt în continuare un fel de „celule sensibile”, emoţionale, fantaste, ale marelui Corp biologic şi social al umanităţii pe cale de unificare. Imprăştiaţi în toate naţiunile, ei alcătuiesc în mod nevăzut un fel de „reţea senzitivă” peste planetă, cu care aceasta simte, tatonează, visează un viitor posibil al omului, o evoluţie posibilă a psihismului universal (care nu e limitat, de altfel, la regnul uman). Artiştii formează un fel de „organ vizionar” al existenţei terestre, prin care Viaţa - pelicula organică şi inteligentă ce îmbracă Pământul - încearcă variante de supravieţuire şi evoluţie.

Iar artiștii din România vin, în cadrul acestui vast efort de reconfigurare umană continuă, cu propria lor istorie și sensibilitate, deschisă curajos deopotrivă spre specific și spre universal. Ei vin cu o neobosită sete de modernitate, înrădăcinată constant într-o tradiție arhaică și medievală încă vie, încă productivă la nivelul artefactelor, din care ei își extrag un imaginar extrem de bogat, deschis discret spre panteism și spiritualitate. Ei vin cu o sensibilitate încă racordată la natură și cosmic, cu care filtrează intuitiv toate tendințele estetice ale pieței de artă, cărora le adaugă vectorul de auto-transcendere. Ei vin cu o istorie politică recentă încă dureroasă, dar pe care o transformă în materie primă pentru depășire și transfigurare. Ei vin cu un legat cultural vechi de sute de ani, pe care îl oferă, trecut prin propria lor personalitate, actualității ardente și dificile de azi.

În marea lor diversitate de tehnici și stiluri acordate la „mainstreamul” vizual contemporan, artiștii vizuali din Oradea (un frumos și energic oraș al României de azi) oferă magnificei metropole Roma ofranda lor de imaginar și sensibilitate.”

Magda Cârneci

poet & critic de artă

redactor-șef, Revista-ARTA,

București

Curator: Magda Cârneci

Artiști în expoziție: Alexandru Ciobotariu, Agela Szabo, Corina Baciu, Dan Mircea, Dates Campeanu, Dorin Damaschin, Cosmin Durgheu, Costea Constantin, Darius Martin, Diana Bohnsteindt Gavrilas, Denisa Romocea, Diana Suigan, Dorel Gaina, Erszebet Dobos, Gheongy Kerekes Ujvarossy, Horea Selegean, Florina Iepure, Ieronim Morut, Juhas Imre, Ioan Augustin Pop, Ioan Aurel Mureșan, Katalin Marton, Laszlo Ujvarossy, Marta Jakobovits, Marius Vesa, Mihaela Tatulescu, Miklos Onucsan Noemi Szep Janko, Nina Danci, Ovi Pascu, Remus Ilisie, Raluca Avramut Ferchi, Radu Tarnovean Rudolf Bone, Rodica Indig, Sandor Bartha, Tibi Fekete, Terez Matza, Teofil Stiop, Teodora Bicescu, Tudor Francu, Vioara Bara, Zoltan Imre.

Vernisaj: 2 decembrie 2019, ora 18:00

Link eveniment facebook: https://www.facebook.com/events/408123710141615/

Foto: Denis Romocea, „Un paradis Pierdut”, acryl pe pânză, 100x100 cm. (2019)
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Dall’Est all’Ovest

Mostra d'arte visiva

Galleria d’Arte Accademia di Romania in Roma

Viale delle Belle Arti, 110

02.12.2019 - 31.12.2019

Nel periodo 02 - 31 dicembre 2019, la Galleria dell’Accademia di Romania in Roma, in collaborazione con l'Unione degli Artisti di Romania - Oradea, ospiterà la mostra d'arte visiva " Dall’Est all’Ovest" che riunisce opere firmate da 43 artisti romeni: 30 opere di pittura, grafica, tessuti e 13 opere di scultura, ceramiche e installazioni.

Il concetto della mostra implica un focus sul "periodo di transizione" in tutta la sua complessità, da un periodo e da uno scenario storico ad un altro e allega una serie di domande e risposte relative a identità, luogo, tradizioni, cambiamento, trasferimento e trasgressione. Quarantatré opere costruiranno una struttura complessa in cui gli artisti cercheranno di rispondere alle domande attraverso molteplici mezzi di espressione, comprendendo tutte le forme di manifestazione delle arti visive e trascendendo i confini di vecchi canoni o modelli sociali, nella loro urgente necessità di liberare l'arte o di passare, a volte, oltre il limite della conoscenza.

“Quale missione e che ruolo possono mai avere gli artisti visivi, accanto a tutti gli altri artisti nel processo d’integrazione europea, a volte rapido e armonioso, altre volte magari lento e complesso? Nel configurarsi di una coscienza mentale sempre più unitaria, al di là delle lingue, delle tradizioni e delle diverse situazioni storiche, nell’elaborare una comune politica dell’immaginario (diritto inalienabile di ognuno di noi), gli artisti portano quegli ingredienti di acuta sensibilità e di libertà interiore che ci stimolano ad oltrepassare i limiti stereotipati, il conformismo urbano e l’immobilismo inerziale. Gli artisti sono coloro che incanalano percezioni intense ed energie emozionali nuove, sconosciute, nelle nostre strutture psichiche ed intellettuali, le quali tendono sempre a perdersi nei meccanismi e nell’omologazione globale.

Gli artisti continuano ad essere una sorta di „cellule sensibili”, emozionali, immaginifiche, di quel grande organismo biologico e sociale dell’umanità che si sta unificando. Sparpagliati in tutte le nazioni, loro compongono un’invisibile „rete sensibile” globale, attraverso la quale il pianeta sente, saggia e sogna un possibile futuro dell’uomo, una possibile evoluzione della psiche universale (che non è prerogativa del solo regno umano). Gli artisti formano una specie di „organo visionario” dell’esistenza terrestre, per mezzo del quale la Vita - pellicola organica e intelligente che avvolge la Terra - cerca varianti per sopravvivere ed evolversi.

A questo ampio sforzo di continua riconfigurazione umana, gli artisti romeni apportano la propria storia e sensibilità aperta con coraggio verso la specificità e verso l’universale. Vi apportano un’instancabile sete di modernità, radicata costantemente in una tradizione arcaica e medioevale ancora vitale e prolifica al livello degli artefatti, tradizione da cui loro estraggono un immaginario estremamente ricco, tenendo un occhio attento al panteismo e alla spiritualità. Vi apportano una sensibilità ancora legata alla natura e al cosmo, con la quale filtrano in maniera intuitiva tutte le tendenze estetiche del panorama artistico, aggiungendovi la spinta a superare sé stessi. Vi apportano, inoltre, una recente storia politica ancora sofferta, che riconvertono però in materia prima per poter superare e trasfigurare la stessa storia. E finalmente vi apportano un’eredità culturale ancestrale di centinaia d’anni che offrono alla difficile e ardente attualità, non prima di aver passato, però, quest’eredità attraverso il filtro della loro propria personalità.

Con la loro ricca diversità di tecniche e stili concordi con il „mainstream” visivo contemporaneo, gli artisti di Oradea (una bella e vivace città della Romania odierna) offrono in omaggio alla magnifica metropoli di Roma il proprio immaginario e la propria sensibilità.”

Magda Cârneci

poetessa & critico d’arte

capo redattore della Rivista-ARTA,

Bucarest

Curatrice: Magda Cârneci

Artisti in mostra:Alexandru Ciobotariu, Agela Szabo, Corina Baciu,Dan Mircea,Dates Campeanu,Dorin Damaschin,Cosmin Durgheu,Costea Constantin, Darius Martin, Diana Bohnsteindt Gavrilas,Denisa Romocea, Diana Suigan, Dorel Gaina, Erszebet Dobos, Gheongy Kerekes Ujvarossy,Horea Selegean, Florina Iepure, Ieronim Morut, Juhas Imre, Ioan Augustin Pop, Ioan Aurel Mureșan, Katalin Marton, Laszlo Ujvarossy, Marta Jakobovits, Marius Vesa, Mihaela Tatulescu,Miklos Onucsan Noemi Szep Janko, Nina Danci, Ovi Pascu, Remus Ilisie, Raluca Avramut Ferchi, Radu Tarnovean Rudolf Bone, Rodica Indig, Sandor Bartha, Tibi Fekete, Terez Matza, Teofil Stiop, Teodora Bicescu, Tudor Francu, Vioara Bara, Zoltan Imre.

Inaugurazione della mostra: 2 dicembre 2019, ore 18:00

Link evento: https://www.facebook.com/events/408123710141615/

Foto: Denis Romocea, „Un paradiso perduto”, acrilico su tela, 100x100 cm. (2019)

Accademia di Romania in Roma